30 giugno 2026

Il gallo canta

La mia Loggia lavora sul gallo.

Il gallo canta nel Gabinetto di Riflessione ma non è presente nella ritualità anglosassone. Del resto ape e alveare sono simboli significativi nella ritualità anglosassone, ma assenti in quella latina.

I Fratelli squadrano le proprie pietre.


Canta il gallo...

Il Candidato è condotto nel Gabinetto di Riflessione, ambiente chiuso, scuro, angoscioso. Sulla parete è rappresentato un gallo, che gli annuncia la luce.

L’incontro con il gallo avviene nelle viscere della terra, perché deve essere infuso nell’Iniziando vigilanza e coraggio nella ricerca.

L’episodio evangelico dell’annuncio di Gesù a Pietro (Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte) indica che l’uomo con le sue angosce e i suoi timori rinnegherà la luce prima che arrivi la luce stessa.

Spesso diamo per scontato il senso del simbolo gallo, che ci incita al risveglio. Ma se non vogliamo essere svegliati?

Il gallo è un animale che indica il coraggio perché difende il suo territorio fino allo stremo. E’ usato anche in combattimenti, che terminano con la morte di uno dei due contendenti.

Che significa il canto del gallo nella prospettiva del massone?
Che significa quel qualcosa che permette di ri-aprire gli occhi e ri-vedere la luce?

Per me, nella mia vita massonica e no, ha mai cantato il gallo?

L’uomo è per sua natura addormentato.
Lo spiegano anche i Vangeli con i cosiddetti miracoli: ridare la vista al cieco significa far vedere in modo diverso; ridare l’udito al sordo significa far ascoltare ciò che non si era mai udito; ridare l’uso delle gambe significa la riappropriazione delle proprie gambe e saperle usare per camminare.

Il gallo, uccello sessualmente molto attivo, indica anche l’energia sessuale, una forza primaria.

La psicologia moderna riscopre simboli antichi: la relazione tra energia animale e percezione è analoga a quella tra il mercurio animale e il mercurio filosofico. Il mercurio “basso” può essere trasformato per la Grande Opera.

La trasformazione dell’energia è presente in tutte le tradizioni, occidentali e orientali.

Il gallo canta non solo all’alba per svegliarci, ma anche quando si accoppia.

Il gallo ci sveglia ogni mattino e ci ricorda che esiste un ciclo vitale.

Il gallo ammonisce nel Gabinetto di Riflessione chi sta redigendo il testamento: attenzione, rinascerai! E’ anche un messaggio di speranza.

Il lavoro comune fa crescere il massone e permette che il gallo canti. Contemporaneamente il gallo canta per la loggia tutta.

I cattivi Compagni 5

 

 Three Ruffians

Quinta parte


Ulisse e il Vecchio Copritore affrontano un problema fondamentale. La Parola perduta alla morte di Hiram è stata ritrovata oppure no?


Ulisse. Ho saputo che vi sono altri sviluppi della leggenda di Hiram.

Vecchio Copritore. Vi sono aspetti della leggenda di Hiram e della costruzione del Tempio che vengono sviluppati oltre il Grado di Maestro in Corpi rituali. E’ però importante capire che sono sviluppi, non varianti.

Ulisse. Credo sia questione fondamentale. Sono per così dire “episodi” aggiunti o sviluppati con maggiori particolari che comunque non contraddicono la narrazione principale.

Vecchio Copritore. Sì. E’ molto importante tenerlo presente perché in caso contrario viene meno l’aspetto universale della Massoneria.

Ulisse. Diversi gradi del Rito Scozzese continuano la storia di Hiram.

