15 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 3

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte terza

Vecchio Copritore. Il testo di Anderson si distingue dai regolamenti del mestiere delle Gilde degli Operativi.

Ulisse. In che senso?

Vecchio Copritore. Rispondo subito. Regole per l'elezione di chi avrebbe dovuto avere una certa autorità sul Mestiere, come i Maestri o i Sorveglianti.

Ulisse. E' vero. I Maestri di Loggia operativi non erano eletti. Semplicemente il Compagno di Mestiere che si sentiva pronto, magari con l’approvazione del Maestro della sua Loggia, creava una nuova Loggia della quale era il Maestro.

Vecchio Copritore. Anderson dà anche nuove disposizioni per assemblee periodiche di tutte le Logge, cioè le “nuove” associazioni non operative che si sovrappongono alle ormai poche gilde superstiti delle associazioni operative.

Ulisse. Quindi con Anderson le nuove associazioni di Logge sostituiscono ciò che poteva far pensare, ad occhi moderni, a un proto-sindacato degli edili?

Vecchio Copritore. Anderson attribuì a Logge e Grande Loggia anche nuove prescrizioni che in realtà non avevano nessun collegamento con la pratica del Mestiere.

Ulisse. Credo che siano proprio queste prescrizioni ad aver attribuito agli Antichi Doveri le caratteristiche, assenti dalla regola del Mestiere, che hanno permesso lo sviluppo della Massoneria e la sua attualità odierna.

Vecchio Copritore. Credo tu abbia individuato il punto focale della questione. Si è anche detto che Anderson avrebbe bruciato tutti gli antichi documenti dei quali si sarebbe servito per la redazione degli Antichi Doveri. Avrebbe cancellato le prove della sua “narrazione leggendaria”.

Ulisse. Così in mancanza di documentazione il collegamento col passato sarebbe solo quello indicato da Anderson.

Vecchio Copritore. E' una interpretazione non generosa verso Anderson. Anderson indubbiamente fu un codificatore; forse non fu filologicamente preciso, ma indubbiamente riuscì a interpretare lo spirito del tempo e a costruire una “narrazione” che sfida il tempo.

Ulisse. La sua “narrazione” della Gran Loggia, al tempo evento pressoché ignorato, ancora oggi è viva. Come vive sono tutte le problematiche connesse ai rapporti tra singole Logge e Gran Loggia.

Vecchio Copritore. Quali sono i cosiddetti diritti delegati e non delegati alla Gran Loggia? Sicuramente tra i diritti non delegati c'è il diritto di conservare la propria Bolla, segno distintivo della propria individualità, che in un certo senso ne legittima esistenza e attività. Togliendo la Bolla in un certo senso si delegittima l'attività della Loggia.

Ulisse. Aggiungo anche il diritto di ammettere nuovi membri mediante iniziazione o affiliazione.

Vecchio Copritore. L'argomento è delicato. La prassi comune indica nell'autorizzazione del Gran Maestro il punto fondamentale per procedere.

Ulisse. La cosiddetta autorizzazione ha senso di condivisione se significa la conferma che nessun Fratello della Comunione è contrario all'ingresso di un candidato. Ma diventa strumento coercitivo se è autorizzazione dall'alto limitando di fatto il diritto della Loggia all'ammissione di nuovi membri.

Vecchio Copritore. Fondamentale per la libertà della Loggia anche il diritto di scegliere i propri Dignitari e Ufficiali, espressione fondamentale della propria sovranità che non può mai venir meno pena la sopravvivenza stessa della Loggia. Perché il Gran Maestro deve dare il proprio consenso ai nuovi Dignitari? Non diventa anche qui limitazione della libertà della Loggia?

Ulisse. Ma insomma, come deve essere l'unione di una Loggia alla Gran Loggia? Se teniamo presente il linguaggio comune (la Loggia è all'obbedienza della Gran Loggia X o del Grande Coso Y, la Loggia appartiene alla Gran Loggia X o al Grande Coso Y) sembra quasi un rapporto di subordinazione.

(continua)

12 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 2

  Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte seconda

Vecchio Copritore. E’ prescritto che ogni Libero Muratore deve appartenere ad una Loggia. Non può esistere il Libero muratore “isolato”.

Ulisse. E’ quindi caratteristica fondamentale della Massoneria il gruppo, anzi il gruppo che si riunisce periodicamente. Di più: il gruppo che non prevarica sugli altri.

Vecchio Copritore. Non dimentichiamo mai che Massoneria è un insieme di uomini che si basa sugli uomini. Non è una disciplina astratta che appunto astrae dall'uomo.

Ulisse. I costruttori sono uomini, non idee. Non esiste il pensiero massonico: esistono i massoni che pensano (o almeno dovrebbero), il pensiero dei quali si avvale di certi “paletti” suggeriti dal patrimonio simbolico della Muratoria. Insomma, le idee camminano con le gambe degli uomini.

Vecchio Copritore. Il Terzo Dovere continua. Essa [la Loggia] è particolare o generale e ciò si comprenderà meglio frequentandola e mediante i regolamenti inerenti della Loggia generale o Gran Loggia.

Ulisse. Già… Gran Loggia. Come quella fondata nel 1717, quella di Anderson, per intenderci. Chi ha detto che il 1717 non è l'anno di nascita della Massoneria moderna bensì l'anno della sua fine?

