14 luglio 2026

Ancora sul maestro

Tra vecchie carte non mie ho trovato questi appunti.
Sembra quasi una voce che giunge da altri tempi...

Il maestro addormentato

Stavo lavorando e leggendo, e lui era là: dormiva. A volte si svegliava appena, ma subito ricominciava a dor­mire. Io lo chiamavo, lo scuotevo, spiegandogli che volevo imparare. E lui mi rispondeva di uscire e di andar fuori.

Andai al mercato, cercando di tenere gli occhi aperti. Vidi gente che cercava di imbrogliare e rubare. Vidi gente che mirava solo al guadagno senza preoccuparsi del resto.

Tornai a casa e lui era sempre là a dormire. Lo scossi per svegliarlo e gli raccontai ciò che avevo visto. E lui a dirmi di ritornare fuori.

Uscii un’altra volta. E mi ritrovai in campagna, in luoghi solitari. E mi ricordai: prendi sentieri non battuti. E andai.

Più avanti mi fermai ad una sorgente per dissetarmi e rinfrescarmi. Riposai e pian piano sentii capitarmi qualcosa di strano: dentro di me si stava aprendo qualcosa e cominciai a capire e vedere. Capii anche perché il maestro dormiva.

Tornai a casa e questa volta vidi il maestro ben sveglio. Infatti il maestre dormiva dentro di me. Ora è sve­glio: quando conosci te stesso, conosci anche il resto.

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.