19 luglio 2026

Giudicare in Loggia

Giudicare o non giudicare?

Anni fa in una tornata di Loggia si parlò del comportamento profano di un fratello (che preferiva gli uni agli altri non per il valore ma per interessi di parte o partito - non per egoismi personali).

E qualcuno ha insistito sul “non giudicare”.

Il detto evangelico è certamente valido, ma è anche vero che l’Istituzione ci chiede di esprimere per ben tre volte un giudizio sul profano bussante e successivamente un giudizio sull'apprendista che chiede di passare compagno e poi per l’elevazione a Maestro.

L’iniziazione e il lavoro rituale sono atti che danno all’individuo la possibilità di compiere un lavoro su se stessi.

Oltre ad avere un comportamento corretto dentro e fuori la Loggia, il massone deve anche avere una disponibilità sincera al lavoro su se stesso e la disponibilità non può essere senza conseguenze pratiche.

Un massone che voglia effettivamente fare lavoro muratorio dovrà comportarsi in un certo modo anche nel mondo quotidiano (quello che ritualmente di chiama mondo profano).

Chi può giudicare del suo comportamento?

La risposta "ne risponderà di fronte alla sua coscienza" è certo corretta. E appare molto (per così dire) "evangelica" se si aggiunge: "gli altri non possono giudicare".

Ma... ma... ma...

Anche gli altri hanno un “diritto” di giudicare, se non altro perché il comportamento negativo di un massone può ripercuotersi anche sul giudizio verso altri massoni.

Se un massone nella vita quotidiana ha comportamenti diciamo "non consoni" (prevaricazioni, favoritismi, atti impropri...) anche io massone ne vengo toccato.

Se io massone "tollero" comportamenti "non corretti" non sono più tollerante ma divento acquiescente o, peggio, complice.

18 luglio 2026

Mala-massoneria

 Ricordo...

Un ricordo personale di tanti anni fa, al tempo della cosiddetta Prima Repubblica.

Un Fratello di Loggia, attivo nella vita politica della città, che probabilmente si sentiva più vicino al proprio partito che alla massoneria, commise una grave scorrettezza. Membro del consiglio direttivo di un ente pubblico locale, in occasione della possibile nomina a direttore dell’Ente di un massone, lo scoprì con un altro consigliere che aveva già fatto domanda di ingresso alla nostra Loggia.

Questo bussante ebbe un’impressione così negativa del comportamento dei massoni ai quali stava per unirsi che il fratello presentatore dovette insistere perché mantenesse la domanda di ingresso.

Secondo le norme che regolano la vita massonica era un fatto molto grave! Malgrado la nebulosità del concetto di "colpa massonica" nella normativa del Grande Oriente d'Italia (tanto che negli ultimi anni è diventata arma per colpire gli avversari del gruppo che si è installato ai vertici di una Istituzione un tempo gloriosa) quella fu certamente azione che avrebbe dovuto essere duramente sanzionata, malgrado il "buonismo" degli allora maggiorenti di Loggia.

Un ex MV della Loggia, mi raccontò, sconsolato, di avere avuto un colloquio con lui e di averlo trovato convinto di essere stato corretto per avere difeso gli interessi del suo partito (sic!). Dopo il fatto diradò la frequenza (già scarsa) in Loggia ma continuò a chiedere favori ai Fratelli (sempre nell’interesse del partito!).

Perché fu assecondato dagli altri? La risposta è purtroppo molto semplice: buonismo?... inettitudine?… volontà di evitare beghe, confusioni, attriti?... mescolanza di politica e massoneria?…

Insomma: mala-massoneria!

Con una punta di amarezza debbo anch'io mettermi tra coloro che lasciarono perdere. Col senno del poi ho dovuto prendere atto che accettare comportamenti del genere è stato come seminare vento (e raccogliere poi tempesta). Il mio comportamento è cambiato. Oggi non sono più così permissivo.


17 luglio 2026

Il Libero Muratore

 

Massoni si nasce o si diventa?

E’ una domanda che periodicamente si sente fare nelle Logge. E tutti a dire e a dire. Massoni si nasce! dice uno. No, massoni si diventa! dice l’altro.

E tutti restan della propria opinione. E magari non pensano che hanno torto (oppure ragione) tutti e due.

Certamente massoni si diventa nella misura in cui il Maestro Venerabile “crea” Libero Muratore il bussante: io ti inizio, ti costituisco e ti creo... (ma attenzione! Questo atto nella ritualità anglosassone non c’è. Per cui l’anglosassone diventa massone dopo aver prestato la “obligation”: I … of my own free will and accord, in the presence of Almighty God, and this Worshipful Lodge, erected to Him,… most solemnly and sincerely promise and swear eccetera).

Per giungere all’iniziazione è necessario che il recipiendario viaggi e prima ancora entri nel Tempio.

Per entrare è indispensabile che l’Esperto garantisca per lui: E’ un uomo libero e di buoni costumi.

Anche qui, attenzione alla ritualità anglosassone (Rituale Emulation, Duncan ecc.) per la quale il bussante deve essere free born e di good repute (nato libero, non in schiavitù, e di buona reputazione). Uomo libero è lo stesso che free born? Di buoni costumi è lo stesso di good repute?

Cosa sono i buoni costumi se non quelle qualifiche che permettono di diventare Libero Muratore? E che se non hai non puoi diventarlo? E come puoi averle se non perché sei fatto così? Così sei nato oppure così sei diventato nel corso della vita?

