30 settembre 2026

C'è viaggio e viaggio

 Si viaggia

Il ponte di un piroscafo in rotta per le Americhe, meglio di Atene, offre all’uomo moderno un’acropoli per la sua preghiera. Ma non ti pregheremo ormai, anemica dea, fondatrice di una civiltà prigioniera! Trascurando quegli eroi navigatori, esploratori e conquistatori del Nuovo Mondo – che (in attesa del viaggio sulla luna) corsero la sola avventura totale proposta all’umanità di quei tempi, il mio pensiero si innalza a voi, sopravvissuti di una retroguardia che ha così crudelmente pagato l’errore di tenere aperte le porte: Indiani il cui esempio, attraverso Montaigne, Rousseau, Diderot, Voltaire, ha arricchito la sostanza di ciò che la scuola mi ha dato, Uroni, Irocchesi, Caraibi, Tupi, eccomi a voi!


Lévi-Strauss scrive queste parole a bordo del la nave che nel 1935 lo porta in Brasile.

Della citazione mi piace il breve cenno al viaggio sulla Luna. Lévi-Strauss non può immaginare all’epoca che il viaggio sulla luna sarà completamente diverso dai viaggi ai quali l’uomo era abituato.

Nei viaggi precedenti è l’uomo l’unico e vero protagonista, consapevole di poter giungere alla meta e altrettanto consapevole di poter soccombere. Cristoforo Colombo salpa da Palos seguendo una propria visione. E’ lui lo spirito e l’anima della spedizione, non l’equipaggio. In questo senso Colombo è certamente l’eroe solitario, che tiene a bada l’equipaggio come si tiene a bada un puledro focoso e poco docile.

Il viaggio sulla luna, invece, è opera dell’organizzazione. E’ la NASA che fa sbarcare Armstrong sulla luna, non è Armstrong che va sulla luna come Colombo che naviga sull’Atlantico. Senza Armstrong ci sarebbe stato un altro astronauta sulla luna, senza Colombo il viaggio verso le Americhe sarebbe stato altro da ciò che fu.

La valenza simbolica del viaggio oggi è fortemente compromessa e dovremmo ricostruirne l’impatto per far riemergere ciò che oggi – temo – fatica ad emergere.

Sono tanti gli atti del Rituale che oggi risultano compromessi e appaiono in un certo senso banalizzati.

Chi può oggi esser emotivamente colpito da una spada, oggetto che la stragrande maggioranza ha visto solo in televisione o nei musei senza averne mai toccato una? Che senso emotivo può dare una cazzuola se nessuno ha mai provato ad usarla e non sa come sia maledettamente faticoso miscelare sabbia, calcina e acqua con una cazzuola... E come sia maledettamente difficile prender la calcina e sbatterla sul muro senza che cada?

Forse dovremmo ripensare i nostri simboli per ritrovarne l’impatto emotivo, quel primo colpo che oltrepassa la tua corazza. Altrimenti il nostro apparato simbolico può ridursi a semplice giochino intellettuale.

Le parole di Lévi-Strauss fanno vedere il senso profondo del viaggio eroico nel passato e purtroppo  mostrare che quel tipo di viaggi è ormai tramontato.

Il fascino dei libri di Emilio Salgari era diretta conseguenza delle sue immaginifiche ma realissime descrizioni di paesaggi tropicali che - sapevamo - non avremmo mai visto di persona. Oggi quegli stessi libri sono improponibili a qualunque adolescente collegato solo al mondo tecnico della rete ma scollegato dalla sua immaginazione.

E non possono ancora sapere, nel 1935, che il mondo cosiddetto civile ha appena cominciato un altro tipo di viaggio, che porterà a rimescolare mostri orrendi che sonnecchiano nei fondali melmosi del mare interiore dell’uomo. L’altra faccia del viaggio: il viaggio negativo.

E non sapranno gli ottimistici scampati alla tragedia della guerra che stava sobbollendo nel mondo occidentale il ribollente magma della sopraffazione tecnica.

Se qualcuno chiedesse ad una cosiddetta "intelligenza artificiale" (cioè un software ormai in grado di autoriprodursi) come fare per eliminare il cancro dal mondo ci sorprenderemmo della lineare risposta: "per eliminare ogni forma di tumore dal mondo è sufficiente eliminare il veicolo del tumore, cioè l'uomo"?

E' questo il viaggio nel nuovo mondo?


29 settembre 2026

Antichi Doveri: Primo 5

   Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte quinta


Ulisse. Una domanda scomoda: gli atei?

Vecchio Copritore. Il Primo Dovere è chiaro: il Massone “se intende rettamente l'Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso”.

Ulisse. Sì, Anderson è chiaro: l'ateo è stupido.

Vecchio Copritore. Anderson fu massone e pastore presbiteriano. Quando parla di “stupid atheist” a mio parere intende proprio l'uomo ateo che per il fatto di essere ateo è necessariamente stupido (e non invece – come pure a volte ho ascoltato in Loggia – distinguere tra l’ateo stupido e quello intelligente, come se in Massoneria potessero entrare gli atei intelligenti ma non quelli stupidi).

Ulisse. Che si intende per ateo? La radice etimologica indica la negazione della divinità e il senso comune indica l’ateo come colui che non crede in Dio.

Vecchio Copritore. Nel corso della storia l’accusa di ateismo è stata rivolta a molti (spesso “diversamente” credenti); per esempio Socrate, Spinoza e Giordano Bruno, tanto per citare solo tre nomi). L’essere ateo fu considerato un delitto da punire.

Ulisse. Nel rituale muratorio di origine scozzese non si parla di Dio, anche se ovviamente nessun atto o dichiarazione lo nega. Nella ritualità anglosassone è diverso. Il rituale Emulation fa accogliere il Candidato appena introdotto bendato in Loggia con una preghiera pronunciata proprio dal Maestro Venerabile: “Padre Onnipotente e supremo Governatore dell’Universo, illumina questi nostri lavori e dà a questo Candidato… la grazia di consacrare la sua vita al Tuo sevizio. Più avanti. Fortificalo donandogli un soffio della Tua Divina Saggezza…”. La preghiera termina “ad onore e Gloria del Tuo Santo Nome”.

Vecchio Copritore. Probabilmente la ritualità anglosassone risente anche della storia massonica del paese, segnata da una lunga separazione tra i Massoni Ancients e Moderns che terminerà solo nel 1813 con la nascita della Gran Loggia Unita di Inghilterra, le Costituzioni della quale iniziano così. “Un muratore è tenuto per la sua condizione ad obbedire alla legge morale e, se ben comprende l’Arte, non sarà mai un ateo stupido o un libertino irreligioso. Tra tutti gli uomini, egli dovrebbe capire meglio che Dio vede in modo diverso rispetto agli uomini, perché l’uomo vede l’apparenza, mentre Dio guarda il cuore…”.

