giovedì 10 agosto 2017

Fratelli e... fratelli

Ho trovato tra le carte di mio padre un cenno ad un episodio increscioso. Al tempo, era Oratore di Loggia, si trovò oggetto di attenzioni da parte del Venerabile in carica, che lo fece "trasferire d'ufficio" ad altra Loggia e non gli permise di svolgere il ruolo di Oratore al quale era stato eletto regolarmente. Le cose poi si risolsero con l'intervento del Grande Segretario da una parte e dalle nuove elezioni di Loggia dall'altra. Qui mi preme mostrare due lettere, una di un Fratello (F maiuscola) di non comune sensibilità, al tempo Apprendista, presente a quella Tornayta, che gli mandò alcune considerazioni e l'altra la sua risposta.



Spero che tu stia bene, come spero che tu abbia fatto un buon viaggio di ritorno. Intendo dire nel senso dei pensieri o della malinconia che potrebbe averti fatto visita sulla via del ritorno, dopo una serata di lavori al club non del tutto felice. Ti confesso che non sono riuscito a seguire il testo letto da S [la tavola della Tornata], come questo avrebbe meritato. Ma ero agitato in me stesso dalle correnti di magnetismo umano che circolavano nella forma aggressiva. Le cose anche quando sono sotterranee, non cessano per questo di essere attive ed efficaci.
La tensione che si era accumulata nell’ultima seduta di lavori filosofici al club [ovviamente la Loggia], era notevole. Ho poi avvertito la tua amarezza nel sentire schiaffeggiate o zittite alcune tue prerogative. Posso sbagliarmi, ma credo di aver letto, e di recente, nel libro di Julius Boucher, che l’Oratore è custode e garante della legittimità e della correttezza nell’amministrazione del “fare”...
In ogni caso mi sono immedesimato nel tuo stato d’animo. Anzi ti ringrazio del fatto che non hai voluto rispondere alla censura non proprio felice, e bene hai fatto a chiudere il tuo intervento, ricordando che senza amore fraterno non c’è nemmeno la Massoneria. A volte una colonna sola messa nel punto giusto regge una grande volta... Con il tuo silenzio filosofico ci hai risparmiato altre correnti negative. So che queste imprese su se stessi costano. Costano in termini di emotività, di sentimento e di gioia di vivere. Consolati pensando che le nuove vite iniziano alchemicamente con la strage degli innocenti. Senza essermi consultato ancora (pudore?) con nessuno, credo che il tuo messaggio silenzioso sia passato. Sia stato ricevuto. Villard de Honnecourt ti approva dal triangolo aureo della sua saggezza.
In attesa di poterti presto incontrare, ti invio i miei più cari saluti

E mio padre gli risponde nel giro di qualche giorno.

Ho ricevuto la tua lettera del 30 scorso. Non ti nascondo che mi ha fatto molto piacere il sentirti vicino a me. Hai compreso il senso dei mio silenzio. Non è la lettera del regolamento quella che conta, ma lo spirito. Altrimenti non si fa massoneria. Anzi proprio coi regolamento la si può distruggere. Guai se manca l’Amore fra i fratelli. L’Amore è il cemento per unire pietra a pietra. La cazzuola serve appunto per spandere il cemento, e non a caso essa dovrebbe simbolicamente stare sulla cattedra del venerabile. Quando c’è Amore, c’è anche il grande piacere di stare assieme. Si crea allora un’atmosfera propizia alla circolazione di fluidi positivi e trasformatori.
Ti ringrazio per le tue care parole: mi sono giunte in un momento molto difficile. E’ bello avere fratelli come te. L’altra sera, ti assicuro, sono stato abbastanza sereno, malgrado tutto. Altri invece hanno avuto bisogno ai conforto, e prima di tornarmene a casa ho fatto il mio dovere di fratello.
Purtroppo, contemporaneamente alla tua lettera, ne ho ricevuto un’altra, tremenda, demoralizzante, un brutto colpo infertomi alle spalle.
Ho sempre desiderato di trovare un cantuccio tranquillo in cui poter lavorare in pace assieme ai miei fratelli. Ma sembra che ciò sia molto difficile da conquistare. Proprio per questo se arriverò, se arriveremo, a conquistarlo, sapremo valutarlo meglio e godercelo maggiormente. Non bisogna mai disperare. Dicevano gli antichi che il destino è sulle ginocchia di Giove, cioè irraggiungibile. Ma se lo si vuole si può anche arrivare fin lassù. E condizionarlo. Le avversità debbono essere sopportate come prove necessarie, sopportate ed affrontate, affrontate e superate. Se no che senso avrebbe la macerazione alchemica?