Vecchio Copritore. Il leitmotiv è la vicenda hiramitica. Ciascun grado ne sviluppa alcuni aspetti, tutti però nell’alveo tradizionale, che nessuno ha intenzione di modificare.
La vicenda di Hiram si sviluppa nei primi gradi della scala scozzese.
Dopo l’affidamento in custodia ai Maestri Segreti della tomba di Hiram (4° grado) si procede alla costruzione in un luogo nascosto e inaccessibile del mausoleo dove verranno poste le spoglie di Hiram. Il lavoro viene svolto dai Maestri Perfetti (5° grado).
Re Salomone ordina la ricerca degli assassini di Hiram affidandola a nove Maestri (9° grado), scelti per sorteggio essendosi tutti offerti. L’ordine è tassativo: i colpevoli debbono essere riportati indietro vivi per affrontare il giudizio del Re. Ma Jhaobert, uno dei nove, avendo scoperto uno degli assassini, Abiram, addormentato, lo uccide e lo decapita, contravvenendo agli ordini. Verrà comunque perdonato dal Re, in un primo tempo indignato per l’atto di barbarie e non di giustizia.
Gli altri due assassini di Hiram sono fuggiti nel regno di Geth. Re Salomone incarica quindici Maestri (10° grado) di una ambasciata al re di quel paese per la consegna dei due colpevoli. La richiesta è accolta, i due colpevoli vengono catturati e riportati a Re Salomone, che li giudica e condanna a morte.

Ulisse. Sostanzialmente cambiano solo particolari che servono ad florendam causam. Non c’è nessuna sostanziale novità.

Vecchio Copritore. Per trovare novità dobbiamo rivolgersi alla cosiddetta Massoneria dell’Arco Reale.

Ulisse. Ti riferisci a quella Massoneria dalle sfumature inglesi, irlandesi, americane?...

Vecchio Copritore. Il Tempio di Gerusalemme costruito da Re Salomone, nel quale tanta parte ebbe l’architetto Hiram, fu distrutto dopo quattro secoli dai babilonesi di Nabucodonosor, che deportò i cittadini di Gerusalemme a Babilonia.
Il Secondo Tempio di Gerusalemme nasce dalla ricostruzione del primo Tempio permessa dall’imperatore Ciro II che consentì agli Ebrei di lasciare l'esilio babilonese e ritornare a Gerusalemme sotto la guida di Zorobabele.

Ulisse. La costruzione del Secondo Tempio è lo scenario della leggenda dell’Arco Reale.

Vecchio Copritore. Dunque alcuni ebrei rimpatriati dall’esilio si offrirono come lavoranti alla costruzione del secondo Tempio. Durante la fase di sterramento per preparare le fondamenta dell’edificio trovarono in un locale sotterraneo un rotolo di pergamena, un blocco di marmo bianco a forma di doppio cubo su un lato del quale erano scolpiti diversi caratteri tra cui le iniziali dei tre Grandi Maestri che presiedettero alla costruzione del primo Tempio: e cioè Salomone Re d'Israele; Hiram, Re di Tiro e Hiram Abif.

Ulisse. Il secondo Tempio si vuole porre in continuità con il primo.

Vecchio Copritore. La storia continua. Sul doppio cubo di marmo c’è un vassoio e sopra vi sono ancora caratteri mobili con il nome del Vero Vivente Iddio l’Altissimo (così è chiamato nell’Arco Reale inglese l’Essere Supremo).

Ulisse. Questa è la leggenda insegnata nell’Arco Reale inglese (Sacro Arco Reale di Gerusalemme).

Vecchio Copritore. L’Arco Reale americano (Rito di York) narra una leggenda praticamente simile; in più nell’americano si è mantenuta la leggenda del Passaggio (lacerazione) dei Veli, che l’inglese ha perso per strada.

Ulisse. Sono ritualità molto simili.

Vecchio Copritore. Il senso di entrambi è uno solo: la Parola Perduta alla morte di Hiram è ritrovata.

Ulisse. La conseguenza mi pare sia che il Terzo Grado è incompleto.

