sabato 14 giugno 2014

I Doveri del Libero Muratore

Continua il colloquio del Maestro Venerabile



D: Il principio che avete enunciato mette bene in evidenza l'obiettivo del lavoro muratorio.
R: Certo; il Libero Muratore cerca l'equilibrio della saggezza.
D: E' un lavoro facile?
R: Tutt'altro. Il Maestro Venerabile fu molto chiaro e mi ammonì: E' un lavoro penoso che impone molti sacrifici, ai quali dovrete sottomettervi, se sarete ammesso tra noi.
D: Quindi è lo stesso lavoro che il bussante sarà chiamato a svolgere?
R: Sì, ed appunto per questo il Maestro Venerabile mi ripropose la domanda: Persistete nel desiderio di essere accolto tra i Liberi Muratori? Siete ancora disposto?
D: Avete risposto?
R: Certo, risposi di essere determinato a proseguire. Mi colpì soprattutto che si cercasse di farmi assumere impegni importanti con piena conoscenza delle conseguenze.
D: Cosa vi disse il Maestro Venerabile?
R: Mi spiegò che l'Istituzione massonica ha leggi che impongono doveri reciproci da osservare.
D: Vi dissero quali obblighi?
R: Il Maestro Venerabile continuò: Nessuno vuole imporvi obblighi che non conoscete, quindi la saggezza di questa Assemblea (ancora il termine “saggezza”!), cioè dei Fratelli Massoni, ha deliberato di spiegare quali saranno questi doveri, se fossi stato ammesso.
D: Quindi la vostra ammissione non era ancora sicura?
R: Credo dovesse dipendere dalle prove che avrei dovuto superare.
I doveri e la Coppa delle Libagioni
D: Quali sono i doveri da praticare?
R: Me ne indicò tre. Il primo - disse il Maestro Venerabile - è il silenzio più assoluto su quanto potrete udire o vedere tra noi.
D: Silenzio o segreto?
R: Silenzio. Ed è comprensibile che si parli di silenzio verso un Fratello futuro ma ancora non Libero Muratore. Ed è ancora più significativo se pensiamo che ogni Fratello proviene dal mondo profano, che potremmo chiamare il mondo della confusione e dello schiamazzo.
D: Gli altri doveri?
R: Il secondo dovere - spiegò il Maestro Venerabile - è di praticare la virtù, soccorrere i Fratelli, prevenire le loro necessità, alleviare le loro disgrazie e assisterli con il vostro affetto e con i vostri consigli.
D: La Fratellanza è quindi un legame stretto?
R: Sì, nasce dalla consapevolezza di percorrere un cammino insieme, anche se non è necessariamente lo stesso cammino.
D: Ma è un atteggiamento da tenere solo con i vostri Fratelli?
R: No, è da tenere con tutta l'Umanità, di cui i Fratelli sono solo una parte. Nessun uomo, per il solo fatto di essere uomo, deve esserci estraneo.
D: Ma sono virtù rare.
R: Tra i Massoni sono considerate il compimento di un dovere gradito.
D: Altri doveri?
R: Il terzo dovere - continuò il Maestro Venerabile - è quello di conformarsi alle Leggi dell'Ordine dei Liberi Muratori e ai Regolamenti della Loggia.
D: E' un impegno ragionevole: se appartieni ad una Associazione ne devi seguire le regole
R: Il Maestro Venerabile mi assicurò che Leggi e Regolamenti non erano in contrasto con la mia coscienza di uomo libero e non vi era nulla di contrario alle leggi dello Stato.
D: Solo tre doveri?
R: Sì, ritorna il numero tre.
D: Cosa vi disse il Maestro Venerabile?
R: Mi rifece la domanda: Persistete nel desiderio di essere accolto tra i Liberi Muratori? Siete disposto a subire le prove necessarie?
D: Voi cosa rispondeste?
R: Risposi positivamente.
D: E il Maestro Venerabile?
R: Mi chiese se ero disposto, prima di affrontare le prove, a prestare una Promessa Solenne sulla Coppa delle Libagioni.
D: E voi?
R: Una volta accettata quella strana situazione non avevo più scelta. Anzi, avevo liberamente scelto di accettare e proseguire: dovevo essere coerente e conseguente.

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