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20 luglio 2026

Luce e ombra


Lucifero è il portatore di luce.


La luce è valore essenzialmente positivo in Assoluto, ma nel piano dell’immanenza, il mondo della dualità, anche la luce diventa relativa, è sempre accompagnata dall'ombra.


Luce e ombra, bianco e nero, uomo e donna, positivo e negativo: tutto è relativo ed ha in sé il germe del suo opposto. Così il male non è tutto male, il bene non è tutto bene. E la luce non è necessariamente tutta luce.


Infatti l’ombra non è un volere a se stante, ma effetto della proiezione della luce; non ha vita propria, ma vive in quanto è prodotta dalla luce, è un prodotto della luce.


E anche: l'ombra può essere vista come una luce "diversa", alla "luce" della quale si possono fare cose che alla luce non potrebbero riuscire. Il seme che germoglia sotto la superficie del terreno lo può fare perché lì sotto c'è una luce diversa da sopra il terreno.


Così la divinità produce satana, che è l’altro aspetto della divinità. E questo per effetto di lucifero, il portatore della luce nella nostra dimensione.


Orgoglio luciferino. L’orgoglio è un metallo. Bisogna trasmutare l’orgoglio volgare in orgoglio filosofico.



27 novembre 2018

Scala raddrizzata?

Salire e scendere sulla scala curva deve spingere ad informare al parametro della Bellezza il senso della tua vita. Per prima cosa deve sgombrare la mente dai pregiudizi.

Pregiudizio. Da pre-giudicare (stessa origine del termine legale pregiudicato). Pregiudicare è “giudicare prima”, prima di conoscere, prima di sapere. E quindi non deriva da un esame più o meno obiettivo o approfondito.

Il pregiudizio, parola sporca, e la fede, parola pulita, hanno qualcosa in comune: cominciano entrambi là dove finisce la ragione. (Harper Lee, Va', metti una sentinella, Feltrinelli, 2015).

Il pregiudizio si mimetizza, mostrandosi come giudizio obiettivo. E se siamo convinti che i nostri pregiudizi sono in realtà giudizi obiettivi, come possiamo cambiarli?

La risposta è ovvia: in base ad un ragionamento. La Forza deve intervenire là dove la Bellezza svia.

Il problema però resta: ciò che appare un giudizio sereno in realtà è un pregiudizio. Se non risolviamo questo punto non potremo abbattere i nostri pregiudizi.

Parla il nostro orgoglio, tra i difetti il più resistente:
 
Le mie idee sono giuste e quindi non le cambio. Le cambierò quando mi renderò conto che sono sbagliate.
Ma certo che salgo sulla scala curva. Sapessi tu quante volte ci son salito. E continuo a salirci continuamente
Certo che ho ampliato la mia visione.
Mi chiedi pure se ho compreso le ragioni dell’altro? E io ti rispondo, sinceramente e senza dubbi: certo che le ho comprese. E le ho comprese meglio di lui stesso.

Così il nostro orgoglio che pretende di raddrizzare la scala curva. Oppure, non potendo raddrizzare ciò che dritto non deve essere, sale ad occhi chiusi...

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.