Questo nostro strano mondo ha sovvertito i ritmi della vita. Un tempo, al termine dell'obbligatorio servizio militare, il ragazzo "metteva le testa a posto" ed entrava nel mondo degli adulti. Ora ci sono ancora dei quarantenni che si chiedono cosa "faranno da grandi".
Nessuno pensa più al momento in cui finirà non tanto la vita quanto la tua vita. Eppure la Nera Signora, prima o poi, giunge, sempre.
E' saggio pensarci, e riflettere...
Il dialogo, non inedito, che ripropongo, nasce da una Tornata di Loggia. Ero allora Maestro Venerabile della mia Loggia e impostai la cosiddetta tornata funebre come profonda riflessione sul nostro appuntamento con la Nera Signora.
Ricordate "Samarcanda" cantata da Roberto Vecchioni?
Io parlo con me stesso
Parte prima
Personaggi:
Io: l'uomo che sa di dover partire
L'altro io: il suo compagno inseparabile
L'altro io. Buongiorno a te, Io. Che fai qui?
Io. Caro amico, sto riflettendo sulla mia vita. Dialogo con me stesso. Mi domando e mi rispondo. Ma le risposte non son quelle giuste.
L'altro io. E allora?
Io. Continuo a cercare, a domandarmi.
L'altro io. Tu sei in compagnia di te stesso, dici. E forse di altri, aggiungo io. E Dio? Non sei in compagnia di Dio?
Io. Dio? Quale Dio? Il Dio dei cattolici, il Dio dei protestanti, il Dio degli ebrei o dei musulmani? Tutte ottime “persone”, ma troppo particolari. Sono appunto il Dio degli uni o degli altri, ma non sono il Dio dell’uomo. Tutti gli uomini si sono affannati a spiegare che Dio è il loro Dio. Ma il Dio di tutti, il Dio dell’uomo, è il Dio sconosciuto. E lui è forse qui con me.
L'altro io. Tu sei massone, vero?
Io. La Massoneria non spiega le cose, ma stimola riflessioni.
Un simbolo che mi ha sempre colpito è l’Oriente Eterno, la Gran Loggia Celeste, dove uno scranno è già prenotato per me. Là mi attende il Maestro Venerabile, il Grande Architetto. Non so chi o cosa sia, ma mi piace sapere che mi sta aspettando.
L'altro io. Quindi aspetti.
Io. Aspettare la Nera Signora è un vero e proprio lavoro di preparazione, che ora, in prossimità della partenza, si fa pressante.
L'altro io. Preparazione a cosa?
Io. A lasciare questo mondo; a scardinare le gabbie psicologiche e razionali che non mi serviranno più. Mi svesto per partire nudo, come nudo arrivai.
L'altro io. E’ sconsolante.
Io. Ho grande fiducia nel mondo dopo il mondo, ma la mia fiducia nulla può per chi resta nel mondo prima del mondo. Subisce un lutto e deve essere aiutato. La pietas attenua il dolore e aiuta a trasformarlo in amarezza dell’assenza.
L'altro io. Sei uomo di fede, quindi.
Io. Non fede in ciò che verrà, ma fiducia che qualcosa verrà.
L'altro io. Quindi non: “credo che sarà”, ma: “ho fiducia che sarà”.
Io. Fede e fiducia non sono la stessa cosa, ma possono diventarlo. Fiducia significa apertura sull’uomo, su chi con tanti altri uomini, qui e ora, spera nel futuro.
L'altro io. Il senso religioso unisce. Le religioni dividono, perché le religioni sono opera del diavolo.
Io. Vedi, in fondo in fondo (ma proprio in fondo, veh!) ho una puntina di curiosità. Dicono che la morte sia come un dormire, e credo sia vero. Ma è sonno diverso: cessano le funzioni vitali e non c’è più sveglia.
L'altro io. In realtà, che succede?
Io. Io non lo so. Io sono davanti ad una porta chiusa. Al di là posso solo immaginare un mondo nel quale non valgono regole note. Oltre, non so andare.
(continua)
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