Si ribadisce che non può esistere il massone ateo.

Ulisse. Cosa vuol dire essere ateo? Cosa significa, oggi, essere ateo?

Vecchio Copritore. Partiamo dall’esame etimologico: ateo deriva dal greco a = senza (alfa privativa) e theos = dio: senza dio.

Ulisse. Mi domando.

Il “ a-theos” = il “non-dio”, senza dio e per estensione (necessariamente?) il “senza trascendenza”?

Il “a-theos” = il non-teista, chi non accetta il dio rivelato, cioè il teismo (nel passato voleva dire appunto essere senza dio), ma non necessariamente essere “senza trascendenza”?

Oppure ancora: il “a-theos” = chi non si rivolge al qualcosa superiore ma si impegna personalmente, ora e qui, nell'ottica umana, perché la vita è in questo mondo (e il resto è altrove, oltre il proprio orizzonte)? Chi crede Dio essere nell'Umanità può entrare in Loggia?

Vecchio Copritore. In sintesi ti chiedi se ateismo sia indicatore di posizioni, anche religiose, discordanti con il concetto di dio rivelato. Mi pare possa esserci anche una specie di ipotesi implicita: non necessariamente dio implica “dio rivelato”.

Ulisse. Il passaggio più delicato nel lavoro di Loggia è nella costruzione dello spazio e del tempo sacri ove si svolgono i lavori muratorii. Il massone deve sentire il senso del sacro.

Vecchio Copritore. Il sacro è percepito come legato indissolubilmente alla religione e appare un'affermazione scontata. Certamente la religione implica il senso del sacro; ma il sacro implica necessariamente una religione? Può esserci il sacro al di fuori di una religione?

Ulisse. Anche il legame con il trascendente non mi pare possa porsi nei due sensi. Se il trascendente può implicare il sacro, non ritengo che necessariamente il sacro debba implicare il trascendente. La trascendenza, lo spirito sono modalità del sacro, ma il sacro è svincolato dalla trascendenza e dallo spirito. O no?

(continua)

28 settembre 2026

Antichi Doveri: Primo 4

   Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte quarta

Vecchio Copritore. Anderson cercò di rimuovere dagli Antichi Doveri gli elementi che potevano caratterizzare in senso non tanto cristiano quanto di questo o quel culto cristiano (cattolico, anglicano, luterano...) ed evitare distanze tra fratelli dell'un culto cristiano e fratelli dell'altro culto cristiano, ma tutti appunto nell’alveo del cristianesimo.

Ulisse. E’ mia opinione che quando il pastore presbiteriano Anderson parla della “religione nella quale tutti gli uomini convengono” non si riferisca al nucleo comune di religioni diverse, ma pensi ad una specie di cristianesimo (o “super-cristianesimo”) a monte delle differenziazioni in singoli culti, sul quale possano incontrarsi il cattolico, l’anglicano, il puritano, il calvinista, il luterano, e così via (magari anche chi cristiano non lo è più o non lo è mai stato).

Vecchio Copritore. La tua può essere opinione con qualche fondamento. Ancora oggi uno dei rituali praticati negli Stati Uniti, il rituale Duncan, prevede una apposita lettura per l’iniziazione di un ecclesiastico: “Voi ,fratello, siete predicatore di quella religione le cui caratteristiche sono benevolenza universale e carità illimitata… La Massoneria… promuove la stessa carità e benevolenza…”.

Ulisse. E’ implicito che l’ecclesiastico sia cristiano e che, divenuto massone, possa vivere meglio la propria religione, cioè il proprio cristianesimo.

Vecchio Copritore. Sono parole che l'epica greca chiamerebbe alate. La loro profondità implica che nessuno si deve sentire escluso, nemmeno i seguaci di altre credenze o culti religiosi.

Ulisse. Il Primo Dovere spazza via ogni contesa religiosa (che il rituale italiano esclude tassativamente dai lavori di Loggia assieme alle questioni politiche), senza pronunciarsi sulla religione, limitandosi a indicare quella “nella quale tutti gli uomini convengono”.

Vecchio Copritore. Non esiste una teologia massonica, questo è il grande lascito dei nostri padri fondatori!

Ulisse. Oggi cosa si intende con “religione nella quale tutti gli uomini convengono”? Lo stesso che intendeva Anderson?

Vecchio Copritore. Credo non sia opportuno puntualizzare troppo, pena la “diminuzione” di universalità.

Ahiman Rezon (le Costituzioni della Gran Loggia inglese degli Antichi) specifica: “Un muratore è tenuto per la sua condizione ad osservare la legge morale come un vero Noachide”. I Noachiti sono coloro che, non aderendo per vari motivi al patto di Dio con Abramo e Mosè, seguono la precedente alleanza stipulata da Dio con Noè, quella sigillata dall’arcobaleno multicolore; quindi prima che dai figli di Noè si originassero tutti i popoli che abitano la terra e prima delle differenze anche religiose.

L’essere Noachidi non è chiaro invito alla “religione nella quale tutti gli uomini convengono”?

Ulisse. Forse è più significativo ribadire che la comunione dei Liberi Muratori «...si raccoglie sotto il simbolo iniziatico del G. A. D. U.», e basta!

Vecchio Copritore. Il GADU rappresenta l'oltre. “Oltre” e basta: c'è già tutto. Aggiungiamo con Anderson: i Massoni devono essere uomini buoni e sinceri o uomini di onore ed onestà.

Ulisse. Questa mi pare la “condizione zero” per unire e non dividere. Gli uomini buoni e sinceri possono affrontare in armonia qualunque difficoltà.

Vecchio Copritore. Purtroppo dalle gerarchie religiose, che hanno proibito o escludono per il fedele l’appartenenza alla Massoneria, la Massoneria ha pure imparato.

Ulisse. Che cosa?

Vecchio Copritore. Le gerarchie della Massoneria hanno imparato ciò che la Massoneria dice essere estranea alla Massoneria stessa.

Ulisse. Spiegati meglio.

Vecchio Copritore. Mi riferisco alla proibizione (sì, proibizione!) di frequentare Logge cosiddette non regolari, per esempio. Chi appartiene ad una loggia della comunione-istituzione x non può partecipare ai lavori di una loggia della comunione-istituzione y a meno che tra le organizzazioni x e y non esista una specie di “riconoscimento”.

Ulisse. Le cosiddette “sedicenti” Massonerie!

Vecchio Copritore. Già. Quanta ipocrisia in quel “sedicente”!
Sedicente, cioè sé-dicente, ha assunto il significato: sei tu che lo dici, ma lo dici solo tu, gli altri no, (perché non è vero, tacitamente si deduce). Sedicente è fonicamente simile a seducente, come se il brutto si travestisse da bello e conducesse a deviare dalla retta via.

(continua)





27 settembre 2026

Il lavoro del Maestro

 

Tempo: anni fa. Spazio: un oriente massonico con due logge.

