11 luglio 2026

Un uomo dialoga con se stesso 6

Io dialogo con un altro me stesso (l'altro io) in una qualunque sala di attesa per il check-in che darà inizio al Grande Viaggio. Sarò in compagnia della Nera Signora che ormai non tarderà molto. Nell'attesa "inganno il tempo" chiacchierando ed affabulando... 


Io parlo con me stesso

Parte sesta 



Io. Ciò che era importante, oggi pare non valere nulla o molto poco. Ciò che allora interessava, oggi pare non interessare. E’ bene o male?
Non so rispondere, ma se penso ai miei “miti di fondazione” oggi mi sento estraneo.

L'altro io. Straniero in patria?

Io. Amico mio, oggi faccio fatica a distinguere tra chi danza e chi salta, tra chi canta e chi urla, tra chi cammina e chi si trascina.

L'altro io. Non essere evanescente.

Io. La nostra mente è limitata e il nostro corpo lo è ancora di più. Oggi non ho più le idee chiare. Si avvicina la partenza.

L'altro io. Mi sembri tragico.

Io. No, è questione di interpretazione del mondo.

L'altro io. Un mondo nuovo.

Io. Un uomo nuovo, un mondo diverso. Rifletto spesso sull’insegnamento di Zarathustra: Vedi, disse la vita, io sono il continuo, necessario, superamento di me stesso...

L'altro io. Dopo la tua morte che resterà qui?

Io. Per il credente la fede, per il laico il ricordo: All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto… Ma non per tutti il ricordo: tranne poche eccezioni, svanisce ben presto nel giro di qualche generazione. Del mio nonno paterno, morto quattro anni prima della mia nascita, non ho che alcune fotografie, qualche vecchio documento e il ricordo di ciò che mi hanno raccontato la nonna e il babbo. Di suo padre, il mio bisnonno, una foto di cent’anni fa e il passaporto. Del padre di lui, il mio trisnonno, nulla, neanche il nome. Eppure un sedicesimo dei miei geni sono suoi. Il religioso dice che nonno, bisnonno, trisnonno sono individualità ancora esistenti “là” con il Padre Creatore, dove potrò “incontrarli”. Ma sono solo immagini umane… rassicuranti...

L'altro io. Molti credono che la morte sia un ricongiungersi con gli antenati.

Io. In una società un po’ più tradizionale della nostra diventerei anch’io uno degli dei Lari della famiglia, un antenato cui si devono certi culti.

L'altro io. Culto degli antenati?

Io. Direi affinità con gli antenati, con coloro, miei avi, che son già passati sulla strada sulla quale sto camminando e che mi hanno lasciato una piccola ma significativa eredità, quella che oggi mi permette di camminare.

L'altro io. Il cammino verso la morte?

Io. No, verso la vita.

L'altro io. Ma, insomma, cosa aspetti?

Io. Qualcosa che arriverà.

L'altro io. Cosa?

Io. Lascio il vecchio mondo. Sì, tanti lo pensano come l’unico mondo possibile. Non credo sia così.

L'altro io. Lasci il tuo mondo, quindi.

Io. Sì. Lascio il vecchio mondo per cercarne uno nuovo...

L'altro io. Come Cristoforo Colombo.

Io. Quando la Nera Signora arriverà, mi dirà: In grazia dell’ora e dell’età è tempo ormai di aprire i nostri architettonici lavori… E aprirà la porta. Mi dirà che il tempo è giunto, il tempo giusto e perfetto.

L'altro io. Allora partirai?

Io. Sono pronto. Può essere subito, fra un po’ o poco più in là. Il momento ormai non è lontano e non sarà una tragedia.
Ho fiducia che non si termini con la cessazione della vitalità del corpo fisico, col quale mi son sempre identificato e che la maturità dei miei giorni mi fa ora vedere come un abito ormai usurato e del quale dovrò liberarmi. Ho fiducia, ma non ho aspettative.


Le citazioni (in corsivo) sono tratte dallo Zarathustra di Nietzsche e dai Sepolcri di Foscolo. Il Fratello Massone accorto coglie immediatamente i richiami del nostro rituale.

(continua)


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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.