23 giugno 2026

Il Maestro Venerabile in Loggia 4

Ulisse e il Vecchio Copritore concludono le riflessioni sul ruolo del Maestro Venerabile in Loggia.

Per una sana "igiene massonica" nessuno deve mai dimenticare che Maestro Venerabile è incarico a tempo determinato e non una specie di "supremazia" (sic!) sulla Loggia per sempre.

L'affabulazione sul Maestro Venerabile giunge al termine.


DE VENERABILE MAGISTRO POTESTATE

Parte quarta e ultima


Ulisse. Se ho ben capito il vecchio Venerabile è soddisfatto di avere svolto il suo compito ed è ben contento di non essere più lui il Maestro di Loggia.

Vecchio Copritore. Caro Ulisse, permettimi, per finire, due parole in libertà.
Abbiamo tenuto poco tempo fa l’Agape del solstizio in grande serenità, Ben opportune sono state le parole di un Fratello che ha volutamente e chiaramente sottolineato il ringraziamento di noi tutti ai Fratelli Apprendisti.

Ulisse. Mi sono parse parole molto opportune.

Vecchio Copritore. Infatti. Sono Fratelli che hanno svolto di buon grado il ruolo di “serventi” …

Ulisse. Appunto: non servitori!

Vecchio Copritore. ...Fratelli ai quali tutti noi dovevamo essere grati; e lo siamo effettivamente stati.

Ulisse. Tra noi non ci deve essere mai chi è “più”.

Vecchio Copritore. E’ il peggiore – passami il termine – peccato massonico!
Mentre ritornavo a casa il pensiero correva inevitabilmente alle sensazioni provate, a chi c’era e a chi non c’era, ma non come più o meno recondito rimprovero agli assenti bensì come pensiero di vicinanza per chi non ha potuto o per chi (anche questo è legittimo) ha ritenuto di non potere esserci.

Ulisse. Non capisco.

Vecchio Copritore. Sia chiaro: non c’è nelle mie parole nessun rimprovero di nessun genere. In questi tempi strani l’entusiasmo può attenuarsi.

Ulisse. Non dici sempre che gli uomini cambiano? E’ normale che cambino anche i Massoni.

Vecchio Copritore. Certamente. I miei pensieri andavano su come in questi ultimi secoli sia cambiato il punto di vista dei Massoni.
Noi oggi poniamo l’accento sulla categoria astratta e non sull’uomo che quella categoria vuole vivere. Così si parla di Chiesa (l’Istituzione) e non del singolo uomo o donna della Chiesa. Critichiamo la vecchietta (con sfumatura negativa: sempre donna! Sempre vecchia!) che accende un cero davanti all’immagine di un santo (come una specie di idolatria) e non cogliamo il suo modo (forse diverso dal nostro ma non per questo meno significativo!) di vivere la religione come più si sente di fare (mentre magari chi critica si sente superiore alle “pratiche” del culto religioso o almeno a “quelle” pratiche).

Ulisse. Quindi sostieni che noi parliamo di Massoneria e non del singolo massone che vuole (si sforza) essere massone.

Vecchio Copritore. Senza il massone non solo la “Massoneria” non esiste, ma nemmeno ha significato e senso; senza il massone la “Massoneria” è un “flatus vocis” inconsistente, una scatola vuota.

Ulisse. Io temo il vuoto, perché c’è sempre qualcosa che riesce a riempirlo!

Vecchio Copritore. Sì, proprio così. Gli “iscritti” alla Massoneria, spesso ignari del senso di essere massoni, non fanno che “riempire il vuoto non più massonico”. Di cosa lo riempiono?

Ulisse. Temo di conoscere la risposta.

Vecchio Copritore. Qual è il rapporto Loggia /Massone? Sì, certo, il Massone si forma in Loggia e senza Loggia il Massone non si fa. Ma anche: senza i Massoni la Loggia non esiste.

