22 maggio 2026

Nawal, Edipo, Oreste, Edmond 9

 Continuano le mie riflessioni nate dal lavoro della mia Loggia l'anno scorso


Le Prospettive

Le molteplici individualità di Edmond sono complementari e propedeutiche alle molteplici prospettive entro le quali si pone il lettore di Montecristo.

Prospettive diverse per confrontarsi con l’opera oppure nomadismo concettuale che vede solo ciò che la propria mente permette o vuole si veda oppure – peggio – salti qua e là in base all’umore del momento?

Dantès è l’uomo con amici sbagliati nel luogo sbagliato nel momento sbagliato.

E’ immediata una domanda impertinente: se non fosse stato tutto così sbagliato sarebbe poi stato tutto così... giusto?

Quattordici anni al buio di una cella. Stare con se stessi, lontano dalla luce del sole e dagli spazi aperti, giungendo persino a “vedere al buio”.

Della “banda dei quattro” (termine di mao-zedonghiana memoria!) Fernand in un certo senso è il vero avversario di Edmond, l’unico ad avere profonda avversione e malanimo personale e invidia e gelosia (ah... il sempiterno detto: cherchez la femme!). Anche Caderousse e Danglars sono nemici, ma non al modo di Fernand: il primo è solo un mediocre avido e il secondo un bramoso dedicato all’avere e non all’essere. Per loro Edmond è solo occasione oppure ostacolo; a loro manca l’animosità personale e personalistica di Fernand. A Villefort la sorte di Dantès interessa solo nella misura in cui può compromettere la propria carriera per la quale è disposto a calpestare tutto: per lui Edmond è solo un impaccio da eliminare (nulla di personale).

Fernand invece è nemico esplicito. Nel confronto finale lo esprime chiaramente: Sono venuto per dirvi che io vi considero mio nemico! Sono venuto per dirvi che vi odio per istinto, che mi sembra d'avervi sempre conosciuto, sempre odiato...

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Prospettiva avventurosa

Montecristo è una storia avvincente e piacevole che “prende” il lettore fin dalle prime righe per l’intreccio degli avvenimenti e situazioni coinvolgenti.

Probabilmente è la prospettiva della maggior parte dei lettori del tempo, che attendevano la continuazione della storia nel numero successivo del Journal des débats: si limitavano a seguire gli intrecci della vicenda così come si sviluppano, apprezzando l’aspetto avventuroso, tutt’al più anche i risvolti morali o moralistici. Probabilmente non avrebbero potuto fare altro e proprio questo era l’intento del giornale: una storia avvincente con numerosi colpi di scena interrotti sul più bello per invogliare il lettore ad acquistare il successivo numero del giornale. Intelligente marketing (oggi diremmo così) di grande qualità: quale spot pubblicitario odierno sarà ricordato tra due secoli?

Anche in quei tempi in cui il “ritmo sociale” era molto più lento rispetto ad oggi, il lettore standard probabilmente non aveva tempo di approfondire un lavoro che si stava sviluppando a puntate e approfondire l’architettura complessiva. Edmond è ingiustamente imprigionato, evade dopo molti anni e trova in Montecristo la sua isola del tesoro. Chi non può approvare una giusta vendetta, minuziosamente descritta, quasi da scienziato positivista, fin nei minimi particolari, senza evitare qualche compiacimento? Ogni colpo di scena è giustificato dalla intelligente struttura costruita con – passatemi il termine – ottima maestria da un architetto “in gamba” senza chiedersi delle leggi e delle regole che sostengono la costruzione.

Prospettiva di formazione

Il romanzo di formazione descrive l’evoluzione del protagonista dalla infanzia e giovinezza all’età adulta, sia seguendo gli eventi nel loro svolgersi sia ricordando da vecchi la propria vita. Ogni opera che narra di una trasformazione o scoperta o conquista durante un certo periodo di tempo o di spazio può essere visto anche come un percorso di maturazione, dalle fiabe di Cenerentola e del Gatto con gli Stivali fino a Pinocchio, passando per Wilhelm Meister e il giovane Holden, fissando le trasformazioni del protagonista, approfondendo la parte psicologica o privilegiando la narrazione.

