giovedì 22 dicembre 2016

Armando Corona

Fu Gran Maestro del Grande Oriente in anni dificili. E fu merito anche suo (sostenuto dal nostro appoggio) se ce la facemmo ad uscire dalla tempesta della P2.
Spesso però i massoni hanno la memoria un po' "presbite". Ricordano le glorie lontane ma non i meriti vicini...
Oggi posto un'allocuzione di Armando Corona per l'equinozio d'autunno del 1983.
La "solita" allocuzione autunnale?... Beh, in un certo sì. Ma quell'anno ebbe una caratteristica fondamentale, una "piccola rivoluzione", se volete. Era infatti la prima volta che si celebrava l'inizio dell'anno massonico all'equinozio d'autunno e non alla ricorrenza della presa di Roma del 20 settembre. E non mancarono nemmeno malumori in diversi fratelli...


 
Fratelli carissimi

siamo qui riuniti per adempiere ad un dovere che tutti i Massoni sparsi nel Mondo osservano, celebrando l’Equinozio d’Autunno e celebrando la festa dell’inizio dell’Anno Massonico. Al 23 di settembre, il giorno e la notte, in tutto il mondo, si equivalgono, ed in questo giorno è consuetudine che, in ogni dove ci siano Fratelli Massoni, si celebri la festa dell’inizio del nuovo anno muratorio. 

Perché l’Equinozio d’Autunno? Per due precisi significati: innanzitutto l’Equinozio è simbolo di eguaglianza tra Luce e Tenebre e, se pure nell’antichità tale giorno veniva accolto con pianti e grida di dolore, noi lo celebriamo, invece, festosamente perché riteniamo che, oltre al significato di eguaglianza, esso assuma un secondo significato: quello di aprire il cuore alla speranza. E la speranza che dopo le tenebre torni la luce a consentirci di riprendere i Lavori con forza e vigore.

Fino a quest’anno si soleva celebrare l’inizio dell’Anno Massonico facendolo coincidere con il 20 Settembre; noi abbiamo pensato di riallacciarci più intimamente alla Tradizione Iniziatica Universale, adeguandoci a festeggiare l’inizio dell’Anno Massonico come in tutto il resto del Mondo, con l’Equinozio d’Autunno. Anche perché il fatto ricordato, il 20 Settembre, se pure sia stato di estrema importanza per il nostro Paese, e per la Comunione Massonica Italiana, fu pur sempre un fatto limitato, territorialmente e storicamente, mentre non possiamo e non dobbiamo dimenticare che la Massoneria è Universale.

Se i Massoni pretendessero che l’esaltazione dei singoli fatti nazionali – pure memorabili – avesse diritto di cittadinanza nei festeggiamenti della Massoneria, si sarebbe detto che la Massoneria è internazionale non Universale; cioè si sarebbe detto che la Massoneria è la sommatoria di tanti fatti nazionali, di tante unità nazionali; invece è stata definita Massoneria Universale proprio perché questo concetto supera, assolutamente, ogni e qualunque limite di carattere internazionale.

Ma poi, davvero il 20 Settembre costituisce un ricordo gradevole per la Comunità Massonica Italiana? Molti nostri Fratelli sono stati perseguitati dalla Chiesa Cattolica, hanno combattuto contro il potere temporale di essa, hanno sofferto nelle carceri, sono morti perfino, ma il potere dei clericali è stato abbattuto solo apparentemente, perché basterebbe il 20 Settembre 1983, per renderci conto che motivi di rallegrarci per Porta Pia ne abbiamo assai meno di ieri, E come potrebbe essere diversamente? Come potrebbero vedere prosperare un’Associazione libera come la nostra Laica, cioè capace di rifiutare ogni dogmatismo e di affidarsi soltanto alla libertà della propria coscienza. Come potrebbero accettare la nostra riservatezza? Riservatezza che consente al Libero Muratore di trovare, con la ricerca del divino, un anello tra l’uomo e il materiale, senza passare attraverso le sacrestie politiche o religiose che siano. La nostra è un’Istituzione iniziatica, è un’Istituzione intimistica, che va alla ricerca della verità, ma a prescindere dall’insegnamento di coloro che intenderebbero imporla.

