30 ottobre 2026

Antichi Doveri: Quarto 2

  Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Quarto Dovere

Parte seconda

Vecchio Copritore. Si nota immediatamente una differenza tra la Massoneria di Anderson (Gran Loggia dei Moderns) e di Dermott (Gran Loggia degli Antients) da una parte e la Massoneria moderna dall’altra: nelle prime non è ancora codificato il grado di Maestro (pur cominciando ad essere praticato dai primi decenni del Settecento), ma si parla di “gerarchia” a due gradi: Apprendista e Compagno.

Ulisse. Non è presente il grado di Maestro che comparirà solo alcuni decenni dopo.

Vecchio Copritore. Pochi muratori potevano sperare di raggiungere la posizione eminente di Capomastro, il Master Mason.

Ulisse. Il grado di Maestro in un certo senso venne loro incontro.

Vecchio Copritore. Nella Massoneria operativa esisteva un solo Maestro per Loggia, appunto il Maestro di Loggia, il Magister. Se un Compagno veniva ritenuto pronto per essere Maestro allora formava una sua Loggia della quale diventava Maestro. Però la maggioranza dei muratori non poteva aspettare nulla più di un salario periodico.

Ulisse. Poi il grado di Maestro fu in un certo senso esteso ad altri Fratelli.

Vecchio Copritore. Fu caratteristica della Massoneria speculativa. Nella stessa Loggia quindi potevano coesistere diversi Maestri, fermo restando che uno solo poteva essere il Maestro di Loggia.

Ulisse. Rispetto al grado di Compagno quello di Maestro incamera per così dire poche valenze del mestiere e appare quasi non-operativo.

Vecchio Copritore. Il significato “operativo” di Maestro è appunto del “Magister Architetto Capo-Cantiere”. Compito del Magister è anche la formazione degli Apprendisti.

Ulisse. Il rapporto massonico Maestro-Apprendista non è quello, molto personale, tra Maestro e discepolo come può essere in certe vie iniziatiche.

Vecchio Copritore. Nella Massoneria operativa il Maestro era una figura che potremmo chiamare monocratica.

Ulisse. Nel campo giuridico il giudice monocratico è l'organo giudicante formato da una sola persona. Monocratico infatti deriva dal greco mono- = “di uno solo” e krátos = “potere”.

Vecchio Copritore. Il monocratico Maestro di Loggia dei tempi operativi ha trovato in eredità Maestri Venerabili non sempre all'altezza.

Ulisse. Il monocratico Maestro di Loggia operativo era infatti progettista, direttore del cantiere, anche artigiano per certi lavori molto delicati. Ed era pure formatore degli Apprendisti e curava anche il lavoro dei Compagni più giovani. E se non era in grado di svolgere le sue funzioni, la Loggia intera ne soffriva.

Vecchio Copritore. Nonché esercitava anche un controllo sociale (cioè della Corporazione tramite lui) sulla manodopera.

(continua)



29 ottobre 2026

Antichi Doveri: Quarto 1

  Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Quarto Dovere

Parte prima

Il quarto Dovere

IV – Dei Maestri, Sorveglianti, Compagni e Apprendisti

Tutte le preferenze fra i Muratori sono fondate soltanto sul valore reale e sul merito personale: così che i committenti siano serviti bene, che i Fratelli non debbano vergognarsi né che l'Arte Reale venga disprezzata: perciò nessun Maestro o Sorvegliante sia scelto per anzianità ma per il suo merito. È impossibile descrivere tali cose per iscritto ed ogni Fratello deve stare al suo posto ed addestrarsi in una via peculiare a questa Fraternità: i candidati possono sapere soltanto che nessun Maestro può assumere un Apprendista se non ha bastevole occupazione per lui, se non è un giovane perfetto, non avente nel suo corpo mutilazioni o difetti che lo possano rendere incapace di apprendere l'Arte, di servire il committente del Maestro e di essere creato Fratello e poi a tempo debito Compagno di Mestiere, quando egli abbia servito un termine di anni quale comporta il costume del Paese; e che egli discenda da genitori onesti; che così, se altrimenti qualificato, egli possa accedere all'onore di essere il Sorvegliante e poi il Maestro della Loggia, il Gran Sorvegliante ed anche il Gran Maestro di tutte le Logge, secondo il suo merito.