Dumas segue Edmond durante le tappe della vita, da comandante provvisorio diciannovenne alla prigionia, all’evasione in età matura, all’incontro con Mercedes sposa altrui, alla vendetta e alle “opere buone” verso Morrel e la giovane Valentine fino alla “liberazione finale” con Haydée.

La stessa Haydée può essere intesa maschilisticamente (tacitando l’odierno ipocrita politically correct) il “premio al vincitore” ma anche modernamente come la compagna innocente e pura di un nuovo inizio.

Prospettiva muratoria

Dumas fu massone, iniziato nella Loggia napoletana Fede Italica nel 1862 al tempo del suo incarico di Direttore dei musei e degli scavi napoletani, quindi quasi due decenni dopo avere scritto il romanzo. Mi pare quindi azzardato intendere Montecristo come un romanzo massonico. Vi sono però indubbie attinenze con il metodo muratorio, probabilmente “tracce” di un profondo pescaggio nel proprio calderone interiore (anni dopo quel contenuto si materializzerà nel passaggio tra le Colonne del Tempio).

L’invidia dei Ruffians (così il rituale Duncan chiama i “cattivi compagni” che uccidono Hiram) è certo intrisa di ignoranza, fanatismo, e ambizione. Non è difficile intendere la denuncia di Mondego, Danglars e Caderousse come i colpi che uccidono il maestro e la decisione di Villefort come il marchio finale che inchioda il coperchio della bara.

La prigionia nella cella buia non è il viaggio nella terra? Pare un athanor alchemico dal quale Edmond esce homo novus quasi rinato tra noi: l’educazione avuta dall’abate Faria lo ha cambiato radicalmente. Faria/Fratello-Terribile gli dà le chiavi per riveder le stelle.

L’evasione e la ritrovata libertà richiamano il viaggio nell’acqua, mentre l’incontro con Mercedes sposata (i due si riconoscono! Lo capisce subito il lettore) fa pensare al viaggio nell’aria, di una “bellezza aerea” intrisa di una suggestiva atmosfera di qualcosa che avrebbe potuto essere ma non è stato.

Quanto alla vendetta è sicuramente il viaggio nel fuoco che non brucia l’operatore ma elimina scorie dannose. Infatti l’intento di Dantès è il ripristino di una giustizia violata più che una vendetta crudele: Edmond è (si sente) il demiurgo che riporta giustizia, non l’offeso che ricambia pan per focaccia. Però giustizia e vendetta a volte possono essere ruoli talmente vicini e connessi da non riuscire a individuare il confine oltre il quale il desiderio di riparare la giustizia offesa diventa volontà di far soffrire chi ci fece soffrire. Occhio per occhio, dente per dente, (per esempio nelle leggi del babilonese Hammurabi nel XVIII secolo ac, e in seguito nei biblici Esodo e Levitico) la classica legge del taglione (“taglione” derivante dal latino talis = “tale e quale”, non da taglio come potrebbe ritenere l’insipiente) non sempre indica giustizia. Fu introdotta in antico per porre un limite alle vendette private e quindi avvicinarsi ad un senso di giustizia, ma non sempre indica appunto giustizia. Infatti, a differenza del masso che dal vertice di lunga erta montana… precipitando a valle, batte sul fondo e sta, lì sta e non si muove più, ciò che si mette in moto nel mondo reale produce azioni certo conseguenti una all’altra ma non sempre prevedibili fino alle estreme conseguenze: il famoso masso alla fine dove effettivamente sta?

La partenza finale con Haydée è l’inizio (ricerca?) della vita nova che non dimentica il passato ma vuole il passato superare.

(continua)

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.