Un fratello in una tornata di loggia (lui era a piedilista nell'altra) affermò: il massone che chiede qualcosa ad un altro massone non può rivolgersi direttamente a lui ma deve necessariamente farlo attraverso i Venerabili del richiedente e del richiesto, che quindi possono filtrare la legittimità della richiesta. L'intervento fu tenuto con toni un po’ agitati che fecero supporre ci fossero state richieste non legittime di favoritismi o peggio.

I fratelli della loggia successivamente si agitarono tanto che il Maestro Venerabile convocò una apposita tornata in Terzo Grado.

Fu una riunione molto turbolenta che lasciò amareggiato qualcuno per le forti polemiche: evidentemente i “Maestri” non avevano saputo controllare le proprie emozioni.

Al termine un anziano fratello sconsolato concluse: Abbiamo diviso anche quello che era unito.

Il giorno dopo, l'Oratore di Loggia mandò una lettera al Venerabile.


Il Maestro nella Camera di Mezzo

Ho ancora in mente la tornata di ieri sera e sento il bisogno di svolgere alcune considerazioni sul lavoro di Loggia e in particolare sul nostro modo di lavorare in Terzo Grado,

Dopo la chiusura un fratello mi ha confidato che sono proprio tornate come quella appena terminata a disturbarlo, facendomi ricordare un nostro lavoro dell’anno scorso: “Perché sono entrato in Massoneria?” aveva proposto l’allora Maestro Venerabile, “Perché, malgrado tutto, ci resto?” fu allora il mio contributo.

Premetto subito, a scanso di equivoci, che queste parole non vogliono essere una critica né sulla opportunità della tornata, né sulle modalità della conduzione: hai dimostrato un equilibrio che pochi avrebbero saputo mantenere e certamente hai permesso a qualcuno di sfogarsi apertamente evitando pericolose situazioni di cose non dette.

Sento però il dovere di pensare a voce alta perché tornate come quella di ieri sera non ci siano più. E quale destinatario più “naturale” se non il mio Maestro Venerabile?

Quali i fatti? Un fratello dell’altra officina in una nostra tornata ha detto alcune cose che possiamo serenamente definire inopportune sia per il momento scelto sia per il contenuto stesso sia per il modo con cui ha parlato.

A successive indagini quelle affermazioni sono risultate di carattere generale e non collegabili ad episodi specifici che, appunto, non si sono verificati. E questo è un fatto.

Ho però avuto l’impressione che per alcuni sia stato come sventolare un drappo rosso davanti al toro e che abbiano reagito senza il dovuto controllo.

Troppi fratelli credono che lavorare in terzo grado permetta di parlare apertamente senza remore, mentre, se vogliamo, è esattamente il contrario.

Il lavoro in terzo grado deve essere il momento qualificante per il Libero Muratore perché è solo con il terzo grado che si completa l’essenza di Massone.

Sostenere che in Camera di Mezzo si può parlare di qualunque argomento è affermazione superficiale e non corretta. Si deve invece dire che solo il Maestro, a differenza dell’Apprendista e del Compagno, raggiunge la pienezza e il punto di equilibrio, oserei dire magico, che gli permette di essere Massone e non solo un iscritto alla Massoneria.

Un fratello, dopo la tornata, mi ha detto: Abbiamo diviso anche quello che era unito.

Nella sua saggezza ha visto giusto.

Se il lavoro dell’Apprendista prima e del Compagno poi è in un certo senso preparatorio alla costruzione, il lavoro del Maestro è la costruzione stessa: è quindi corale e di unione; costruisce il muro utilizzando pietre e unendole con la calcina e deve unire ciò che è diviso.

Ieri sera, temo, si è fatto l’opposto.

Non voglio entrare nel merito. Francamente non mi interessa che possano esserci periodicamente episodi volti a sindacare questo o quel comportamento. Non ci deve interessare e non dobbiamo esserne influenzati, il nostro lavoro deve essere un altro. Il problema del rapporto tra i fratelli o tra le Officine esiste, ma non sono tornate come quelle di ieri che possono contribuire a risolverlo. Mi riferisco specificatamente al comportamento tenuto: interventi continui (due, tre, quattro volte e più), polemiche, monologhi, dialoghi e altro ancora.

No, non così dobbiamo comportarci durante il lavoro. Chi si è ricordato che stavamo lavorando ritualmente? Che dovevamo lavorare ritualmente?

I Maestri non risolvono i problemi così.

I Maestri vogliono una politica (passami il termine) di “avvicinamento” tra i fratelli per eliminare incomprensioni, dissapori e malintesi. Non dimentichiamoci, mai, che per non comprendersi bisogna essere sempre in due.

Soprattutto dobbiamo impegnarci seriamente ad eliminare il chiacchiericcio che è uno dei peggiori mali della nostra Istituzione.

Sul piano del lavoro di Loggia, quello peculiare nostro per intenderci, dobbiamo impegnarci ad essere più concentrati, meno dispersivi, insomma più seri e più Massoni. I metalli devono restare fuori dal Tempio. Ieri siamo stati sommersi da metalli e metalloidi!

Il nostro è lavoro lungo e difficile, ma lo sapevamo già; è un lavoro che forse non abbiamo fatto o abbiamo fatto male, e questi sono i risultati.

Ti abbraccio fraternamente


26 settembre 2026

Antichi Doveri: Primo 3

  Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte terza

Vecchio Copritore. L’Atto di Successione del 1701 impedisce ad un cattolico di diventare re d’Inghilterra.

Ulisse. E Anderson qualche anno dopo prescrive: i Muratori sono obbligati a quella religione nella quale tutti gli uomini convengono. La gente si era stancata dei bagni di sangue.

Vecchio Copritore. E Anderson proclama: in Loggia sono accettati tutti, purché non atei né irreligiosi. Il cattolico e l’anglicano e il protestante invece di ammazzarsi siedono fianco a fianco chiamandosi fratelli. Non è rivoluzionario?

Ulisse. Tanto più che pochi anni prima era stato raggiunto l'accordo tra Inghilterra e Scozia: l'Atto del 1707 apriva l'una all'altra senza più contrasti e lotte tra inglesi e scozzesi.

Vecchio Copritore. C'era una Massoneria inglese e una Massoneria scozzese. Massoni inglesi e scozzesi dovevano lavorare in Loggia assieme senza contrasti geografici o politici (oggi diremmo etnici). Anderson stesso nato a Aberdeen era di origine scozzese, e il padre era membro di una Loggia di Aberdeen.

Ulisse. Parlare di religione nella quale tutti gli uomini convengono significava, in un mondo di divisioni religiose sanguinarie e drammatiche, sottolineare un forte senso di affratellamento e una sincera ricerca non di ciò che divide ma di ciò che unisce, appunto una specie di “religione universale”. E questa fu una rivoluzione!

