lunedì 30 giugno 2014

Il Compagno è ancora all'ingresso. Pare che i Maestri non abbiano molta voglia di farlo entrare.

D: Non era certo una situazione piacevole.
R: Il Copritore aveva chiuso la porta a pochi palmi dal mio naso. Ero praticamente ristretto in poco spazio, tra i due Esperti armati pronti ad eseguire qualunque ordine del Venerabilissimo Maestro. Non vedevo nulla ed ero molto agitato.
D: Sì, era proprio una brutta condizione.
R: A questo punto iniziò un dialogo tra il Venerabilissimo Maestro e il 1° Sorvegliante. Inutile dire che io ero l'oggetto del dialogo.
D: Come si svolse il dialogo?
R: Il Venerabilissimo chiese al 1° Sorvegliante se mi conoscesse.
D: E lui?
R: Diede una risposta positiva. Aggiunse che mi aveva visto salire sulla scala a due rampe.
D: Due rampe?
R: Sì, la prima di tre scalini e l'altra di cinque.
D: E il Venerabilissimo Maestro?
R: Chiese al 1° Sorvegliante se avesse seguito il mio lavoro:
D: Quale fu la risposta?
R: Il 1° Sorvegliante mi aveva visto squadrare la Pietra Grezza.
D: La vostra situazione quindi stava migliorando.
R: Credete? Il Venerabilissimo Maestro sembrava incontenibile: "Non basta - ribadì - che altro sa fare?". Non l'avevo mai visto così esigente.
D: Che risposta ebbe?
R: Il 1° Sorvegliante assicurò che conoscevo l'uso della Squadra, del Compasso, del Regolo, della Perpendicolare e della Livella.
D: Poi?
R: Il 1° Sorvegliante garantì che il mio Lavoro aveva prodotto una Pietra Cubica.
D: Fu un giudizio estremamente positivo, avrà sicuramente soddisfatto il Venerabilissimo Maestro.

R: E invece no.

domenica 29 giugno 2014

Sulla soglia del Tempio

Il Compagno ha bussato e... in un certo modo gli è stato aperto. Ma non pare venga accolto favorevolmente.

D: Perché rispose il 1° Esperto?
R: Suppongo che ormai mi conoscesse bene: mi aveva sorretto quando bussai da profano alla porta del Tempio e fu sempre lui ad avermi accompagnato a bussare da Apprendista alla Camera di Compagno.
D: Cosa rispose il 1° Esperto?
R: Che io ritenevo di meritare un aumento di salario.
D: E il Venerabilissimo Maestro?
R: Si mostrò ancora brusco. Non mi cacciò, ma puntualizzò che avrei dovuto provare il mio merito.
D: Non disse altro?
R: Aggiunse una cosa che mi agghiacciò. Ordinò ai Maestri di armarsi per difendersi (evidentemente da me, l'unico estraneo) perché avrei potuto essere uno dei cattivi Compagni che avevano cercato di impossessarsi con la forza dei segreti della Muratorìa.
D: Voi cosa faceste?
R: Nulla, restai immobilizzato tra i due Esperti mentre udivo i Maestri sfoderare le spade e sentivo quelle spade tintinnare  minacciosamente.
D: E poi?
R: Risuonò la voce del Venerabilissimo Maestro, niente affatto rassicurante: Che entri, ma resti presso la porta per essere interrogato.
D: Quindi vi ha fatto entrare?
R: Non capite? Mi ha lasciato alla porta; non ho avuto nemmeno il permesso di andare tra le Colonne come viene concesso a chiunque entri a Tornata aperta.
D: Però siete entrato!
R: Sì, ma come? Trascinato all'indietro, con due spade puntate sul petto.
D: Ma siete entrato!
R: Per modo di dire. E' vero che mi avevano lasciato le braccia e abbassato le spade, ma la minaccia nei miei confronti era palpabile.
D: Ma eravate pur sempre nel Tempio!

R: No, ero sulla soglia, rivolto all'indietro (verso l'esterno!?!) sotto la minaccia di un fosco avvertimento: Non osi guardare l'Oriente!

sabato 28 giugno 2014

Alla porta del Tempio

Il Compagno ha bussato alla porta della Camera di Mezzo. Ma è disorientato: l'accoglienza pare ostile.

D: Cosa accadde poi?
R: Mi aspettavo di udire la voce del Copritore Interno domandare cosa fosse quel trambusto, invece alla porta venne il 1° Sorvegliante in persona.
D: Perché venne il 1° Sorvegliante e non il Copritore?
R: Evidentemente nel Tempio c'era una situazione molto grave, che non potevo nemmeno immaginare. In quel momento desiderai non aver mai bussato alla porta.
D: Cosa domandò il 1° Sorvegliante?
R: Tre sole parole, con tono spiccio e severo: "Chi è là?".
D: Non disse altro?
R: No, e non rispose nemmeno al 1° Esperto.
D: Che disse il 1° Esperto?
R: Che conduceva un Compagno desideroso di entrare nella Camera di Mezzo.
D: Come si comportò il 1° Sorvegliante?
R: La porta era aperta: non potevo vedere ma solo ascoltare ciò che succedeva.
D: Che successe?
R: Udii il 1° Sorvegliante ritornare al proprio posto, senza dire nulla. Immagino che sulla porta ci fosse il Copritore a sorvegliare.
D: Chi rispose al 1° Esperto?
R: La risposta venne da chi non mi sarei mai aspettato: il Maestro Venerabile o Venerabilissimo Maestro, come veniva ora chiamato. Rispose direttamente al 1° Esperto senza passare attraverso il 1° Sorvegliante. Era una situazione anomala, era certamente successo un fatto gravissimo.
D: Cosa disse il Venerabilissimo Maestro?
R: Che solo i Maestri hanno il diritto di entrare. Poi aggiunse, con una voce che captai come ostile: Come osa un Compagno?
D: E voi?
R: Immobilizzato dai due FFrr. Esperti non potei far nulla.
D: Non rispondeste?

R: No, io non risposi. A quel punto io avrei voluto scusarmi e andar via; invece per me rispose il 1° Esperto.

venerdì 27 giugno 2014

Il Compagno chiede l'aumento di salario

E' trascorso del tempo. Il Compagno d'Arte che abbiamo accompagnato nel rito di Elevazione ha lavorato sodo e chiede un aumento di salario.

 D: Dove siete stato elevato al Grado di Maestro Libero Muratore?
R: Nella Camera di Mezzo, cioè in una Loggia di Maestri Liberi Muratori.
D: In che modo siete stato elevato?
R: Il Fr. 1° Esperto e il suo accompagnatore 2° Esperto mi fecero riflettere sull'importanza del passo che mi accingevo a compiere.
D: Come eravate vestito?
R: Indossavo il Grembiule da Compagno d'Arte, ma non portavo i guanti.
D: Cosa fecero i FFrr. Esperti?
R: Mi afferrarono per le braccia, mi puntarono al petto le spade che impugnavano e mi fecero retrocedere fino alla porta del Tempio.
D: Perché gli Esperti erano armati di spade?
R: Ne rimasi sorpreso; nel Grado precedente non fui trattato così bruscamente. Sembrava quasi che mi incolpassero di qualcosa.
D: Cosa faceste alla porta del Tempio?
R: Nulla, ero completamente immobilizzato e camminando all'indietro non mi resi quasi conto di ciò che stava per succedere.
D: Come poté aprirsi la porta?
R: Il 1° Esperto bussò per conto mio.
D: Come bussò.
R: Bussò da Compagno Libero Muratore, come avrei fatto io se non mi avessero immobilizzato.
D: Che successe dentro al Tempio?
R: La porta era chiusa ed io ero rivolto all'indietro. Riuscii però a percepire alcune voci.
D: Cosa dicevano?
R: Qualcuno (capii più tardi che era il 1° Sorvegliante) avvertì il Maestro Venerabile (ma con una punta di sgomento sentii che veniva chiamato Venerabilissimo Maestro) che si batteva da Compagno alla porta del Tempio (ma non disse Tempio, bensì usò l'espressione Camera di Mezzo).
D: Perché parlate di sgomento?
R: Sembrava quasi che a dirigere la Loggia non fosse il Maestro Venerabile che conoscevo, ma un'altra persona. Lo sgomento aumentò perché la risposta di questo Venerabilissimo Maestro non fu rassicurante.
D: In che senso?
R: Ordinò al 1° Sorvegliante di controllare chi osasse battere alla porta, come se il bussare fosse più una trasgressione da punire che la richiesta di un giusto salario.

giovedì 26 giugno 2014

La Proclamazione a Compagno

Ecco le ultime battute del Rito di Passaggio.