Nessun Fratello può essere Sorvegliante se non ha svolto il ruolo di Compagno di Mestiere, né Maestro se non ha funzionato da Sorvegliante, né Grande Sorvegliante se non è stato Maestro di una Loggia, né Gran Maestro se non è stato Compagno d'Arte prima della sua elezione, essendo anche di nobile nascita o gentiluomo delle più elevate maniere o eminente studioso od originale architetto o altro artista, discendente da genitori onesti e che sia di merito singolarmente grande nella opinione delle Logge. E per il migliore, più agevole e più onorevole adempimento di tale ufficio, il Gran Maestro ha il potere di scegliere il suo proprio Deputato Gran Maestro che deve essere, o essere stato precedentemente, il Maestro di una Loggia particolare, ed ha il privilegio di agire come può agire il Gran Maestro, suo principale, a meno che il detto principale sia presente o interponga la sua autorità con una lettera. Questi Ordinatori o Governatori, supremi e subordinati, dell'antica Loggia, devono essere obbediti nei loro rispettivi ambiti da tutti i Fratelli, secondo gli antichi doveri e regolamenti, con tutta umiltà, reverenza, amore e alacrità.

* * *

Vecchio Copritore. Il Quarto Dovere si basa sulle antiche Regole.

Ulisse. Introduce per similitudine nuove direttive riferite alla Gran Loggia e a quelli che oggi si chiamano Grandi Dignitari.

Vecchio Copritore. Lo stesso Anderson ne è consapevole – credo – tanto che conclude con un chiaro riferimento: i Regolamenti devono essere obbediti nei loro rispettivi ambiti da tutti i Fratelli, secondo gli antichi doveri e regolamenti....

Vecchio Copritore. Si nota immediatamente una differenza tra la Massoneria di Anderson (Gran Loggia dei Moderns) e di Dermott (Gran Loggia degli Antients) da una parte e la Massoneria moderna dall’altra: nelle prime non è ancora codificato il grado di Maestro (pur cominciando ad essere praticato dai primi decenni del Settecento), ma si parla di “gerarchia” a due gradi: Apprendista e Compagno.

Ulisse. Non è presente il grado di Maestro che comparirà solo alcuni decenni dopo.

Vecchio Copritore. Pochi muratori potevano sperare di raggiungere la posizione eminente di Capomastro, il Master Mason.



(continua)

28 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 10

   Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte decima

Ulisse. Ho letto che le funzioni esatte svolte dal muratore cowan non sono molto chiare. Alcuni dicono “colui che costruisce muri a secco”; a volte a un cowan era permesso svolgere “qualsiasi lavoro con sola pietra e argilla, senza calce”. Però qualche cowan fu autorizzato “a lavorare pietra e malta”, ma piccoli manufatti.

Vecchio Copritore. Gli Statuti Schaw del 1598 e '99 proibivano ai muratori di lavorare con i cowans, il che suggerisce un significato non positivo del termine.

Ulisse. Nella spiegazione dei termini nella Premessa al rituale Emulation è scritto per cowan “derogatory name for a non-mason”, cioè “Nome spregiativo per un non massone”.

Vecchio Copritore. La definizione di cowan nei dizionari è di persona che costruisce muri a secco o dighe. Altra definizione di cowan è di persona che non è stata iniziata ai segreti dei Massoni.

Vecchio Copritore. Quindi c'è una correlazione fra intruso non massone da una parte e muratore a secco dall'altra.

Ulisse. I muratori a secco sono quelli che costruiscono muri e manufatti con pietre incastrate tra loro senza usare malte o collanti. Insomma, senza calcina.

Vecchio Copritore. Probabilmente i cowan, costruttori di muri a secco, svolgevano anche il lavoro di muratori senza essere stati regolarmente apprendisti o addestrati al mestiere, quindi al di fuori del Craft

Ulisse. Ecco quindi il senso spregiativo del termine in bocca al Massone Massone.