Il colpo cui si accenna nella lettera è il trasferimento deliberato dal Gran Segretario ad altra Loggia. L'unico problema era che lui non aveva chiesto nessun trasferimento e la Loggia di "destinazione" non ne sapeva nulla. Una volta saputo che il trasferimento non era stato chiesto, lo rifiutò, come contrari all'operato di quel Venerabile furono i due Sorveglianti della Loggia di "partenza" e tutti gli organismi centrali e regionali interessati del caso. E il trasferimento fu annullato. E quel Venerabile non fu rieletto Venerabile e se ne andò.

domenica 6 agosto 2017

La Luce

Tra le scartoffie paterne ho trovato vecchi appunti risalenti a molti anni fa. Mi paiono interessanti.

 
La luce, nel nostro mondo, crea l’ombra. Mentre l’ombra non può creare la luce.

Quando la luce colpisce un corpo ne illumina la superficie che riceve la luce, mentre la parte opposta resta buia.

Forse non è corretto dire che la luce colpisce un corpo. E’ meglio dire: quando un corpo viene immerso nel flusso della luce, la sua faccia esposta al flusso viene illuminata, mentre la faccia opposta rimane buia.

Quindi il buio è assenza di luce. Ma luce non è assenza di buio. Perché è la luce che crea il buio.

Per creare il buio la luce ha bisogno di un corpo da illuminare.
Il corpo immerso nel flusso luminoso ha una parte illuminata e l’altra no. Se paragoniamo la Luce al Bene possiamo dire che il Male nasce dal Bene, ma il Bene non nasce dal Male. Come il flusso di Bene colpisce un essere, ne illumina la parte esposta al flusso, ma contemporaneamente ne oscura l’altra parte. Le due tendenze dell’uomo alla spiritualizzazione ed alla materializzazione, le virtù ed i difetti. Senza virtù non ci sarebbero vizi. Ciò non vuol significare che le virtù sono suscitate dai vizi.

Per analogia possiamo dedurre che nel mondo binario, nel mondo della manifestazione, il Signore, che l’atto della creazione ha unito indissolubilmente alla Sua opera, è colui che dà origine al Diavolo.
Il Diavolo è la controfigura, la controparte del Signore.

Sul piano terreno senza Signore non ci sarebbe Diavolo., come senza la luce non ci sarebbe l’ombra.

Ritorniamo al corpo in mezzo al flusso di luce. Questo corpo, tutti i corpi, hanno una parte illuminata ed una in ombra.. Perché, anche se si vuol condividere, speculativamente, la luce come un qualche cosa d’immateriale, nel piano della manifestazione essa n essere soggetta alla caratteristica duale che è propria del mondo della manifestazione o mondo binario.

Questo corpo, il nostro corpo, ci costringe con la sua parte in ombra a desiderare ciò che è utile, o comodo, oppure gratificante; mentre con la sua parte illuminata ci porta a desiderare il bello, il giusto, il vero. Anche con qualche sacrificio.

Potremmo anche chiamare anima la parte illuminata e materia la parte in ombra, ma non dimentichiamo che ciò che è illuminato è un “quid unicum”, inscindibile anche se ha contemporaneamente tendenze diverse e contrapposte.

D’altra parte qualcuno non ha forse detto che anima e materia sono due facce della stessa unica cosa?

Ed ecco il problema che si pone all’iniziato: come e cosa fare perché nell’uomo anche i desideri della parte materiale siano volti alla reintegrazione?

La massoneria ci offre con la sua tradizione gli strumenti per lavorare al nostro miglioramento ed alla nostra reintegrazione.
Possiamo tentare di dare una risposta all’interrogativo riprendendo l’esempio della luce. Un corpo immerso e colpito da un flusso di luce crea una zona d’ombra. L’iniziato prende a poco a poco coscienza di questo, e del conseguente desiderio di realizzare nella pratica la virtualità della iniziazione massonica. Questa presa di coscienza e l’uso degli strumenti e del metodo muratorio porta l’iniziato a trasformarsi a poco a poco in un corpo di cristallo trasparente che lascia passare la luce.

Questa è la realizzazione dell’iniziazione: la pietra grezza è diventata pietra cubica levigata, la Grande Opera è compiuta.
Un aiuto alla speculazione su tutto questo può essere dato dalla meditazione della radice della parola “cristallo”.

Il rendersi trasparente come cristallo può essere anche detto, in termini diversi, “essere colpito dalla Grazia”. Ma tenendo conto che spesso nel linguaggio delle religioni i colpiti , i beneficiati dalla Grazia sono esseri in attesa passiva, mentre farsi “cristallo” è operazione esclusivamente attiva.

*

E’ per via del venir meno del Bene che la tenebra è vista e nella tenebra si vive.
E per l’anima il male è questo venir meno, generatore di tenebra. Tale, il male primo.
La tenebra è qualcosa che ne precede. E la natura del male non sta nella materia, ma prima della materia (cioè nella cessazione della tensione spirituale che ha dato origine alla materia).
               Plotino

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.