D: Come si svolse l'esame?
R: Il 2° Sorvegliante mi chiese Ordine, Segno, Toccamento, Parola Sacra e Parola di Passo.
D: Come rispondeste?
R: Risposi alle richieste come mi era stato insegnato.
D: Cosa fece il 2° Sorvegliante?
R: Il 2° Sorvegliante comunicò al 1° Sorvegliante l'esito positivo dell'esame.
D: Voi cosa faceste?
R: Mi recai dal 1° Sorvegliante per sottopormi allo stesso esame.
D: Come andò l'esame?
R: Risposi anche questa volta correttamente.
D: Poi che successe?
R: Il 1° Sorvegliante comunicò al Maestro Venerabile che conoscevo Segno, Parole e Toccamento di Compagno d'Arte.
D: Il Maestro Venerabile cosa fece?
R: Il Maestro Venerabile incaricò il Maestro delle Cerimonie e il Fr. Esperto di insegnarmi a lavorare come un Compagno d'Arte.
D: Dove si svolge il lavoro di Compagno?
R: Il Compagno lavora la Pietra Sgrossata.
D: Con che strumenti la lavora?
R: Mentre l'Apprendista lavora la Pietra Grezza con il Maglietto, il Compagno lavora la Pietra Sgrossata con Maglietto e Scalpello.
D: Come vi fu insegnato a lavorare la Pietra Sgrossata?
R: Con cinque colpi, secondo la cadenza della Batteria.
D: Voi batteste cinque colpi?
R: Sì, poi fui ricondotto tra le Colonne.
D: Il vostro Lavoro fu approvato?
R: Sì, il 1° Sorvegliante comunicò al Maestro Venerabile che conoscevo il Lavoro che avrei dovuto svolgere come Compagno.
D: Il Maestro Venerabile approvò il Lavoro?
R: Sì, infatti, messi tutti i Fratelli all'Ordine, proclamò il mio ricevimento come Compagno d'Arte.
D: Cosa fecero i Sorveglianti?
R: I Sorveglianti ripeterono alle rispettive Colonne che il Maestro Venerabile mi aveva proclamato Compagno d'Arte.
D: Come si manifestò il giubilo?
R: Il Maestro Venerabile chiamò una Batteria di saluto.
D: Come si svolse la Batteria?
R: Secondo la cadenza del Grado.
D: Cosa fece il Maestro Venerabile?

R: Chiamò l'Oratore di Loggia a trarre le conclusioni del rito.

mercoledì 25 giugno 2014

Il Rito si avvia alla conclusione

Ormai siamo giunti al termine del Passaggio a Compagno.

D: Cosa faceste tra le Colonne?
R: Il Maestro Venerabile si rivolse a me e mi chiamò per la prima volta Compagno.
D: Solo questo?
R: No. Mi ricordò che come Compagno il mio compito era il perfezionamento del lavoro degli Apprendisti.
D: Quindi è cambiato il vostro lavoro?
R: Sì, e per ricordarmelo il Maestro Venerabile  stabilì che avrei ricevuto il mio salario alla Colonna J (jod).
D: Non vi disse altro?
R: Il Maestro Venerabile mi incitò ad impegnarmi nel correggere i difetti dei Fratelli meno illuminati.
D: Quindi dovete aiutare i vostri Fratelli?
R: Certo, ma anche - continuò il Maestro Venerabile - dovrò coprirli con il Grembiule della Tolleranza.
D: Come proseguì il rito?
R: Il Maestro delle Cerimonie e il fr. Esperto mi condussero nella Sala dei Passi Perduti per completare la mia istruzione da Compagno.
D: Cosa vi insegnarono?

D: Mentre venivate istruito cosa succedeva nel Tempio?.
R: Durante la mia istruzione i lavori furono sospesi: il Maestro Venerabile concesse cinque minuti di ricreazione.
D: Quando terminaste l'istruzione come procedeste?
R: Il termine della mia istruzione fu comunicato al Maestro Venerabile che fece richiamare la Loggia dalla ricreazione al lavoro.
D: Voi cosa faceste?
R: Il Maestro delle Cerimonie e il Fr. Esperto mi accompagnarono alla porta del Tempio e mi fecero bussare.
D: Come bussaste?
R: Secondo la cadenza della Batteria da Compagno d'Arte.
D: Poi cosa faceste?
R: Il Copritore aprì la porta e, senza attendere oltre, il Maestro delle Cerimonie ed il Fr. Esperto entrarono.
D: Voi non entraste?
R: Io entrai dopo di loro, così potei consolidare la mia istruzione osservando il loro procedere.
D: Come entraste?
R: Entrai con il Passo di un Compagno d'Arte Libero Muratore.
D: Poi?
R: Salutai il Maestro Venerabile, quindi il 1° e il 2° Sorvegliante.
D: Risposero al saluto?
R: Sì, ogni volta che in Loggia si saluta è necessario rispondere.
D: Come risposero?
R: Essendo seduti non poterono far altro che rispondere chinando il capo.
D: Non faceste altro?
R: Dopo il saluto mi recai dal 2° Sorvegliante per l'esame della mia istruzione.

martedì 24 giugno 2014

L'Apprendista passa Compagno

Ora, finalmente, l'Apprendista passa Compagno di Mestiere.

D: Cosa faceste all'Ara del Lavoro?
R: Il Maestro Venerabile mise tutti Fratelli all'Ordine e mi fece posare la mano destra sull'Ara del Lavoro.
D: Ah! Eravate dunque già Compagno?
R: No, non ancora. Infatti il Maestro Venerabile mi chiamò “Carissimo Fratello Apprendista”.
D: Era dunque un momento importante?
R: Sì. Il Maestro Venerabile volle che si innalzasse un pensiero corale in onore del Lavoro, prima e suprema virtù muratoria.
D: E voi non assumeste nessun impegno?
R: Certo. Il Maestro Venerabile mi fece avvicinare all'Altare per assumere l'impegno.
D: In quale posizione prometteste?
R: Ero inginocchiato sul ginocchio sinistro e avevo la mano sinistra sul Libro della Legge Sacra.
D: Cosa prometteste?
R: Di non rivelare i segreti che mi sarebbero stati confidati né agli Apprendisti né ai profani.
D: E poi?
R: Di seguire le Costituzioni dell'Ordine, di consacrarmi al Bene dell'Umanità, alla diffusione e applicazione dei princìpi massonici.
D: Dopo che avete prestato la Promessa Solenne cosa fece il Maestro Venerabile?
R: Scese dal Trono con la Spada Fiammeggiante.
D: Come usò la Spada Fiammeggiante?
R: Il Maestro Venerabile me la pose sul capo mentre pronunciava la formula che mi fece diventare Compagno.
D: Cosa dice la formula?
R: L'atto è compiuto Alla Gloria Del Grande Architetto Dell'Universo. Il Maestro Venerabile agisce in nome e sotto gli auspici del Grande Oriente d'Italia e per i poteri che gli sono stati conferiti come Maestro Venerabile della Loggia.
D: In che momento effettivamente diventaste Compagno?
R: Quando il Maestro Venerabile dichiarò formalmente: “ti ricevo e ti nomino Compagno d’Arte Libero Muratore”.
D: Il Maestro Venerabile non fece altro?
R: Sì, batté con il Maglietto sulla Spada Fiammeggiante posata sul mio capo.
D: Quanti colpi batté?
R: Cinque colpi, secondo la cadenza della Batteria.
D: Qual è la cadenza della Batteria?
R: ● ●
D: Che fece il Maestro Venerabile?
R: Mi fece alzare e mi abbassò la bavetta del Grembiule, come già mi aveva annunciato al termine del quinto viaggio.
D: Fece altro?
R: No, il Maestro Venerabile tornò al proprio posto e il Maestro delle Cerimonie mi portò tra le Colonne.

D: Cosa faceste tra le Colonne.

lunedì 23 giugno 2014

L'ultimo lavoro

Il Candidato compie l'ultimo lavoro di Apprendista.

D: Cosa ordinò il Maestro Venerabile?
R: Il Maestro Venerabile ordinò al Fr. Esperto di farmi compiere l'ultimo lavoro da Apprendista.
D: Lo eseguiste?
R: Il Fr. Esperto mi condusse alla Pietra Grezza e mi fece battere tre colpi da Apprendista con un mazzuolo che mi aveva messo in mano.
D: Con questi colpi terminaste il vostro lavoro da Apprendista?
R: Sì. Infatti mentre ritornavamo tra le Colonne, il 1° Sorvegliante annunciò al Maestro Venerabile che l'Apprendista aveva ultimato il suo Lavoro.
D: Che successe?
R: Fu come un segnale al Fr. Esperto: dopo avere ripreso il mazzuolo, che ripose, mi lasciò affidandomi al Maestro delle Cerimonie.
La nomina a Compagno
D: Cosa fece il Maestro delle Cerimonie?
R: Mi fece avvicinare all'Ara del Lavoro con i passi da Compagno.
D: Come sono i passi da Compagno?
R: Prima compìi i tre passi da Apprendista stando all'Ordine di Apprendista.
D: E dopo?
R: Poi mi misi all'Ordine di Compagno...
D: Conoscevate dunque già l'Ordine di Compagno?

R: No, fu il Maestro delle Cerimonie che mi fece assumere quella posa. Ora so che si chiama Ordine di Compagno.

domenica 22 giugno 2014

Il quinto viaggio

Continuano i viaggi del nostro Apprendista che vuole passare Compagno.