Vecchio Copritore. Il Maestro Libero Muratore non conosce la Parola di Maestro, ma solo la Parola Sostituita. Il Terzo Grado è incompleto e il suo necessario completamento è nell’Arco Reale. Il Maestro dell’Arco Reale giunge a conoscere la Parola di Maestro.

Ulisse. Non c’è qualcosa del genere nel Rito Scozzese?

Vecchio Copritore. Nel 4° grado del Rito Scozzese il Candidato entra nel Tempio cercando la Parola; ciò vuol dire che nel Terzo Grado la Parola non era stata trovata. A lui si risponde: Purtroppo non è ancora stata trovata! Il Cavaliere dell’Arco Reale (13° grado scozzese) riesce a scoprire in un tempio sotterraneo il Nome Ineffabile (che per il Maestro dell’Arco Reale è la Parola Perduta) inciso su una colonna di bronzo, ma la chiave di lettura, incisa su una colonna di marmo erosa dalle acque del diluvio, è andata persa.

Ulisse. Perché la Parola di Maestro è smarrita?

Vecchio Copritore. Non certo perché non la si conosca ma perché (lo è stato detto, ma lo ripeto e la leggenda della Massoneria Criptica lo indica chiaramente) può essere trasmessa solo da tre Maestri insieme e se uno dei tre non c’è più, la trasmissione è interrotta e la Parola non si può tramandare.

(continua)


29 giugno 2026

Il viaggio sulla scala

La scala curva

Il Quadro di Loggia del 2° grado nella ritualità inglese rappresenta una scala, che permette di salire.

Anche la salita sulla scala è un viaggio.

Viaggiando sulla scala si è obbligati a cambiare continuamente il proprio punto di vista.

Viaggiando sulla scala si è obbligati a cambiare continuamente la propria altezza sull'orizzonte (punto di vista più "elevato"?).

Domanda: una volta arrivati (ammesso che si arrivi) in cima che si fa? Lo stesso impulso che ci ha spinto a salire ci deve allora spingere alla discesa per aiutare chi quella salita non è ancora riuscito a compiere.

I cattivi Compagni 4

 

 Three Ruffians

Quarta parte


Giustiziati i tre ruffians, Re Salomone si dedica alla ricerca del corpo di Hiram. Si pone il problema della Parola di Maestro. Che succederà con la scomparsa di Hiram?


Vecchio Copritore. Re Salomone aveva anche disposto, al ritrovamento del corpo, di osservare se vicino o sulle spoglie ci fosse qualcosa che richiamasse la Parola di Maestro oppure qualcosa di pertinente al Grado di Maestro.
I dodici vanno ancora per le quattro direzioni cardinali, divisi in quattro gruppi. Procedono lentamente alla ricerca di indizi o segni. Le ricerche sono lunghe ed estenuanti, e inconcludenti.
Dopo quindici giorni, uno del gruppo andato in direzione ovest, essendo più stanco degli altri, si siede sulla cima di una collina, a ovest del monte Moria, per riposare e rinfrescarsi. Nel tentativo di rialzarsi, afferra un ramo di acacia, che sorprendentemente gli resta in mano. Lì la terra è smossa. Chiama i compagni e scavano. Scoprono un corpo ormai in avanzato stato di putrefazione. Accanto c’è solo il gioiello di Hiram, che permette così di identificare il cadavere.

Ulisse. Re Salomone viene avvisato subito.

Vecchio Copritore. Re Salomone si consulta con Hiram, re di Tiro: non sanno se Hiram prima di morire si sia lasciato sfuggire la Parola.
Ma c’è una cosa che i Massoni italiani non conoscono. Era stato deciso tra Re Salomone, Hiram Re di Tiro e Hiram Abif che la Parola di Maestro sarebbe stata trasmessa al nuovo Maestro con la presenza contemporanea di tutti e tre.
Quindi in ogni caso, sia che Hiram Abif avesse mantenuto il segreto o lo avesse svelato, la Parola di Maestro era stata persa, a causa della sua morte. Salomone e Hiram re di Tiro decisero così di utilizzare da quel momento in poi come Parola la prima pronunciata al sollevamento del corpo: la Parola Sostituita sarebbe stata utilizzata in futuro come parola del grado di Maestro fino a quando sarebbe stata ritrovata la Parola giusta.