La verità che il Massone cerca di raggiungere, la raggiunge per il Lavoro interiore che compie, e questo Lavoro interiore porta alla conoscenza di livello superiore. In Massoneria, che è la più alta Istituzione laica oggi esistente, ognuno fa la sua ricerca, raggiunge la sua quota di conoscenza e non è neanche in grado di comunicarla direttamente ad altri perché la ricerca è talmente individuale che se uno non riesce a penetrare il segreto massonico da solo, nessuno glielo può svelare. È questo il vero segreto massonico; è l’incomunicabilità dell’esperienza che ogni singolo individuo fa nel Lavoro di Loggia, nella sua frequentazione, nel suo ascolto, senza però riuscire a trasmettere ad altri, se non con l’esempio, il risultato della propria maturazione. Questo e solo questo, è il segreto massonico, e va detto a chiare lettere, affinché i cittadini italiani sappiano.

Non c’è dubbio che il raccordare la vita dell’uomo, dell’uomo Massone, a tutte le leggi dell’universo è un compito nostro, perché la Massoneria ed i Massoni debbono in ogni momento ricordare che essa è sorta, vive e vivrà solo ed esclusivamente per la liberazione dell’uomo dall’ignoranza, dal conformismo, dal pregiudizio, dal bisogno.

Liberazione intesa come accrescimento del fuoco di umanità che è dentro di noi, e che essendo ricoperto da involucri, e da soprastrutture, deve essere affrancato. Come? Proprio attraverso la scuola iniziatica, proprio attraverso l’esoterismo, il simbolismo ed il Lavoro di Loggia. Solo così si rompe questo involucro che tiene l’uomo piegato a terra e gli impedisce di adempiere alla sua vera funzione di Uomo. Il Massone ricerca la scintilla di divinità che c’è in tutte le espressioni della vita, da quelle culturali a quelle esistenziali; noi dobbiamo aiutare il Massone a compiere una ricerca che lo metta in condizioni di diventare un Iniziato, cioè uno che non si accontenta di quella parte di conoscenza che è comune a tutta la massa, ma che, invece, deve tendere ad una conoscenza di livello superiore la quale non può che essere d'élite. La massa subisce la vita, il Massone la domina attraverso la ricerca del vero. Ma questo può essere ottenuto solo ed esclusivamente attraverso l’Iniziazione: Platone ed Aristotele insegnavano sempre su due piani diversi, insegnavano la verità più semplice alle masse, invece, a coloro che avevano più sete di conoscenza – cioè l’élite – davano un più elevato insegnamento. Ma questo, ancor prima avveniva migliaia di anni fa, quando i nostri saggi avevano, per esempio, individuato nel ternario una sorta di schema al quale potevano essere riferiti molti fenomeni della vita. Essi erano partiti dalla semplice constatazione che un uomo ed una donna davano un figlio: quindi padre, madre e figlio, e trasferirono questo sistema di conoscenza del ternario in quasi tutti i campi: da quello fisico a quello astronomico, a quello filosofico e perfino al religioso, con Osiride. Iside ed Horo. Noi abbiamo raccolto nella Tradizione Iniziatica il pensiero degli uomini più illuminati che nelle varie epoche hanno arricchito l’Umanità al di là di ogni barriera religiosa, politica, razziale, filosofica, statuale. Non per nulla nel 1717 la Massoneria fu fondata il 24 di Giugno, esattamente nel Solstizio d’Estate, il giorno di S. Giovanni Battista, ciò a significare che la Massoneria illuministica raccoglieva tutta l’eredità iniziatica prima di Cristo. E il 27 Dicembre si celebra un’altra festa cara ai Massoni che oltre a coincidere con il Solstizio d’Inverno coincide con la festa di S. Giovanni Evangelista, il che significa che anche la Tradizione Iniziatica dopo Cristo è stata raccolta dai Massoni.