D: Che successe poi?
R: Il Maestro Venerabile dispose che il Fr. Esperto mi accompagnasse nel quinto viaggio.
D: Il Fr. Esperto vi accompagnò nel viaggio?
R: Sì, mi accompagnò.
D: Dove viaggiaste?
R: Da Occidente a Meridione, da Oriente a Settentrione, per ritornare all'Occidente.
D: Non vi fermaste in questo viaggio?
R: No, il viaggio fu spedito e senza soste.
D: Quali strumenti avevate con voi?
R: In questo viaggio non mi furono consegnati utensìli.
D: Vi spiegarono il motivo?
R: Il Maestro Venerabile mi disse che il quinto viaggio è compiuto con le mani libere, ma rivestito del Grembiule.
D: Avevate il Grembiule?
R: Sì, indossavo il mio Grembiule da Apprendista.
D: Che vi disse il Maestro Venerabile?
R: Il Maestro Venerabile stabilì che avrei, da allora in poi, portato il Grembiule con la bavetta abbassata.
D: Il motivo?
R: Il lavoro del Compagno d'Arte è meno pesante di quello dell'Apprendista.
D: Allora il lavoro è meno impegnativo?
R: Al contrario, il lavoro del Compagno d'Arte è più impegnativo perché deve svolgersi in una sfera meno materiale.
D: Quali sono gli strumenti del Compagno?
R: I suoi strumenti sono soprattutto l'intelletto e l'intuizione.
D: A questo punto cosa avete visto?
R: Mentre il Maestro Venerabile parlava si è accesa la Stella Fiammeggiante.
D: Cosa vi disse il Maestro Venerabile?
R: Che la Stella Fiammeggiante era il Pentalfa dei Pitagorici.
D: Aveva qualche caratteristica?
R: Nel centro della Stella compariva la lettera G.
D: Cosa aggiunse il Maestro Venerabile?
R: Che la Stella con la lettera G è antichissimo simbolo del grado di Compagno.
D: Vi fece notare nulla?
R: Mi fece osservare Squadra e Compasso sull'Altare.
D: Cosa notaste?

R: Il Compasso era incrociato con la Squadra e non più sottopostovi come in Grado di Apprendista.

sabato 21 giugno 2014

Il quarto viaggio

Ed ora l'Apprendista affronta il quarto viaggio.

D: E poi?
R: Il Maestro Venerabile ordinò al Fr. Esperto di prepararmi per il quarto viaggio.
D: Come vi preparò?
R: Il Fr. Esperto mi consegnò una Squadra e un Regolo. Impugnai la Squadra nella mano sinistra e il Regolo nella destra.
D: Poi cosa fece?
R: Il Fr. Esperto mi accompagnò nel quarto viaggio.
D: Dove viaggiaste?
R: Da Occidente a Meridione, da Oriente a Settentrione, per ritornare all'Occidente.
D: Non vi fermaste durante il viaggio?
R: Sì, feci una breve sosta a Settentrione.
D: Perché?
R: Lessi un cartello
D: Cosa leggeste?
R: Mosè, Platone, Ermete Trismegisto, Pitagora, Paracelso.
D: Cosa sono?
R: Sono i nomi di grandi iniziati.
D: Perché ricordare i nomi di cinque Grandi Iniziati nel quarto viaggio?
R: I cinque Grandi Iniziati ricordano la continuità della Tradizione attraverso i tempi.
D: Cosa indica il quarto viaggio?
R: Il quarto viaggio rappresenta il quarto grado di realizzazione.
D: Cosa significa?
R: Le conoscenze acquisite, sia nel lavoro individuale - che non ha mai termine - sia in quello collettivo, devono essere applicate al bene della società.
D: Perché vi fu consegnato un Regolo?
R: Il Regolo indica la Rettitudine e la misura.
D: Perché vi fu consegnata una Squadra?
R: La Squadra con i suoi bracci ad angolo retto rappresenta l'incontro tra il Filo a Piombo e la Livella.
D: Che vuol dire?

R: La Squadra indica l'equilibrio che non dovrà mai mancare - insieme con la rettitudine e la misura - nell'adempiere l'ultimo lavoro assegnato in Grado di Compagno.

venerdì 20 giugno 2014

Il terzo viaggio

L'apprendista compie il terzo viaggio.

D: In che modo compiste il terzo viaggio?
R: Il Maestro Venerabile ordinò al Fr. Esperto di prepararmi per il terzo viaggio.
D: Come vi preparò?
R: Il Fr. Esperto mi consegnò un Regolo e una Cazzuola.
D: Come tenevate Regolo e Cazzuola?
R: Impugnai il Regolo nella mano sinistra e la Cazzuola nella destra.
D: Poi cosa faceste?
R: Il Fr. Esperto mi accompagnò nel terzo viaggio.
D: Dove viaggiaste?
R: Da Occidente a Meridione, da Oriente a Settentrione, per ritornare all'Occidente.
D: Non vi fermaste durante il viaggio?
R: Sì, feci una breve sosta ad Oriente.
D: Perché?
R: Lessi un cartello.
D: Cosa leggeste?
R: Grammatica, Geometria, Filosofia, Poesia, Musica.
D: Cosa sono?
R: Sono le Arti Liberali.
D: Perché ricordare le cinque Arti Liberali nel terzo viaggio?
R: Le Arti Liberali suggeriscono che la mente deve indagare liberamente in ogni campo della conoscenza, evitando qualsiasi dogmatismo limitatore.
D: Perché vi fu consegnato un Regolo?
R: Il Regolo indica la Rettitudine e la Misura.
D: Perché vi fu consegnata una Cazzuola?
R: La Cazzuola è lo strumento occorrente per stendere la calcina, che assicura il collegamento tra gli elementi dell'edificio.
D: La Cazzuola è usata dall'Apprendista?
R: La Cazzuola simboleggia il lavoro del Compagno, non più individuale come era quello di sgrossamento dell'Apprendista.
D: Cosa vi disse il Maestro Venerabile?
R: Il Maestro Venerabile mi chiese la Parola Sacra di Apprendista.
D: E voi?
R: Gliela diedi al modo di Apprendista.
D: E poi?

R: Il Maestro Venerabile ordinò al Fr. Esperto di prepararmi per il quarto viaggio.

giovedì 19 giugno 2014

Il secondo viaggio

L'Apprendista compie il secondo viaggio.

D: Che successe poi?
R: Il Maestro Venerabile invitò il Fr. Esperto a prepararmi per il secondo viaggio.
D: Come foste preparato?
R: Il Fr. Esperto mi consegnò un Regolo e un Compasso.
D: Come tenevate Regolo e Compasso?
R: Impugnai il Regolo nella mano destra e il Compasso nella sinistra.
D: Dove viaggiaste?
R: Viaggiammo da Occidente a Meridione, dove sostai un poco, poi da Oriente a Settentrione, ritornando ad Occidente, tra le Colonne.
D: Perché sostaste a Meridione?
R: Mi fermai a leggere un cartello.
D: Cosa leggeste?
R: Egizio, Ellenico, Etrusco, Romanico, Gotico.
D: Che significa?
R: Sono i principali ordini architettonici. 
D: Perché ricordare i cinque Ordini Architettonici nel secondo viaggio?
R: I cinque Ordini Architettonici indicano l'unicità sostanziale, anche se espressa in forme diverse, della Tradizione Iniziatica.
D: Perché vi fu dato un Regolo?
R: Il Regolo ci insegna la misura e la rettitudine.
D: Perché vi fu dato un Compasso?
R: Il Compasso, con la sua apertura variabile, esprime la possibilità di accrescere l'apertura della propria mente nella conoscenza di se stesso e dell'Universo.
D: I due strumenti assieme cosa significano?
R: Il secondo viaggio rappresenta il secondo grado di realizzazione: i due strumenti debbono farne comprendere la sintesi.
D: Che successe poi?
R: Il Maestro Venerabile mi chiese di dare il Toccamento da Apprendista al Fr. Esperto.
D: Il Toccamento fu corretto?

R: Sì, il Toccamento fu corretto. Dato il Toccamento, potei compiere il terzo viaggio.

mercoledì 18 giugno 2014

Il primo viaggio

L'Apprendista comincia a viaggiare.

D: Cosa vi disse in seguito il Maestro Venerabile?
R: Mi annunciò che avrei dovuto compiere cinque viaggi e ordinò al Fr. Esperto di prepararmi.
D: Come vi preparò il Fr. Esperto?
R: Il Fr. Esperto mi tolse il Regolo e mi diede Maglietto e Scalpello.
D: Come tenevate Maglietto e Scalpello?
R: Impugnai il Maglietto nella mano destra e lo Scalpello nella sinistra.
D: Qual è il significato di questo viaggio?
R: Il primo viaggio rappresenta il primo grado di realizzazione del Neofita.
D: Dove viaggiaste?
R: Viaggiammo da Occidente a Meridione, da Oriente a Settentrione, ritornando alla fine ad Occidente, dove sostai brevemente prima di ritornare tra le Colonne.
D: Perché vi fermaste ad Occidente?
R: Per riflettere sulla scritta di un cartello.
D: Cosa c'era scritto nel cartello?
R: Vista, Udito, Olfatto, Gusto, Tatto.
D: Cosa sono?
R: Sono i cinque Sensi.
D: Perché ricordare i cinque Sensi durante il primo viaggio?
R: I Sensi sono strumenti che uniscono il mondo esterno al nostro “io” più intimo.
D: Sono strumenti affidabili?
R: Dobbiamo imparare a distinguere nei loro messaggi verità ed illusione.
D: Perché vi furono dati un Maglietto e uno Scalpello?
R: Lo Scalpello rappresenta la Ragione intesa come Potenza Esecutrice intelligente della Volontà, che è simboleggiata dal Maglietto.
D: Quale è stato il vostro lavoro da Apprendista?
R: Sgrossare la Pietra Grezza.
D: Qual è ora il vostro lavoro da Compagno?
R: Levigare la Pietra Sgrossata per inserirla perfettamente nell'Edificio da costruire.
D: Come si può effettuare tale lavoro?
R: Bisogna comprendere che divenendo Compagno d'Arte il Libero Muratore deve intuire quanto si cela dietro il velo del linguaggio simbolico.

martedì 17 giugno 2014

Forza e Bellezza

L'Apprendista è entrato e il Maestro Venerabile gli rivolge alcuni insegnamenti.

