Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri
De Officiis Antiquis
Terzo Dovere
Parte terza
Vecchio Copritore. Il testo di Anderson si distingue dai regolamenti del mestiere delle Gilde degli Operativi.
Ulisse. In che senso?
Vecchio Copritore. Rispondo subito. Regole per l'elezione di chi avrebbe dovuto avere una certa autorità sul Mestiere, come i Maestri o i Sorveglianti.
Ulisse. E' vero. I Maestri di Loggia operativi non erano eletti. Semplicemente il Compagno di Mestiere che si sentiva pronto, magari con l’approvazione del Maestro della sua Loggia, creava una nuova Loggia della quale era il Maestro.
Vecchio Copritore. Anderson dà anche nuove disposizioni per assemblee periodiche di tutte le Logge, cioè le “nuove” associazioni non operative che si sovrappongono alle ormai poche gilde superstiti delle associazioni operative.
Ulisse. Quindi con Anderson le nuove associazioni di Logge sostituiscono ciò che poteva far pensare, ad occhi moderni, a un proto-sindacato degli edili?
Vecchio Copritore. Anderson attribuì a Logge e Grande Loggia anche nuove prescrizioni che in realtà non avevano nessun collegamento con la pratica del Mestiere.
Ulisse. Credo che siano proprio queste prescrizioni ad aver attribuito agli Antichi Doveri le caratteristiche, assenti dalla regola del Mestiere, che hanno permesso lo sviluppo della Massoneria e la sua attualità odierna.
Vecchio Copritore. Credo tu abbia individuato il punto focale della questione. Si è anche detto che Anderson avrebbe bruciato tutti gli antichi documenti dei quali si sarebbe servito per la redazione degli Antichi Doveri. Avrebbe cancellato le prove della sua “narrazione leggendaria”.
Ulisse. Così in mancanza di documentazione il collegamento col passato sarebbe solo quello indicato da Anderson.
Vecchio Copritore. E' una interpretazione non generosa verso Anderson. Anderson indubbiamente fu un codificatore; forse non fu filologicamente preciso, ma indubbiamente riuscì a interpretare lo spirito del tempo e a costruire una “narrazione” che sfida il tempo.
Ulisse. La sua “narrazione” della Gran Loggia, al tempo evento pressoché ignorato, ancora oggi è viva. Come vive sono tutte le problematiche connesse ai rapporti tra singole Logge e Gran Loggia.
Vecchio Copritore. Quali sono i cosiddetti diritti delegati e non delegati alla Gran Loggia? Sicuramente tra i diritti non delegati c'è il diritto di conservare la propria Bolla, segno distintivo della propria individualità, che in un certo senso ne legittima esistenza e attività. Togliendo la Bolla in un certo senso si delegittima l'attività della Loggia.
Ulisse. Aggiungo anche il diritto di ammettere nuovi membri mediante iniziazione o affiliazione.
Vecchio Copritore. L'argomento è delicato. La prassi comune indica nell'autorizzazione del Gran Maestro il punto fondamentale per procedere.
Ulisse. La cosiddetta autorizzazione ha senso di condivisione se significa la conferma che nessun Fratello della Comunione è contrario all'ingresso di un candidato. Ma diventa strumento coercitivo se è autorizzazione dall'alto limitando di fatto il diritto della Loggia all'ammissione di nuovi membri.
Vecchio Copritore. Fondamentale per la libertà della Loggia anche il diritto di scegliere i propri Dignitari e Ufficiali, espressione fondamentale della propria sovranità che non può mai venir meno pena la sopravvivenza stessa della Loggia. Perché il Gran Maestro deve dare il proprio consenso ai nuovi Dignitari? Non diventa anche qui limitazione della libertà della Loggia?
Ulisse. Ma insomma, come deve essere l'unione di una Loggia alla Gran Loggia? Se teniamo presente il linguaggio comune (la Loggia è all'obbedienza della Gran Loggia X o del Grande Coso Y, la Loggia appartiene alla Gran Loggia X o al Grande Coso Y) sembra quasi un rapporto di subordinazione.
(continua)