04 luglio 2026

Il Segretario di Loggia

 Riflessioni del Segretario di Loggia sul Segretario di Loggia


Segretario o manipolatore?


Il modo di redigere i verbali di Loggia, le cosiddette Tavole architettoniche, spazia entro due limiti-confini.

Minimum: nome dei presenti e assenti, titolo della Tavola, nome degli intervenuti. E basta.

Maximum: resoconto dettagliato di ciascun intervento con il nome di chi lo ha fatto. Cioè: tizio dice questo, caio dice quest'altro, eccetera.

In genere le Tavole vengono redatte entro questi due termini con resoconti più o meno dettagliati (a seconda della disponibilità del segretario).

Io, segretario della mia Loggia, come scrivo le Tavole di Loggia?

Il mio fare è frutto della mia storia personale. Spiritualmente intricatissima (non mi ritrovo più con tante cose del passato: ma sono cose che mi hanno formato).

Punti fissi del verbale.

Registrazione dei presenti e dei giustificati. Risultato di eventuali decisioni e votazioni. Nome di chi redige la Tavola e titolo della Tavola. Nome dei Fratelli intervenuti. Poi… Poi...

Poi... Gli interventi, le pietre, vengono prese in carico dal Cantiere. Le pietre sono "marchiate " con il marchio di chi le ha sgrossate individualmente, ma vengono collettivamente e anonimamente depositate nel Cantiere. Il marchio è a conoscenza del Capo-cantiere, il Maestro Venerabile, non degli altri.

Nel cantiere sono depositate impersonalmente, a disposizione degli operai, che lavorano a gloria del cantiere, non in nome di questo o quel Fratello.

Tecnicamente il Segretario annota il nome di tutti quelli che intervengono nella tornata, e solo dopo l'elenco degli intervenuti riporta gli interventi, non come discorsi compiuti ma come elenco di punti significativi. Ciò che è stato detto non viene associato a chi lo ha detto.

Qui sta l'aspetto più significativo. Infatti  non ci devono mai essere in Loggia protagonismi, a volte mascherato da attivismo e voglia di fare; una specie di orgoglio nascosto del tipo: Vedi quanto sono bravo!

No, queste cose non ci devono essere in Loggia. Il corretto lavoro muratorio non ha bisogno di protagonisti.

Il Maestro Venerabile deve essere vigile e bloccare i protagonismi. L’Oratore deve essere rigido e parare i protagonisti. E il Segretario? Il Segretario semplicemente tace e non li registra.

Faccio un esempio, puramente teorico, per cui nessuno vi si può riconoscere perché non è riferito a nessun massone, né di questa Loggia né di altre.

Il fratello Bravini è solito richiamare i presenti alla tornata alla conformità degli aspetti più superficiali del Regolamento, esempio tipico l’abito nero o il correttissimo stare all'Ordine. Infatti il fratello Bravini, che di suo è bravino, termina spesso suggerendo ai presenti le "mancanze" (ma il suggerimento detto con quel tono  e quelle maniere diventa un pesante richiamo alla loro (presunta) “mancanza muratoria”). Ben si comporta allora il Segretario di quella Loggia a non registrare quella parte dell’intervento oppure, registrandola, a cambiarne il senso, che da rampogna e censura (atteggiamenti che non possono che dividere) diventano nel verbale incitamento all’unione e al bello dello stare insieme nel modo corretto.

E’ censura? No.

E’ manipolazione? Sì e no...

Sì, perché l’intervento non è stato proprio così. No, perché nella Tavola vanno registrate le cose che uniscono e non gli interventi che dividono, che per la loro stessa natura non fanno parte della Massoneria.

Da Segretario ritengo che la Tavola debba essere redatta secondo alcuni criteri.

Se nelle dinamiche della Tornata protagonismi emergono (attenzione: dico protagonismi, non protagonisti), compito di Venerabile, Oratore e Segretario è di attenuarli.