Vecchio Copritore. Anderson fu però accusato di irreligiosità e addirittura di avere de-cristianizzato la Massoneria.

Ulisse. Anderson semplicemente insisteva sulla caratteristica di unire e di non dividere. Nel Sesto Dovere lo impone categoricamente: “non trattare di alcuna cosa inopportuna o sconveniente”, che noi traduciamo con: “non parlare di politica né di religione”.

Vecchio Copritore. E’ così, credo, che oggi si debba intendere: in tutte le credenze religiose e in tutte le religioni esiste un “nucleo” comune, al quale gli uomini danno nomi diversi e che riconoscono (onorano?) in modi diversi (i diversi culti?).

Ulisse. Tre secoli fa era lo stesso? Per quanto ne so fu causa – non unica – alla base della nascita nel 1753 di un’altra Gran Loggia, quella degli Antichi (Antients), di contro agli altri che vennero chiamati (bollati?) Moderni (Moderns).

Vecchio Copritore. Hai detto bene: fu causa non unica. Dobbiamo andare oltre le narrazioni che vedono gli Antients nascere in contrapposizione ai Moderns mediante una scissione dei Massoni tradizionalisti di contro agli altri che trascuravano l'antica tradizione. Non fu così.

Ulisse. La nascita della Gran Loggia degli Antichi va intesa non tanto come una divisione della Gran Loggia preesistente, quella nata nel 1717, per intenderci.

Vecchio Copritore. La Gran Loggia fondata nel 1751, quella degli Antients, fu fondata con la partecipazione in gran parte di massoni irlandesi immigrati a Londra, di origine modesta, ai quali l'ingresso nella Gran Loggia d'Inghilterra (quella di Anderson) pareva finanziarmente troppo onerosa. La nuova Gran Loggia nasce per opera di massoni in genere non aderenti alla prima.

Ulisse. Non ho intenzione di esaminare i motivi del cosiddetto “scisma” o “diaspora” e della successiva ricomposizione nella Gran Loggia Unita d’Inghilterra, ma non mi sento di accogliere la tesi così netta: cristiani gli Antichi e meno cristiani i Moderni.

Vecchio Copritore. Anderson cercò di rimuovere dagli Antichi Doveri gli elementi che potevano caratterizzare in senso non tanto cristiano quanto di questo o quel culto cristiano (cattolico, anglicano, luterano...) ed evitare distanze tra fratelli dell'un culto cristiano e fratelli dell'altro culto cristiano, ma tutti appunto nell’alveo del cristianesimo.

(continua)


25 settembre 2026

I metalli: vendetta

Lasciare i metalli fuori dal Tempio

Vendetta

Subisci un insulto? Anche se nulla può giustificare l'insultare, sei proprio sicuro di non averlo meritato, almeno un poco, con il proprio comportamento?

Oppure siamo miopi e non riusciamo a scorgere la causa di tanto odio?
La logica ci dice di lasciar perdere perché non si spegne un fuoco soffiandovi sopra o aggiungendo altro combustibile, ma togliendogli ossigeno e possibilità di continuare a divampare.

La logica ci suggerisce di dimenticare e magari addirittura (perché no?) di perdonare (perdono doloroso?) suggerendo così al nostro presunto avversario una via per superare avversioni.

La via per il superamento e il miglioramento della qualità della vita pare ormai essere preclusa là nella casa muratoria ove fino a poco tempo fa pure noi eravamo. A quanto se ne sa pare che là prevalgano settarismi e vendette.

E pensare che il massone si impegna a lasciare i metalli...

Per quanto ci riguarda, impegniamoci alla fratellanza ed alla amicizia qui, nel nostro Tempio, ove ora lavoriamo senza metalli, obbedendo solo alla nostra coscienza e non a grembiuloni presunti grandi.


24 settembre 2026

Antichi Doveri: Primo 2

  Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte seconda

Ulisse. Leggo: “Sebbene... oggi si reputa…”. Qui potrebbe stare una chiave di lettura delle regole codificate da Anderson: vengono stabiliti alcuni principii basilari.

Vecchio Copritore. Il Primo Dovere recita: “Sebbene nei tempi antichi i Muratori fossero obbligati in ogni Paese ad essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse, oggi peraltro si reputa più conveniente obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono…”.

Ulisse. Sono due punti importanti che fanno capire molto dello spirito dei tempi nuovi.

Vecchio Copritore. Ti riferisci all’obbligo di praticare la religione del Paese in cui erano?

Ulisse. Pare quasi riferimento al principio “cujus regio ejus religio” (= “Di chi è la regione, di lui si segua la religione”) che impone che la religione di un paese sia la stessa del principe che la governa. Fu stabilito dalla pace di Augusta a metà Cinquecento.

Vecchio Copritore. Un secolo segnato da scismi religiosi e guerre tra stati che hanno trovato nelle esasperate differenze religiose carburante per atrocità e massacri. Qualcuno, forse non a torto, nell’obbligo di praticare la religione del luogo vede un riferimento a Montaigne che aveva già insegnato che la vera e sincera preghiera di ognuno è quella usata nel luogo ove gli capitava di essere.

Ulisse. E’ certo riferimento più consono a ciò che vuole essere un dovere, anzi un antico dovere. Il principio stabilito dalla pace di Augusta però viene ben presto abbandonato. Anderson per parte sua va oltre.

Vecchio Copritore. Infatti la regola del “cujus regio” non è esente da obblighi e frizioni, specie dopo secoli di lotte e divisioni anche di religione. Stabilisce che in un certo paese tutti debbono avere la religione che pratica il principe di quel paese. Punto.

Ulisse. Sappiamo che Anderson fu pastore presbiteriano. Morì nel 1739 e fu sepolto nel cimitero londinese di Bunhill Field, luogo di sepoltura per i non conformisti (come dissidenti, quaccheri e unitari). Sulla stampa comparve la notizia che la sua bara fu portata da cinque Maestri Dissidenti e dal dottor Desagulier (altro padre fondatore della Massoneria moderna), ecclesiastico anglicano, quindi non dissidente, tanto che verrà sepolto nella Savoy Chapel di proprietà reale. Anderson e Desagulier, presbiteriano il primo e anglicano il secondo, sedevano assieme in Loggia, senza nessun contrasto.

Vecchio Copritore. Applicazione appunto del Primo Dovere.

Ulisse. Negli antichi documenti degli operativi è indicato espressamente l'obbligo di fedeltà a Dio e alla Santa Chiesa.

Vecchio Copritore. Anderson va oltre. La sua non è più Massoneria operativa.

Ulisse. Anderson prescrive l’obbligo alla Religione nella quale tutti gli uomini convengono e all’amicizia tra i Fratelli. Dove se non in Loggia in quei tempi un pastore presbiteriano e un pastore anglicano potevano stare insieme in letizia?