Ulisse. Quindi la Parola di Maestro che ci venne data alla nostra elevazione non è la parola giusta? Ma questo vuol dire che il Grado di Maestro non è completo ma bisogna ancora andare oltre?

Vecchio Copritore. Le tue sono domande fondamentali. Non rispondo ora. Qui mi limito a parlare di Hiram. Ma non dimentichiamo le domande.
Giunti alla tomba ormai aperta, Re Salomone e i Compagni vi si mettono attorno. Re Salomone ordina a uno dei Compagni di Mestiere di afferrare il corpo e tentare di sollevarlo. Non riesce: La carne si stacca dalle ossa per lo stato di avanzata decomposizione.

Ulisse. La carne si stacca dalle ossa. E’ tutto putrefatto.

Vecchio Copritore. Re Salomone ordina ad un altro Compagno di alzare il corpo, ma anche lui non riesce per lo stato di decomposizione del cadavere: E’ tutto putrefatto, si giustifica quel coraggioso che aveva combattuto le esalazioni della putredine.

Ulisse. E’ tutto putrefatto. La carne si stacca dalle ossa.

Vecchio Copritore. Re Salomone allora invita tutti ad una fervida preghiera. Con il suo diretto intervento e l’aiuto dei due Compagni coraggiosi, la storia termina come ogni Maestro Libero Muratore ben sa.

Ulisse. Ecco Hiram, qui tra noi.

Vecchio Copritore. Il corpo di Hiram fu quindi portato nel Tempio per una decente sepoltura e fu sepolto nella debita forma.

Ulisse. Hiram fu così sepolto tre volte: la prima, tra le macerie del cantiere, la seconda sulla cima di una collina a ovest del monte Moria, e la terza e ultima volta accanto al Santo dei Santi del Tempio di Re Salomone, il più vicino possibile permesso dalla Legge.

Vecchio Copritore. La storia non termina qui. La tradizione racconta che alla memoria di Hiram fu eretto un monumento costituito da una bella vergine piangente sopra una colonna spezzata; davanti a lei un libro aperto, nella mano destra un ramoscello di acacia, nella sinistra un’urna, dietro di lei sta il Tempo, che spiega e conta i suoi riccioli.

Ulisse. La colonna spezzata indica lo stato del Tempio (potrà mai essere completato?) e la ragazza piangente ricorda la prematura scomparsa di Hiram Abif; il libro aperto suggerisce che la virtù di Hiram è registrata nel libro della memoria a perenne ricordo.

Vecchio Copritore. Concentriamoci sul ramoscello di acacia nella destra. L’acacia ha un ruolo importante nella storia. L’acacia è una pianta spinosa: il suo nome deriva proprio dal raddoppio di aké, spina e invita a penetrare.

Ulisse. Penetrare, cioè andare oltre la materia, raggiungere il quid non materiale.

Vecchio Copritore. La ragazza nella sinistra tiene un’urna cineraria. La memoria ci ricorda da una parte il quid oltre la materia e dall’altra l’urna di Hiram, le cui ceneri furono sepolte finalmente in un luogo degno. Il tempo, la pazienza e la perseveranza compiono tutte le cose.

Ulisse. Fondamentale è la Parola.

Vecchio Copritore. Da quel giorno i Maestri sostituiscono la Parola ormai perduta con un’altra Sostituita, quella che noi tutti conosciamo, in attesa che quella giusta venga nuovamente riscoperta e possa ritornare ad essere la Parola di Maestro.

Ulisse. A me non è stato detto così.