D: Come doveva essere ora il lavoro?
R: Avrei dovuto alimentare una Conoscenza più sottile.
D: Che significa?
R: Alla Forza avrei dovuto aggiungere la Bellezza.
D: Cosa sono Forza e Bellezza?
R: La Forza indica l'intelletto e la Bellezza l'immaginazione.
D: Perché dovete aggiungere la Bellezza alla Forza?
R: Per suscitare l'Intuizione che trascende il Raziocinio.
D: Come indicano i Compagni l'unione di Forza e Bellezza?
R: In linguaggio muratorio si dice “Passare dalla Perpendicolare alla Livella”.
D: Cosa vuol dire?
R: Significa passare dall'Attività alla Passività.
D: Quali strumenti indicano l'Attività e la Passività?
R: L'Attività è simboleggiata dal Filo a Piombo (verticale) e la Passività dalla Livella (orizzontale).
D: Perché il Compagno deve passare dall'Attività alla Passività?
R: Perché deve trascendere queste due forze che determinano ogni manifestazione.
D: Qual è lo scopo di questa attività del Compagno?

R: Raggiungere, attraverso la confluenza delle due forze attiva e passiva, un perfetto equilibrio di una sintesi superiore.

lunedì 16 giugno 2014

Entra nel Tempio

L'Apprendista ha bussato ed è stato approvato.

D: Come entraste?
R: Con gli unici passi che conoscevo: i passi da Apprendista.
D: Una volta entrato, cosa faceste?
R: Il Fr. Esperto mi trattenne tra le Colonne ad ascoltare gli insegnamenti del Maestro Venerabile.
D: Cosa vi insegnò?
R: Prima di tutto volle volle rendersi conto se per lo zelo dimostrato nel Lavoro e per i risultati ottenuti fossi meritevole della promozione.
D: Come se ne rese conto?
R: Stimolandomi la riflessione sui simboli.
D: Cosa vi disse?
R: Mi disse che con la Iniziazione ad Apprendista mi era stata aperta la via dell'Arte.
D: Disse solo questo?
R: Mi paragonò ad Ercole fermo tra le Colonne.
D: Cosa rappresentano le Colonne?
R: Le Colonne rappresentano la Forza e la Bellezza. Il Maestro Venerabile mi invitò a riflettervi sopra.
D: Cosa vi disse?

R: Mi spiegò che gli utensili erano serviti per lavorare la Pietra Grezza della mentalità profana.

domenica 15 giugno 2014

L'Apprendista bussa alla Camera di Compagno

E' passato del tempo. Il nostro amico, che seguimmo quando da profano bussò alla porta del Tempio, ora si sente maturo e bussa, lui Apprendista Libero Muratore, alla porta della Camera di Secondo Grado. Verrà accolto?

D: Dove siete stato passato al Grado di Compagno d'Arte (Fellow-Craft = Compagno di Mestiere) Libero Muratore?
R: In una Loggia di Compagni d'Arte.
D: In che modo siete stato passato?
R: Il Fr. Esperto, che mi assisteva,  mi fece riflettere sul passo che mi accingevo a compiere.
D: Come eravate vestito?
R: Ero vestito da Apprendista Libero Muratore con la bavetta del grembiule alzata.
D: Avevate con voi qualche utensile?
R: Il Fr. Esperto mi consegnò un regolo da 24 pollici che appoggiai sulla mia spalla sinistra. Poi mi accompagnò alla porta del Tempio.
D: Che faceste?
R: Bussai alla porta.
D: In che modo bussaste?
R: Nell'unico modo che conoscevo: con i colpi da Apprendista Libero Muratore.
D: Vi si rispose?
R: Il Fr. Copritore immediatamente accorse.
D: Cosa fece il Copritore?
R: Riferì al 1° Sorvegliante che un Apprendista chiedeva di entrare.
D: Non vi scacciarono?
R: Il 1° Sorvegliante comprese la mia tacita richiesta e riferì che io, operaio dell'Officina, di tre anni d'età, ero accompagnato e sostenuto dal Fr. Esperto, il quale quindi approvava il mio passo.
D: Il 2° Sorvegliante, vostro Sovrintendente, non disse nulla?
R: Al contrario. Intervenne dicendosi soddisfatto del mio lavoro da Apprendista.
D: E il Maestro Venerabile?
R: Accolse i pareri dei Sorveglianti e chiese alla Loggia di Compagni se approvasse il mio aumento di salario.
D: Foste approvato?

R: I Compagni approvarono la mia promozione e fui fatto entrare.

sabato 14 giugno 2014

I Doveri del Libero Muratore

Continua il colloquio del Maestro Venerabile



D: Il principio che avete enunciato mette bene in evidenza l'obiettivo del lavoro muratorio.
R: Certo; il Libero Muratore cerca l'equilibrio della saggezza.
D: E' un lavoro facile?
R: Tutt'altro. Il Maestro Venerabile fu molto chiaro e mi ammonì: E' un lavoro penoso che impone molti sacrifici, ai quali dovrete sottomettervi, se sarete ammesso tra noi.
D: Quindi è lo stesso lavoro che il bussante sarà chiamato a svolgere?
R: Sì, ed appunto per questo il Maestro Venerabile mi ripropose la domanda: Persistete nel desiderio di essere accolto tra i Liberi Muratori? Siete ancora disposto?
D: Avete risposto?
R: Certo, risposi di essere determinato a proseguire. Mi colpì soprattutto che si cercasse di farmi assumere impegni importanti con piena conoscenza delle conseguenze.
D: Cosa vi disse il Maestro Venerabile?
R: Mi spiegò che l'Istituzione massonica ha leggi che impongono doveri reciproci da osservare.
D: Vi dissero quali obblighi?
R: Il Maestro Venerabile continuò: Nessuno vuole imporvi obblighi che non conoscete, quindi la saggezza di questa Assemblea (ancora il termine “saggezza”!), cioè dei Fratelli Massoni, ha deliberato di spiegare quali saranno questi doveri, se fossi stato ammesso.
D: Quindi la vostra ammissione non era ancora sicura?
R: Credo dovesse dipendere dalle prove che avrei dovuto superare.
I doveri e la Coppa delle Libagioni
D: Quali sono i doveri da praticare?
R: Me ne indicò tre. Il primo - disse il Maestro Venerabile - è il silenzio più assoluto su quanto potrete udire o vedere tra noi.
D: Silenzio o segreto?
R: Silenzio. Ed è comprensibile che si parli di silenzio verso un Fratello futuro ma ancora non Libero Muratore. Ed è ancora più significativo se pensiamo che ogni Fratello proviene dal mondo profano, che potremmo chiamare il mondo della confusione e dello schiamazzo.
D: Gli altri doveri?
R: Il secondo dovere - spiegò il Maestro Venerabile - è di praticare la virtù, soccorrere i Fratelli, prevenire le loro necessità, alleviare le loro disgrazie e assisterli con il vostro affetto e con i vostri consigli.
D: La Fratellanza è quindi un legame stretto?
R: Sì, nasce dalla consapevolezza di percorrere un cammino insieme, anche se non è necessariamente lo stesso cammino.
D: Ma è un atteggiamento da tenere solo con i vostri Fratelli?
R: No, è da tenere con tutta l'Umanità, di cui i Fratelli sono solo una parte. Nessun uomo, per il solo fatto di essere uomo, deve esserci estraneo.
D: Ma sono virtù rare.
R: Tra i Massoni sono considerate il compimento di un dovere gradito.
D: Altri doveri?
R: Il terzo dovere - continuò il Maestro Venerabile - è quello di conformarsi alle Leggi dell'Ordine dei Liberi Muratori e ai Regolamenti della Loggia.
D: E' un impegno ragionevole: se appartieni ad una Associazione ne devi seguire le regole
R: Il Maestro Venerabile mi assicurò che Leggi e Regolamenti non erano in contrasto con la mia coscienza di uomo libero e non vi era nulla di contrario alle leggi dello Stato.
D: Solo tre doveri?
R: Sì, ritorna il numero tre.
D: Cosa vi disse il Maestro Venerabile?
R: Mi rifece la domanda: Persistete nel desiderio di essere accolto tra i Liberi Muratori? Siete disposto a subire le prove necessarie?
D: Voi cosa rispondeste?
R: Risposi positivamente.
D: E il Maestro Venerabile?
R: Mi chiese se ero disposto, prima di affrontare le prove, a prestare una Promessa Solenne sulla Coppa delle Libagioni.
D: E voi?
R: Una volta accettata quella strana situazione non avevo più scelta. Anzi, avevo liberamente scelto di accettare e proseguire: dovevo essere coerente e conseguente.

venerdì 13 giugno 2014

La Catena interrotta

La nostra Loggia ha ripreso un antico Rito del XVIII secolo: il nuovo Fratello viene inserito nella Catena d'Unione dei Fratelli della Loggia. E' un gesto simbolico con il quale i Fratelli accolgono il Fratello appena iniziato oppure trasferito da altra Loggia.


