Fu Gran Maestro del Grande Oriente in anni dificili. E fu merito anche suo (sostenuto dal nostro appoggio) se ce la facemmo ad uscire dalla tempesta della P2.
Spesso però i massoni hanno la memoria un po' "presbite". Ricordano le glorie lontane ma non i meriti vicini...
Oggi posto un'allocuzione di Armando Corona per l'equinozio d'autunno del 1983.
La "solita" allocuzione autunnale?... Beh, in un certo sì. Ma quell'anno ebbe una caratteristica fondamentale, una "piccola rivoluzione", se volete. Era infatti la prima volta che si celebrava l'inizio dell'anno massonico all'equinozio d'autunno e non alla ricorrenza della presa di Roma del 20 settembre. E non mancarono nemmeno malumori in diversi fratelli...
Fratelli carissimi
siamo qui riuniti per adempiere ad un dovere che tutti i Massoni
sparsi nel Mondo osservano, celebrando l’Equinozio d’Autunno e
celebrando la festa dell’inizio dell’Anno Massonico. Al 23 di
settembre, il giorno e la notte, in tutto il mondo, si equivalgono,
ed in questo giorno è consuetudine che, in ogni dove ci siano
Fratelli Massoni, si celebri la festa dell’inizio del nuovo anno
muratorio.
Perché l’Equinozio d’Autunno? Per due precisi
significati: innanzitutto l’Equinozio è simbolo di eguaglianza tra
Luce e Tenebre e, se pure nell’antichità tale giorno veniva
accolto con pianti e grida di dolore, noi lo celebriamo, invece,
festosamente perché riteniamo che, oltre al significato di
eguaglianza, esso assuma un secondo significato: quello di aprire il
cuore alla speranza. E la speranza che dopo le tenebre torni la luce
a consentirci di riprendere i Lavori con forza e vigore.
Fino a quest’anno si soleva celebrare l’inizio dell’Anno
Massonico facendolo coincidere con il 20 Settembre; noi abbiamo
pensato di riallacciarci più intimamente alla Tradizione Iniziatica
Universale, adeguandoci a festeggiare l’inizio dell’Anno
Massonico come in tutto il resto del Mondo, con l’Equinozio
d’Autunno. Anche perché il fatto ricordato, il 20 Settembre, se
pure sia stato di estrema importanza per il nostro Paese, e per la
Comunione Massonica Italiana, fu pur sempre un fatto limitato,
territorialmente e storicamente, mentre non possiamo e non dobbiamo
dimenticare che la Massoneria è Universale.
Se i Massoni pretendessero che l’esaltazione dei singoli fatti
nazionali – pure memorabili – avesse diritto di cittadinanza nei
festeggiamenti della Massoneria, si sarebbe detto che la Massoneria è
internazionale non Universale; cioè si sarebbe detto che la
Massoneria è la sommatoria di tanti fatti nazionali, di tante unità
nazionali; invece è stata definita Massoneria Universale proprio
perché questo concetto supera, assolutamente, ogni e qualunque
limite di carattere internazionale.
Ma poi, davvero il 20 Settembre costituisce un ricordo gradevole
per la Comunità Massonica Italiana? Molti nostri Fratelli sono stati
perseguitati dalla Chiesa Cattolica, hanno combattuto contro il
potere temporale di essa, hanno sofferto nelle carceri, sono morti
perfino, ma il potere dei clericali è stato abbattuto solo
apparentemente, perché basterebbe il 20 Settembre 1983, per renderci
conto che motivi di rallegrarci per Porta Pia ne abbiamo assai meno
di ieri, E come potrebbe essere diversamente? Come potrebbero vedere
prosperare un’Associazione libera come la nostra Laica, cioè
capace di rifiutare ogni dogmatismo e di affidarsi soltanto alla
libertà della propria coscienza. Come potrebbero accettare la nostra
riservatezza? Riservatezza che consente al Libero Muratore di
trovare, con la ricerca del divino, un anello tra l’uomo e il
materiale, senza passare attraverso le sacrestie politiche o
religiose che siano. La nostra è un’Istituzione iniziatica, è
un’Istituzione intimistica, che va alla ricerca della verità, ma a
prescindere dall’insegnamento di coloro che intenderebbero imporla.
