Antichi Doveri
Gli Antichi Doveri non pongono obiettivi alla Massoneria, ma si preoccupano di eliminare motivi di divisione. Lo star bene in Loggia è condizione necessaria ma non sufficiente per lavorare bene.
Gli Antichi Doveri non pongono obiettivi alla Massoneria, ma si preoccupano di eliminare motivi di divisione. Lo star bene in Loggia è condizione necessaria ma non sufficiente per lavorare bene.
La Morale è, per noi, la legge naturale, universale ed eterna che guida ogni uomo intelligente e libero. Essa ci fa apprendere i nostri doveri e l'uso ragionato dei nostri diritti e si rivolge ai più puri sentimenti del cuore per assicurare il trionfo della Ragione e della Virtù.(Rituale di Iniziazione al Primo Grado del Goi, 1998 – riprende integralmente l’edizione del 1969).
"I consigli evangelici esprimono la pienezza vivente della carità, sempre insoddisfatta di non dare di più. Testimoniano il suo slancio e sollecitano la nostra prontezza spirituale. La perfezione della Legge nuova consiste essenzialmente nei comandamenti dell'amore di Dio e del prossimo. I consigli indicano vie più dirette, mezzi più spediti e vanno praticati in conformità alla vocazione di ciascuno: «Dio non vuole che tutti osservino tutti i consigli, ma soltanto quelli appropriati, secondo la diversità delle persone, dei tempi, delle occasioni e delle forze, stando a quanto richiede la carità; perché è lei che, come regina di tutte le virtù, di tutti i comandamenti, di tutti i consigli, in una parola, di tutte le leggi e di tutte le azioni cristiane, assegna a tutti il posto, l'ordine, il tempo, il valore» San Francesco di Sales, Traité de l'amour de Dieu, 8, 6: Oeuvres, v. 5 (Annecy 1894) p. 75".Viene quindi affermata l'immutabilità e universalità della legge morale ma si accetta la mutabilità della sua applicazione (contestualizzando la morale al tempo e allo spazio)
NOTA. Anni fa il mensile "Liberal" pubblicò un confronto tra cattolici e laici, principalmente tra Umberto Eco e il cardinal Martini che per qualche mese si scambiarono un epistolario su fede e morale. Il titolo era In cosa crede chi non crede? E ancora molti anni fa un pamphlet di Giovanni Ferrara Apologia dell'uomo laico faceva coincidere il termine laico con ateo (nel senso di "senza richiami al trascendente"). Comunque anche il termine “laico” assume nel contesto odierno quotidiano un significato (non cattolico) diverso dall’etimo (non chierico, non membro di ordine religioso).[Quegli articoli furono poi raccolti in: Carlo Maria Martini, Umberto Eco, In cosa crede chi non crede?, Roma, 1996.
Voi ,fratello, siete predicatore di quella religione le cui caratteristiche sono benevolenza universale e carità illimitata. Non è possibile, quindi, non essere affezionato all’Ordine, e zelante per gli interessi della Massoneria, che, in maniera più forte, promuove la stessa carità e benevolenza, e che, come quella religione, incoraggia ogni virtù morale e sociale, che diffonde pace e buona volontà tra gli uomini, ed è il centro di unione di coloro che altrimenti potrebbero essere rimasti a perpetua distanza. In modo che chi viene riscaldato con lo spirito del cristianesimo, deve stimare e deve amare la Massoneria. E’ tale la natura della nostra Istituzione, che, in tutte le Logge, l’unione è cementata da sincero attaccamento, l’ipocrisia e l’inganno sono sconosciuti, e il piacere è reciprocamente comunicato dal gioioso rispetto di ogni cortese servizio. Virtù, il grande oggetto in vista, luminosa come il sole al meridiano, brilla fulgida sulla mente, anima il cuore, e converte la calma approvazione in calda simpatia e cordiale affetto.(op. cit. p. 57)
Un Muratore è tenuto, per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale; e se egli intende rettamente l’Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso. Ma sebbene nei tempi antichi i Muratori fossero obbligati in ogni Paese ad essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse, oggi peraltro si reputa più conveniente obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono, lasciando ad essi le loro particolari opinioni; ossia essere uomini buoni e sinceri o uomini di onore ed onestà, quali che siano le denominazioni o le persuasioni che li possono distinguere; per cui la Muratoria diviene il Centro di Unione, e il mezzo per conciliare sincera amicizia fra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti.[Il testo dei Doveri è tratto dalle cd. Costituzioni di Anderson, cioè da "Le Costituzioni dei Liberi Muratori contenenti la storia, i doveri, i regolamenti, ecc. di quella più antica e molto venerabile Fratellanza", trad. dalla ediz. del 1723 di Giordano Gamberini, Livorno, 1974].
Un Muratore è un pacifico suddito dei Poteri Civili, ovunque egli risieda o lavori e non deve essere mai coinvolto in complotti e cospirazioni contro la pace e il benessere della Nazione, né condursi indebitamente verso i Magistrati inferiori; poiché la Muratoria è stata sempre danneggiata da guerre, massacri e disordini, così gli antichi Re e Principi sono stati assai disposti ad incoraggiare gli uomini dell’Arte, a causa della loro tranquillità e lealtà; per cui essi praticamente risposero ai cavilli dei loro avversari e promossero l’onore della fraternità, che sempre fiorì nei tempi di pace. Cosicché se un Fratello divenisse un ribelle contro lo Stato, egli non deve essere favoreggiato nella sua ribellione ma piuttosto compianto come un uomo infelice; e, se non convinto di altro delitto, sebbene la leale Fratellanza possa e debba sconfessare la sua ribellione e non dare ombra o base per la gelosia politica del governo in essere, egli non può venire espulso dalla Loggia ed il suo vincolo rimane irrevocabile.
Una Loggia è un luogo dove i Muratori si raccolgono ed operano; per cui tale assemblea, o debitamente organizzata società di Muratori, è chiamata una Loggia, ed ogni Fratello deve appartenere ad una ed essere soggetto alle sue norme ed ai regolamenti generali. Essa è particolare o generale e ciò si comprenderà meglio frequentandola e mediante i regolamenti inerenti della Loggia generale o Gran Loggia. Nei tempi antichi, né Maestro né Compagno poteva esservi assente, specialmente quando convocato a comparirvi, senza incorrere in severa censura, salvo che non risultasse al Maestro e ai Sorveglianti che forza maggiore lo aveva impedito.
Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere uomini buoni e sinceri, nati liberi e di età matura e discreta, non schiavi, non donne, non uomini immorali o scandalosi, ma di buona riputazione.
…Ma evitando ogni eccesso o di spingere alcun Fratello a mangiare o bere oltre la sua inclinazione o di impedirgli di andare quando le circostanze lo chiamano, o di fare o dire cose offensive o che possono impedire una facile e libera conversazione; poiché questo turberebbe la nostra armonia e vanificherebbe i nostri lodevoli propositi. Perciò né ripicche o questioni personali possono essere introdotte entro la porta della Loggia, ancor meno qualsiasi questione inerente la Religione o le Nazioni o la politica dello Stato, noi essendo soltanto, come Muratori, della summenzionata Religione Universale; noi siamo inoltre di tutte le Nazioni, Lingue, Discendenze e Idiomi e siamo avversi a tutte le politiche, come a quanto non ha mai portato al benessere della Loggia né potrebbe portarlo mai. Questo dovere è stato sempre strettamente posseduto e osservato; ma specialmente dal tempo della Riforma in Britannia, o il dissenso e la secessione di tali nazioni dalla Comunione di Roma.