D: E così il Rito di Iniziazione terminò.
R: Non ancora. Nella mia Loggia è consuetudine accogliere un nuovo Fratello con un rito semplice ma molto suggestivo.
D: Di cosa parlate?
R: La mia Loggia ha ripreso un rito antico, quello della Catena Interrotta.
D: Quando viene praticato questo Rito?
R: Ogni volta che un nuovo Fratello arricchisce le nostre Colonne. Noi lo pratichiamo anche quando vogliamo onorare un Fratello nominandolo Membro Onorario della nostra Loggia.
D: Come si svolse il Rito?
R: Dopo la Proclamazione a Membro effettivo della Loggia il Maestro Venerabile dispose che il Maestro delle Cerimonie mi riportasse tra le Colonne. Intanto ordinò ai Fratelli una Catena d'Unione.
D: Quindi i Fratelli si riunivano in Catena mentre voi attendevate tra le Colonne?
R: Sì, i Fratelli si riunirono in Catena e il Maestro Venerabile cominciò a far circolare le due Parole.
D: Quali Parole?
R: Ogni Catena d'Unione viene dinamizzata con la circolazione di due Parole, che possono essere le Parole semestrali decise dal Gran Maestro oppure altre Parole scelte dal Maestro Venerabile.
D: Come circolarono le Parole?
R: Una volta che i Fratelli si furono stretti in Catena il Maestro Venerabile sussurrò all'orecchio del Fratello alla sua destra una Parola e all'orecchio del Fratello alla sua sinistra l'altra Parola.
D: Che fecero questi Fratelli?
R: Sussurrarono all'orecchio del Fratello vicino la Parola ricevuta dal Maestro Venerabile.
D: Fecero tutti così?
R: No, il 1°Sorvegliante ricevette le Parole, ma non le trasmise.
D: Perché?
R: Lo spiegò al Maestro Venerabile: E' mio dovere interrompere la Catena per inserire un nuovo anello.
D: Come procedette per interrompere la Catena?
R: Lasciò la Mano del Fratello alla sua destra e mi invitò ad inserirmi.
D: E voi?
R: Mi misi alla destra del 1° Sorvegliante e mi collegai al Fratello alla mia destra ma non al 1° Sorvegliante.
D: Per quale motivo.
R: Il 1° Sorvegliante aveva interrotto la Catena e il 1° Sorvegliante doveva rinsaldarla.
D: Cosa fece il 1° Sorvegliante?
R: Comunicò al Maestro Venerabile che essendosi inserito il nuovo anello chiudeva la Catena.
D: Come la chiuse?
R: Mi afferrò con la sinistra la mano destra, ristabilendo così il contatto e rilasciò le Parole.
D: Come le rilasciò?
R: Mi sussurrò all'orecchio la Parola che aveva ricevuto dal vicino di destra (che era ora il mio vicino di destra) dicendomi che era quella che io avrei dovuto passargli se fossi stato inserito nella Catena fin dall'inizio. Mi comunicò poi l'altra Parola che aveva ricevuto dal Fratello alla sua sinistra che io mi affrettai a passare.
D: Così le Parole ritornarono al Maestro Venerabile?
R: Sì. Immediatamente dopo il Maestro Venerabile sciolse la Catena e invitò i Fratelli a prendere posto.
D: E voi?
R: Io rimasi al centro del Tempio con il Maestro Venerabile: non avevo ricevuto nessuna disposizione.
D: Vi si disse cosa fare?
R: Appena i Fratelli ebbero preso posto il Maestro Venerabile indicò al Maestro delle Cerimonie di accompagnarmi alla testa della Colonna dei Compagni.
D: Perché proprio lì?
R: Era il posto che mi spettava in quella Tornata. In seguito invece avrei dovuto sedermi secondo la mia anzianità di iniziazione.
D: Prendendo posto terminò il Rito di Iniziazione?
R: Sì, terminò il Rito.
D: Cosa fece il Maestro Venerabile?

R: Chiamò l'Oratore di Loggia a trarre le conclusioni sul Rito.

giovedì 12 giugno 2014

La Proclamazione alla Loggia

Siamo ormai alle ultime battute del Rito.

D: Cosa fece il Maestro Venerabile?
R: Mi proclamò membro della Loggia.
D: Vi ricordate come vi proclamò?
R: L'atto fu compiuto Alla Gloria Del Grande Architetto Dell'Universo. Il Maestro Venerabile agì in nome e sotto gli auspici del Grande Oriente d'Italia e per i poteri che gli sono stati conferiti come Maestro Venerabile della Loggia.
D: Continuate!
R: Dopo queste premesse il Maestro Venerabile mi proclamò Membro effettivo della Loggia con il grado di Apprendista Libero Muratore.
D: E' l'atto finale che sancisce la nuova appartenenza.
R: Di più. Il Maestro Venerabile terminò con un auspicio che ritengo di grande importanza non tanto perché riferito a me quanto perché è alla base stessa dell'essere Massoni.
D: Cosa disse di così importante il Maestro Venerabile?
R: Poche parole: Vi invito a riconoscerlo come tale (cioè Apprendista membro della Loggia) ed a prestargli aiuto ed assistenza in ogni occasione.
D: Molti vorranno vedere in queste parole l'obbligo di aiuto anche non lecito.
R: I profani vedono nella Massoneria quello che sono in grado di vedere; se sono in malafede vedono solamente quello che desiderano vedere. Chi invece è stato accolto tra i Liberi Muratori vi vede non tanto l'obbligo di aiutare sempre e comunque, anche oltre il lecito, bensì l'impegno che ogni singolo Fratello ha preso con se stesso di aiutare il Fratello. E' aiuto non solo materiale, ma anche nella ricerca personale e spirituale.
D: Con la proclamazione terminò il Rito?
R: Si il Rito era effettivamente al termine. Mancavano solo alcuni atti.
D: Quali?
R: Il Maestro Venerabile chiamò tutti i Fratelli ad una triplice Batteria di gioia in mio onore quale nuovo Fratello della Loggia.
D: Tutti parteciparono alla Batteria?
R: No, io e il Maestro delle Cerimonie non partecipammo.
D: Perché?
R: Un Fratello non può partecipare alla Batteria in suo onore. Ma ogni Batteria va sempre coperta, cioè ripetuta. Così il Maestro delle Cerimonie non partecipò alla Batteria perché a mio nome chiese il permesso di coprirla.
D: Quindi voi e il Maestro delle Cerimonie rispondeste alla Batteria?

R: Sì, noi due battemmo la risposta.

mercoledì 11 giugno 2014

Il primo lavoro dell'Apprendista

E' terminata l'Istruzione. Il neo-Apprendista rientra nel Tempio.

