08 ottobre 2026

I metalli: cupidigia

 Lasciare i metalli fuori dal Tempio

Cupidigia

Dal latino cupio = bramo ardentemente.

Desideroso, avido, bramoso.

Non necessariamente di ricchezze o beni materiali. Anche fare "opere di bene" mostrandosi agli altri può essere cupido. Il consiglio: non sappia la mano destra ciò che fa la sinistra è sempre valido, al di là di religioni e sistemi di morale.

Qualunque passione è cupida.

Chi accaparra felicità personale a danno di altri è cupido.

Chi prende e defrauda gli altri è cupido.

Pertanto non prendiamo nulla oltre ciò che ci necessita.

E quando diamo qualcosa facciamolo in segreto aggiungendo sempre il superfluo di un sorriso o di una parola gentile e affettuosa.


07 ottobre 2026

Antichi Doveri: Secondo 3

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Secondo Dovere

Parte terza

Vecchio Copritore. Anderson ribadisce la linea lealista della Massoneria, che deve mantenersi estranea alle contese dinastiche e quindi politiche, e deve obbedire al governo dello Stato. La stessa Royal Society, la famosa associazione fondata qualche decennio prima per favorire le scienze, aveva una regola simile.

Ulisse. Anderson e Desagulier, altro padre nobile della Fratellanza, appartenevano anche alla Royal Society.

Vecchio Copritore. Anche presso i massoni operativi valeva una norma simile, ma Anderson pone una significativa differenza.

Ulisse. I massoni operativi erano tenuti alla lealtà al re senza tentennamenti o falsità e quindi a denunciare eventuali congiure delle quali fossero venuti a conoscenza.

Vecchio Copritore. Il Secondo Dovere ora prescrive che la ribellione deve essere scoraggiata ma non necessariamente denunciata. “Se un Fratello divenisse un ribelle contro lo Stato… egli non può venire espulso dalla Loggia ed il suo vincolo rimane irrevocabile”.

Ulisse. E' un cambiamento non da poco. Il lealismo muratorio è fuori discussione, ma ora sorge un aspetto nuovo.

Vecchio Copritore. Nasce il rispetto dei diritti individuali: un membro della Corporazione si assume la piena ed esclusiva responsabilità delle proprie azioni e non può essere espulso dal Craft per motivi politici.

Ulisse. Se penso alla tradizione ottocentesca della Massoneria italiana, non posso non pensare alle lotte politiche per l'unità d'Italia; certo la Massoneria non si impegnò in prima persona, ma i massoni, schierati da una parte o dall'altra, non vi furono estranei.

Vecchio Copritore. Paradigmatica la figura del massone Silvio Pellico condannato a morte nel 1822 da un Tribunale dell'imperial-regio governo austriaco condotto dal massone Antonio Salvotti, ognuno coscienzioso del proprio ruolo.

Ulisse. Altri non furono altrettanto chiari.

Vecchio Copritore. Ti riferisci, a Nelson e Francesco Caracciolo?

Ulisse. Nel 1799 l'ammiraglio inglese Nelson disconobbe validità alla capitolazione della Repubblica Partenopea, accettata e sottoscritta anche da un suo rappresentante, che avrebbe permesso ai patrioti di seguire liberamente le truppe francesi in ritirata.

Vecchio Copritore. Proprio lo stesso Nelson che allo zar di Russia disse una volta che la parola di un ammiraglio inglese vale quanto quella di un imperatore!

Ulisse. In barba alla capitolazione Nelson, appena impadronitosi dell'ammiraglio Caracciolo, convocò una corte marziale e nel giro di qualche ora lo condannò a morte con impiccagione immediata.

Vecchio Copritore. Oltre tutto il corpo non fu sepolto ma gettato in mare. Fu sepolto solo quando alcuni giorni dopo il cadavere riemerse dal mare, e proprio alla presenza del re.