Vecchio Copritore. Una contrapposizione insanabile tra muratori e muratori a secco, ritenuti impostori e intrusi, quasi fossero spie che cercano di impossessarsi dei segreti del mestiere senza averne diritto.

Ulisse. Il cowan era operaio per lavorazioni contigue e ai margini della muratoria operativa ed estraneo alla sua formazione professionale di alta qualità, ai segreti del mestiere, ai gradi, ai giuramenti e alle parole di riconoscimento.

Vecchio Copritore. Nessun massone avrebbe rivelato ad un cowan la “parola di massone”, che permetteva ai massoni regolari di provare la loro appartenenza al Craft.

Ulisse. Potremmo sarcasticamente dire che il cowan è un “massone senza parola”. Come oggi potrebbe essere uno che lavora “fuori dalle regole”, in nero, al quale non era infrequente chiedere lavori che per le regole della Corporazione non avrebbero potuto fare.

Vecchio Copritore. Una riflessione. Per quanto riguarda l'operatività, il mestiere in Inghilterra è organizzato molto diversamente che in Scozia. La Parola di Massone è istituzione operativa proveniente dalla Scozia e permetteva il reciproco riconoscimento tra gli appartenenti al mestiere. In Inghilterra, paese più vasto e popoloso della Scozia, probabilmente l'organizzazione del mestiere invece permetteva un controllo più stringente ed efficace per mantenere la qualità del lavoro.

Ulisse. I massoni operativi scozzesi condivisero la parola con gli Accettati i quali a loro volta, condividendola, “entrarono” – per così dire – nel Mestiere.


(continua)

27 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 9 - Cowan

   Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte nona


NOTA -- COWAN o MURATORE A SECCO

Cowan. Come termine massonico proviene dalla Scozia. Chi è il cowan?

1. (Spregiativo). Chi svolge il lavoro di un muratore, ma non è stato addestrato regolarmente.

2. Chi costruisce muri a secco, altrimenti denominato muratore a secco.

3. Chi non conosce i segreti della Massoneria.

*

Cowan: muratore a secco. Cioè il finto-muratore che non conosce l'uso della calcina.

Per alcuni cowan deriva dall'antico svedese kujon o kuzhjohn, cioè stupido; per altri dal francese coion, coyon, che significa codardo o individuo spregevole. Entrambe le accezioni trasmettono il senso dispregiativo di persone da tenere alla larga.

Prichard in Masonry Dissected (1730) scrive: Si insegna che il posto del cowan sia uno scranno in pietra vulcanica perché crolli rapidamente. E' posto metà in loggia e metà fuori in modo che il collo del cowan sia sotto lo sgocciolatoio durante la pioggia e l'acqua gli entri tra le spalle e gli scorra fino alle scarpe. L'ironia si comprende notando che per “estranei e delatori” Prichard usa i termini cowan e evesdropper. Quest'ultimo termine è formato da eves (arcaismo per eaves, la parte di tetto sporgente dal muro) e drop = goccia. Evesdropper è quindi chi si mette rasente al muro sotto il bordo del tetto per ripararsi dalla pioggia; ma anche per vedere e ascoltare senza essere visto.

Per i massoni operativi scozzesi gli estranei indesiderabili erano “gocce”. Il massone italiano non fatica a cogliere un collegamento con certe allusioni linguistiche (Attenzione, piove!) e con le figure dei Copritori, Esterno e Interno, come coloro che in Loggia evitano sgocciolamenti attraverso il tetto e intrusi sotto il bordo del tetto.

(continua)


26 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 8

   Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte ottava

Ulisse. Il Terzo Dovere termina con l'ultima prescrizione: Non uomini immorali o scandalosi, ma di buona reputazione.

Vecchio Copritore. Buona reputazione. Good repute, in inglese. Si basa sul presupposto che la buona reputazione sia indice di comportamento integro, di accettazione sociale (almeno della parte della società alla quale appartenne anche il pastore Anderson). Oggi, forse più smaliziati dell’inglese del Settecento, siamo portati a dare alla “buona reputazione” un peso diverso, abituati come siamo alle ipocrisie di tanti personaggi, laici ed ecclesiastici.