Vecchio Copritore. L'espressione ci lascia certo ammirati, ma oggi abbastanza freddi. Ci appare cosa o praticamente scontata o macchinosamente costruita a tavolino. Per comprendere dobbiamo invece pensare ad un paese che nei precedenti due secoli era stato dilaniato da lotte intestine tra l’assolutismo reale e le prerogative del Parlamento, intrecciate a contrasti dinastici indissolubilmente aggrovigliati a lotte religiose tra cattolicesimo, anglicanesimo e protestantesimo (con leggi che proibivano questo o quello e limitavano le libertà a seconda della fede religiosa del potente di turno).

Ulisse. Sì, l'espressione oggi ha perso la carica rivoluzionaria che aveva nell’Inghilterra del XVIII secolo, che aveva conosciuto intolleranze, disordini, rivolte, guerre di religione.

Vecchio Copritore. Anglicani, cattolici, puritani; tutti contro tutti…

Ulisse. Nessuno fu senza settarismi e intransigenze, trasportate dal piano religioso a quello civile e persino a quello personale, da Maria Tudor la Sanguinaria, a Maria Stuarda la decapitata…

Vecchio Copritore. The Bloody Mary… La regina Maria la Cattolica, chiamata la Sanguinaria per la ferocia con la quale perseguitò i non cattolici. Gli anglicani, per parte loro, per non farsi da meno, tolsero diritti civili ai cattolici.

Ulisse. I puritani Padri Pellegrini emigrarono in America per sfuggire alle restrizioni religiose che si ripercuotevano sulla vita civile (solo gli anglicani potevano aspirare agli incarichi pubblici). Ma anche loro, quando poterono...

Vecchio Copritore. L’Atto di Successione del 1701 impedisce ad un cattolico di diventare re d’Inghilterra.

Ulisse. E Anderson qualche anno dopo prescrive: i Muratori sono obbligati a quella religione nella quale tutti gli uomini convengono. La gente si era stancata dei bagni di sangue.

(continua)

23 settembre 2026

Antichi Doveri: Primo 1

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte prima


Non avevamo belle insegne,

E il nostro Tempio era vecchio e spoglio,

Ma conoscevamo gli antichi Landmarks,

E li osservavamo per filo e per segno.

E guardando tutto ciò all’indietro,

Mi colpisce questo fatto,

Che non esiste qualcosa come un infedele,

Eccetto, forse, noi stessi.

Rudyard Kipling


1 - Concernente Dio e la religione.

Un Muratore è tenuto, per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale; e se egli intende rettamente l'Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso. Ma sebbene nei tempi antichi i Muratori fossero obbligati in ogni Paese ad essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse, oggi peraltro si reputa più conveniente obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono, lasciando ad essi le loro particolari opinioni; ossia, essere uomini buoni e sinceri o uomini di onore ed onestà, quali che siano le denominazioni o le persuasioni che li possono distinguere; per cui la Muratorìa diviene il Centro di Unione, e il mezzo per conciliare sincera amicizia fra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti.

* * *

Ulisse. Gli Antichi Doveri non indicano lo scopo della Associazione, ma si limitano ad escludere tutto ciò che divide.

Vecchio Copritore. Infatti qualcuno potrebbe pensare a un circolo di affari. Sono proprio la legge morale e la sincera amicizia tra i massoni i vaccini contro scopi impropri.

Ulisse. Uomini di buoni costumi non fanno affari. Il primo obbligo è la legge morale: “Un Muratore è tenuto, per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale”.

Vecchio Copritore. Forse la traduzione e il tempo trascorso fa perdere di vista al Massone di oggi il senso profondo delle parole.

Ulisse. Ogni traduzione per quanto fedele perde qualcosa e aggiunge qualcos'altro.

Vecchio Copritore. Anderson scrive: “A Mason is oblig’d by his Tenure, to obey the moral law”. Noi traduciamo: “Un Muratore è tenuto per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale”.

Ulisse. “By his Tenure” tradotto con “per la sua condizione”.

Vecchio Copritore. Tenure è termine del linguaggio giuridico feudale francese, traghettato in Inghilterra con l'invasione normanna. Il vassallo prestava giuramento di fedeltà al sovrano, riconosceva la sua sovranità e si obbligava anche personalmente verso di lui. In cambio il sovrano cedeva al vassallo il possesso ereditario di un dominio dal quale ricavare i mezzi per vivere. Il re garantiva così la sicurezza del paese.

Ulisse. Se i Massoni accettati erano in genere nobili o alti borghesi era loro ben chiaro il significato di tenure.

Vecchio Copritore. Anderson in un certo senso allarga il significato di tenure: la reciprocità del vassallo verso il sovrano ora viene estesa dal Massone alla Legge Morale. Le nostre Leggi sulla morale non debbono transigere come non transigeva la fedeltà del vassallo verso il proprio signore.

(continua)







22 settembre 2026

Antichi Doveri: Premessa

Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis

Dialogo tra due Liberi Muratori 


Vecchio Copritore. Noi diciamo Antichi Doveri. Anderson disse La Costituzione. Storia, Leggi, Doveri, Ordini, Norme ed Usi della Venerabilissima Fratellanza degli Accettati Liberi Muratori raccolte dalle loro Memorie generali e su fedeli Tradizioni di molte Età.

Ulisse. L'opera è in tre parti, Storia, Doveri e Regolamenti. L'intestazione continua: Per essere lette nella Ammissione di un Nuovo Fratello...

Vecchio Copritore. Veniva letto, o così si diceva, subito dopo una nuovo ammissione oppure quando il Maestro di Loggia lo riteneva opportuno.

Ulisse. Oggi in genere si trascura la parte storica, un racconto fantasioso che parte addirittura da Adamo.

Vecchio Copritore. Non poteva andare più indietro di Adamo!

Ulisse. Se avesse potuto, lo avrebbe fatto.

Vecchio Copritore. Non essere irriverente. Anderson vuole costruire una grande cosa. La Storia aveva uno scopo ben preciso. Noi vediamo un racconto fantasioso che chiama in causa come proto-massoni Adamo, Caino, Enoch, Noè e i suoi tre figli, eccetera…

Ulisse. Poi gli Assiri e Babilonesi, gli antichi Egizi, gli Ebrei e il Tempio di Salomone, e così via...

Vecchio Copritore. Storia fantasiosa, certo, ma Anderson vuole collegare il nuovo organismo, appena nato, alla antichità: qualcosa che pur nuovo si collega al lontano passato della storia dell'uomo. Che poteva esserci di più significativo di un legame che proviene direttamente da Adamo, al tempo considerato il primo uomo in carne ed ossa effettivamente vissuto?

Ulisse. L'opera deve essere letta all'ammissione di ogni nuovo Fratello.