Ulisse. Nelson e Caracciolo erano entrambi massoni. Anche Salvotti condannò a morte Silvio Pellico, ma la situazione napoletana era diversa. Il patto di capitolazione prevedeva la fuga dei patrioti; il re non accettò il patto già sottoscritto, esautorando il suo rappresentante che lo aveva firmato. Nelson a sua volta, in barba alle promesse da ammiraglio inglese, forse influenzato (alcuni dicono succube) dalla sua amante, amica intima della regina, venne meno alla propria parola e perse la propria dignità di massone verso un altro massone.

Vecchio Copritore. Ero a Londra alla Cattedrale di Saint Paul. Io massone mi sono rifiutato di visitare la tomba del massone Nelson per manifestare la mia solidarietà al massone Caracciolo.

Ulisse. Ti capisco. Il problema infatti non è la condanna a morte ma proprio la slealtà.

Vecchio Copritore. In barba agli “uomini d'onore e d'onestà” del Primo Dovere.

(continua)

06 ottobre 2026

Antichi Doveri: Secondo 2

Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Secondo Dovere

Parte seconda


Ulisse. Il Secondo Dovere dice qualcosa di molto preciso: il massone deve essere un “pacifico suddito, mai coinvolto in complotti contro lo stato”.

Vecchio Copritore. Forse il termine suddito non ha l’ampiezza semantica dell'espressione “subject to the Civil Powers” (sottomesso al Potere Civile) o del “peaceful subject” (nell'Ahiman Rezon di Dermott, analogo agli Antichi Doveri per la Gran Loggia degli Antients). Sicuramente qui Anderson rettifica (e qualche decennio dopo Lawrence Dermott puntualizza) il precetto presente nei regolamenti dei massoni operativi della massima fedeltà al Re d'Inghilterra.

Ulisse. In Anderson c'è qualcosa in più: “se un Fratello divenisse un ribelle contro lo Stato, egli non deve essere favoreggiato nella sua ribellione ma piuttosto compianto come uomo infelice”. Il Craft si pone al di fuori delle contese politiche.

Vecchio Copritore. Ricordiamoci delle tensioni del periodo in cui Anderson fu incaricato del suo lavoro, gli anni 1721-23. Sul trono inglese siede Giorgio I di Hannover, succeduto alla zia Anna Stuart, diventata regina alla morte di Guglielmo III d'Orange, a sua volta chiamato nel 1689 dal Parlamento inglese al trono come marito di Maria, primogenita di Giacomo II. Infatti nel 1688 lo stesso Parlamento aveva dichiarato decaduto ed esiliato il re in carica Giacomo II Stuart perché cattolico, a favore non del figlio maschio (pure lui cattolico) ma della primogenita Maria e del marito Guglielmo di Hannover, protestanti. Al tempo di Anderson i giacobiti esiliati in Francia fomentavano sommosse e ribellioni per riportare sul trono uno Stuart. L'ultimo tentativo di colpo di stato giacobita risaliva al 1715, pochi anni prima.

Ulisse. Possiamo comprendere la preoccupazione di mantenere il massone estraneo alle divisioni politiche del tempo, in primis la contrapposizione dinastica tra Stuart e Hannover e quini tra cattolici e protestanti.

Vecchio Copritore. Le divisioni tra giacobiti e hannoveriani entrarono anche nella Massoneria. Qualcuno sostiene che le quattro Logge che diedero origine alla Gran Loggia di Londra fossero di tendenza hannoveriana di contro ad altre Logge di Londra invece giacobite.

Ulisse. Probabilmente si volevano evitare attriti e contrasti che vedevano politica e religione strettamente intrecciate anche in Loggia.

Vecchio Copritore. Anderson in nome di questi Massoni riuscì a codificare un sistema che realizzò una effettiva tolleranza religiosa e politica. E' la sua più grande eredità.

Ulisse. Sappiamo che l'esilio giacobita ha portato in Francia anche molti massoni che hanno arricchito la Massoneria continentale.

Vecchio Copritore. I giacobiti, cattolici, seguaci del vecchio re Giacomo II mandato in esilio, non potevano essere fedeli (o lo erano tiepidamente) alla nuova casata Hannover, protestante, anche se discendente da Sofia del Palatinato, nipote diretta di re Giacomo I.

