Metalli: Pigrizia
Lasciare i metalli fuori dal tempio è metafora simbolica che indica la disposizione del candidato alla Massoneria di lasciare la vita profana e inoltrarsi su un cammino diverso. E' eredità sopravvissuta di antiche usanze all'inizio di una nuova tappa.
L'allora Gran Maestro del Goi Armando Corona la indicò come preparazione alla fraternità: come tu ora sei privo di ogni sostanza e sei nel bisogno così devi aiutare il prossimo che è nel bisogno.
Ma deve essere atto simbolico che ogni fratello compie entro sé prima di entrare in Loggia ad ogni tornata.
Cosa vuol dire abbandonare i metalli?
Temo che il massone medio lo abbia dimenticato, ammesso che lo abbia mai saputo. Si ricorda del piccolo gesto di consegnare al Fratello Esperto portafoglio, orologio e chiavi dell'auto e non riesce ad andare oltre la semplice gestualità.
La pigrizia ci spinge ad evitare lavori sgraditi.
Ricordo un precedente Maestro Venerabile che si rifiutò di svolgere il ruolo del Copritore Interno (come le usanze della Loggia richiedevano) adducendo un forte mal di schiena che invece scompariva (magicamente?) seduto all'Oriente come ex-MV.
La pigrizia va superata se si comprende che qualunque lavoro è utile e positivo. Il ruolo del precedente Maestro Venerabile non viene sminuito se siede all'Oriente in bella mostra o vicino alla porta come Copritore Interno o in qualunque altro ruolo o posto. Oppure il posto colpisce solo la sua vanità?
Se si sente "non valorizzato" in un ruolo, se se ne sente sminuito o "indegno", allora significa che non ha compreso il senso del lavoro muratorio.
Dobbiamo comprendere ciò che si fa e il valore del nostro (provvisorio!) ruolo nella tornata.
Abituiamoci a cambiare il nostro punto di vista senza lamentarci, perché lamentarsi vuol dire indebolirci e indebolire chi ci sta vicino..
Facciamo il nostro lavoro anche se costerà qualche sacrificio e più che mai se ne è colpita la nostra vanità. Contrastiamo la nostra inerzia, sia interna che esterna a noi.