E il Segretario, qui, ha di fatto l’ultima parola. Ha infatti il Segretario il potere della damnatio memoriae.

Ciò che il Segretario ritiene non consono viene bellamente ignorato. E un eventuale lettore futuro della Tavola Architettonica non ne potrà saper nulla.

Credo sia questo un forte antidoto all’egoicità di qualcuno: la minaccia della irrilevanza.

Avrai pure un ego ingombrante o strabordante, ma in Loggia il tuo ego non solo non interessa bensì diventa controproducente.

Conseguenza dell’asserto è la tecnica di non riferire a nessun fratello le frasi riportate, ma inserirle in un contesto collettivo

Intervengono i  ffrr. A, B, C. Vengono lavorate le seguenti pietre: P1, P2, P3, P4, P5.

Ma ciò non significa una attribuzione nascosta, tipo A ha detto P1 e P2, B ha detto P3 e C ha detto P4 e P5.

No, perché le cose dette vanno rimescolate, appunto per spersonalizzare quanto detto.

Insomma l’optimum dovrebbe essere (il condizionale però è d’obbligo) che ognuno si ritrovi nella Tavola architettonica ma non riesca ad individuare quanto da lui detto.

03 luglio 2026

Salire

Salita

La montagna non si sale con la funivia. Non ha alcun valore evolutivo un’ascensione con tale mezzo. Anzi non è nemmeno un’ascensione. La montagna si sale esclusivamente con le proprie gambe, con le proprie forze. C’è il primo di cordata. Ma non è un maestro. E’ soltanto un fratello maggiore che percorre la stessa via, davanti a noi. La corda che unisce il primo al secondo di cordata è un sostegno reciproco, una sicurezza per entrambi.

Il bambino potrebbe benissimo cominciare a camminare da solo.

Tendergli la mano ed aiutarlo a compiere i primi passi va bene solo se è aiuto temporaneo e invito a camminare da solo.

L'insicurezza dell’uomo spesso nasce perché l'uomo non viene incoraggiato a fare da solo ma è abituato ad avere chi lo aiuta.

Succede che chi aiuta l'altro lo faccia per un secondo scopo (potere, prevaricazione) e non disinteressatamente (come deve essere il vero aiuto).

Aiutato, il bambino impara prima. Per imparare altro bisogna insegnargli ad essere autonomo.


Tarocchi: Il Mondo

 La Loggia lavora sulla carta XXI de Tarocchi

Il Mondo


Racconta la Genesi che Dio ha creato il mondo in sette giorni, lo genera da se stesso. La creazione è avvenuta tramite il verbo e – insegna la Cabala - via via che si discende nella creazione da Kether, la Corona, si avvertono successive condensazioni fino a a Malkuth, il Regno, massima caoticità e massima concentrazione dell’Amore divino. E’ come una grande colata d’amore che si materializza: l’amore non può essere impuro, ma solo più solidificato.

Abbinando l’Amore al mondo si considera appunto come essenza del mondo non tanto l’amore divino quanto l’Amore. E’ l’Amore umano, per i propri simili, che indubbiamente riceve influssi dai piani superiori, ma viene praticato da esseri umani, uomini e donne.

Il legame tra gli uomini è amore. La presenza del divino è amore per il prossimo. Si fatica a distinguere tra divino e umano

La caratteristica della rotondità non è solo della testa del feto, ma anche dell’utero materno, la matrice, il tepee dei nativi del Nord-America. La differenza tra linea curva (che ritorna su se stessa e quindi chiusa) e linea retta può essere solo apparente se pensiamo alla linea retta che va all’infinito e poi “ritorna dall’altra parte”: la linea retta non è altro che una grande linea curva con curvatura infinita.

Si considera l’uomo il più evoluto degli esseri viventi non tanto per l’ “autocoscienza” (presente anche in qualche animale) quanto per la compassione, cioè la capacità di “soffrire con” l’altro.