Vecchio Copritore. E’ vero. Alcuni Maestri sono convinti che la Parola smarrita alla morte di Hiram sia stata ritrovata o sia ritornata con l’elevazione di Hiram dalla tomba.

(continua)


28 giugno 2026

Vieni, presto, andiamo!...

L'uomo viaggia - L'uomo deve viaggiare

L’uomo è al buio e cerca faticosamente la luce; sa che deve camminare e non si può fermare: prima o poi – spera – troverà la luce della conoscenza.

Il viaggio è il grande paradigma dell’umanità, nato dall’osservazione della natura: il sole viaggia, la luna viaggia, i pianeti, i grandi erranti, viaggiano. Si viaggia da Occidente ad Oriente e si viaggia da Oriente a Occidente; da Settentrione a Meridione e da Meridione al Settentrione. Si viaggia in discesa e si viaggia in salita: spesso scendere è condizione necessaria per salire.

Ognuno compie il proprio viaggio personale perché conduce al proprio centro.

I viaggi dell’Apprendista vengono svolti per purificare, quelli del compagno per costruire.

Chi ritorna dal viaggio si ritrova come in esilio in patria (Dante dovrà abbandonare la propria città, lo stesso Ulisse dovrà abbandonare la propria casa alla ricerca di un popolo che non conosca il remo).

Il viaggio è esperienza personale, ma il lavoro di Loggia suggerisce l’immagine di una prova da compiere come a bordo di una nave, cioè in armonia con gli altri. Come i rematori delle vecchie navi dovevano seguire all’unisono un certo ritmo, così il lavoro di Loggia è governato dal “ritmo della remata”.

I cattivi Compagni 3

 

 Three Ruffians

Terza parte


Ulisse e il Vecchio Copritore sono giunti al tentativo dei tre ruffians di fuggire dal porto di Jaffa. Non trovano imbarchi perché non conoscono la Parola di Passo. Sono così costretti a fuggire verso l'interno del paese in pieno deserto.


Vecchio Copritore. Sì, ma la storia è ancora lunga. Al cantiere il giorno successivo al delitto viene notata la scomparsa di Hiram Abif: mancano infatti i disegni che il Maestro lascia quotidianamente sulla Tavola da Disegno per continuare i lavori.

Ulisse. Iniziano le ricerche.

Vecchio Copritore. Re Salomone dispone indagini per trovare Hiram.

Ulisse. Ma Hiram non si trova.

Vecchio Copritore. No. Risultano però tre lavoranti assenti dal cantiere: Jubela, Jubelo e Jubelum.

Ulisse. Viene scoperta la congiura.

Vecchio Copritore. Si suppone qualcosa, poi confermata. I dodici Compagni, che avevano inizialmente partecipato al complotto ma poi si erano ritirati, si presentano al re e confessano la loro colpa implorando il suo perdono.

Ulisse. La verità quindi viene alla luce.

Vecchio Copritore. Sì. Re Salomone divide i resipiscenti in quattro gruppi e li manda nelle quattro direzioni cardinali alla ricerca degli assassini di Hiram.

I tre andati all’ovest, scendendo nei pressi del porto di Giaffa, scoprono che tre uomini, dall'aspetto di operai del Tempio, avevano cercato un passaggio per l’Etiopia, ma inutilmente non conoscendo la Parola di Passo per imbarcarsi.

Ulisse. La Parola di Passo non serve a scampare alla giustizia.

Vecchio Copritore. Re Salomone manda tutti gli ex-cospiratori alla ricerca degli assassini all’interno del paese, minacciandoli, in caso di fallimento, di giustiziarli al posto dei colpevoli.

Ulisse. Ricerca molto scrupolosa!

Vecchio Copritore. Finalmente i colpevoli vengono trovati e acciuffati. Puoi immaginare la soddisfazione e (perché no?) anche una sfumatura di sollievo nel riportare al Re i colpevoli della morte di Hiram.

