Da una vecchia Tavola Architettonica della mia Loggia
Il Maestro. Chi è costui?
La Loggia lavora sulla Tavola “Cattivi Maestri, buoni insegnamenti” in Primo e in Secondo Grado.
Il Maestro Venerabile invita la Loggia in grado di Apprendista a lavorare sulla Tavola “Buoni insegnamenti, cattivi Maestri”. La stessa Tavola verrà livellata successivamente dalla Camera di Compagno e completata sulla Tavola da Disegno dalla Camera di Mezzo in quanto – ricorda il Maestro Venerabile – il lavoro muratorio presenta diverse modalità a seconda dei gradi: distinguere per l’Apprendista, comprendere per il Compagno e mettere assieme per il Maestro.
Esistono personaggi fondamentali nel mondo esoterico dal comportamento discutibile o non accettabile: si devono quindi distinguere qualità e caratteristiche umane dall'insegnamento esoterico. Esistono personaggi che utilizzando insegnamenti di maestri e guru hanno creato sette e strutture atte a sfruttare la credulità degli allievi.
Come avere gli strumenti adatti per capire quali insegnamenti accogliere e quali persone respingere?
Come può l'Apprendista capire se ha di fronte un maestro oppure un millantatore?
Quando la sussistenza materiale del cosiddetto maestro dipende dagli allievi debbono sorgere dei dubbi sulla sua validità. Analogamente dobbiamo rifiutare il sedicente maestro che concedendosi lussi personali tiene gli allievi nelle ristrettezze materiali.
Passo fondamentale della maturità umana è la simbolica uccisione del padre che indica il raggiungimento dell'autonomia. Negli aderenti ad una setta invece si trasferisce sul "maestro" proprio la proiezione paterna che va superata. Il rapporto che si crea è falsato.
La validità di un maestro può valutarsi nell’atteggiamento verso la ricerca: non affermare “è così”, bensì “mi pare di aver capito che sia così”.
Il Libero Muratore ha a disposizione utensìli (scalpello, mazzuolo, livella, filo a piombo, ecc.) che gli permettono, se applicati correttamente, di distinguere ciò che è valido da ciò che è inefficace o dannoso.
Un criterio di distinzione consiste nell'esame del comportamento del maestro che si pone modello per gli altri anche negli atti umili nella vita quotidiana.
Il lavoro della Loggia continua nella Camera di Compagno sullo stesso tema. I Fratelli Apprendisti vengono invitati a leggere nel frattempo nella Sala dei Passi Perduti alcuni passi dalle “Letture del Primo Grado”.
L'Apprendista deve riuscire a capire se l'interlocutore è buono o cattivo Maestro, ma lo può fare solo in modo limitato. Il Compagno invece ha il compito di comprendere (non di giudicare) la differenza delle strade e aiutare l'Apprendista a distinguere, intendendo con tale termine non solo l'Apprendista che in Loggia siede nella Colonna di fronte a lui, ma anche l'Apprendista che ha in sé. Aiutarlo, mitigando il fuoco delle passioni con l'amore, è caratteristica tipica del femminino che è in noi.
Dobbiamo osservare la via da un punto di vista diverso, quello cioè di chi sale sulla scala curva e cambia visuale ad ogni gradino.
Il ricercatore incontra diverse scuole che si ritengono depositarie della verità. Per comprenderne l'essenza dobbiamo servirci delle nostre facoltà intuitive, riuscendo anche a separare la vita profana del maestro dal suo insegnamento.
Il Compagno deve immedesimarsi nel simbolo della Stella fiammeggiante. La luce proviene dall'interno e deve insegnare che solo nell'interno è possibile individuare la propria essenza. E' appunto quanto succede all'uomo: da bambino si identifica negli strumenti (è elettricista perché impugna una lampadina, è meccanico perché muove un cacciavite,...), ma crescendo si rende conto che non deve affidarsi alle cose ma solo a se stesso. Allora non ci saranno più nostri simili cui dare la possibilità di essere creduti, ma saremo noi a confidare liberamente in chi riterremo degno.
(continua)
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