La verità che il Massone cerca di raggiungere, la raggiunge per
il Lavoro interiore che compie, e questo Lavoro interiore porta alla
conoscenza di livello superiore. In Massoneria, che è la più alta
Istituzione laica oggi esistente, ognuno fa la sua ricerca, raggiunge
la sua quota di conoscenza e non è neanche in grado di comunicarla
direttamente ad altri perché la ricerca è talmente individuale che
se uno non riesce a penetrare il segreto massonico da solo, nessuno
glielo può svelare. È questo il vero segreto massonico; è
l’incomunicabilità dell’esperienza che ogni singolo individuo fa
nel Lavoro di Loggia, nella sua frequentazione, nel suo ascolto,
senza però riuscire a trasmettere ad altri, se non con l’esempio,
il risultato della propria maturazione. Questo e solo questo, è il
segreto massonico, e va detto a chiare lettere, affinché i cittadini
italiani sappiano.
Non c’è dubbio che il raccordare la vita dell’uomo, dell’uomo
Massone, a tutte le leggi dell’universo è un compito nostro,
perché la Massoneria ed i Massoni debbono in ogni momento ricordare
che essa è sorta, vive e vivrà solo ed esclusivamente per la
liberazione dell’uomo dall’ignoranza, dal conformismo, dal
pregiudizio, dal bisogno.
Liberazione intesa come accrescimento del fuoco di umanità che è
dentro di noi, e che essendo ricoperto da involucri, e da
soprastrutture, deve essere affrancato. Come? Proprio attraverso la
scuola iniziatica, proprio attraverso l’esoterismo, il simbolismo
ed il Lavoro di Loggia. Solo così si rompe questo involucro che
tiene l’uomo piegato a terra e gli impedisce di adempiere alla sua
vera funzione di Uomo. Il Massone ricerca la scintilla di divinità
che c’è in tutte le espressioni della vita, da quelle culturali a
quelle esistenziali; noi dobbiamo aiutare il Massone a compiere una
ricerca che lo metta in condizioni di diventare un Iniziato, cioè
uno che non si accontenta di quella parte di conoscenza che è comune
a tutta la massa, ma che, invece, deve tendere ad una conoscenza di
livello superiore la quale non può che essere d'élite. La massa
subisce la vita, il Massone la domina attraverso la ricerca del vero.
Ma questo può essere ottenuto solo ed esclusivamente attraverso
l’Iniziazione: Platone ed Aristotele insegnavano sempre su due
piani diversi, insegnavano la verità più semplice alle masse,
invece, a coloro che avevano più sete di conoscenza – cioè
l’élite – davano un più elevato insegnamento. Ma questo, ancor
prima avveniva migliaia di anni fa, quando i nostri saggi avevano,
per esempio, individuato nel ternario una sorta di schema al quale
potevano essere riferiti molti fenomeni della vita. Essi erano
partiti dalla semplice constatazione che un uomo ed una donna davano
un figlio: quindi padre, madre e figlio, e trasferirono questo
sistema di conoscenza del ternario in quasi tutti i campi: da quello
fisico a quello astronomico, a quello filosofico e perfino al
religioso, con Osiride. Iside ed Horo. Noi abbiamo raccolto nella
Tradizione Iniziatica il pensiero degli uomini più illuminati che
nelle varie epoche hanno arricchito l’Umanità al di là di ogni
barriera religiosa, politica, razziale, filosofica, statuale. Non per
nulla nel 1717 la Massoneria fu fondata il 24 di Giugno, esattamente
nel Solstizio d’Estate, il giorno di S. Giovanni Battista, ciò a
significare che la Massoneria illuministica raccoglieva tutta
l’eredità iniziatica prima di Cristo. E il 27 Dicembre si celebra
un’altra festa cara ai Massoni che oltre a coincidere con il
Solstizio d’Inverno coincide con la festa di S. Giovanni
Evangelista, il che significa che anche la Tradizione Iniziatica dopo
Cristo è stata raccolta dai Massoni.