Ulisse. E' storia ingarbugliata; lo scopo principale del Parlamento è di evitare monarchi di religione cattolica: i precedenti, da Maria la Sanguinaria in poi, erano stati troppo… appunto sanguinari.

Ulisse. La politica inglese con re Enrico VIII…

Vecchio Copritore. Il re dalle sei mogli…

Ulisse. Il re dalle sei mogli, del divorzio dalla regina Caterina, della nascita della chiesa anglicana. Un re soprattutto che voleva l'indipendenza dell'Inghilterra dalle potenze europee (la prima moglie Caterina era figlia dei potenti e cattolicissimi sovrani spagnoli Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia) e dal potere della Chiesa di Roma. Ci furono lotte politiche e religiose che attraversarono anche il secolo successivo.

(continua)

05 ottobre 2026

Antichi Doveri: Secondo 1

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Secondo Dovere

Parte prima


II - Del magistrato civile supremo e subordinato.

Un Muratore è un pacifico suddito dei Poteri Civili, ovunque egli risieda o lavori e non deve essere mai coinvolto in complotti e cospirazioni contro la pace e il benessere della Nazione, né condursi indebitamente verso i Magistrati inferiori; poiché la Muratorìa è stata sempre danneggiata da guerre, massacri e disordini, così gli antichi Re e Principi sono stati assai disposti ad incoraggiare gli uomini del Mestiere, a causa della loro tranquillità e lealtà; per cui essi praticamente risposero ai cavilli dei loro avversari e promossero l'onore della fraternità, che sempre fiorì nei tempi di pace. Cosicché se un Fratello divenisse un ribelle contro lo Stato, egli non deve essere favoreggiato nella sua ribellione ma piuttosto compianto come uomo infelice; e, se non convinto di altro delitto, sebbene la leale Fratellanza possa e debba sconfessare la sua ribellione e non dare ombra o base per la gelosia politica del governo in essere, egli non può venire espulso dalla Loggia ed il suo vincolo rimane irrevocabile.


Ulisse. Che vuol dire pacifico suddito?

Vecchio Copritore. Il termine suddito deriva dal latino subdĭtus, participio passato di subdĕre = sottomettere, assoggettare. Indica un soggetto che si trova in condizione di dipendenza da un potere sovrano.

Ulisse. Mi pare che suddito non coincida con cittadino, colui che appartiene a uno stato (cioè a una comunità politica, a una nazione), e per tale sua condizione è soggetto a particolari doveri e gode di determinati diritti. Il suddito è certamente assoggettato ad uno stato, ma ne gode dei diritti?

Vecchio Copritore. Obiezione corretta, ma non devi dimenticare che Anderson scrive nei primi decenni del XVIII secolo mentre tu parli con l'esperienza del XXI. Ai tempi di Anderson poteva esistere il cittadino?

Ulisse. Il mondo di Anderson è molto diverso dal nostro.

Vecchio Copritore. Agli inizi del secolo di Anderson l'Europa è ancora quella uscita dalla sanguinosa Guerra dei 30 anni di mezzo secolo prima. Delle potenze vincitrici la Francia è espansionistica e assolutistica, mentre l'Inghilterra, costituzionale, è proiettata sui commerci marini ove pretende la preminenza assoluta; si estranea dal mondo europeo, pur rimanendo attenta ai possibili cambiamenti.

Ulisse. L’Olanda è molto simile all’Inghilterra. Invece la Spagna è in decadenza, mentre l’Impero asburgico è ridotto alla sola Austria o poco più. Il Settecento inizia con l’Assolutismo. Sono questi i tempi di Anderson.

Vecchio Copritore. Non dimentichiamo che qualche decennio prima l'Inghilterra era stata colpita da due grandi disastri, l'epidemia di peste, che a Londra uccise un quinto della popolazione, e il disastroso incendio di Londra del 1666 che distrusse i quattro quinti della città. Furono eventi tragici che costituirono una drammatica cesura con il passato. Dopo le catastrofi, in un periodo di pieno ottimismo per il pericolo scampato, nascono associazioni di ogni tipo con finalità di ogni genere, dalle più serie alle più leggere, il cui numero è certo favorito dalle numerose taverne e coffee houses che ne sono la sede.