Ulisse. Ricordo in Italia nel dopoguerra il leader del principale partito di opposizione veniva criticato per una convivenza non “regolarizzata” dal matrimonio.

Vecchio Copritore. Nello stesso periodo un vescovo condannava dal pulpito la convivenza “more uxorio” (termine pruriginoso del latino curiale) cioè senza l'atto formale del matrimonio. Mi domando: oggi la convivenza al di fuori del matrimonio è socialmente accettata e non scandalosa, ma qualche decennio fa avrebbe potuto essere di ostacolo all’ingresso in Loggia (i famosi “buoni costumi”)?

Ulisse. Continuo sulla stessa linea. E’ oggi accettabile il profano manifestamente adultero o evasore fiscale (comportamento invece per molti positivo o almeno non negativo)?

Vecchio Copritore. Diversi anni fa su un forum online di Massoneria si segnalava negativamente il caso di un fratello massone titolare di un sexy-shop domandandosi se tale attività poteva essere in contrasto con i “buoni costumi” richiesti.

Ulisse. Ecco la domanda.

Vecchio Copritore. Sì, la domanda è sempre la stessa. I “buoni costumi” sono conseguenza di “accettazione sociale” (per cui certe azioni anche se non eticamente corrette sono accettate dal gruppo sociale di appartenenza) oppure l'“accettazione sociale” deriva dal comportamento eticamente corretto del singolo? L'accettazione sociale può cambiare nel tempo?

Ulisse. La domanda è pertinente ma si basa su qualcosa che spesso non è altro che conformismo.

Vecchio Copritore. L’anticonformista, direi quasi per definizione, non si occupa né si pre-occupa della considerazione sociale e per questo può non avere una buona reputazione.

Ulisse. Un esempio tipico. Nel 1940 a Bertrand Russell venne revocata dalla Corte Suprema dello Stato di New York la nomina del City College della stessa New York ad insegnare logica e fondamenti della matematica: la sua nomina – recita la sentenza – non solo minerebbe la morale degli studenti, ma tenderebbe anche a mettere loro, e in certi casi genitori e tutori, in conflitto con il codice penale. Un Russell bussante sarebbe stato accolto o respinto per la sua “pessima” reputazione?

Vecchio Copritore. Eppure oggi esistono logge intitolate a lui, anche se non fu massone e pare sia stato ben distante dalla massoneria.

Ulisse. Ogni volta che mi imbatto nella espressione “buona reputazione” non posso fare a meno di immaginare una situazione ipocritamente tipica della nostra società: vizi privati, ma pubbliche virtù.

Vecchio Copritore. Insomma, il problema non è risolto, ma la buona reputazione viene ridimensionata.

Ulisse. Francamente preferisco i buoni costumi della Massoneria latina al good repute della Massoneria anglosassone.

Vecchio Copritore. Il Terzo Dovere nella versione Ahiman Rezon di Dermott termina con chiari riferimento ai Massoni Accettati: Quando uomini di Qualità, Eminenza, Ricchezza e Cultura, chiedono di essere fatti massoni, essi sono rispettosamente accolti, dopo il debito Esame.

Ulisse. Ormai da un secolo stava avvenendo il passaggio dai Massoni operativi ai Massoni accettati. O no?

Vecchio Copritore. Dermott in Ahiman Rezon continua: for such often prove good lords (or founders) of work, and will not employ cowans when true masons can be had.

Ulisse. Cioè: Per tali esami spesso si utilizzeranno good lords (or founders) of work. Tradurrei con validi, bravi signori o committenti dei lavori.

Vecchio Copritore. Continua.

Ulisse. And will not employ Cowans when true Masons can be had. E [gli esaminatori] non saranno cowans quando sono disponibili veri Muratori.

Vecchio Copritore. E' interessante il termine Cowan. Compare nel rituale Emulation in bocca al Copritore che spiega così il suo dovere: being armed with a drawn sword to keep off all intruders and cowans to masonry: armato di una spada sguainata allontanare intrusi e non massoni.



21 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 7

  Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte settima


Vecchio Copritore. La Massoneria è associazione di uomini liberi, non soggetti a schiavitù, temperanti.

