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04 agosto 2026

Pensieri

 Lavoro di Loggia

Rito è ciò che è correttamente eseguito.

Nella Camera di Apprendista in che cosa consiste l’ordine che deve regnare?

Il nostro rituale è scorretto là dove ha invertito i pilastri della Forza (che deve competere al Primo Sorvegliante) e della Bellezza (che deve competere al Secondo Sorvegliante).

Il Maestro delle Cerimonie in realtà dovrebbe essere il Maestro del Rito. Infatti non ci sono cerimonie, ma solo riti: riti esoterici e riti essoterici.

E’ davvero il Primo Sorvegliante a dover chiudere la Loggia? In altre ritualità la Loggia è chiusa dal Maestro Venerabile, che esce per ultimo, mentre il Primo Sorvegliante esce per primo.

12 luglio 2026

Il senso del rito

Il rito cosa è?

La tecnica della ripetizione prolungata di certe parole, a prescindere dal senso, deriva forse da ricordi ancestrali del feto nel grembo materno accompagnato in tutta la sua esistenza del suono del corpo della madre.

Noi manchiamo del senso della ritualità perché non siamo abituati a lavorare sviluppando le caratteristiche del lobo destro del cervello: non abbiamo più il senso dello stupore che non può svilupparsi mancando un approfondito lavoro in secondo grado.

17 giugno 2026

Pensierini...

 Rito e ritualità

La ritualità massonica deve essere intensamente sobria, perché la Massoneria punta all'unione e alla fratellanza. 

I massoni anglosassoni in Loggia cantano inni di unione. I massoni latini in Loggia praticano la Catena d'Unione.

Sobrio è il locale che il nostro lavoro consacra come Tempio.

Il singolo massone, personalmente e nel proprio intimo, attribuirà ai gesti compiuti e alle parole dette i significati che la propria coscienza riterrà opportuno.

Su questi significati i fratelli possono e debbono confrontarsi, ma con la finalità ben precisa di non dividere (mai dividere!) ciò che si deve voler unire: l'opinione di uno o più fratelli non può prevaricare sugli altri ma si inserirà nell'opera che il gruppo-loggia costruisce.

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.