Ulisse. Con la nascita della Gran Loggia di Londra si tentava l'unione delle associazioni massoniche?

Vecchio Copritore. L'impegno pare quello di unire ciò che era sparso ed unificare le associazioni massoniche distinguendole dalle altre che avevano scopi ludici o caritativi o che raggruppavano iscritti in base alla regione di provenienza.

Ulisse. Ecco la serietà. Anderson non può che rivolgersi al buon suddito.

Vecchio Copritore. Certe associazioni sono politiche e lo sono anche quelle più o meno clandestine. Altre paiono massoniche o, peggio, parodisticamente massoniche.

Ulisse. E ci sono anche Logge massoniche.

Vecchio Copritore. Credo che per un uomo di inizio Settecento sia impensabile che lo stesso secolo possa terminare, alcuni decenni dopo, con le rivoluzioni americana e francese.

Ulisse. A fine secolo si potrà parlare di cittadino, ma non agli inizi. Il senso del cittadino era tramontato con la scomparsa dei liberi comuni nell'Italia medievale. Anderson non può parlare che di suddito.

Vecchio Copritore. Ricordiamo che il suddito in una monarchia come quella inglese non è il suddito di una monarchia assoluta continentale.

(continua)

04 ottobre 2026

Antichi Doveri: Primo 7

Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte settima

Vecchio Copritore. In questo senso diventa interamente comprensibile la seconda prescrizione: il massone non può essere un libertino irreligioso.

Ulisse. Il termine libertino, nel senso corretto del termine, indica chi seguiva il movimento filosofico del XVII – XVIII secolo i cui aderenti si ritenevano appunto liberi dai dogmi religiosi (specificatamente cristiani e cattolici).

Vecchio Copritore. Il movimento sorse come reazione alla pesante atmosfera europea del tempo, mezza Europa dominata dalla riforma protestante e l'altra metà dalla controriforma cattolica. Vi furono numerose prese di posizione nei confronti della religione, dal deismo alla negazione della religione stessa. Noto libertino fu Giulio Cesare Vanini, che per le proprie idee fu condannato al taglio della lingua e al rogo.

Ulisse. Anderson con libertino si riferiva a quei filosofi del secolo precedente? Oppure ad altro?

Vecchio Copritore. Nell'Inghilterra del primo Settecento il termine libertino veniva riferito soprattutto agli anabattisti (i cristiani a favore della netta separazione tra stato e chiesa, per i quali era necessario ribattezzare i credenti essendo senza valore il battesimo ricevuto da piccoli) e ai cristiani non convenzionali. Per Anderson (come scrive nelle sue opere non massoniche) sono libertini coloro che non credono nella Trinità. Per lui essere libertino e appartenere a sette non convenzionali è un reale pericolo per la società.

Ulisse. Oggi il termine “libertino” ha perso la valenza filosofica di allora, assumendo invece il significato di uomo dai costumi licenziosi e dalla vita sregolata e disordinata. Costoro sono certo estranei alla muratorìa, non tanto per la irreligiosità, quanto per la sregolatezza e licenziosità.

Vecchio Copritore. Caro Ulisse, dobbiamo impiegare altro tempo a discutere se sia opportuno rifiutare un candidato licenzioso e sregolato? Come potrebbe un uomo appunto sregolato utilizzare un qualunque utensìle reale o simbolico per “regolarsi”? Tu, oggi, accetteresti in Loggia un redivivo Casanova?

Ulisse. Credo che il Primo Dovere ponga un recinto fondamentale. Si rivolge a “uomini buoni e sinceri o uomini di onore ed onestà, quali che siano le denominazioni o le persuasioni che li possono distinguere”.

I buoni ed onesti sono le pietre che il cantiere utilizza, le “risorse umane” (come si dice oggi) “per cui la Muratorìa diviene il Centro di Unione, e il mezzo per conciliare sincera amicizia fra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti”.

Ulisse. Va fissato un principio. E’ sbagliato che una massoneria decida di essere lei sola la Massoneria e proibisca ai propri aderenti la possibilità di visitare Logge di altre massonerie. Infatti in tal modo diventa una Massoneria che pretende la preminenza e lascia Massoni perpetuamente distanti. Anche se cerca di salvarsi sostenendo che gli altri (sempre gli altri!) non sono Massoni o non lo sono del tutto.