Ulisse. Non uomini immorali o scandalosi, ma di buona reputazione.

Vecchio Copritore. Morigerati, filantropi, moralmente retti (qualunque cosa voglia dire). E rigorosamente maschi.

Ulisse. Appunto, non donne.

Vecchio Copritore. Per la Gran Loggia inglese degli Antients era norma prescrittiva la “mascolinità” degli adepti. Ahiman Rezon recita: Gli uomini fatti Massoni devono essere nati liberi, di età matura, e di buona reputazione, cordiali e amichevoli, non deformi o privi di arti all'atto del loro ingresso, non donne, non eunuchi.

Ulisse. Che c'entrano gli eunuchi?

Vecchio Copritore. Uno dei massimi cultori americani di tradizioni massoniche dell'Ottocento è chiaro: L’Eunuco non può essere iniziato nella Massoneria.

Ulisse. Mi pare prescrizione strana.

Vecchio Copritore. Dermott la giustifica con l'incapacità propria dell'eunuco per la disposizione cattiva e maligna di questa razza isolata, così come ci insegna l’esperienza. Riporto le sue parole senza alcun commento mio.

Ulisse. Sono parole ingenerose.

Vecchio Copritore. Tipiche del moralismo del tempo. Dermott ne proibisce l’ingresso in una società che si fonda sulla religione e sulla moralità.

Ulisse. Anche la Sacra Scrittura aveva prescritto: Non entri nell'assemblea del Signore chi abbia i testicoli pesti o chi abbia il membro virile tagliato (Deuteronomio 23 2).

Vecchio Copritore. Ma... oggi? Nel tempo ho ascoltato molti fratelli disquisire sulla “necessaria mascolinità” e spiegare la non ammissibilità delle donne basata sulla loro “differenza sottile”, la “ricettività”, rispetto all’“attività” dell’uomo, caratteristiche evidenziate “anche” sul piano fisico dall’atto sessuale.

Ulisse. L'obiezione è immediata: e il grado di Compagno? Non è lavoro sulla parte “femminile”?

Vecchio Copritore. In Ahiman Rezon c'è un'ulteriore prescrizione: uomini non deformi o privi di arti. E' presente anche in Anderson ma spostata al successivo Quarto Dovere: non avente nel suo corpo mutilazioni o difetti che lo possano rendere incapace di apprendere l’Arte.

Ulisse. Probabilmente è eredità degli Operativi: nei cantieri dei muratori era prescrizione sensata.

Vecchio Copritore. Perché la prescrizione è rimasta anche nella Massoneria speculativa? Oggi non pochi giustificano il permanere della prescrizione con teorie reincarnazioniste, secondo le quali l'infermità fisica sarebbe conseguenza di una vita precedente non regolare.

Ulisse. Non mi pronuncio.

Vecchio Copritore. Ovviamente l’Istituzione intera non si pronuncia e io nemmeno. Mi pongo però non pochi dubbi sulla sopravvivenza del precetto che varie Istituzioni massoniche hanno invece lasciato cadere.

(continua)

19 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 6

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte sesta


Ulisse. Eccoci alla questione donna. Il Terzo Principio di Anderson è categorico: Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere uomini buoni e sinceri,... non donne. Laurence Dermott in Ahiman Rezon puntualizza: Gli uomini fatti Massoni devono essere nati liberi…

Vecchio Copritore. Già. Gli uomini fatti Massoni… con esclusione quindi delle donne. L'esclusione delle donne si collegava, al tempo, alla presunta continuità tradizionale.

Ulisse. Ovviamente ci sono Comunioni massoniche nelle quali uomini e donne lavorano insieme in piena parità. Poi ci sono le Comunioni solamente al femminile, quasi speculari a quelle maschili.

Vecchio Copritore. Una sorella massone mi ha detto: La Massoneria che rifiuta la donna rifiuta la vita nella sua completezza: è monca. Ha il seme ma le manca l'ovulo da fecondare.

Ulisse. Osservazione sensata.