In sostanza la Massoneria ha prodotto e produce una
tesaurizzazione di tutto quanto l’uomo, ha creato di bello e di
spirituale. Ma mentre noi andiamo avanti in questa nostra ascesa, in
questa nuova conoscenza del divino e dello spirituale, le forze che
ci circondano nel nostro Paese tendono a spegnere questa fiamma,
tendono ad inquinare questi sentimenti di purezza dei Massoni. E come
lo fanno? Lo fanno, innanzitutto, attraverso una campagna
denigratoria. Tale campagna non è di oggi: non dimenticate che da
quando la Massoneria è sorta ha sempre dovuto lottare contro coloro
che inventano le peggiori calunnie contro i Massoni e contro la
Massoneria. Come non ricordare Leo Taxil? Ma in questo periodo è
particolarmente accanita contro di noi la battaglia della società
del nostro Paese, anche perché è invalsa l’abitudine di scaricare
su di noi colpe e responsabilità della classe dirigente. Io sono
rattristato perché coloro che hanno l’obbligo morale, oltre che
derivante dalla Costituzione, di difendere le minoranze come la
nostra, non lo fanno.
Noi abbiamo oggi rilasciato una dichiarazione alla stampa nella
quale abbiamo denunciato non solo il fatto che la Commissione
Parlamentare abbia compiuto un ennesimo attentato nei confronti della
libertà di associazione, ma abbiamo anche detto che c’è di mezzo
l’onore del Parlamento Italiano in questa vicenda, perché nel
1946. all’approvazione della Costituzione Repubblicana, fu
garantita, proprio dal Parlamento italiano, la riservatezza della
Massoneria.
Alcuni giorni fa, all’atto della votazione in
Commissione, i Parlamentari membri della Commissione P2 hanno
garantito la riservatezza e l’On. Anselmi ha, essa pure, ribadito
che il riserbo su tutte le notizie non sarebbe stato violato. Oggi
noi abbiamo appreso che fra qualche giorno “Panorama” pubblicherà
un elenco, se pure non sappiamo ancora chi riguardi, di iscritti alla
Massoneria. Noi ci preoccupiamo che questo avvenga. Quali sono i
motivi per cui una Commissione creata dal parlamento per indagare
sulla P2 finisce per indagare su tutte le Massonerie? Beh! Solo una
patente distorsione: una distorsione comune nel nostro Paese, per la
quale purtroppo anche di fronte alla giustizia la credibilità di un
galantuomo è notevolmente inferiore a quella che si attribuisce ad
un delinquente “pentito”. Eppoi è sufficiente, per comprendere
l’inerzia legislativa in Italia esaminare pochi fatti della cronaca
contemporanea.
Morì un Magistrato serissimo, degnissimo, alla cui memoria io
m’inchino. Morì il Magistrato Coco e finalmente fu dato luogo a
delle leggi più severe nei confronti dei terroristi. Ora c’è il
caso del Deputato Negri e finalmente ci si è accorti che in Italia
bisogna fare una legge per abbreviare la carcerazione preventiva.
Ma non c’è tempo di pensare alle leggi che servono ai comuni
cittadini: e una di queste leggi è proprio quella che ci riguarda:
che garantisca l’attuazione dell’art. 18 [della Costituzione] e quindi consenta ai cittadini di associarsi liberamente. Perché,
come abbiamo detto più volte, esiste un diritto teorico alla libertà
di associazione, ma appena un gruppo di cittadini si mette a
realizzarla, vedete bene quello che succede. Dunque è forse vero che
qualche membro della Commissione ha più a cuore la scoperta dei nomi
degli iscritti alla Massoneria che la salvaguardia degli interessi
del nostro Paese e l’accertamento della verità sulla P2? Ha forse
ragione Indro Montanelli nell'individuare il motivo della
deliberazione fatta dalla Commissione, come l’inizio di un gioco al
massacro? Infatti gli unici nomi comparsi finora sono nomi di
Ministri, di Sottosegretari, di Parlamentari: sono i Partiti che
vogliono azzuffarsi fra di loro?
Purtroppo però dietro questa zuffa
c’è il fatto che tutti concordano nel dire che essere Massoni è
degradante. E questo è quanto noi rifiutiamo energicamente.