Vecchio Copritore. I padri fondatori ci hanno lasciato in eredità una, chiamiamola così, raccolta di obblighi morali, princìpi che pretendono senza imporre e hanno permesso alla Massoneria di diventare la possibilità di incontro di uomini che altrimenti sarebbero stati – leggiamo attentamente Anderson – perpetuamente distanti.

Ulisse. E’ il confine invalicabile. Ciò che sta al di qua è Massoneria mentre ciò che è fuori non lo può essere. Ma temo che i confini non siano così netti.

Vecchio Copritore. E’ vero. Si ammette (tacitamente? non se ne può fare a meno?) che possano esistere altri principii basilari, seguendo i quali si è comunque “diversamente” massoni.

Ulisse. Temo troppo tacitamente. Spesso (sempre?) nella storia i massoni hanno considerato massoneria solo la propria tacciando le altre di “irregolarità”.

Vecchio Copritore. La deduzione è chiara: Massonerie irregolari sono non-Massonerie, pseudo-Massonerie. Invece sarebbe più massonico e rispettoso dire: Massonerie diverse. Nel 1717 non furono tutte le logge inglesi ad unirsi in una Gran Loggia, ma solo quattro delle numerose logge esistenti. Le altre, delle quali nessuno parla, che sorte hanno avuto? Non possiamo liquidarle semplicemente marchiandole di irregolarità. Magari con la stessa legittimità potrebbero essere loro a dire che è irregolare associarsi in Gran Loggia perché in tal modo una Loggia perde la propria indipendenza e non può esistere una Massoneria con Logge non indipendenti e autonome.
Avrebbero torto?


(continua)



 

02 ottobre 2026

Ricordi...

Il Grande Coso

Ricordo un fratello, sinceramente buono, nominato Grande Coso in Gran Loggia oppure Grande Qualcos'Altro, non ricordo. Una carica cioè che non è mai esistita e mai esisterà, ma ti permette di paludarti con ornamenti verdi, dal grembiule (pardon Gran Grembiule) al Gran Collare (maliziosamente osservo: per il Gran Guinzaglio?).

Un incarico (!?!) che certo lo appagava e lo faceva sentire importante.

Mi disse una volta quel fratello spiegandomi cosa fosse la massoneria:

Vedi, la massoneria è una grande piramide, noi siamo il vertice, e voi la base!

Un caro fratello,... buono, di cuore... Ma, appunto,... buono,... solo buono...


01 ottobre 2026

Antichi Doveri: Primo 6

    Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte sesta

L'ateo e il libertino

Vecchio Copritore. L’ateo può avere il senso del sacro? può partecipare al sacro? E’ la domanda discriminante.

Ulisse. Non credo che essere ateo, specie se si considera il termine nel senso più “ampio”, impedisca la capacità di percepire il sacro.

Vecchio Copritore. Un oggetto sacro è qualcosa cui per un certo motivo qualcuno attribuisce altre qualità, diverse. Per esempio, l’ostia dell’eucarestia è una cialda di farina che per qualcuno è carne e sangue del dio, per altri simboleggia il corpo e il sangue del dio pur non essendolo, per altri è il cibo simbolico del pasto sacro, per altri ancora è una semplice cialda. Così qualunque altro oggetto o simbolo è sacro per qualche uomo e non per altri (il “sacro per tutti” è totalizzante).

Ulisse. Ciò che per me è un albero per altri può essere il simbolo dell'illuminazione (di Buddha sotto il sicomoro, per esempio) o il simbolo dell’asse del mondo. L'albero di Natale per qualcuno è un oggetto di arredamento, per altri un segno di festa, per altri ancora il simbolo della luce nascente dal buio più profondo.

Vecchio Copritore. Ecco perché non mi piacciono quelle manifestazioni di isterico integralismo che vedono bruciare la bandiera di un altra nazione.