D: Terminata l'Istruzione che faceste?
R: Mi avvicinai alla porta del Tempio e bussai con i colpi da Apprendista.
D: Vi aprirono?
R: La porta si socchiuse e comparve il viso del Copritore Interno.
D: Vi fece entrare?
R: Non subito. Il Copritore Interno avvisò il 2° Sorvegliante che ero alla porta.
D: Vi ricordate cosa disse?
R: Il Copritore Interno disse: E' il nuovo iniziato che chiede di entrare.
D: Quindi vi chiamò iniziato?
R: Sì, e forse formalmente lo ero. Ma è termine che io non uso.
D: Perché?
R: Perché lo ritengo descrivere uno stato già raggiunto piuttosto che un cammino in svolgimento.
D: Cosa fece il 2° Sorvegliante?
R: Avvisò il 1° Sorvegliante che ero alla porta del Tempio.
D: E il 1° Sorvegliante?
R: Avvisò il Maestro Venerabile che ero alla porta del Tempio.
D: E il Maestro Venerabile?
R: Diede il permesso di entrare, ma avrei dovuto restare tra le Colonne.
D: A chi diede l'ordine di farvi entrare?
R: A nessuno in particolare.
D: Non si seguì la trafila Maestro Venerabile, 1° Sorvegliante, 2° Sorvegliante, Copritore Interno?
R: No, non la si seguì. Il Copritore Interno semplicemente aprì la porta e si fece da parte.
D: Quindi entraste?
R: Mi avevano già spiegato come si entra in Loggia a lavori già aperti. Per sottolineare l'Istruzione impartitami, ora entrarono prima il Maestro delle Cerimonie e poi l'Esperto in modo che io potessi ancora vedere come procedere.
D: Come terzo entraste voi?
R: Sì, io entrai come terzo.
D: Come entraste.
R: Sulla porta mi misi all'Ordine e feci i tre passi di Apprendista avanzando verso Oriente. Compiuti i passi diedi il Segno al Maestro Venerabile, subito rimettendomi all'Ordine.
D: Salutaste i Sorveglianti?
R: Sì, dopo aver dato il Segno al Maestro Venerabile voltai il capo verso lo scranno del 1° Sorveglianti e detti il Segno. Successivamente mi rivolsi verso lo scranno del 2° Sorvegliante e detti il Segno anche a lui.
D: Poi che faceste?
R: Ero al centro del Tempio tra il Maestro delle Cerimonie alla mia destra e l'Esperto a sinistra. Il Maestro Venerabile ordinò all'Esperto di mostrarmi la Pietra Grezza e di insegnarmi a compiere il Lavoro di Apprendista.
D: In che modo l'Esperto vi mostrò il Lavoro di Apprendista?
R: L'Esperto mi condusse alla Pietra Grezza accanto all'Altare e mi consegnò un mazzuolo.
D: Cosa faceste con il mazzuolo?
R: Battei tre colpi sulla Pietra.
D: I vostri primi colpi sulla Pietra!
R: Sì, i miei primi colpi sulla Pietra.
D: Poi che faceste?
R: Fui ricondotto tra le Colonne?
D: Perché?
R: Lo indicò chiaramente il Maestro Venerabile: ordinò all'Esperto di condurmi dai due Sorveglianti per farmi riconoscere Apprendista Libero Muratore.
D: Dovevate sottoporvi al loro esame?
R: Era certo un esame in quanto avrei dovuto dare Segni e Parole che mi avrebbero fatto riconoscere come Apprendista Massone. Ma non era solo un esame.
D: Che volete dire?
R: Era una presentazione al Sorvegliante ed ai Fratelli della rispettiva Colonna. L'esame serviva a garantire Sorvegliante e Fratelli della correttezza della mia Istruzione.
D: Cosa vi chiesero i Sorveglianti?
R: L'Esperto mi condusse dal 1° Sorvegliante poi dal 2°. Le domande furono le stesse.
D: Quali furono?
R: Mi furono chiesti Ordine, Segno, Toccamento e Parola Sacra.
D: E voi?
R: Risposi come richiesto.
D: Quindi rispondeste correttamente?

R: Sì; il 1° e 2° Sorvegliante presero atto che Ordine, Segno, Toccamento e Parola Sacra erano giusti e perfetti e lo comunicarono al Maestro Venerabile.

martedì 10 giugno 2014

Ricreazione

Il Rito sta per terminare. Il nuovo Fratello è condotto nella Sala dei Passi Perduti per la necessaria istruzione. I Fratelli si pongono in ri-creazione.

D: Dopo che foste uscito come procedettero i Lavori nel Tempio?
R: Poiché ero uscito dal Tempio la mia risposta si basa su quanto poi mi raccontarono i Fratelli. Seppi che dopo la mia uscita il Maestro Venerabile concesse alla Loggia tre minuti di Ricreazione.
D: In che modo il Maestro Venerabile concesse la Ricreazione?
R: Il Maestro Venerabile comunicò al 2° Sorvegliante che concedeva la Ricreazione e il 2° Sorvegliante trasmise la disposizione a tutti i Fratelli.
D: Perché proprio al 2° Sorvegliante?
R: E' dovere del 2° Sorvegliante chiamare i Fratelli dal Lavoro alla Ricreazione e dalla Ricreazione al Lavoro.
D: Cosa seguì all'annuncio del 2° Sorvegliante?
R: Il Maestro Venerabile ordinò al 1° Sorvegliante di compiere il proprio dovere.
D: Cosa fece il 1° Sorvegliante?
R: Sull'Ara staccò squadra e compasso, lasciando però aperto il Volume della Legge Sacra.
D: Quindi tutti lasciarono i propri posti?
R: No, Ricreazione non significa confusione.
D: Che vuol dire?
R: Durante la Ricreazione è sospeso il lavoro collettivo, non quello individuale: i Fratelli rimangono seduti appunto a ri-crearsi. Il proprio posto può essere abbandonato soltanto nei modi stabiliti.
D: Quando terminò la Ricreazione?
R: Quando il Maestro Venerabile fu avvertito dal Maestro delle Cerimonie che l'Istruzione era terminata.
D: Come terminò la Ricreazione.
R: Il Maestro Venerabile ne avvertì il 2° Sorvegliante.
D: Cosa fece il 2° Sorvegliante?
R: Ordinò ai Fratelli di riprendere il posto che gli spetta.
D: Ma allora ciò significa che erano fuori posto.
R: Durante la Ricreazione i Fratelli lavorano individualmente. Riprendere il posto che spetta significa ritornare al lavoro collettivo.
D: Come si ritornò al lavoro collettivo?
R: Fu il Maestro Venerabile a dichiarare che i lavori riprendevano forza e vigore. Conseguentemente il 1° Sorvegliante ristabilì la corretta posizione di squadra e compasso sul Volume della Legge Sacra.

lunedì 9 giugno 2014

Grembiule e guanti

Il nuovo Libero Muratore viene vestito.

D: Cosa vi disse il Maestro Venerabile?
R: Per prima cosa mi diede il triplice bacio, mostrando così il mio effettivo ingresso nella Fratellanza.
D: Come vi scambiaste il triplice bacio?
R: Partendo dalla guancia sinistra, poi la destra e infine ancora la sinistra.
D: Perché la sinistra?
R: Simbolicamente è legata al cuore e per gli antichi il cuore era la sede dell'intelletto.
D: Cosa accadde dopo il triplice bacio?
R: Il Maestro Venerabile suggellò il triplice bacio con una affermazione che era allo stesso tempo constatazione di una nuova realtà e annuncio ai Fratelli di Loggia e, tramite loro, a tutti i Massoni del mondo.
D: Cosa disse di così importante?
R: Una semplice frase, ma profonda: Tu sei mio Fratello. Indicò così il legame indissolubile che durante il Rito era stato costruito.
D: Poi che successe?
R: Il Maestro Venerabile mi cinse i fianchi con un grembiule bianco. Il grembiule - disse è il simbolo del Lavoro, primo dovere e massima consolazione dell'uomo.
D: Parole profonde.
R: Ma che erano un chiaro invito a meditare sul significato del Lavoro come trasformazione e non solo come attività per vivere o sopravvivere.
D: Disse altro?
R: Si raccomandò che non mi presentassi mai in Loggia senza indossarlo.
D: Perché?
R: Il Grembiule è l'abito del Massone, non solo un abbigliamento protettivo.
D: Come va indossato?
R: L'Apprendista Libero Muratore porta il Grembiule con la bavetta rialzata.
D: Perché?
R: Per indicare che il suo lavoro è lo sgrossamento della pietra e quindi deve proteggersi dalle grosse schegge e scorie che scalpellando elimina dalla propria pietra.
D: Di che materiale è il Grembiule?
R: Il Grembiule del Libero Muratore è di pelle di agnello. Ma...
D: Cosa volete aggiungere?
R: Solo una considerazione mia.
D: Dite pure.
R: Il Libero Muratore del XXI secolo ha una sensibilità diversa dall'artigiano e operaio del Medioevo. Oggi può disturbare indossare indumenti quali pellame originati dall'uccisione di animale quando sono disponibili altri indumenti senza un'origine così cruenta. Del resto molti Liberi Muratori potrebbero non gradire agapi rituali dove si consuma carne o pesce, originati da una morte violenta, perché vi vedono una grande contraddizione con la ritualità dei lavori.
D: E' sicuramente una osservazione che va meditata. Cosa fece poi il Maestro Venerabile?
R: Mi diede un paio di guanti bianchi.
D: Perché?
R: Il colore dei guanti mi ricorda che le mani del Libero Muratore debbono restare sempre pure e mio compito è di non offuscarne mai il candore.
D: Che vuol dire: mani pulite in guanti sporchi?
R: No. I guanti ricordano i guanti da lavoro che usavano i Muratori per ripararsi le mani. Ma oggi i Massoni costruiscono le cattedrali nel loro cuore e i guanti da strumento di lavoro materiale sono diventati strumento di lavoro spirituale: il loro candore deve ricordare al Libero Muratore il candore delle proprie mani.
D: Credevo che il simbolismo dei guanti (come quello della spada) avesse origini cavalleresche quando gli aristocratici furono ammessi nelle Logge come muratori accettati.
R: No i guanti erano strumento operativo delle antiche corporazioni di lavoranti della pietra.
D: Cosa disse il Maestro Venerabile dopo la consegna dei guanti?
R: Il Maestro Venerabile mi consegnò un altro paio di guanti.
D: Perché
R: Il Maestro Venerabile consegnandomi il secondo paio di guanti disse alcune parole molto incisive.
D: Le ricordate?
R: Le ricordo molto bene e con me credo le ricordi ogni Fratello che le ha ascoltate il giorno della sua Iniziazione.
D: Cosa disse il Maestro Venerabile?
R: Disse che essendo la nostra Iniziazione solare nella nostra Istituzione non sono ammesse le donne. Le parole esatte furono: Le donne non sono ammesse ai nostri misteri.
D: Quindi le donne non sono ammesse in Massoneria?
R: Le donne non sono ammesse nella nostra Istituzione. Tuttavia esistono altre Istituzioni massoniche nella quale uomini e donne lavorano insieme nelle Logge ed altre ancora che ammettono solo donne.
D: Non disse altro?
R: Aggiunse che i massoni rispettano e onorano le donne e che quindi era usanza donare al nuovo Fratello un paio di guanti femminili.
D: Quindi il Maestro Venerabile vi offrì un paio di guanti per la vostra compagna?
R: Non necessariamente per la compagna. Infatti il Maestro Venerabile sottolineò che i guanti erano destinati a colei che rappresenta la tua perfetta polarità contraria, cioè quella lunare.
D: Dopo la consegna dei Guanti che fece il Maestro Venerabile?