Ulisse. Conosciamo tutti il seguito.

I Maestri sono tutti uguali?

Vecchio Copritore. No, non tutti: non i maestri Massoni italiani (solo chi proseguirà nel Rito Scozzese e non in questi termini) e nemmeno gli Emulation.

Ulisse. Quindi una divaricazione tra Maestri Massoni: non sono tutti uguali?

Vecchio Copritore. Ulisse, non ti rispondo. La domanda può avere sfumature di provocazione, ma io non conosco la risposta.

Ulisse. Proseguiamo.

Vecchio Copritore. Chi li ha scoperti racconta che, sedutosi a riposare dopo una giornata di ricerche sotto il sole cocente, udì lamenti provenire da dietro alcune rocce vicine.

La prima voce diceva: “Oh! Mi fosse stata tagliata la gola e strappata la lingua, e che il mio corpo fosse stato sepolto nella sabbia del mare, là dove la marea rifluisce due volte al giorno, prima di diventare responsabile della morte di un uomo così buono come Hiram Abif!”

Un’altra esclamava: “Oh! Che il petto mi fosse stato squarciato, il cuore strappato, e il mio cadavere posto sopra il più alto pinnacolo del Tempio, per essere divorato dagli avvoltoi, prima di acconsentire alla morte di un uomo così buono come Hiram Abif!”

Una terza lamentava: “Oh! Che il corpo mi fosse stato troncato in due, le viscere strappate e ridotte in cenere, le ceneri sparse ai quattro venti, per cancellare la memoria di un così vile, malvagio e miserabile come me. Ah ! Jubela, Jubelo, sono stato io a colpirlo più duramente di tutti: sono stato io che gli ha dato il colpo di grazia, sono stato io a ucciderlo!”

Ulisse. Rimorsi? Pentimenti tardivi?

Vecchio Copritore. Riconosciute le voci e chiamato i compagni, si sono impadroniti dei tre ricercati portandoli immediatamente dal re.

Ulisse. Rapidità.

Vecchio Copritore. I tre sono immediatamente giudicati. Vengono condannati e subito giustiziati. La pena avviene proprio secondo l’imprecazione esclamata al loro arresto.

Ulisse. Più che giustizia pare giustizia sommaria.

Vecchio Copritore. Non dobbiamo giudicare con il nostro metro, ma con il metro simbolico. Le scorie non si difendono in tribunale ma vengono semplicemente eliminate.

Ulisse. Infatti. Non siamo in un tribunale di uno stato democratico. Nel frattempo procedono le ricerche del corpo di Hiram.

(continua)

27 giugno 2026

I cattivi Compagni 2

 



 Three Ruffians

Seconda parte


Ulisse e il Vecchio Copritore continuano il loro dialogo sulla leggenda fondante della Massoneria. Sono giunti alla versione completa della storia hiramica,  raccontata dal rituale Duncan.  


Ulisse. Siamo nel pieno della costruzione del Tempio.

Vecchio Copritore. Di più. La costruzione del Tempio sta per terminare.

Alcuni Compagni di Mestiere temono che non verranno elevati di grado prima del termine dei lavori: come Maestri nei lavori successivi potrebbero ottenere un salario più alto.

Decidono quindi di chiedere al Maestro Hiram la promozione, cioè la Parola di Maestro.

Ulisse. E’ contro le regole. Le promozioni non vanno sollecitate!

Vecchio Copritore. Nella Massoneria speculativa le promozioni sono diventate quasi un diritto contribuendo così alla degenerazione della confraternita.

Possiamo immaginare le confabulazioni tra quei Compagni, le spinte ad agire, le remore ad un’azione che va contro tutte le regole. Infine un gruppo di quindici Compagni pare risoluto ad ottenere la Parola di Maestro, se non con la persuasione con metodi più spicciativi.