La Genesi insegna che Dio ha creato l’uomo in sette giorni; esiste anche un’altra Genesi che insegna che l’uomo ha creato Dio in sette notti. Dall’incontro delle due nasce il senso della trascendenza. Forse infatti l’Uomo è Dio che cade sotto i nostri sensi, mentre Dio è l’Uomo che ancora non cade sotto i nostri sensi.

Il Maestro Venerabile completa il lavoro.

Il Mondo è l’ultima carta degli Arcani maggiori; è una carta di compimento. Il suo numero è 21, ottenuto dal prodotto 7 per 3. Tre sono gli scalini della scala dell’Apprendista e sette sono gli scalini della scala al completamento del lavoro.

Nella carta è rappresentato il Tutto, l’Uno nel Tutto, l’antico en to pan.

La figura femminile è inserita in una mandorla o un circolo, insomma un qualcosa di chiuso che in realtà è una porta che si apre alla vita.

La vita nasce in un grembo chiuso, in sé perfetto: il grembo materno. Mai il feto si aspetterebbe di dover abbandonare quella situazione protetta, per lui ideale, per “nascere” come diciamo noi. Ma per lui, che deve abbandonare un mondo che conosce, per un nuovo mondo sconosciuto e potenzialmente ostile, forse la “nascita” assomiglia ad una “morte”.

L’uomo deve aprirsi verso qualcosa che non conosciamo perché l’Uno è il Tutto.


02 luglio 2026

Stonehenge e la Massoneria

 Partecipai ad una tornata di una Loggia della quale non ero più a piedilista.

Il non-lavoro

Ricordo quella tornata.

Tavola su Stonehenge.

Tavola certo interessante.

Ma posi una domanda: che c’entra una tavola su Stonehenge con ipotesi di fanta-archeologia (interessanti?) con la Massoneria?

Nessuno mi rispose, nemmeno il Maestro Venerabile.

Non vollero? O non seppero?


I Tarocchi

 La Loggia lavora sulla tavola "I Tarocchi". I Fratelli lavorano riflettendo...

Il lavoro dei Fratelli



Il maestro va cercato entro sé.

La favola del maestro addormentato (che è sempre là, che si sveglia sporadicamente solo per consigliare all’allievo di uscir fuori dalle sue stanze e si riaddormenta subito dopo) è significativa. Il maestro in realtà dorme dentro di noi.

Quando riuscirai a conoscere te stesso allora conoscerai anche il maestro, che si sveglierà.

Lo scrittore Calvino, non estraneo al mondo muratorio, in una sua opera immaginò i Tarocchi come la base del linguaggio comunicativo tra persone che avevano perso l’uso del linguaggio parlato: la stessa carta assume significati diversi in base al posto occupato e al contesto (le carte vicine). Perdendo l’univocità aumenta la significatività permettendo la comprensione dei “destini incrociati”.

L’insieme delle lame del Tarocco, dal Bagatto al Giudizio, può riferirsi all’intero ciclo dell’era occidentale, da Mithra al Cristianesimo: in quanto simboli antichissimi popolano il nostro inconscio. I Maestri alla ricerca di Hiram indicano che il lavoro deve compiersi sotto la volta stellata, alla luce della Luna, scavando nel nostro profondo; altrimenti la Massoneria si riduce a mera scuola filosofica perdendo la propria identità.

Il lavoro nell’inconscio porta a riconoscere simboli presenti nelle varie mitologie (specie le più arcaiche). Lo psicanalista Jung studiò i simboli dell’inconscio e li relazionò alle mitologie e religioni. Si dedicò anche all’arte oracolare cinese de I Ching, non tanto per prevedere eventi, quanto per comprendere perché si voleva prendere certe decisioni. Jung estrasse un oracolo che gli si presentò sotto il simbolo del calderone, recipiente nel quale c’è un po’ di tutto, ma sostanzialmente “cibo buono” per il corpo e lo spirito.