Vecchio Copritore. Sappiamo tutti che in ogni maschio c'è una componente femminile e in ogni femmina c'è una componente maschile. Per far parte della Massoneria sono molto importanti le doti di equilibrio psichico (le qualità iniziatiche più che la moralità dei buoni costumi?).

Ulisse. Appunto. Spesso può essere proprio l'uomo a non essere in grado di regolare il proprio riferirsi all'altra metà del cielo e assumere atteggiamenti che non si confanno al lavoro di Loggia.

Vecchio Copritore. Quindi la separazione è più difesa dell'uomo che superiorità maschile. Però spesso l'uomo non dà alla Massoneria al femminile la stessa dignità che attribuisce alla Massoneria al maschile.

Ulisse. Si sa della prima donna massone?

Vecchio Copritore. A quanto pare fu Elisabeth Aldworth, figlia del primo visconte Doneraile, in Irlanda. Nel 1730 sembra abbia accidentalmente assistito, non vista, ad una tornata della Loggia della quale era Venerabile il padre. Fu fatta massone per legarla con il giuramento del silenzio.

Ulisse. Molte massonerie già hanno risolto la questione femminile con l'inclusione. Anche le altre prima o poi dovranno farlo.

Vecchio Copritore. E il Terzo Dovere? Non si potrà cambiarlo.

Ulisse. Sarà sufficiente interpretarlo in modo diverso.

Vecchio Copritore. Nel mondo del relativo l'interpretazione di una norma ritenuta immutabile è l'unico modo di renderla adatta ai tempi. Il riesame della questione dovrà passare necessariamente attraverso una diversa interpretazione del citato titolo III degli Antichi Doveri. Il che comporterebbe una ripresa di quell’indirizzo ermeneutico su cui si è fondata la nascita stessa della Massoneria speculativa, derivata da quella operativa mediante un’esegesi dei suoi fondamenti istituzionali.

Ulisse. Qualcuno potrebbe obiettare: ri-narrazione della leggenda dei fondamenti? Pare una posizione di comodo: fingere di non cambiare per cambiare ugualmente. Non è più semplice modificare il Terzo Dovere?

Vecchio Copritore. Cambiare un Antico Dovere vuol dire tagliare il nodo che ci lega alla tradizione e modificare il collegamento alla tradizione. La Massoneria diverrebbe qualcosa di diverso. Dobbiamo invece ri-leggere gli Antichi Doveri con lo spirito di oggi.

Ulisse. Non è ipocrita interpretare lo scritto nel modo più opportuno a seconda dei propri desideri? Non si è più sinceri ammettendo che non possono esistere leggi immutabili?

Vecchio Copritore. La Massoneria è un grande metodo di lavoro che viene dal lontano passato. E' necessario un collegamento col passato. Gli Antichi Doveri sono appunto il collegamento. Ma la sensibilità degli uomini cambia continuamente.

Ulisse. Quindi non cambia la lettera degli Antichi Doveri ma la lettura che ne dà il massone?

Vecchio Copritore. Certo. Cambiamento che si ritiene più che legittimo se si accetta che documenti ben noti possano assumere anche significati nascosti non immediatamente percepibili e non comprensibili da tutti.

Ulisse. Mi ricorda la novella di Mircea Eliade del teatro a sipario fisso. Gli spettatori percepiscono che gli attori svolgono l'opera ma non possono vedere nulla: il sipario è calato e non può essere rimosso.
Quindi le cose possono cambiare nel tempo. E' possibile che oggi non possa diventare massone chi lo era in passato e viceversa lo potrebbe diventare chi ieri non lo sarebbe mai potuto essere?

Vecchio Copritore. Tutti conosciamo il massone George Washington. E' stato senza ombra di dubbio un Fratello di spessore. La domanda è precisa: oggi il candidato George Washington sarebbe ammesso senza discussioni in una Loggia massonica? Non dimentichiamo che Washington fu anche proprietario di schiavi e accettava la schiavitù.

Ulisse. Ai tempi di Anderson si escludevano gli uomini schiavi e quelli nati in schiavitù. Oggi si considera la schiavitù reato ripugnante e un candidato alla Massoneria proprietario di schiavi verrebbe irrimediabilmente rifiutato.

(continua)

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.