Ulisse e il Vecchio copritore continuano a riflettere sul ruolo del Maestro Venerabile in Loggia. Il Vecchio Copritore ha appena concluso : « Ci sono stati e ci sono Maestri di Loggia, nel linguaggio moderno Maestri Venerabili, incapaci di essere Maestri Venerabili. Se non addirittura deleteri per la vita della Loggia! ».
L'affabulazione sul Maestro Venerabile è giunta alla terza puntata.
DE VENERABILE MAGISTRO POTESTATE
Parte terza
Ulisse. Può succedere.
Vecchio Copritore. Essere Maestro Venerabile è un sottile percorso di equilibrio: né troppo vigore, né troppo poco. Insomma, non sei il capo dei massoni. Ma non sei nemmeno l’ultimo dei massoni.
Ulisse. Però sei – almeno per un po’ – il loro punto di riferimento.
Vecchio Copritore. Sì. Intanto essere punto di rifermento non vuol dire comandare. E’ una posizione molto delicata ed è fin troppo facile prevaricare sugli altri. E’ fuori posto il Maestro Venerabile troppo "iniziato": potrebbe diventare un despota. Ma è fuori posto anche il Maestro Venerabile troppo politico o troppo organizzatore: potrebbe fuorviare il lavoro di Loggia..
Ulisse. Una specie di: né troppo, né troppo poco?
Vecchio Copritore. Se mi passi il paragone, il Maestro Venerabile deve essere una specie di buon parroco di campagna.
Ulisse. Non capisco.
Vecchio Copritore. Chi è il buon parroco di campagna, almeno quello di una volta? Spesso l’unico che aveva studiato, che conosceva i parrocchiani, li aiutava anche moralmente con un consiglio oppure una semplice chiacchierata, ma fatta al momento giusto. Perché questo è importante: sapere che qualcuno c’è, non per chiedergli qualcosa, ma semplicemente perché c’è.
Questo è il profondo senso della solidarietà, proprio quello che manca oggi. Così io vedo il Maestro Venerabile.
Ulisse. Non carichi la figura di Maestro Venerabile di sensi che non sono suoi?
Vecchio Copritore. La mia risposta ti sembrerà monotona, ma è sempre quella: sì e no.
Ulisse. Ancora?
Vecchio Copritore. La risposta è sì, se intendi il Venerabile presidente di un circolo con l’obbligo di organizzarne l’attività e rappresentare il Circolo-Loggia. La risposta è no se intendi il Maestro Venerabile come deve essere.
Ulisse. Invece, a quanto dici, spesso non lo è.
Vecchio Copritore I padri fondatori hanno individuato dei ferrei controlli sul suo ruolo.
Ulisse. Sono stati previdenti.
Vecchio Copritore. Intanto ogni incarico di Loggia dura un anno e può essere rinnovato ma con ferrei limiti.
Ulisse. Quindi limite di tempo. E in Loggia aperta?
Vecchio Copritore. Il Maestro Venerabile ha il compito di vegliare sul comportamento dei Fratelli in Loggia, quindi ha il potere di concedere o togliere la parola a chiunque trascenda o esca dai limiti.
Ulisse. Un potere senza condizioni, a quanto pare.
Vecchio Copritore. Pure a lui può essere tolta la parola. L’Oratore ha la facoltà di intervenire se ritiene che vada oltre le leggi dell’Ordine.
Ulisse. Quel Maestro Venerabile che apostrofò in Loggia aperta un Fratello intimandogli di guardarlo negli occhi non fu interrotto dall’Oratore.
Vecchio Copritore. Sì, l’Oratore avrebbe dovuto farlo, ma non lo fece. Anche il Copritore Interno ha la facoltà di intervenire in Loggia aperta avvisando che la profanità è entrata nel Tempio, anche se in quel momento sta parlando proprio il Maestro Venerabile. Anche lui in quel caso avrebbe potuto avvertire, alla osservazione fuori posto del Venerabile, che la profanità era entrata in Loggia.
Ulisse. Ma non lo fece.
Vecchio Copritore. No, non lo fece. Posso supporre che l’Oratore avesse ritenuto astenersi da un gesto che avrebbe potuto suonare di attacco al Venerabile e quindi sarebbe stato interpretato come divisivo.
Ulisse. Una specie di slealtà nei confronti del Venerabile?
Vecchio Copritore. Molti sono i fratelli che intendono il Venerabile come il capo della Loggia. Non pensano che in Massoneria nessuno è capo di nessuno e tutti gli incarichi (non le “cariche”) sono temporanei. E’ proprio la durata temporanea la chiave di tutto, assieme ad un’altra fondamentale chiave: scaduto l’incarico il non più Venerabile ritorna ad essere come tutti gli altri. E’ proprio questo che molti non accettano: da “egregio” (ex grege = fuori dal gregge, in posizione preminente) ritornare come tutti gli altri “dentro il gregge”, non più in vista. Ma è proprio questa la grande forza della Massoneria: nessun Fratello è indispensabile, ma tutti sono utili!
(continua)
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