Quando ho letto nel calendario di Loggia il titolo della Tavola mi è subito venuto in mente il testamento di Norberto Bobbio, un filosofo forse lontano da posizioni spiritualiste, ma sicuramente profondamente umano e umanista. Scrisse Bobbio: io mi sento come l'omino che cammina al buio con una candela in mano. La candela illumina fiocamente intorno, rischia solo qualcosa, un poco di terreno per compiere qualche passo, non di più. E purtroppo la filosofia non dà gli strumenti, perché non li può dare, di sapere cosa c'è oltre il buio.
L'uomo con la candela in mano è associato al dubbio, l'uomo del dubbio.
Cosa vuol dire? Che c'è dubbio e dubbio. C'è il dubbio che distrugge, deleterio, quello che non crede in nulla. E c'è il dubbio compagno scomodo del nostro camminare, che isola il caminante ancora di più. Ma ancora di più lo spinge sul cammino.
E' vero, il nostro mondo oggi è fatto di persone certe e sicure, persone che hanno fede in piccole cose. Ricordate l'aneddoto che raccontò Krishnamurti?
Un giorno un diavolo ed un amico stanno passeggiando e vedono un uomo che si china, raccoglie qualcosa, un sasso forse, e lo mette in tasca.
L'amico domanda: cosa sta facendo?
E il diavolo risponde: ha trovato una piccola verità e adesso la conserva.
L'amico gli ribatte: è un brutto segno per te.
Ma il diavolo risponde: niente affatto. Adesso gli faccio organizzare una sua religione e io sono a posto.
Infatti se e quando la tua piccola verità diventa qualcosa di organizzato allora cessa di essere verità, né grande né piccola.
Quando da una tua ispirazione si organizza qualcosa, l'ispirazione è terminata, istituzionalizzata e perde il suo valore rivoluzionario.
Questo è il senso del dubbio. Dobbiamo tenerci il dubbio caro perché è solo il dubbio che ci mantiene all'erta. Sono due "paroline" quasi magiche che evitano l'addormentarsi: "o no?".
E' quello che ci fa sempre dire: Sì è così, o no? Io faccio così, o no? Sì, va bene, o no?
Sentiamo qualcosa dentro di noi che dice sempre: o no?
Questo è il dubbio critico, è il dubbio che ti fa ripensare le tue cose, che ti fa controllare i calcoli, che ti fa rileggere ciò che hai scritto per evitare errori.
Poi c'è il dubbio di chi che non crede più a niente, che considera non vera qualunque cosa si possa credere.
E' un tipo di dubbio oggi molto diffuso, l'esatto opposto nel credere tutto malgrado tutto (anche la fede credulona molto diffusa).
Chi dubita di tutto non se ne accorge ma dubita pure di se stesso.
Questo dubbio atroce, funesto, disastroso è sintomo delle grandi crisi del mondo di oggi. Esiste un termine che comprende sia false verità più o meno strutturate in organismi pseudo o para-religiosi, sia dubbi atroci fallimentari, ed è nichilismo, posizione che vede tutto uguale, tutto sullo stesso piano, tutto uguale.
Non è l'uguaglianza che compare nel Tempio, non è la livella di Totò che giunge a far giustizia sulle disuguaglianze del mondo: le esperienze umane sono ugualmente meritevoli di considerazione perché vissute. No, questo invece è il livellamento dell'acqua stagnante nella palude.
E' il dubbio che pretende di dire che tutto sia uguale, il caldo e il freddo, il buio e la luce, l'alto e il basso, per cui non vale la pena di impegnarsi per l'uno e per l'altro.
E' il dubbio che mette sullo stesso piano falsità e verità, credulità e risultati della scienza. In certe scuole degli Stati Uniti comitati di genitori pretendono che la cosiddetta teoria creazionista venga insegnata sullo stesso piano della teoria evoluzionistica, ignorando scienza e filosofia da Darwin a Teilhard de Chardin, il gesuita proibito.
Quindi l'insegnante di scienze in quelle scuole americane deve mettere allo stesso piano una teoria come quella di Darwin che si basa su degli dati scientifici, con la teoria che dice che tutto fu creato da Dio 4000 anni e che le prove di vita anteriore ai 4000 anni sono state pure quelle create da Dio solo per mettere alla prova la nostra fede. Chi sostiene questo è dentro una bolla impermeabile a qualsiasi ragionamento.
Il mondo di oggi è una realtà dove urlano quelli delle certezze.
Una volta il mondo italiano era pieno di esperti da bar che sapevano come far vincere la nazionale di calcio, sempre e comunque, solo a dar retta a loro. Per fortuna erano esperti appunto da bar e cianciavano solo nei bar.
Oggi sono tutti esperti da bar e sanno come combattere le epidemie, come risolvere la guerra in Iran e in Ucraina, sanno come risolvere il problema della bomba atomica e della fame nel mondo. E' semplicissimo - dicono - basta dar retta a loro.
Purtroppo per noi non cianciano più solo nei bar, ma ahimè non cianciano più solo nei bar. Li trovi dappertutto, anche là dove non dovrebbero essere. Ormai hanno gli strumenti per infierire su tutto.