L’Oratore conclude sottolineando l’armonia mostrata dai Fratelli tutti, che spesso manca nel mondo quotidiano: la consapevolezza di vivere in un mondo che ha del misterioso e la sperimentazione di cose inesplicabili completano la vita dell’uomo e sono alla base della identità dei Fratelli.

La Madre

 La Loggia lavora sulla tavola "La Madre". I Fratelli lavorano riflettendo...

Il lavoro dei Fratelli

Lavorando sull’aspetto Madre si lavora sulla facoltà creatrice che è presente anche nell’uomo. L’evento creativo non termina alla nascita ma si realizza seguendo la nuova vita. La creazione è atto d’Amore, che culmina nell’illuminazione, l’attimo del fascino.

Nella storia dell’umanità l’archetipo femminile indica l’Opera nelle sue fasi.

Vivere nell’amore significa vivere in simbiosi, senza che – come Filemone e Bauci - nessuno dei due comandi o ubbidisca. La coppia nasce nella trasposizione del femminino nell’altro.

Il metodo muratorio è “penetrativo”, quindi “maschile”; attraverso simboli “femminili” permette il completamento del massone.

Il “femminile” presiede e il “maschile” ricerca.

Achille è l’uomo invincibile, che cerca l’immortalità nella vittoria e teme la morte non del corpo ma dello spirito. Ettore è contemporaneamente guerriero, marito, padre. Non teme la morte perché sa che è inevitabile. Vuole non tanto non morire quanto essere di esempio e proteggere. Ettore rappresenta il lavoro del libero muratore che non deve cercare come modello Achille.

L’Amore è forza attrattiva molto potente; se deviata e non controllata è in grado di compiere le peggiori atrocità. Deve essere affiancato e “guidato” da Sapienza, Bellezza e Forza.

L’uomo è rappresentato dal Pentalfa, che ne contiene all’interno un altro rovesciato (che a sua volta ne contiene un altro ancora rovesciato, e così via). Così l’uomo (Pentalfa “dritto”) ha in sé il femminile e la donna (Pentalfa “rovesciato”) il maschile.

L’Apprendista diventando Compagno deve prendere coscienza della propria componente femminile e riappropriarsene: solo così potrà consapevolmente rialzarsi Maestro.

Un cammino iniziatico non deve essere maschile, femminile o misto, quanto solitario. In noi c’è il nero e il bianco, il secco e l’umido; successivamente c’è l’incontro con e tra simili.

Alchemicamente si deve procedere dal nero, che risulta il punto di partenza di innumerevoli percorsi, fin dall’antico Egitto, che ricorrentemente diventava appunto nero per le alluvioni.

L’Amore è il collante universale: la Luce genera l’Amore e l’Amore genera la Luce. Non odiare chi ti ha fatto un torto perché i tuoi pensieri ritornano indietro: se odi ti ritornerà odio, se ami ti ritornerà amore.

01 luglio 2026

Prometeo: vinto o vincitore?

Prometeo incatenato in realtà incatena il mondo


Prometeo regala il fuoco all'uomo.

In linguaggio di oggi: Prometeo regala lo strumento (il fuoco) che è agli inizi della tecnica.

Prometeo distrugge l'unità indifferenziata del mondo di allora.

Mi chiedo: Prometeo sa in anticipo cosa succederà?

Il segreto di Prometeo, che Zeus vuole conoscere ma non saprà mai (Prometeo su questo non aprirà bocca), è la futura fine degli dei.

Infatti Prometeo è il passaggio dalla visione mitica del mondo alla visione moderna.

Con Prometeo inizia la tecnica.

Agli inizi la tecnica era solo strumento degli uomini, ma col passare dei secoli essa è diventata, oggi, il nuovo dio che pretende di sottomettere l'uomo. Molto più dei vecchi dei.

Ce la farà l'uomo a restare libero?

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.