Massoni non si nasce. Diventerai Massone non perché hai aderito alla massoneria, ma se sarai continuativo e riuscirai a scambiare il tuo lavoro con il lavoro degli altri.

Massone, tutto sommato, è un modo di essere e di comportarsi.

16 luglio 2026

Il Grande Architetto dell'Universo


Un gruppo di persone ha in comune qualcosa di importante, un metodo di lavoro indicato da determinati simboli.

Il culmine del simbolismo è il Grande Architetto dell'Universo, presente in tutte le invocazioni rituali e in tutti gli atti ufficiali.

E’ dopo la rituale invocazione che viene creato l’Apprendista, passato il Compagno ed elevato il Maestro.

Il Grande Architetto non è antropomorfizzazione della divinità, come del resto i nostri simboli non sono ierofanie.

Il Grande Architetto non è il dio massonico. La Massoneria non ha Dio (con buona pace di certi massoni).

Il Grande Architetto è il principio ispiratore di ogni massone. Ciò che significa e indica viene lasciato al segreto di ogni singolo fratello.

Il Grande Architetto è il principio unificatore del lavoro comune.

I massoni lavorano per il bene dell'umanità e alla gloria del Grande Architetto dell'Universo.

L'espressione Alla gloria del Grande Architetto dell'Universo è il punto qualificante del lavoro muratorio...


15 luglio 2026

Lavori di Loggia

 Apertura dei lavori

Perché all'inizio dei lavori il Maestro Venerabile nel colloquio coi due Sorve­glianti chiede le funzioni specifiche di Uffi­ciali e Dignitari della Loggia? Ma solo di alcuni e non di tutti?

Potrebbe seguire un ordine diverso  invece di Copritori, Diaconi, Sorveglianti, MV?

Il rituale di apertura raggiunge il culmine non tanto nella dichiarazione di apertura bensì nella batteria.

La batteria è molto diversa dall'applauso, che pure tante volte (troppe!!!) ho sentito in Loggia quando ero nel GOI per omaggiare (sic!) un "pannolone verde" (nel GOI, magari altrove di altro colore!).
Insegna il dizionario che "pannolone" è ausilio per contenere l'incontinenza. Infatti costoro hanno una incontinenza ben più grave della incontinenza fisica. Ditemi voi, cari amici del GOI, se esiste uno pseudo-incarico più inutile di "garante di amicizia"!
In Loggia non si applaude mai. Si chiede, eventualmente, una batteria di giubilo.
Appaluso è disordine e disarmonia, batteria è ordine e ritmo.

L'apertura dei lavori deve terminare con l'affermazione dell'ordine e del ritmo, appunto la triplice batteria. 

14 luglio 2026

Ancora sul maestro

Tra vecchie carte non mie ho trovato questi appunti.
Sembra quasi una voce che giunge da altri tempi...

Il maestro addormentato

Stavo lavorando e leggendo, e lui era là: dormiva. A volte si svegliava appena, ma subito ricominciava a dor­mire. Io lo chiamavo, lo scuotevo, spiegandogli che volevo imparare. E lui mi rispondeva di uscire e di andar fuori.

Andai al mercato, cercando di tenere gli occhi aperti. Vidi gente che cercava di imbrogliare e rubare. Vidi gente che mirava solo al guadagno senza preoccuparsi del resto.

Tornai a casa e lui era sempre là a dormire. Lo scossi per svegliarlo e gli raccontai ciò che avevo visto. E lui a dirmi di ritornare fuori.

Uscii un’altra volta. E mi ritrovai in campagna, in luoghi solitari. E mi ricordai: prendi sentieri non battuti. E andai.

Più avanti mi fermai ad una sorgente per dissetarmi e rinfrescarmi. Riposai e pian piano sentii capitarmi qualcosa di strano: dentro di me si stava aprendo qualcosa e cominciai a capire e vedere. Capii anche perché il maestro dormiva.

Tornai a casa e questa volta vidi il maestro ben sveglio. Infatti il maestre dormiva dentro di me. Ora è sve­glio: quando conosci te stesso, conosci anche il resto.

Chi è il maestro?

Il maestro addormentato 

E’ necessario il maestro per proseguire nella via iniziatica?

Un maestro può insegnare solo parte di quello che sa, perché certi insegnamenti esulano dalla capacità espressiva del nostro linguaggio. Ed anche in quello che può insegnare c’è il pericolo della prevaricazione, dell’esercizio di una tirannia di pensiero, dell’imporre le proprie idee ed i propri punti di vista.

Il maestro può solo essere un esempio di vita. Ed è la lezione più difficile.

A chi sostiene la necessità di un maestro si dovrebbe chiedere da chi ha imparato il maestro.
Da un altro maestro?
E costui da chi imparò?
Da un altro ancora?
Ma andando a ritroso si dovrà per forza arrivare a qualcuno che non ha avuto maestri, ma ha imparato da solo.
E allora se qualcuno è riuscito a diventare maestro da solo perché non dovrebbe essere possibile ad altri uomini?

Il proprio maestro ognuno lo trova soltanto dentro di sé, nel proprio interiore, e tanto meglio lo troverà se saprà guardare senza paraocchi e senza occhiali nel proprio intimo. E se avrà una carica di Amore.

Il Maestro è dentro di noi, ancora addormentato...

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.