In sostanza la Massoneria ha prodotto e produce una tesaurizzazione di tutto quanto l’uomo, ha creato di bello e di spirituale. Ma mentre noi andiamo avanti in questa nostra ascesa, in questa nuova conoscenza del divino e dello spirituale, le forze che ci circondano nel nostro Paese tendono a spegnere questa fiamma, tendono ad inquinare questi sentimenti di purezza dei Massoni. E come lo fanno? Lo fanno, innanzitutto, attraverso una campagna denigratoria. Tale campagna non è di oggi: non dimenticate che da quando la Massoneria è sorta ha sempre dovuto lottare contro coloro che inventano le peggiori calunnie contro i Massoni e contro la Massoneria. Come non ricordare Leo Taxil? Ma in questo periodo è particolarmente accanita contro di noi la battaglia della società del nostro Paese, anche perché è invalsa l’abitudine di scaricare su di noi colpe e responsabilità della classe dirigente. Io sono rattristato perché coloro che hanno l’obbligo morale, oltre che derivante dalla Costituzione, di difendere le minoranze come la nostra, non lo fanno.

Noi abbiamo oggi rilasciato una dichiarazione alla stampa nella quale abbiamo denunciato non solo il fatto che la Commissione Parlamentare abbia compiuto un ennesimo attentato nei confronti della libertà di associazione, ma abbiamo anche detto che c’è di mezzo l’onore del Parlamento Italiano in questa vicenda, perché nel 1946. all’approvazione della Costituzione Repubblicana, fu garantita, proprio dal Parlamento italiano, la riservatezza della Massoneria. 

Alcuni giorni fa, all’atto della votazione in Commissione, i Parlamentari membri della Commissione P2 hanno garantito la riservatezza e l’On. Anselmi ha, essa pure, ribadito che il riserbo su tutte le notizie non sarebbe stato violato. Oggi noi abbiamo appreso che fra qualche giorno “Panorama” pubblicherà un elenco, se pure non sappiamo ancora chi riguardi, di iscritti alla Massoneria. Noi ci preoccupiamo che questo avvenga. Quali sono i motivi per cui una Commissione creata dal parlamento per indagare sulla P2 finisce per indagare su tutte le Massonerie? Beh! Solo una patente distorsione: una distorsione comune nel nostro Paese, per la quale purtroppo anche di fronte alla giustizia la credibilità di un galantuomo è notevolmente inferiore a quella che si attribuisce ad un delinquente “pentito”. Eppoi è sufficiente, per comprendere l’inerzia legislativa in Italia esaminare pochi fatti della cronaca contemporanea.

Morì un Magistrato serissimo, degnissimo, alla cui memoria io m’inchino. Morì il Magistrato Coco e finalmente fu dato luogo a delle leggi più severe nei confronti dei terroristi. Ora c’è il caso del Deputato Negri e finalmente ci si è accorti che in Italia bisogna fare una legge per abbreviare la carcerazione preventiva.

Ma non c’è tempo di pensare alle leggi che servono ai comuni cittadini: e una di queste leggi è proprio quella che ci riguarda: che garantisca l’attuazione dell’art. 18 [della Costituzione] e quindi consenta ai cittadini di associarsi liberamente. Perché, come abbiamo detto più volte, esiste un diritto teorico alla libertà di associazione, ma appena un gruppo di cittadini si mette a realizzarla, vedete bene quello che succede. Dunque è forse vero che qualche membro della Commissione ha più a cuore la scoperta dei nomi degli iscritti alla Massoneria che la salvaguardia degli interessi del nostro Paese e l’accertamento della verità sulla P2? Ha forse ragione Indro Montanelli nell'individuare il motivo della deliberazione fatta dalla Commissione, come l’inizio di un gioco al massacro? Infatti gli unici nomi comparsi finora sono nomi di Ministri, di Sottosegretari, di Parlamentari: sono i Partiti che vogliono azzuffarsi fra di loro? 

Purtroppo però dietro questa zuffa c’è il fatto che tutti concordano nel dire che essere Massoni è degradante. E questo è quanto noi rifiutiamo energicamente.

