Ulisse.
Una volta, tanti tanti anni fa, ho incontrato ebrei scampati ai
terribili pogrom dei cosacchi. Quei poveretti, dignitosi superstiti
di stragi spaventose, convocarono il buon Dio davanti al tribunale
dell’uomo perché si difendesse dall’accusa di aver tentato la
distruzione del suo popolo. Tanto gravi erano quelle accuse che
nessuno osò presentarsi a difenderlo. Solo Satana, il Diavolo,
quello che tu chiami l’avversario, si presentò a perorare la sua
causa. L’unico in tutto l’universo. Come puoi incolparlo di ogni
male, se fu proprio lui, il Diavolo, a intervenire a difesa di Dio?
Poeta.
Tu spiri, o
Satana,
nel verso mio...
(pausa)
come fulmine
scuoti le menti.
Ulisse.
Il Diavolo è la provocazione per chi poco convinto abbraccia
la fede ricevuta alla nascita, cattolico in Italia, protestante in
Germania, ortodosso in Russia, musulmano in Arabia, buddhista in
Giappone. Per chi non sente la spinta a porsi delle domande, verso
qualcosa forse un po’ più sofferto ma certo più genuino.
Il
Diavolo non è l’avversario, è l’altra faccia della spirale. Il
Diavolo non è il tentatore, perché l’unico tremendo e micidiale
tentatore dell’uomo è l’uomo stesso.
Inquisitore.
Appunto, l’uomo che ha venduto l’anima al diavolo.
Ulisse.
No. L’anima dell’uomo non è in vendita e nessuno la può
comprare. C’è chi fa certe cose e chi ne fa altre. Chi cerca
l’armonia e l’unione, e chi cerca la divisione e la disarmonia. E
l’anima segue il suo portatore.
Il
Diavolo è la disgregazione, la discordia. Il Diavolo è l’uomo
contro l’uomo. Il Diavolo è il fanatico che accende il rogo. Il
Diavolo è chi ha mandato quel disgraziato sul rogo. Il Diavolo è
chi parla in nome di Dio, del suo Dio, e ignora il Dio degli altri.
Il
Diavolo è scomporre un numero in fattori primi. Ma è l’unico modo
di trovarli, dividendo, questi benedetti fattori primi...
Poeta.
A te disfrenasi
il verso ardito,
te invoco, o
Satana,
re
del convito.
Ulisse.
Nel mio caminar ho imparato a vivere conquistando oggi una
piccola verità che mi aiuterà magari domani a trovarne un’altra,
forse un po’ meno piccola: una specie di piolo della scala che aiuta a
raggiungere il piolo successivo. E capisco perché ora il nostro
amico Inquisitore tace: non ha più nulla da dirci, con i suoi
assoluti sull’eterno nemico, l’eterno avversario, l’eterno
signore delle tenebre, l’eterno principe del male.
Poeta.
Via l’aspersorio,
prete, e ’l tuo
metro!
no, prete, Satana
non torna in dietro
!
Vedi: la ruggine
rode a Michele
il brando mistico;
ed il fedele
spennato arcangelo
cade nel vano.
Ghiacciato è il
fulmine
a Geova in mano.
Ulisse.
No, amico Poeta. No. Neanche questo è vero. Se Geova ha in mano un
fulmine ghiacciato anche il Diavolo è ghiacciato; se la spada
dell’arcangelo è arrugginita, anche la spada del Diavolo è
arrugginita. Se Geova ha in mano un fuoco ardente anche il Diavolo è
ardente.
Poeta.
Così tu distruggi un mito!
Ulisse.
Non è questione distruggere. Dobbiamo capire il mito e andare oltre
il velo.
Inquisitore.
Ma... il Diavolo... Satana...
Poeta.
Sol vive Satana.
Ei tien l’impero
nel lampo tremulo
d’un occhio
nero...
Ulisse.
Ah il buon vecchio Giosué!... No, cari amici, non comprendete, né
l’uno né l’altro. Se Dio è muoversi allora il Diavolo è voler
rimanere fermi.
Inquisitore.
Ecco, vedi. Mi dai ragione: il Diavolo è opporsi al bene.
Ulisse.
No, togliti gli occhiali della dogmatica. Vuoi muovere qualcosa?
L’opposizione che senti è semplicemente il principio che si oppone
al cambiamento, a qualunque cambiamento. Se ti vuoi muovere si oppone
al moto; se ti vuoi fermare si oppone all’arresto. E’ un
principio semplicemente insito nelle cose.
Poeta.
Un altro Grande Architetto?
Ulisse.
No. E’ lo stesso Grande Architetto. Ma il Grande Architetto è
double-face. Ti dice che c’è la trascendenza e ti invita
verso il cielo. Ma ti dice anche che le vie per la trascendenza sono
praticamente illimitate. E si raccomanda che tu viva in terra, perché
per andar in cielo bisogna stare in terra.
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