Non è consentito a nessuno, ripeto a nessuno, neanche a coloro
che non vanno d’accordo con noi e che non ci accettano, e ritengono
che siamo superati e via dicendo, non è consentito a nessuno
esprimere giudizi negativi come se noi fossimo chissà quale
organizzazione criminale del nostro Paese. Questo va bene che lo dica
1’ “Avvenire d’Italia” il quale un mese fa ha scritto che la
Massoneria è peggiore della mafia e della camorra, perché la mafia
e la camorra dichiarerebbero apertamente di concorrere a certi
interessi, mentre la Massoneria si ammanta di spiritualità.
La P2, è certo, ha provocato molti danni e ha adombrato la
lucentezza della Massoneria. Il compito della Commissione è proprio
quello di accertare fino a che punto la Loggia massonica P2 aveva
inciso sull’economia e sulla sicurezza dello Stato. Qua invece si
travalica il tutto e si va a fare un’indagine su tutte le
Massonerie.
Tutti noi ci chiediamo che cosa si può fare in una situazione
come la presente, come questa che stiamo vivendo, lo direi che la
risposta è dentro ognuno di noi. Nelle Officine, nelle Logge,
occorre Lavorare ancor più intensamente di prima per creare questo
diaframma di forza iniziatica fra noi ed il potere. Sia ben chiaro,
tutte le volte che la Massoneria ha avuto contatti diretti con il
potere ne ha tratto danni enormi, immensi. Ciò significa che noi
siamo fuori dalla società? No! Non è possibile. Noi dobbiamo
preparare gli uomini per la società, dobbiamo preparare coloro che
avendo nel Tempio apprese la correttezza, la lealtà, la fratellanza,
la tolleranza ed il rigore morale, uscendo poi in mezzo agli altri
uomini, in mezzo alla società si comportino da Massoni. Ma fino a
quando non sarà a noi possibile ritemprarci, attraverso un
proselitismo più accurato, attraverso un Lavoro di Loggia più
rigoroso e più approfondito: fino a quando non saremo certi di aver
convinto il mondo profano che all’interno della Massoneria
Universale e della nostra Comunione in particolare, noi siamo solo ed
esclusivamente una potenza spirituale, fino a che non saremo riusciti
a far accettare questa verità, noi dobbiamo considerare l’attuale
un grave periodo di emergenza e dobbiamo cercare, se non di recidere
tutti i fili, almeno di allentare tanti sterili e dannosi legami con
il potere civile e il potere politico. Non crediate che questo
significhi andare verso un isolamento, perché l’isolamento esiste
già. Non significa assolutamente nulla il fatto che si intrattengano
rapporti con le forze politiche, solo perché queste forze si possono
servire di noi, e poi quando eventualmente ci potrebbero essere utili
siano perennemente assenti. Nessun timore di trovarci isolati. Il
nostro collegamento con la società avviene attraverso la cultura,
attraverso la ricerca di che cosa bisogna fare per l’uomo e per
l’umanità, perché, in fondo, se noi ricordassimo, in ogni
momento, che la Massoneria intende alla elevazione dell’uomo e
dell’umanità, se Io ricordassimo sempre e se cercassimo ogni
giorno, nella vita quotidiana, in ogni nostra azione, di mettere in
pratica tutto quanto discende da questo postulato, credo che ognuno
di noi sarebbe proprio quello che gli americani definiscono Opinion
Leader, cioè un Massone che, formato in Loggia, quando esce
all’esterno è tanto saggio e tanto giusto da formare attorno a sé
un consenso umano di autorevolezza e di credibilità. Ecco, questa è
la mèta che ci dobbiamo proporre: in ogni Officina si deve lavorare
non per allacciare legami con le forze economiche e politiche della
società, ma bensì affermare la supremazia della nostra preparazione
su di esse; la supremazia, quindi, della nostra capacità e della
nostra coerenza morale.
Chiudo questo saluto ricordando a tutti noi che siamo pietre
grezze da levigare, siamo, cioè, dei pezzi di roccia, di una roccia
spirituale. La quale, quando è squadrata, deve essere forte,
resistente e compatta tanto che non si farà certo sgretolare né
dalle calunnie, né dalle maldicenze, né dalle provocazioni, né dai
ricatti di quanti disprezzano ed ignorano gli eterni princìpi che
soli potrebbero salvare l’uomo e l’umanità dal naufragio e che
sono a fondamento della nostra Istituzione.
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