Vecchio Copritore. Ricorda a tutti, a chi è appena entrato e a chi entrato è da tempo, che l'istituzione non è come tutte le altre associazioni. E c'è altro. La patina di antichità che si voleva dare, cui darà lustro qualche anno dopo la diffusione della leggenda di Hiram con il collegamento a Re Salomone, non era esente dalla rispettabilità, tanto importante quanto più la nuova istituzione si rivolgeva anche alla nobiltà e alla borghesia.

Ulisse. Come sincero e benevolo commento, la Massoneria speculativa voleva rappresentarsi, senza troppo preoccuparsi di giustificazioni storiche, come legittima erede, senza discontinuità, delle usanze della Massoneria operativa.

Vecchio Copritore. Altrettanto importante, anche se noi oggi fatichiamo a coglierne il senso, i Regolamenti che seguono la Costituzione, cioè le regole che governano i rapporti tra Apprendisti, Compagni e Maestri.

Ulisse. Sono regole pensate per i nuovi Massoni che, si dice ma senza dimostrarlo, provengano dai regolamenti delle antiche Gilde medievali.

Vecchio Copritore. In un certo modo la Corporazione settecentesca riprende con Anderson il corpus normativo delle antiche gilde operative in una sintesi moderna. La “leggenda” racconta che lo stesso Anderson avrebbe distrutto gli antichi documenti in quanto ne aveva compiuto una sintesi adatta ai nuovi tempi.

(continua)


21 settembre 2026

I metalli: egoismo

 Lasciare i metalli fuori dal Tempio

Egoismo

Cosa ci mette in moto?

Le energie che provengono dal nostro centro interno.

Prima di muoverci dobbiamo scrutare la causa e i moventi delle nostre azioni, individuando ciò che proviene dal nostro egoismo.

Solo allora le nostre azioni saranno sane, vive ed armoniose.

20 settembre 2026

Antichi Doveri

 

Ho riletto gli Antichi Doveri nel periodo in cui stava nascendo la Gran Luce d'Italia, la nuova (o antica?) Comunione muratoria che accomuna Fratelli che semplicemente vogliono “fare Massoneria” senza gli orpelli del costume massonico moderno.

Gli Antichi Doveri sono quasi un tuffo rigenerante nelle cose dell'inizio che ancora oggi hanno molto da dire.

Per me leggere è un continuo riflettere e ribattere con l'autore, una specie di dialogo a distanza che a volte mi appassiona.

Ho messo le mie riflessioni in bocca a due personaggi a me cari.

Da una parte il viaggiatore per antonomasia che ha attraversato, nel bene e nel male, la storia dell'immaginario umano degli ultimi tre millenni. Parlo di Ulisse che, quasi “necessariamente” per me, trova lo sbocco del suo cammino varcando le Colonne del Tempio muratorio.

Suo interlocutore è un vecchio massone, uno che ne ha viste tante di cose muratorie, per così dire, di cotte e di crude, ma continua a mantenere uno spirito appassionato senza lasciarsi sedurre dai contemporanei idoli “obbedenziali”. Lo chiamo Vecchio Copritore per indicare un incarico che deve essere impegno continuo per evitare l'ingresso in Loggia di cose non consone e pertinenti, cioè, per dirla in nostro linguaggio, della profanità.

Questo lavoro non vuole essere esame storico o filosofico di un documento fondamentale della Massoneria moderna, ma solo una affabulazione che mi aiuti a riflettere lungo il cammino intrapreso molti anni fa quando fui fatto massone.

(continua)

14 settembre 2026

I metalli: il comando

Lasciare i metalli fuori dal Tempio

Il comando, la prevaricazione, il potere

Se non conosciamo l'uomo (sapere come si è e non come si crede di essere) corriamo il rischio di scivoloni comportamentali.

Bisogna esaminare la propria coscienza, là dove sta il "dio imprigionato nella materia". Lì sono i nostri "metadati" che determinano le nostre azioni.

Troppo spesso non sappiamo leggerli o non sappiamo applicarli (con buona pace di Socrate convinto che fosse sufficiente conoscere il bene per praticarlo).

Quante volte abbiamo detto agli altri Fratelli di lasciare i metalli fuori dal Tempio e non abbiamo controllato dove fossero i nostri metalli!

Quante volte i nostri interventi in Loggia erano finalizzati al farsi vedere, al "compiaciuto auto-ascoltarsi"! Uno dei primi consigli di un vecchio Fratello quando passai Compagno fu molto chiaro: "Prima di intervenire in Loggia ascolta gli altri: forse dicono meglio quello che vorresti dire tu". Non era invito al silenzio ma consiglio per evitare lo spreco e il mettersi in mostra.

Ricordo un Maestro Venerabile che in tornata aperta apostrofò con compiaciuta autorità un Fratello: "Guarda in faccia il tuo Venerabile quando parli!". E non capì che invece stava mettendo in bella mostra i suoi metalli.

Se il ruolo o le azioni ci attribuiscono un potere abbiamo il dovere di non usarlo per i nostri scopi personali o le nostre passioni ma per l'utile di tutti.


 

12 settembre 2026

Cattivi Maestri, buoni insegnamenti 2

Cattivi Maestri, buoni insegnamenti

Seconda parte

 Per diventare Maestri nel sapersi comportare è necessario trovare il Maestro in noi.

I tre gradi di Apprendista, Compagno e Maestro non sono tre fasi successive susseguentesi una dopo l'altra, ma tre modi di lavoro che possono intersecarsi e in genere si intersecano e continuano a intersecarsi e si ingarbugliano e si districano,... e via così. Il Libero Muratore può essere un poco Maestro se è un poco Apprendista e un poco Compagno. Ma può e deve essere un poco Apprendista se è già un poco Maestro, e via dicendo...

L'Apprendista lavora con una struttura di pensiero riflessivo-razionale; il Compagno utilizza prevalentemente l'intuizione immaginativa (ricettiva e simbolica), che si serve di miti, musica e incenso). Il Maestro applica una meditazione creativa, creando appunto un qualcosa che offre agli altri Fratelli, sempre cercando di unire e mai di dividere.

Nel lavoro in Secondo Grado si trasmettono emozioni e il Compagno cerca di mettersi nei panni dell'altro.

Con tutti i Fratelli, in un certo modo interconnessi tra loro, uno stesso fatto si affronta continuamente sia sul piano logico, sia sul piano intuitivo, sia sul piano creativo.

Come si distinguono pseudo-Maestri e pseudo-Scuole iniziatiche? Innanzi tutto da quanto fanno pagare: la validità di un maestro o scuola è inversamente proporzionale a quanto fanno pagare (l'iniziatore martinista, per esempio, ha l'obbligo di non far pagar nulla).

Ricordiamoci che chi dice di essere Maestro non lo è e chi è Maestro è non dice mai di esserlo.

Devi diffidare da colui che vuol portarti fuori da te stesso. Devi diffidare da chi ti impone regole che ti estraneano dal mondo. Devi diffidare da chi ti vuole separare dagli altri. La via individuale non è contro gli altri, ma è contro gli aspetti che ti legano al basso.

