Continuano le riflessioni del nostro Ulisse neo-maestro ancora chiuso nel Gabinetto di Riflessione.
Il post precedente si era concluso amaramente sui buoni propositi che non vengono realizzati. Anche la saggezza popolare ammonisce: la strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni. L'alter ego di Ulisse lo aveva appena ricordato: C’è differenza, troppa differenza!, tra ciò che uno dice di voler fare e ciò che poi effettivamente fa. Devi lavorarci sopra…
Ulisse nel Gabinetto di Riflessione
Quarta parte
...Per esempio, un Massone può commettere adulterio? Può essere evasore fiscale? E se effettivamente lo è, che si dovrebbe fare? ».
« Che c’entra l’adulterio? ».
« E’ una parola desueta, vero? Sembra passata di moda e non la si ascolta quasi più. Ma non è desueto il fatto che indica ».
« Certo, un comportamento antico come il mondo! ».
« Ma è un’antichità che non copre e non giustifica ciò che succede: un uomo o una donna che vengono meno ad un preciso patto di impegno reciproco! Un atto gravissimo, non un comportamento che deve restare nella sfera privata ».
« Allora vuoi dire – chiede sorpreso Ulisse – che se fossi a conoscenza dell’adulterio di un mio Fratello di Loggia dovrei parlargli? ».
« Se un tuo Fratello di Loggia venisse meno ad un impegno liberamente e spontaneamente assunto non interverresti? ».
Ulisse non risponde, un po’ sorpreso dell’osservazione.
E Ulisse-2 continua con tono leggermente sarcastico: « Ripeto: c’è differenza tra ciò che uno dice di voler fare e ciò che poi effettivamente fa. Se un Candidato alla Libera Muratoria fosse un notorio adultero, lo accetteresti? ».
Ulisse tenta una risposta: « Bisognerebbe vedere se costui fosse di buoni costumi ».
« Ulisse, non meniamo il can per l’aia. Essere di buoni costumi oppure essere, come dicono gli inglesi, of good report è compatibile con l’adulterio o l’evasione fiscale? ».
« Va bene, va bene – Ulisse è quasi brusco nel cambiare argomento – Vorresti dire che potremmo quasi parlare di Grande Maestrìa e Piccola Maestrìa? ».
« Beh, in un certo senso, sì ».
« E potrebbe dirsi che per la Grande Maestrìa dovremo aspettare la Nera Signora, mentre per la Piccola abbiamo strumenti che qualcuno riuscirà ad utilizzare? »
« Sì, in un certo senso, sì! ».
« Se è così – conclude Ulisse – allora comprendo il senso di chi sostiene che la Massoneria non significa altro che cercar di imparare come si fa a morire ».
« Lo dici quasi come battuta – sottolinea Ulisse-2 – ma hai appena detto una grande verità. Ulisse, ti ricordi il tuo maestro, quello che ti insegnò a leggere, a scrivere e a far di conto? ».
« E come potrei dimenticarlo? Ma ti obietto subito – lo corregge Ulisse – che dovresti dire che mi insegnò anche a leggere e scrivere e saper le tabelline: in realtà mi insegnò ben altro... ».
« Sicuramente. E il fatto che ne hai ricordi così nitidi dopo tanti anni è significativo dell’importanza che ebbe per la tua crescita.
Ebbene il tuo maestro un giorno – terza o quarta elementare? – disse: Ci sono delle persone che passano tutta la vita a cercar di scoprire perché si vive. E aggiunse subito dopo: e quando credono di aver capito,... è giunta l’ora di morire!
Non era un prendere in giro chi si inoltrava in ricerche così profonde (proprio anche da lui hai imparato il gusto di ricercare!), ma un semplice consiglio a non perder tempo in ricerche che non potranno avere risposte certe. Non cercar di capire perché viviamo, ma accontentati di vivere non inutilmente. E soprattutto cerca di imparare a saper morire, perché quello è un traguardo che aspetta tutti noi, nessuno escluso.
Scavalcare la bara non è in un certo senso fare i conti con la morte? Con la propria morte? Non è anche fare i conti con tutto il coacervo di forze, reazioni, impulsi che dànno origine a quel qualcosa che chiamiamo “io”? ».
« In un certo senso, la morte è collegata alla vita, e forse è proprio la vita ».
« Sì – lo incoraggia Ulisse-2 – la morte e la vita sono facce diverse della stessa medaglia. Cosa sono effettivamente l’uomo non può sapere, ma deve procedere, camminare ».
Tutto tace per un po’. Poi Ulisse-2 riprende.
« Concentrati sulla vita, Ulisse, perché così facendo ti concentrerai anche sulla morte. Senza paure e affanni, ma con tranquillità e serenità. Cerca il tuo equilibrio interiore e sforzati di mantenerlo: l’equilibrio è importante, direi quasi essenziale ».
Ulisse osserva sconsolato: « Non è facile ».
(continua)