Non è consentito a nessuno, ripeto a nessuno, neanche a coloro che non vanno d’accordo con noi e che non ci accettano, e ritengono che siamo superati e via dicendo, non è consentito a nessuno esprimere giudizi negativi come se noi fossimo chissà quale organizzazione criminale del nostro Paese. Questo va bene che lo dica 1’ “Avvenire d’Italia” il quale un mese fa ha scritto che la Massoneria è peggiore della mafia e della camorra, perché la mafia e la camorra dichiarerebbero apertamente di concorrere a certi interessi, mentre la Massoneria si ammanta di spiritualità.

La P2, è certo, ha provocato molti danni e ha adombrato la lucentezza della Massoneria. Il compito della Commissione è proprio quello di accertare fino a che punto la Loggia massonica P2 aveva inciso sull’economia e sulla sicurezza dello Stato. Qua invece si travalica il tutto e si va a fare un’indagine su tutte le Massonerie.
Tutti noi ci chiediamo che cosa si può fare in una situazione come la presente, come questa che stiamo vivendo, lo direi che la risposta è dentro ognuno di noi. Nelle Officine, nelle Logge, occorre Lavorare ancor più intensamente di prima per creare questo diaframma di forza iniziatica fra noi ed il potere. Sia ben chiaro, tutte le volte che la Massoneria ha avuto contatti diretti con il potere ne ha tratto danni enormi, immensi. Ciò significa che noi siamo fuori dalla società? No! Non è possibile. Noi dobbiamo preparare gli uomini per la società, dobbiamo preparare coloro che avendo nel Tempio apprese la correttezza, la lealtà, la fratellanza, la tolleranza ed il rigore morale, uscendo poi in mezzo agli altri uomini, in mezzo alla società si comportino da Massoni. Ma fino a quando non sarà a noi possibile ritemprarci, attraverso un proselitismo più accurato, attraverso un Lavoro di Loggia più rigoroso e più approfondito: fino a quando non saremo certi di aver convinto il mondo profano che all’interno della Massoneria Universale e della nostra Comunione in particolare, noi siamo solo ed esclusivamente una potenza spirituale, fino a che non saremo riusciti a far accettare questa verità, noi dobbiamo considerare l’attuale un grave periodo di emergenza e dobbiamo cercare, se non di recidere tutti i fili, almeno di allentare tanti sterili e dannosi legami con il potere civile e il potere politico. Non crediate che questo significhi andare verso un isolamento, perché l’isolamento esiste già. Non significa assolutamente nulla il fatto che si intrattengano rapporti con le forze politiche, solo perché queste forze si possono servire di noi, e poi quando eventualmente ci potrebbero essere utili siano perennemente assenti. Nessun timore di trovarci isolati. Il nostro collegamento con la società avviene attraverso la cultura, attraverso la ricerca di che cosa bisogna fare per l’uomo e per l’umanità, perché, in fondo, se noi ricordassimo, in ogni momento, che la Massoneria intende alla elevazione dell’uomo e dell’umanità, se Io ricordassimo sempre e se cercassimo ogni giorno, nella vita quotidiana, in ogni nostra azione, di mettere in pratica tutto quanto discende da questo postulato, credo che ognuno di noi sarebbe proprio quello che gli americani definiscono Opinion Leader, cioè un Massone che, formato in Loggia, quando esce all’esterno è tanto saggio e tanto giusto da formare attorno a sé un consenso umano di autorevolezza e di credibilità. Ecco, questa è la mèta che ci dobbiamo proporre: in ogni Officina si deve lavorare non per allacciare legami con le forze economiche e politiche della società, ma bensì affermare la supremazia della nostra preparazione su di esse; la supremazia, quindi, della nostra capacità e della nostra coerenza morale.

Chiudo questo saluto ricordando a tutti noi che siamo pietre grezze da levigare, siamo, cioè, dei pezzi di roccia, di una roccia spirituale. La quale, quando è squadrata, deve essere forte, resistente e compatta tanto che non si farà certo sgretolare né dalle calunnie, né dalle maldicenze, né dalle provocazioni, né dai ricatti di quanti disprezzano ed ignorano gli eterni princìpi che soli potrebbero salvare l’uomo e l’umanità dal naufragio e che sono a fondamento della nostra Istituzione.



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