Ulisse. La bandiera è simbolo ben più profondo di un governo temporaneamente in carica. Bruciandola si feriscono i sentimenti di tutti, anche di chi non si riconosce nella politica di quel governo.

Vecchio Copritore. Vi sono atei dichiarati che provano un vero e proprio senso sacrale verso l'uomo e l'umanità. Vi sono atei e agnostici che finalizzano il lavoro dell'uomo non a un improbabile (per loro) premio divino ma ad una ineliminabile (per loro) esigenza di giustizia verso l'Umanità, una sorta di compassione buddhista che deve (e sottolineo deve) far parte dell'essere uomo. E a questo sentire sono disposti a indirizzare (a volte “sacrificare”) la propria vita.

Ulisse. Essere in grado di sentire il senso del sacro può essere condizione di ammissibilità per la Massoneria o è necessario credere in un principio trascendente?

Vecchio Copritore. Innanzi tutto un bonario consiglio. Attenti alle definizioni: le vie per l'Essere Supremo o la Trascendenza o comunque si voglia dire sono praticamente illimitate. Definirle vuol dire limitarle.

Ulisse. L’argomento è spinoso. Per esempio chi ritiene che immanenza e trascendenza siano aspetti diversi di una stessa realtà, per cui non crede all'immanenza come non crede alla trascendenza può essere massone? Se in ultima analisi si considera l'Umanità come GADU e GADU come Umanità, rimaniamo nell'ambito muratorio o ne siamo fuori?

La domanda è sempre la stessa: un ateo può essere ammesso in Massoneria?

Vecchio Copritore. La risposta - credo - va data non per categorie (gli atei, i credenti, i religiosi o altro) ma sulle singole persone.

Ulisse. Quindi la credenza in un Essere supremo non deve essere (in effetti non lo è) la sola chiave per l'ingresso ma va inquadrata nell’insieme delle qualifiche e aspirazioni del bussante. Così l’ateismo non può essere necessariamente la causa del rifiuto ma va inquadrato nell'insieme delle qualifiche del candidato.

Vecchio Copritore. In ultima analisi l’ateo, che si sia dato una risposta oppure la stia ancora cercando, si è posto la domanda.

Ulisse. Già, la domanda… Parsifal per non aver posto la domanda a Re Anfortas viene allontanato dal castello del Graal. Solo dopo difficili battaglie e lunghi pellegrinaggi conquista la possibilità e la capacità di porre la domanda giusta al Re infermo e raggiungere la meta.

Vecchio Copritore. Forse la discriminante per l’ammissione in Loggia è non tanto il tipo di risposta, ma la domanda stessa. L’uomo che non si pone la domanda, il “nullista”, il “menefreghista” può essere ammesso tra noi?

Ulisse. Se bussasse alla porta del tempio il buon Zarathustra di Nietzsche, che proclama nel suo cuore «Dio è morto!» e vuole quindi costruire nuovi valori per l’uomo che vuole essere uomo, verrebbe respinto come ateo oppure accolto come operaio del cantiere?

Vecchio Copritore. Una volta ascoltai un libero muratore sostenere che qualsiasi idea di Dio ha falsificato la concezione della vita: la scienza e la filosofia hanno sempre fatto da serve alla religione. Che si creda a Dio, a Cristo, a Wakan Tanka, o all’Architetto dell’Universo, si conviene che la vita è soltanto illusione... Un massone – sosteneva – deve necessariamente essere ateo, con buona pace di Anderson.

Ulisse. Certi Massoni vedono il Grande Architetto come Dio, altri come il principio creatore, altri ancora l’hanno cancellato. Per altri massoni non può invece essere fissato in una nozione definitiva che ne limita e restringe il senso.

Vecchio Copritore. Il Grande Architetto dell'Universo è un simbolo, come tutto ciò che si trova in Loggia. Il simbolo parla all’uomo che non vuole essere solo uomo materiale e il simbolo del Grande Architetto dell'Universo parla a ciascun Fratello secondo la sua sensibilità.

Ulisse. Il Grande Architetto dell'Universo non è un dogma, non è il vegliardo barbuto: è il linguaggio che parla al cuore. Chi parla? L’infinito della coscienza dell’uomo.

(continua)



Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.