01 luglio 2026

I cattivi compagni 6

 

 Three Ruffians

Sesta e ultima parte


Ulisse e il Vecchio Copritore continuano l'affabulazione sulla Parola perduta:  alla morte di Hiram la Parola è stata ritrovata oppure no?
Che c'entra la Massoneria del legno e la Massoneria del ferro?
Il colloquio termina con una accorata osservazione sull'uomo Hiram: Non potrò vivere tanto da vedere il Tempio finito!


Ulisse. Che vuol dire Massoneria Criptica?

Vecchio Copritore. Salomone, Hiram Re di Tiro ed Hiram Abif, temevano che in futuro i Figli di Israele si sarebbero allontanati dalla Legge delle Scritture e, persa quindi la loro forza interiore, sarebbero stati sopraffatti dai nemici che avrebbero distrutto il Tempio. Decisero di costruire una cripta sotto il Sancta Sanctorum.

Ulisse. Dunque il nome deriva dalla cripta. Dà comunque un senso di cosa o luogo nascosto a tanti.

Vecchio Copritore. Molto nascosto, perché solo pochi sapevano della sue esistenza. L’ingresso era nelle stanze private di Re Salomone; una via proprio per pochi.
Sotto il Nono Arco che sosteneva la cripta fu messa una copia esatta di tutti gli oggetti sacri conservati nel Sancta Sanctorum. Sul coperchio dell’Arca fu incisa la Parola di Maestro e la sua chiave di lettura, ossia il codice per decifrarla e leggerla.

Ulisse. Una specie di assicurazione contro le perdite.

Vecchio Copritore. E’ il grado di Maestro Eletto. E c’è altro. Il numero del Concilio (così sono detti) dei Maestri Eletti è fissato simbolicamente in ventisette e non può essere aumentato. Il Candidato è ammesso previa esecuzione della guardia addormentata che è venuta meno ai suoi doveri.

Ulisse. Un organo nel quali entri previa esecuzione di un membro negligente?

Vecchio Copritore. Non dire negligente: è venuto meno al dovere. Che io sappia è l’unico organismo massonico in cui succede. Non osservare i propri doveri mette tutti i Fratelli in grave pericolo!

Ulisse. Il percorso Criptico termina qui oppure continua?

Vecchio Copritore. Un Compagno della Corporazione si presenta ad Hiram Abif portando un vaso d’oro sapientemente cesellato. Hiram spiega che il vaso è stato costruito in base ad un suo progetto: verrà da quel momento in poi posto su ogni altare.

Ulisse. Un vaso? Oggetto di metallo.

Vecchio Copritore. Un oggetto di metallo, infatti. Traccia di una antica Massoneria del ferro?

Ulisse. Massoneria del ferro?

Vecchio Copritore. La Massoneria del ferro si affiancava alla Massoneria della pietra e alla Massoneria del legno. Pensa al ruolo delle centine in legno per costruire gli archi e della ferramenta per fissare certi tratti di muro. Nella Massoneria speculativa, per quanto ne so, esistono tracce per il legno nel Rito Noachita e nel Rito Scozzese (21° grado: Noachita o Cavaliere Prussiano; e 22° grado: Cavaliere dell’Ascia Reale).
Ogni mezzogiorno, Hiram Abif ha l'abitudine di entrare nel Sancta Sanctorum per innalzare preghiere al Signore. All'uscita lo attende Adoniram, che gli chiede quando potrà avere la Parola di Maestro.

Ulisse. Sembra un deja vu! La situazione però è differente. Adoniram non è un “cattivo compagno”.

Vecchio Copritore. Il contesto qui è completamente diverso da quanto visto nel Terzo Grado. Non solo perché il Maestro Reale (questo è il grado della Massoneria Criptica) non è il Maestro Libero Muratore del Craft, ma soprattutto perché Adoniram è uno degli operai più qualificati del cantiere. La sua domanda è legittima: Quando potrò passare Maestro?

Ulisse. Uguale ma non uguale!

Vecchio Copritore. Hiram non può rispondere alla richiesta di Adoniram: infatti fu concordato tra lui, re Salomone e Hiram re di Tiro che la Parola di Maestro sarebbe stata conosciuta solo dopo il completamento del Tempio e solo alla presenza di tutti e tre.

Ulisse. Se per qualche motivo uno dei tre non avesse potuto essere presente che sarebbe successo?

Vecchio Copritore. Infatti proprio questo obietta Adoniram: che sarebbe successo in caso di morte di uno dei tre?

Ulisse. Un punto cruciale che probabilmente i tre non avevano considerato.

Vecchio Copritore. Hiram si interrompe, medita e propone una riflessione che ritengo uno dei momenti muratori più significativi, al di là delle diverse ritualità e dei singoli Corpi rituali: Il giovane può morire, il vecchio deve morire, il più saggio non sa quando morrà.
Hiram Abif prende Adoniram sottobraccio e lo accompagna in tre viaggi attorno all'altare, meditando sulla morte, prima considerata come termine della vita individuale, poi come destino universale di ogni essere vivente e infine come legge cosmogonica. La conclusione di Hiram è di una accettazione sentita del destino umano intrisa di soddisfazione tacita per il lavoro compiuto e di accorata nostalgia: Non potrò vivere tanto da vedere il Tempio finito.

Ulisse. Sembra il canto del cigno.

Vecchio Copritore. E’ una grande nota di umanità. Se Hiram è inteso solo come simbolo si perde la sua umanità, proprio ciò che più di tutto può colpire l’uomo. Il simbolo acquista senso solo se viene continuamente rapportato all’uomo che con quel simbolo si confronta. Hiram è l’uomo che cerca di sfuggire alla morte, ma quando si rende conto che non può evitare la fine, la accetta pur di non venir meno ai suoi principi: la dignità del vivere è più importante del vivere stesso. Hiram muore e muore definitivamente; sapere che rinascerà lo fa morire con fiducia e speranza.

Ulisse. Quindi la Parola è perduta!

Vecchio Copritore. Se non lo è, lo sarà perché non potrà più essere trasmessa. Ma… fiducia e speranza. La Parola dovrà essere cercata sotto l’Ara.

Ulisse. Conclusione tacita: lì bisognerà cercarla. Con fiducia e speranza.

Vecchio Copritore. Consapevoli che la ricerca non avrà mai termine. Fiducia e speranza.


Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.