Quale Maestro migliore di quello che non si vede e non si conosce, ma si percepisce?

Per parte sua la Massoneria consente che Fratelli provenienti dalla vita quotidiana e dai mestieri lavorino assieme mantenendo il contatto con la realtà. E, soprattutto, lavorino insieme.

Leggiamo, una volta per tutte, il Primo Dovere: parla di amicizia, di stare assieme, di unione. Parla di religione, ma solo là dove dice della religione sulla quale tutti gli uomini concordano.

Non esistono Maestri buoni e Maestri cattivi. Si dice che il Maestro giunge quando l'allievo è pronto, ma il discorso è da ribaltare: il Maestro è pronto quando è pronto l'Apprendista.

Tanti Maestri non sono in grado di avere Apprendisti: sono Maestri?

Il Maestro va ricercato nella natura, anticamera dell'immaginazione.

I tre assi ordinatori dei tre gradi possono essere individuati in: ricerca, sperimentazione, applicazione. L'opera della Massoneria come scuola di pensiero nasce dall'iniziale disgregazione e non dall'aggregazione, che comparirà solo in un secondo tempo.

Non si deve confondere il Maestro con una specie di lampara, la lampada montata sulle barche che nell'oscurità della notte fa luce per attirare i pesci e permetterne la pesca. Il Maestro non ti cattura perché l'obiettivo del Maestro è di essere superato dall'allievo (simbolicamente è l'uccisione del Maestro).

Ragionando con il cuore valutiamo se chi ci propone una via fa leva sulle nostre forze oppure sulle nostre debolezze. Se insegna a far leva su noi stessi allora il lavoro è basato sui punti di forza; se invece si propone come soluzione dei nostri problemi allora lavora sulle nostre debolezze e mira a creare un legame di dipendenza con lui, legame che non rende liberi, ma schiavi.

Il Fratello Oratore conclude il lavoro delle tre Camere della Loggia con una sola parola: Responsabilità.

Ogni volta che un maestro o una scuola lavora sulle debolezze di chi si avvicina, bisogna riflettere. Se nel maestro e nella sua scuola è presente un atteggiamento consolatorio o ricompensatorio. Se la presenza dell'Apprendista è necessaria per la sopravvivenza materiale, deve suonare nell'Apprendista un campanello d'allarme.

11 settembre 2026

Cattivi Maestri, buoni insegnamenti 1

 Da una vecchia Tavola Architettonica della mia Loggia

Il Maestro. Chi è costui?

La Loggia lavora sulla Tavola “Cattivi Maestri, buoni insegnamenti” in Primo e in Secondo Grado.

Il Maestro Venerabile invita la Loggia in grado di Apprendista a lavorare sulla Tavola “Buoni insegnamenti, cattivi Maestri”. La stessa Tavola verrà livellata successivamente dalla Camera di Compagno e completata sulla Tavola da Disegno dalla Camera di Mezzo in quanto – ricorda il Maestro Venerabile – il lavoro muratorio presenta diverse modalità a seconda dei gradi: distinguere per l’Apprendista, comprendere per il Compagno e mettere assieme per il Maestro.

Esistono personaggi fondamentali nel mondo esoterico dal comportamento discutibile o non accettabile: si devono quindi distinguere qualità e caratteristiche umane dall'insegnamento esoterico.  Esistono personaggi che utilizzando insegnamenti di maestri e guru hanno creato sette e strutture atte a sfruttare la credulità degli allievi.

Come avere gli strumenti adatti per capire quali insegnamenti accogliere e quali persone respingere?

Come può l'Apprendista capire se ha di fronte un maestro oppure un millantatore?

Quando la sussistenza materiale del cosiddetto maestro dipende dagli allievi debbono sorgere dei dubbi sulla sua validità. Analogamente dobbiamo rifiutare il sedicente maestro che concedendosi lussi personali tiene gli allievi nelle ristrettezze materiali.

Passo fondamentale della maturità umana è la simbolica uccisione del padre che indica il raggiungimento dell'autonomia. Negli aderenti ad una setta invece si trasferisce sul "maestro" proprio la proiezione paterna che va superata. Il rapporto che si crea è falsato.

La validità di un maestro può valutarsi nell’atteggiamento verso la ricerca: non affermare “è così”, bensì “mi pare di aver capito che sia così”.

Il Libero Muratore ha a disposizione utensìli (scalpello, mazzuolo, livella, filo a piombo, ecc.) che gli permettono, se applicati correttamente, di distinguere ciò che è valido da ciò che è inefficace o dannoso.

Un criterio di distinzione consiste nell'esame del comportamento del maestro che si pone modello per gli altri anche negli atti umili nella vita quotidiana.

Il lavoro della Loggia continua nella Camera di Compagno sullo stesso tema. I Fratelli Apprendisti vengono invitati a leggere nel frattempo nella Sala dei Passi Perduti alcuni passi dalle “Letture del Primo Grado”.

L'Apprendista deve riuscire a capire se l'interlocutore è buono o cattivo Maestro, ma lo può fare solo in modo limitato. Il Compagno invece ha il compito di comprendere (non di giudicare) la differenza delle strade e aiutare l'Apprendista a distinguere, intendendo con tale termine non solo l'Apprendista che in Loggia siede nella Colonna di fronte a lui, ma anche l'Apprendista che ha in sé. Aiutarlo, mitigando il fuoco delle passioni con l'amore, è caratteristica tipica del femminino che è in noi.

Dobbiamo osservare la via da un punto di vista diverso, quello cioè di chi sale sulla scala curva e cambia visuale ad ogni gradino.

Il ricercatore incontra diverse scuole che si ritengono depositarie della verità. Per comprenderne l'essenza dobbiamo servirci delle nostre facoltà intuitive, riuscendo anche a separare la vita profana del maestro dal suo insegnamento.

Il Compagno deve immedesimarsi nel simbolo della Stella fiammeggiante. La luce proviene dall'interno e deve insegnare che solo nell'interno è possibile individuare la propria essenza. E' appunto quanto succede all'uomo: da bambino si identifica negli strumenti (è elettricista perché impugna una lampadina, è meccanico perché muove un cacciavite,...), ma crescendo si rende conto che non deve affidarsi alle cose ma solo a se stesso. Allora non ci saranno più nostri simili cui dare la possibilità di essere creduti, ma saremo noi a confidare liberamente in chi riterremo degno.


(continua)


10 settembre 2026

Pensieri: Ettore e Achille

Ettore, Achille e il Libero Muratore 

Achille è l’uomo invincibile, che cerca l’immortalità nella vittoria e teme la morte non del corpo ma dello spirito guerriero.

Ettore è contemporaneamente guerriero, marito, padre. Non teme la morte perché sa che è inevitabile. Vuole non tanto non morire quanto proteggere ed essere di esempio.

