Tra vecchie carte non mie ho trovato questi appunti.
Sembra quasi una voce che giunge da altri tempi...
Il maestro addormentato
Stavo lavorando e leggendo, e lui era là: dormiva. A volte si svegliava appena, ma subito ricominciava a dormire. Io lo chiamavo, lo scuotevo, spiegandogli che volevo imparare. E lui mi rispondeva di uscire e di andar fuori.
Andai al mercato, cercando di tenere gli occhi aperti. Vidi gente che cercava di imbrogliare e rubare. Vidi gente che mirava solo al guadagno senza preoccuparsi del resto.
Tornai a casa e lui era sempre là a dormire. Lo scossi per svegliarlo e gli raccontai ciò che avevo visto. E lui a dirmi di ritornare fuori.
Uscii un’altra volta. E mi ritrovai in campagna, in luoghi solitari. E mi ricordai: prendi sentieri non battuti. E andai.
Più avanti mi fermai ad una sorgente per dissetarmi e rinfrescarmi. Riposai e pian piano sentii capitarmi qualcosa di strano: dentro di me si stava aprendo qualcosa e cominciai a capire e vedere. Capii anche perché il maestro dormiva.
Tornai a casa e questa volta vidi il maestro ben sveglio. Infatti il maestre dormiva dentro di me. Ora è sveglio: quando conosci te stesso, conosci anche il resto.
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