R: Il Maestro Venerabile mi comunicò che i Liberi Muratori per riconoscersi tra loro hanno Segni, Parola e Toccamento che avrei dovuto imparare. Ordinò quindi al Maestro delle Cerimonie e all'Esperto di accompagnarmi nella Sala dei Passi Perduti per l'Istruzione.

domenica 8 giugno 2014

Finalmente Libero Muratore

Siamo quasi giunti al termine del rito: il Candidato cessa di essere Candidato.

R: Avevo superato le prove, mi avevano tolto la benda, avevo promesso, ma...
D: Ma?
R: Non ero ancora Libero Muratore. Mancava l'atto che significasse: da questo momento in poi sei massone!
D: E' un atto indispensabile?
R: So benissimo che molti ritengono pura formalità atti del genere, perché non si è creati massoni in un attimo ma lo si diventa faticosamente, giorno dopo giorno, con un lungo lavoro su se stessi. Ma a me piace pensare che si possa individuare un momento in cui formalmente si attesta il cambiamento (non la creazione).
D: Parliamo allora dell'atto.
R: Il Maestro Venerabile ordinò al Maestro delle Cerimonie di accompagnarmi all'Altare.
D: L'Esperto non vi accompagnò?
R: No, l'Esperto aveva già esaurito il suo compito all'atto della Promessa. Mi aveva accolto all'inizio del Rito portandomi nel Gabinetto di Riflessione, mi aveva preparato e portato a bussare alla porta del Tempio, mi aveva accompagnato nelle prove fino alla mia Promessa, poi si era allontanato. Il suo compito era terminato, ma ricordo e ricorderò molto bene il suo aiuto e i suoi suggerimenti.
D: Come vi preparò il Maestro delle Cerimonie all'Altare?
R: Mi fece semplicemente inginocchiare sul ginocchio destro, mentre  i due Sorveglianti si ponevano ai miei lati leggermente arretrati.
D: Come mai questa posizione strana dei Sorveglianti?
R: In questo modo i due Sorveglianti e il Maestro Venerabile, che era sceso dalla sua cattedra e si era messo davanti a me, formarono i vertici di un triangolo equilatero nel cui centro stavo io.
D: Cosa fece il Maestro Venerabile?
R: Il Maestro Venerabile impugnò la Spada Fiammeggiante e me la pose sulla testa, quindi pronunciò la formula della iniziazione.
D: La potete ripetere?
R: Certo, la ricordo molto bene. Iniziò con l'usuale invocazione: Alla Gloria Del Grande Architetto Dell'Universo.
D: Ne abbiamo già parlato.
R: Aggiunse subito dopo: In nome della Libera Muratoria Universale.
D: Cosa significa?
R: Significa che l'Obbedienza massonica (ma il termine Obbedienza non mi piace: personalmente preferirei il termine inglese Craft: corporazione, mestiere) alla quale la nostra Loggia appartiene si riconosce come una parte (non la parte) della Massoneria Universale.
D: Continuate!
R: Poi proseguì: Sotto gli auspici del Grande Oriente d'Italia.
D: La nostra Obbedienza?
R: Sì, il corpo massonico al quale aderisce la nostra Loggia.
D: Continuate!
R: Il Maestro Venerabile ribadì che ciò che stava per compiere poteva compierlo: In virtù dei poteri a me conferiti.
D: Come poteva avere il Maestro Venerabile questi poteri?
R: Il Maestro Venerabile aveva a disposizione il potere di creare Massoni appunto perché era il Maestro Venerabile.
D: Come usò questi poteri il Maestro Venerabile?
R: Giunto a questo punto della formula disse : Io ti inizio, ti costituisco e ti creo Libero Muratore.
D: Non fece altro?
R: Effettivamente batté un colpo di Maglietto contestualmente alla pronuncia delle parole.
D: Cioè?
R: Disse “Ti inizio” e batté un colpo di Maglietto sulla lama della Spada Fiammeggiante. Poi disse “Ti costituisco” e batté un altro colpo sulla lama. Infine disse “Ti creo” e batté un terzo colpo sulla lama.
D: Ancora il numero tre?
R: Certo, il numero dell'Apprendista.
D: Dopo i colpi di Maglietto cosa fece il Maestro Venerabile?
R: Il Maestro Venerabile mi porse la mano e mi fece alzare.
D: Quindi vi trovaste in piedi uno di fronte all'altro?

R: Sì, non ero più inginocchiato.

venerdì 6 giugno 2014

Luce

Il Candidato promette e si impegna. I Fratelli tolgono il cappuccio, levano le spade e il Tempio si illumina.

D: Quali sono?
R: Il primo è di non palesare i segreti dell'Iniziazione muratoria.
D: Quali sono?
R: Ci siamo impegnati entrambi a suo tempo a non parlarne e non possiamo quindi ora rompere così platealmente la promessa.
D: Non potete dire niente?
R: Posso solo osservare che letteralmente si tratta delle modalità del Rito e, più specificatamente, di Segni e Parole.
D: E non letteralmente?
R: Poiché abbiamo già visto la molteplicità dei significati per i simboli e gli atti della Massoneria, il segreto massonico in fondo non è altro che ciò che si trova nella nostra interiorità. Non solo non dobbiamo parlarne ma è anche impossibile parlarne perché il linguaggio è inadeguato.
D: Continuate.
R: Il secondo impegno è di avere sacri l'onore e la vita di tutti.
D: Ritorna l'onore di cui abbiamo già parlato. Per tutti si intende i Fratelli Massoni?
R: No. Tutti gli uomini.
D: Continuate.
R: Il terzo impegno è di soccorrere, confortare e difendere i Fratelli.
D: Continuate.
R: Il quarto impegno consiste nel non professare princìpi che osteggino quelli propugnati dalla Libera Muratoria.
D: Quali sono i princìpi propugnati dalla Libera Muratoria?
R: La Massoneria non ha un corpus dottrinale come le istituzioni religiose o ideologiche. Mette però alla base alcuni princìpi, quali la Libertà, la Fratellanza, l'Uguaglianza, la Tolleranza che sono propri di ciascun aderente.
D: Quindi un Libero Muratore non può propugnare dottrine per esempio che limitino la libertà di altri uomini non a causa di reati ma per il solo fatto di appartenere a un gruppo etnico o a minoranze religiose?
R: Il Libero Muratore non può professare dottrine del genere. In caso contrario non si troverebbe in armonia con i Fratelli.
D: E' una promessa molto impegnativa!
R: Può sembrare impegnativa, ma i doveri con il procedere del lavoro muratorio si trasformano da obblighi imposti dall'esterno in regole di vita e comportamento quotidiano che nascono dalla tua interiorità.
D: Terminata la Promessa che accadde?
R: Al termine della Promessa il Maestro delle Cerimonie mi condusse tra le Colonne?
D: Perché?
R: Probabilmente per due motivi.
D: Quali?
R: Il primo perché al centro del Tempio, davanti all'Ara, si compiono solo gli atti più significativi della vita della Loggia.
D: E l'altro?
R: Più prosaicamente per avere il maggior colpo d'occhio.
D: In che senso?
R: Giunto tra le Colonne il Maestro Venerabile pose la domanda: Fratello 1° Sorvegliante, che cosa chiedete per il Candidato?
D: Cosa rispose Il 1° Sorvegliante?
R: Il 1° Sorvegliante rispose: La Luce.
D: E il Maestro Venerabile?
R: Ordinò: Che la Luce sia al terzo colpo del mio Maglietto. e batté tre colpi di Maglietto.
D: Tre colpi?
R: Sì, tre, il numero dell'Apprendista.
D: Giunse la Luce?
R: Sì. al terzo colpo di Maglietto il Tempio si illuminò. I Fratelli si tolsero il cappuccio e levarono in alto le spade, che poi deposero.
D: Fu un grande momento.

R: Un momento che non dimenticherò: lo “svelamento” dei Fratelli fa sentire in modo tangibile che si è costruito con quelle persone un legame indistruttibile.

giovedì 5 giugno 2014

La Promessa

Il Candidato, ormai senza benda, promette.