Ulisse. La Loggia c’è perché ci sono i Massoni che la formano e non viceversa.

Vecchio Copritore. Caro Maestro Venerabile, tu ci sei (esisti) perché c’è una Loggia che ti ha fatto Maestro Venerabile. Senza Loggia tu non sei nulla. La Loggia c’è perché ci sono i Massoni che la hanno fatta e la fanno esistere. Tu ci sei perché i Massoni ti hanno scelto e accettato (a tempo limitato! – non dimenticarlo mai) per un incarico (leggi bene e compita: in-ca-ri-co-a-tem-po-li-mi-ta-to!). Senza i Massoni, caro Maestro Venerabile, tu non solo non ci sei, ma nemmeno esisti.
Come nasce una Loggia? Un certo numero di Massoni, fissato dalla tradizione, decide di associarsi e dar vita a una nuova Loggia. Che poi la nuova Loggia scelga di aderire a un organismo super-Loggia (un Grande Oriente o una Gran Loggia) è problema secondario: la nascita e la vita della Loggia non dipende dall’appartenenza a questo Grande Coso (Oriente o Loggia o Altro che sia).

Ulisse. Lo vedo come punto fondamentale: la Loggia nasce dalla volontà dei Massoni di associarsi.

Vecchio Copritore. Ribadisco: perché una Loggia nasca ci devono essere i Massoni. Non è la Loggia a fare nuovi Massoni, sono i Maestri Massoni della Loggia che tramite il loro rappresentante (appunto il Maestro Venerabile di quel momento) fanno il nuovo Massone.

Ulisse. Ne sono convinto.

Vecchio Copritore. Tutto questo pensavo al rientro dall’Agape. I fratelli Apprendisti (scrivo con la maiuscola) non hanno svolto il ruolo di cameriere, al quale magari dai la mancia al termine perché è stato servizievole e bravo. No. I Fratelli Apprendisti sono stati essenziali. Senza di loro noi Maestri o maestrini o che altro saremmo stati lì, belli schierati nei nostri grembiulini, a… mangiar l’aria! Sono loro che hanno permesso ci sia stata un’Agape, non altro.

Ulisse. Un plauso agli Apprendisti.

Vecchio Copritore. Continuo. A essere pignoli si potrebbe pure dire che quei Fratelli presenti all’Agape (quelli, e non altri), durante l’Agape rituale stessa hanno dato vita a una nuova Loggia temporanea e si sono trovati, per la durata dell’Agape, confratelli di questa nuova Loggia. Quella Loggia è vissuta per una sola tornata ed oggi non c’è più; volendo, quei Fratelli, presenti a quell’Agape, con o senza altri Fratelli, potrebbero costituire un’altra Agape (o Loggia d’Agape, come si diceva una volta) alla prossima Agape.

Ulisse. Ma allora praticamente ogni tornata diventa una Loggia temporanea che vive solo per quella, e non altre, tornata!

Vecchio Copritore. La Massoneria come unicum organizzativo non è mai esistita prima del 1717; esistevano invece, da parecchi secoli, le Logge, indipendenti tra loro, che da operative avevano cominciato ad accettare anche chi non era del mestiere. Quattro di queste Logge si unirono nel 1717 a formare la Gran Loggia di Londra.

Ulisse. Quindi la Gran Loggia è nata perché c’erano preventivamente le quattro Logge.

Vecchio Copritore. Le quattro Logge hanno trasferito alcune prerogative proprie della Loggia alla Gran Loggia, che le ha ricevute e le esercita quindi perché appunto delegata dalle Logge.

Ulisse. Una delega incondizionata?

Vecchio Copritore. Una delega condizionata dalle Costituzioni, a tempo indeterminato, ma non irrevocabile. Senza le Logge la Gran Loggia non esiste; senza Gran Loggia le Logge esistono.
Questa è la tradizione muratoria. Gran Logge e Gran Maestri non fanno parte della tradizione muratoria, ma del costume muratorio post-1717.


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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.