Ulisse. Metodi spicciativi implicano anche la violenza fisica!

Vecchio Copritore. Comincia così la grande cospirazione per estorcere i segreti al Maestro Architetto, anche a costo della vita di Hiram stesso.

Ulisse. Senza nessun dubbio o ripensamento?

Vecchio Copritore. Infatti riflettendo sulle conseguenze (l’atto avrebbe potuto terminare violentemente) dodici di loro recedono e solo tre continuano nel progetto eversivo.

Ulisse. Quindi in tre agiscono contro Hiram.

Vecchio Copritore. Hiram Abif ogni mezzogiorno, durante la pausa dei lavori e il cantiere è deserto per la ricreazione degli operai, si reca in quello che sarebbe diventato il luogo più sacro del Tempio, il Santo dei Santi, e lì onora Dio e disegna sulla Trestle-board (la Tavola da Disegno) il progetto che i Maestri avrebbero attuato l’indomani per continuare l’attività del cantiere.

Ulisse. Ottima occasione per un’imboscata!

Vecchio Copritore. I tre Compagni di Mestiere si appostano alle tre porte a sud, ovest, est delle corti interne del Tempio, e lì attendono Hiram Abif.

Ulisse. Un agguato vero e proprio.

Vecchio Copritore. Il Maestro, compiuto il suo lavoro, si dirige alla porta meridionale e lì Jubela, uno dei tre, gli chiede la parola di Maestro. Hiram rifiuta, ma l’altro insiste: tre volte ripete la domanda e tre volte ottiene un rifiuto. Contrariato, Jubela colpisce Hiram alla gola con un regolo da ventiquattro pollici.

Ulisse. Il primo colpo a meridione.

Vecchio Copritore. Hiram fugge e tenta di uscire dalla porta occidentale. Ma lì è appostato il secondo farabutto. Jubelo pretende i segreti e la parola di Maestro. Tre volte Jubelo ripete la domanda e tre volte Hiram rifiuta. Al terzo rifiuto, Jubelo colpisce Hiram al petto con la squadra.

Ulisse. Il secondo colpo a occidente.

Vecchio Copritore. Hiram allora tenta la fuga dalla porta a oriente. Ma lì c’è in agguato Jubelum. La scena si ripete con monotona drammaticità: tre le richieste e tre i rifiuti. Al terzo rifiuto, furioso, Jubelum colpisce alla fronte Hiram con un rabbioso colpo di mazzuolo uccidendolo.

Ulisse. Il terzo colpo a oriente. Tre porte. Tre per tre richieste, tre per tre rifiuti. Il risultato è scontato.

Vecchio Copritore. E’ pieno giorno, tra poco i lavori riprenderanno e il delitto sarà immediatamente scoperto. I farabutti nascondono il corpo nella discarica del cantiere ricoprendolo provvisoriamente di macerie.

Ulisse. Una sepoltura provvisoria.

Vecchio Copritore. I tre si ritrovano a mezzanotte per sbarazzarsi definitivamente del cadavere. Il posto scelto è sulla cima di una collina, ad ovest del monte Moria. Hiram è sepolto in una fossa scavata da est a ovest e profonda sei piedi. Sulla tomba mettono un ramo d’acacia per nascondere la terra smossa ma anche come segnale per un eventuale riconoscimento.

Ulisse. Nascosto definitivamente il corpo del delitto ora bisogna fuggire per salvarsi.

Vecchio Copritore. I tre si allontanarono in direzione del mare per fuggire dal paese.

Ulisse. Già, espatriare…

Vecchio Copritore. Purtroppo per loro al porto di Jaffa, riconosciuti come lavoranti del Tempio, non trovano imbarchi in quanto non conoscono la Parola di Passo che permette di partire. Non avendo altra scelta sono così costretti a fuggire nelle zone interne del paese.

Ulisse. Sappiamo che alla fine furono scoperti.

(continua)

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.