D: Come prestaste la Promessa?
R: Mi fecero inginocchiare sul ginocchio destro, la mano destra aperta sul Volume della Legge Sacra, sul quale erano Squadra e Compasso in una posizione che poi seppi essere quella del Grado di Apprendista. La mia mano sinistra reggeva un altro compasso con la punta rivolta verso il mio cuore.
D: Perché eravate inginocchiato?
R: Solo sul ginocchio destro, per rispetto e accettazione della sacralità dell'atto che si stava compiendo.
D: Perché la Mano destra aperta sul Volume della Legge Sacra?
R: Il Volume della Legge Sacra contiene le regole, le parole e i segni dell'arte del costruire evidenziati da Squadra e Compasso posti sopra.
D: La Squadra nella mano sinistra?
R: Il centro del Libero Muratore è il suo cuore sul quale andrà puntato il Compasso del suo essere.
D: Quando assumeste questa posizione prestaste la Promessa?
R: Sì. Appena assunsi questa posizione il Maestro venerabile e i due Sorveglianti batterono un colpo di Maglietto (quindi tre colpi in tutto) e prestai la Promessa.
D: Perché tre colpi?
R: Perché tre è il numero dell'Apprendista Libero Muratore.
D: Vi ricordate il testo della Promessa?
R: Certo, non potrò mai dimenticarla. Comincia così. Liberamente e spontaneamente...
D: C'è un motivo per questo inizio?
R: Viene dichiarato apertamente che la richiesta di ammissione alla Massoneria non nasconde secondi fini e non è stata fatta in stato di coercizione.
D: Continuate.
R: ...Con pieno e profondo convincimento dell'animo, con assoluta e irremovibile volontà...
D: Che significa?
R: Si ribadisce che si tratta di richiesta meditata e ponderata.
D: Continuate.
R: ...Alla presenza del Grande Architetto dell'Universo...
D: Si chiama Dio a testimone del proprio impegno?
R: Non necessariamente. In Massoneria non si parla di Dio, ma di Grande Architetto dell'Universo.
D: Ma non è il nome di Dio?
R: No. Il Grande Architetto dell'Universo è il principale simbolo iniziatico sul quale ogni Libero Muratore lavora nella solitudine della propria interiorità e del proprio segreto.
D: Continuate.
R: ...Sul mio onore e in piena coscienza...
D: Che significa?
R: Significa che l'impegno viene assunto consapevolmente e non in uno stato alterato oppure obnubilato. In parole povere: si sa ciò che si sta facendo.
D: E l'onore?
R: Per l'uomo giusto ed onesto il proprio onore è molto importante, spesso più importante della stessa vita. Ci sono uomini che preferiscono la prigione pur di poter manifestare il proprio pensiero o accettano la morte pur di non ripudiare le proprie idee o la propria religione. A questa forza interiore fa riferimento la Promessa.
D: Continuate
R: Seguono i punti sui quali ci si impegna.

mercoledì 4 giugno 2014

Via la benda

Finalmente al Candidato viene tolta la benda.

R: Il Maestro Venerabile ordinò al 1° Sorvegliante di far togliere la benda dagli occhi del profano.
D: Non poteva ordinarlo direttamente all'Esperto?
R: Fu il 1° Sorvegliante ad ordinare all'Esperto di togliere la benda dagli occhi del profano.
D: Non sarebbe stato più semplice che il Maestro Venerabile interloquisse con l'Esperto senza interposte persone?
R: Frequentando i lavori di Loggia ho imparato che solo in particolari casi ben specificati il Maestro Venerabile interpella direttamente un Fratello in Loggia, mentre solitamente si rivolge ai Fratelli per il tramite dei due Sorveglianti.
D: Cosa vedeste quando vi tolsero la benda?
R: Ogni Libero Muratore non dimenticherà mai la scena che gli si presentò quando nella Tornata di Iniziazione gli viene tolta la benda: è stata un'impressione troppo forte.
D: Cosa vedeste?
R: Il Tempio era in penombra e vedevo delle persone che indossavano camicioni neri e cappucci neri. Tutte impugnavano delle spade puntate verso di me.
D: Vi spaventaste?
R: Non parlerei di spavento, ma di sorpresa ed emozione. Sì, ero emotivamente colpito.
D: Parlaste?
R: Il Maestro Venerabile mi fece notare le spade puntate verso di me. Esse simboleggiano - disse - la difesa che avrete da tutti i Fratelli se rimarrete fedele alla Promessa.
D: Solidarietà conclamata, dunque.
R: Ma le spade simboleggiano anche - continuò il Maestro Venerabile - la solidarietà dei Fratelli nel punirvi qualora voi mancaste alla Promessa.
D: Ma non sono parole assurde?
R: Il linguaggio muratorio è simbolico e da sempre le pene corporali, più o meno sanguinarie, sono relegate nel campo simbolico, diventando forse così ancora più significative.
D: Allora come potete intendere questa solidarietà effettuata sulla punta delle spade?
R: E' una solidarietà a due facce. Da una parte l'accettazione di una Fratellanza iniziatica e dall'altra l'esclusione per colpa propria e quindi la fine dell'appartenenza alla Fratellanza: in linguaggio simbolico è appunto la morte.
D: Solidarietà di gruppo, quindi?
R: Solidarietà di appartenenza non tanto ad un gruppo qualunque, ma ad una famiglia che ha in comune idealità e lavoro iniziatico. Solidarietà verso un Fratello non è applicazione di un principio di mutuo soccorso anche oltre il lecito, ma solidarietà dell'uomo verso il proprio simile.
D: Prestaste la Promessa Solenne?
R: Sì, acconsentii a prestare la Promessa Solenne.
D: Il Maestro Venerabile ne fu soddisfatto?
R: Tutti i Fratelli ne furono soddisfatti e il Maestro Venerabile si fece interprete della gioia ordinando di ritirare la spade.
D: Come si misero?

R: I Fratelli rimasero all'Ordine, ma ritirarono le spade, impugnate con la sinistra, tenendole con la punta verso il basso.

martedì 3 giugno 2014

I viaggi del profano sono terminati...

Avevamo lasciato il nostro Candidato al termine del quarto viaggio. 

D: Come continuò il Maestro Venerabile?
R: Mi disse che apprezzava la fermezza dimostrata nel superare le prove. Era però suo dovere consultare - qui usò una perifrasi che mi fece scorrere un brivido lungo la schiena - coloro ai quali dovrò unirvi per tutta la vita.
D: Perché questa espressione vi emozionò?
R: Perché indica un sentimento forte, centrato non tanto sulle Istituzioni o le Organizzazioni, quanto sull'uomo. Il rapporto dell'uomo con l'uomo è al centro del pensiero e dell'azione dell'uomo.
D: Quindi il Maestro Venerabile fece votare la vostra ammissione?
R: Non subito. Prima mi fece uscire. Ma prima ancora di uscire volle farmi conoscere il testo della Promessa che avrei dovuto prestare.
D: Quindi vi ha fatto conoscere quello su cui avreste dovuto impegnarvi.
R: Sì, in Massoneria non si vuole che vengano presi impegni senza conoscere ciò su cui ci si deve impegnare.
D: Terminata la lettura cosa successe?
R: Il Maestro Venerabile mi lasciò alcuni minuti per riflettere. Se, udendo la formula della Promessa - mi disse - vi fosse sorto nell'animo qualche dubbio e non vi sentiste di prestarlo, siete ancora libero di ritirarvi...
D: E voi?
R: Sinceramente non avevo bisogno di ulteriori ripensamenti, ormai ero ben deciso.
D: Quindi eravate ormai ben deciso?
R: Sì. Infatti il Maestro Venerabile mi chiese se avessi riflettuto sulla serietà e importanza della Promessa ed io risposi affermativamente.
D: Quindi prometteste?
R: Prima il Maestro Venerabile ordinò che fossi riportato nella Sala dei Passi Perduti.
D: Cosa successe nella Sala dei Passi Perduti?
R: L'Esperto mi fece ricomporre gli abiti, ma mi lasciò la benda sugli occhi.
D: Nel frattempo cosa fece il Maestro Venerabile?
R: Seppi che fece votare definitivamente la mia ammissione.
D: Avreste quindi potuto anche essere rifiutato dai Fratelli?
R: Sì. Se non fossero stati convinti del mio comportamento i Fratelli avrebbero potuto respingere la mia ammissione.
D: Dopo aver riassettato l'abito che faceste?
R: Nulla. Nella Sala dei Passi Perduti l'Esperto non disse nulla se non qualche parola sottovoce per farmi sistemare gli abiti.
D: Quindi aspettaste?
R: Sì. Ero molto confuso e non riuscivo ancora a raccapezzarmi di quell'esperienza che mi appariva a dir poco strana. Ma l'attesa fu breve.
D: Alcuni minuti?
R: Dopo pochi minuti si aprì la porta e una voce (seppi che era il Copritore) disse: Fratello Esperto introducete il profano.
D: Quindi entraste?
R: Non dimenticate che ero ancora bendato. Mi fecero fare alcuni passi e mi fecero fermare. Avvertivo una atmosfera diversa dalla precedente, come carica di attese.
D: Che volete dire?
R: E' difficile da spiegare. Era certamente la stanza dove ero stato sottoposto a quella ritualità ancora strana ai miei occhi. Mentre durante le prove avvertivo una specie di curiosità mista ad estraneità ora invece trovavo una atmosfera completamente diversa, una specie di sollecita attesa di persone impazienti di conoscermi.
D: Quanto durò l'attesa?
R: Pochi istanti. Appena mi fecero fermare giunse l'ordine del Maestro Venerabile.
D: Cosa ordinò il Maestro Venerabile?

R: Il Maestro Venerabile ordinò al 1° Sorvegliante di far togliere la benda dagli occhi del profano.
Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.