Ettore rappresenta il lavoro del libero muratore che non deve avere come modello Achille ma deve lavorare perché è il suo dovere..

Libertà

Fratello Esperto, perché volete condurre un profano tra noi?
Perché è un uomo libero e di buoni costumi.

Libertà da...? Libertà di...? ...Solo

Libertà

La libertà è una scelta. Al momento della nascita l'uomo non ha possibilità di scelta, ma solo condizionamenti fisiologici. Successivamente ci sono i condizionamenti familiari, ambientali, sociali. Se l'educazione è rispettosa allora spinge a scelte libere.

L’iniziazione è scelta propria, individuale, incondizionata, di incamminarsi verso la libertà. E' un lungo cammino di conquista della libertà, conquista lunga e mai terminata, da rinnovare ogni giorno.

La libertà è la possibilità di compiere o non compiere certi atti secondo la nostra volontà, ma non contro gli altri.

Libertà è come un dovere: ma siamo ancora sul piano civile. Chi ha doveri non ha più libertà, ma il dovere di seguire il proprio dovere... e quindi anche la libertà.

09 settembre 2026

I metalli: spreco

Lasciare i metalli fuori dal Tempio

Spreco, scialo, dispersione

E' buona norma ricapitolare ogni sera le nostre azioni. Quanti gesti inutili! Quante parole vuote! Quanta energia sprecata!

E' saggio cominciare a controllarci e capire che dobbiamo usare forza e intelligenza per legittimi scopi e non per motivi futili. Comprendere le finalità del nostro lavoro muratorio e non sprecarlo in diatribe che di massonico hanno una etichetta mal appiccicata.

Quante tornate di Loggia futili, solo per mettere in risalto l'ego di sedicenti  "venerabilissimi" e "potentissimi" !...

Niente delle nostre energie deve essere sprecato.

08 settembre 2026

Tornate nei gradi

La mia Loggia diverse volte ha tenuto tornate in cui si è lavorato in primo grado e successivamente si è continuato in secondo e terzo grado 

Cicogna

Una volta lavorammo in Primo Grado sul “Volo della cicogna” (della, non delle). La tavola introduttiva riuscì con qualche opportuno spunto a creare l’atmosfera giusta.

La cicogna è un uccello che fa parte del nostro inconscio collettivo: nella voce popolare porta i neonati ai genitori, alla madre, alle famiglie.

E’ un trampoliere, vive in ambienti umidi. E’ un migratore e vola in branchi numerosi e segue suoi percorsi che avverte quasi attraverso un ulteriore senso misterioso.

La cicogna è di colore bianco e nero, ed è muto. Cosa cerca nel suo migrare? Dove vola? Perché?

La risposta è venuta nella prosecuzione della tornata in Terzo Grado.

Si parlava del lavoro in Terzo grado, ma quasi naturalmente l’accento è stato messo sull’obiettivo del viaggio della cicogna, collegandosi pure alla tavola tenuta poco prima in Secondo Grado sul postulato della rotazione del piano (che Arturo Reghini ha posto alla base della sua ricostruzione della geometria pitagorica): il centro dell’uomo e il centro del massone.

Lucciola

Il volo della cicogna ha suggerito la traccia per un'altra tornata di Loggia: il volo della lucciola. Fu uno spunto che ricavai dall’intervento elettorale dell’allora candidato a Gran Maestro Ennio Battelli ricordando una spiegazione del nonno massone. Il massone - disse il nonno massone al bimbo Battelli - è come una lucciola: con il suo lumicino interiore vola nel buio alla ricerca di altre lucciole per avere una luce un po’ meno fioca. Volano assieme, ma ognuna vola per conto suo. La lucciola rimane a livello individuale, la ricerca non è ancora organizzata. E su questo il Maestro Venerabile ha chiamato la Loggia a lavorare.

Passammo poi al Secondo Grado. Tavola: La Cattedrale Gotica. Ecco la continuazione del lavoro. La lucciola non vola solitaria anche se con altre lucciole, ma organizza il suo darsi da fare nel lavoro collettivo del cantiere.

La tavola non poteva non toccare la matematica, concepita ben diversamente da quella che si insegna nelle scuole.

Particolare interessante. Aperti i lavori in Secondo Grado, il Maestro Venerabile li ha subito dopo sospesi per dar modo agli Apprendisti di rientrare come visitatori e assistere allo svolgimento della tavola.

Qualcuno ha brontolato. Ma forse è stata una esperienza positiva perché gli Apprendisti hanno potuto assistere alla prosecuzione del lavoro.

Insomma fu un esperimento molto particolare che può avere un senso solo se resta un lavoro condiviso e non imposto.

07 settembre 2026

I metalli

 

Metalli: Pigrizia

Lasciare i metalli fuori dal tempio è metafora simbolica che indica la disposizione del candidato alla Massoneria di lasciare la vita profana e inoltrarsi su un cammino diverso. E' eredità sopravvissuta di antiche usanze all'inizio di una nuova tappa.

L'allora Gran Maestro del Goi Armando Corona la indicò come preparazione alla fraternità: come tu ora sei privo di ogni sostanza e sei nel bisogno così devi aiutare il prossimo che è nel bisogno.

Ma deve essere atto simbolico che ogni fratello compie entro sé prima di entrare in Loggia ad ogni tornata.

Cosa vuol dire abbandonare i metalli?

Temo che il massone medio lo abbia dimenticato, ammesso che lo abbia mai saputo. Si ricorda del piccolo gesto di consegnare al Fratello Esperto portafoglio, orologio e chiavi dell'auto e non riesce ad andare oltre la semplice gestualità.

La pigrizia ci spinge ad evitare lavori sgraditi.

Ricordo un precedente Maestro Venerabile che si rifiutò di svolgere il ruolo del Copritore Interno (come le usanze della Loggia richiedevano) adducendo un forte mal di schiena che invece scompariva (magicamente?) seduto all'Oriente come ex-MV.

La pigrizia va superata se si comprende che qualunque lavoro è utile e positivo. Il ruolo del precedente Maestro Venerabile non viene sminuito se siede all'Oriente in bella mostra o vicino alla porta come Copritore Interno o in qualunque altro ruolo o posto. Oppure il posto colpisce solo la sua vanità?

Se si sente "non valorizzato" in un ruolo, se se ne sente sminuito o "indegno", allora significa che non ha compreso il senso del lavoro muratorio.

Dobbiamo comprendere ciò che si fa e il valore del nostro (provvisorio!) ruolo nella tornata.

Abituiamoci a cambiare il nostro punto di vista senza lamentarci, perché lamentarsi vuol dire indebolirci e indebolire chi ci sta vicino..

Facciamo il nostro lavoro anche se costerà qualche sacrificio e più che mai se ne è colpita la nostra vanità. Contrastiamo la nostra inerzia, sia interna che esterna a noi.











Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.