1° Sorvegliante. Maestro
Venerabile, qualcuno batte alla porta del Tempio.
Maestro
Venerabile. Fratello 1° Sorvegliante, guardate chi osa
disturbare i nostri architettonici lavori.
1°
Sorvegliante. Fratello Copritore, fate il vostro dovere.
Il Copritore apre la porta.
Copritore
Interno. Fratello 1° Sorvegliante, alla porta del Tempio c’è
il fratello... no, non è il fratello, è un profano... no! Non è un
profano... no! Perdiana non può essere un profano...ma è il...
no... la... Beh, no non può entrare. No, non può,... o forse sì...
ma... non so... Insomma, fratello 1° Sorvegliante, non so chi sta
battendo alla porta del Tempio.
1°
Sorvegliante. Maestro Venerabile, non sappiamo chi ci sia alla
porta del Tempio. Ma chiede di entrare.
Maestro
Venerabile. Ma come può entrare qualcuno che voi non
conoscete? E se fosse un nemico? Fratelli, armiamoci! Spade in pugno!
1°
Sorvegliante. No! Maestro Venerabile, fermatevi. Non so chi ci
sia alla porta del Tempio, non lo conosco. Non so cosa voglia. Ma non
dobbiamo essere troppo precipitosi.
2°
Sorvegliante. Maestro Venerabile, il timore può dare cattivi
consigli. Forse qualcuno che non conosciamo vuole entrare non per
offenderci: forse vuole solo lavorare con noi.
Maestro
Venerabile. Cosa volete dire, fratello 2° Sorvegliante?
2°
Sorvegliante. Forse chi chiede di entrare non è un nemico.
Magari è un amico che non conosciamo e non sappiamo di avere. Forse
non lo conosciamo per colpa nostra che non abbiamo saputo cercare
bene.
Maestro
Venerabile. E cosa consigliate di fare?
2°
Sorvegliante. Maestro Venerabile, facciamolo entrare, chiunque
sia. Noi possiamo stare in guardia, ma senza assumere atteggiamenti
ostili. Lasciamo le spade nel fodero e assumiamo aria amichevole pur
concentrandoci sul nostro protettore Ercole, figlio di Giove. I
Maestri Muratori della Loggia sanno come proteggere il nostro
patrimonio, anche senza spade.
Maestro
Venerabile. E sia come consigliate, fratello 2° Sorvegliante.
Fratello Copritore fate entrare chi chiede di entrare.
Segretario.
Il Copritore introduce una figura velata, evanescente, eterea. Sembra
quasi una creatura dell’aria, come una inconsistente bava di vento.
Non è possibile distinguerla, come fosse una mucca grigia in una
stanza grigia e in penombra. Non è nemmeno possibile stabilire se
sia maschio o femmina. Forse la regolarità della Loggia è messa a
repentaglio se fosse femmina? No certo...: a repentaglio deve essere
posto solo l’inconsistente concetto stesso di regolarità.
Maestro
Venerabile. Entrate, signore. O dovrei dire signora? E siate
il benvenuto.
Oratore.
E
gira gira il mondo
e
gira il mondo e giro te
mi
guardi e non rispondo
perché
risposta non c’è
nelle
parole
bella
come una mattina d’acqua cristallina
come
una finestra che mi illumina il cuscino
calda
come il pane
ombra sotto un pino...
Segretario.
Molte persone non sanno cosa sia
la bellezza. Molte persone non hanno mai visto la bellezza. Molte
persone possono perdere la vista e non vedere. Si chiamano ciechi. E
ci sono uomini ciechi dalla nascita.
Oratore.
Un cieco di nascita era curioso. Voleva sempre sapere.
1°
Sorvegliante. Di che colore è il latte?
2°
Sorvegliante. Il latte? E’ dello stesso colore della carta
bianca.
1°
Sorvegliante. Allora fa il rumore della carta bianca quando la
si spiegazza?
2°
Sorvegliante. No, il latte è bianco come la farina.
1°
Sorvegliante. Allora è delicato al tatto e scorre tra le dita
come la farina?
2°
Sorvegliante. No, è bianco semplicemente, come la pelliccia
dell’ermellino.
1°
Sorvegliante. Allora è vellutato e soffice?
2°
Sorvegliante. No, il bianco è il colore della neve.
1°
Sorvegliante. Allora è freddo come la neve?
2°
Sorvegliante. No. Il bianco… è... bianco…
Oratore.
E colui che vedeva, inutilmente citò altri esempi: il cieco non
riuscì a comprendere come fosse il colore bianco.
Segretario.
Ci sono persone che non potranno mai vedere.
Oratore.
E ci sono persone che non vedono ma vedono.
Segretario.
Maestro Venerabile, le antiche usanze impongono che venga tracciata
la Tavola Architettonica della Tornata. Chi è entrato nel Tempio?
Maestro
Venerabile. Fratello 1°
Sorvegliante, insomma: chi è entrato nel Tempio?
1°
Sorvegliante. Maestro
Venerabile, non so rispondere.
Maestro
Venerabile. Fratello
Oratore, è una situazione strana. Confortateci con il vostro parere.
Oratore.
Maestro Venerabile, le antiche leggi dell’Ordine non possono
confortarci. Qui siamo oltre la legge. Nel Tempio è entrato qualcuno
che prima non c’era, ma che forse avrebbe dovuto ben esserci fin
dal principio.
1°
Sorvegliante. Maestro
Venerabile, colui che è entrato sa cosa è il bianco!
Segretario.
Ma insomma, chi è entrato? Dovrò pure scriverlo!
Oratore.
Bella
come un armonia
come
l’allegria
come
la mia nonna in una foto da ragazza
come
una poesia o madonna mia
come
la realtà che incontra la mia fantasia
Bella... Bella…
Segretario.
Maestro Venerabile, la Tavola Architettonica della Tornata registra
che nel Tempio è entrata, a pieno diritto membro della Loggia, la
Bellezza.
Il
dialogo riporta la celebre favola di Tolstoj sul cieco dalla nascita
e il colore del latte. L’Oratore legge il testo di Bella di
Jovanotti.