Three Ruffians
Seconda parte
Ulisse e il Vecchio Copritore continuano il loro dialogo sulla leggenda fondante della Massoneria. Sono giunti alla versione completa della storia hiramica, raccontata dal rituale Duncan.
Ulisse. Siamo nel pieno della costruzione del Tempio.
Vecchio Copritore. Di più. La costruzione del Tempio sta per terminare.
Alcuni Compagni di Mestiere temono che non verranno elevati di grado prima del termine dei lavori: come Maestri nei lavori successivi potrebbero ottenere un salario più alto.
Decidono quindi di chiedere al Maestro Hiram la promozione, cioè la Parola di Maestro.
Ulisse. E’ contro le regole. Le promozioni non vanno sollecitate!
Vecchio Copritore. Nella Massoneria speculativa le promozioni sono diventate quasi un diritto contribuendo così alla degenerazione della confraternita.
Possiamo immaginare le confabulazioni tra quei Compagni, le spinte ad agire, le remore ad un’azione che va contro tutte le regole. Infine un gruppo di quindici Compagni pare risoluto ad ottenere la Parola di Maestro, se non con la persuasione con metodi più spicciativi.
Ulisse. Metodi spicciativi implicano anche la violenza fisica!
Vecchio Copritore. Comincia così la grande cospirazione per estorcere i segreti al Maestro Architetto, anche a costo della vita di Hiram stesso.
Ulisse. Senza nessun dubbio o ripensamento?
Vecchio Copritore. Infatti riflettendo sulle conseguenze (l’atto avrebbe potuto terminare violentemente) dodici di loro recedono e solo tre continuano nel progetto eversivo.
Ulisse. Quindi in tre agiscono contro Hiram.
Vecchio Copritore. Hiram Abif ogni mezzogiorno, durante la pausa dei lavori e il cantiere è deserto per la ricreazione degli operai, si reca in quello che sarebbe diventato il luogo più sacro del Tempio, il Santo dei Santi, e lì onora Dio e disegna sulla Trestle-board (la Tavola da Disegno) il progetto che i Maestri avrebbero attuato l’indomani per continuare l’attività del cantiere.
Ulisse. Ottima occasione per un’imboscata!
Vecchio Copritore. I tre Compagni di Mestiere si appostano alle tre porte a sud, ovest, est delle corti interne del Tempio, e lì attendono Hiram Abif.
Ulisse. Un agguato vero e proprio.
Vecchio Copritore. Il Maestro, compiuto il suo lavoro, si dirige alla porta meridionale e lì Jubela, uno dei tre, gli chiede la parola di Maestro. Hiram rifiuta, ma l’altro insiste: tre volte ripete la domanda e tre volte ottiene un rifiuto. Contrariato, Jubela colpisce Hiram alla gola con un regolo da ventiquattro pollici.
Ulisse. Il primo colpo a meridione.
Vecchio Copritore. Hiram fugge e tenta di uscire dalla porta occidentale. Ma lì è appostato il secondo farabutto. Jubelo pretende i segreti e la parola di Maestro. Tre volte Jubelo ripete la domanda e tre volte Hiram rifiuta. Al terzo rifiuto, Jubelo colpisce Hiram al petto con la squadra.
Ulisse. Il secondo colpo a occidente.
Vecchio Copritore. Hiram allora tenta la fuga dalla porta a oriente. Ma lì c’è in agguato Jubelum. La scena si ripete con monotona drammaticità: tre le richieste e tre i rifiuti. Al terzo rifiuto, furioso, Jubelum colpisce alla fronte Hiram con un rabbioso colpo di mazzuolo uccidendolo.
Ulisse. Il terzo colpo a oriente. Tre porte. Tre per tre richieste, tre per tre rifiuti. Il risultato è scontato.
Vecchio Copritore. E’ pieno giorno, tra poco i lavori riprenderanno e il delitto sarà immediatamente scoperto. I farabutti nascondono il corpo nella discarica del cantiere ricoprendolo provvisoriamente di macerie.
Ulisse. Una sepoltura provvisoria.
Vecchio Copritore. I tre si ritrovano a mezzanotte per sbarazzarsi definitivamente del cadavere. Il posto scelto è sulla cima di una collina, ad ovest del monte Moria. Hiram è sepolto in una fossa scavata da est a ovest e profonda sei piedi. Sulla tomba mettono un ramo d’acacia per nascondere la terra smossa ma anche come segnale per un eventuale riconoscimento.
Ulisse. Nascosto definitivamente il corpo del delitto ora bisogna fuggire per salvarsi.
Vecchio Copritore. I tre si allontanarono in direzione del mare per fuggire dal paese.
Ulisse. Già, espatriare…
Vecchio Copritore. Purtroppo per loro al porto di Jaffa, riconosciuti come lavoranti del Tempio, non trovano imbarchi in quanto non conoscono la Parola di Passo che permette di partire. Non avendo altra scelta sono così costretti a fuggire nelle zone interne del paese.
Ulisse. Sappiamo che alla fine furono scoperti.
(continua)
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