Vecchio Copritore. Pochi lo notano. Qui Anderson osserva: Essa [la Loggia] è particolare o generale e ciò si comprenderà meglio frequentandola.

Ulisse. La Loggia generale o Gran Loggia è invenzione dei tempi di Anderson) oppure Logge generali erano già comparse?

Vecchio Copritore. Gli antichi manoscritti parlano di periodici incontri di Maestri e Compagni allo scopo di regolamentare l'attività del Craft.

Ulisse. Riunioni del XIII e XIV secolo antenate delle attuali Gran Logge?

Vecchio Copritore. La risposta può essere affermativa. Con la nascita di una Gran Loggia però sorge il problema delle competenze. Dove iniziano le competenze della Gran Loggia e terminano quelle delle singole Logge?

Ulisse. La Gran Loggia del 1717 è nata come unione di Logge già esistenti che hanno deciso di associarsi rinunciando ad alcune loro prerogative che hanno delegato al nuovo organismo. Perché queste Logge hanno sentito il bisogno di unirsi, fatto mai accaduto in passato, almeno a quello che si sa?

Vecchio Copritore. Tra le antiche esigenze della Loggia, vista come un tutto “autosufficiente” collegato ad altre Logge solo per problematiche legate al mestiere, e le nuove esigenze di associarsi ed allearsi ebbero il sopravvento le seconde.

Ulisse. In questa ottica Anderson è il rappresentante dei nuovi tempi.

Vecchio Copritore. Qualche storico sostiene che tra Massoni operativi (quelli che praticavano il mestiere) e i nuovi speculativi “Accettati” (che non praticavano il mestiere) non ci siano filiazioni dirette e nemmeno eredità di competenze nel mestiere. Nessun legame, checché ne dicano le varie leggende.

Ulisse. Quindi semplicemente gli speculativi avrebbero posto legami simbolici con gli antichi muratori, ma sono legami storicamente molto labili?

Vecchio Copritore. Il testo di Anderson si distingue dai regolamenti del mestiere delle Gilde degli Operativi.

(continua)

11 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 1

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte prima

III - Delle Logge.

Una Loggia è un luogo dove i Muratori si raccolgono ed operano; per cui tale assemblea, o debitamente organizzata società di Muratori, è chiamata una Loggia, ed ogni Fratello deve appartenere ad una ed essere soggetto alle sue norme ed ai regolamenti generali. Essa è particolare o generale e ciò si comprenderà meglio frequentandola e mediante i regolamenti inerenti della Loggia generale o Gran Loggia. Nei tempi antichi, né Maestro né Compagno poteva esservi assente, specialmente quando convocato a comparirvi, senza incorrere in severa censura, salvo che non risultasse al Maestro e ai Sorveglianti che forza maggiore lo avesse impedito.
Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere uomini buoni e sinceri, nati liberi e di età matura e discreta, non schiavi, non donne, non uomini immorali o scandalosi, ma di buona riputazione.

Vecchio Copritore. Il Terzo Dovere è chiaro: i Liberi Muratori si raggruppano e si riuniscono in Logge. Loggia è il locale dove i Massoni si riuniscono e Loggia è l'assemblea dei Massoni.

Ulisse. Sta al contesto del discorso comprendere se si parla dell’una o dell’altro. Nella ritualità anglosassone si dice entrare in Loggia e parlare in Loggia aperta, intendendo nel primo caso l’ingresso nel locale e nel secondo il prendere la parola alla riunione in corso.

Ulisse. Sta al contesto del discorso comprendere se si parla dell’una o dell’altro. Nella ritualità anglosassone si dice entrare in Loggia e parlare in Loggia aperta, intendendo nel primo caso l’ingresso nel locale e nel secondo il prendere la parola alla riunione in corso.

Vecchio Copritore. Il termine Loggia architettonicamente indica un edificio senza una o più pareti; quasi un tetto che poggia su pilastri. Il nome compare nel Medioevo. Alcuni lo fanno derivare da un termine addirittura sanscrito; altri dal tardo latino proveniente dal greco.

Ulisse. E’ documentato nel Medioevo europeo il suo uso come dimora o ricovero dei muratori impiegati nella costruzione, nelle immediate vicinanze, di una chiesa o un edificio.

Vecchio Copritore. Infatti i muratori, dovunque si trovassero a dover lavorare, per prima cosa costruivano baracche provvisorie per loro riparo vicino al luogo di lavoro. Gli inglesi chiamarono questi ripari lodges, dall’anglosassone logian = dimorare.

Ulisse. In francese la parola compare come loge, in tedesco loge, in spagnolo logia, in portoghese loja, in italiano loggia. Prova irrefutabile della sua diffusione nell'intero continente.

Vecchio Copritore. Oggi possiamo intendere con Loggia sia il luogo in cui si incontrano i Liberi Muratori (ciò che noi chiamiamo in genere Tempio e gli inglesi Lodge room, locali), sia l’insieme dei Liberi Muratori organizzati in quella riunione.

Ulisse. Pare quasi la distinzione che generalmente viene fatta tra chiesa come edificio, costruzione e chiesa come congregazione, associazione di uomini.

Vecchio Copritore. Il paragone è calzante. Mi sembrano troppo pignoli quei Fratelli che insistono sulla differenza tra loggia come istituzione e tempio come luogo fisico nel quale lavorano le logge. Non si rendono conto che spesso insistere troppo sulla lettera uccide lo spirito.

Ulisse. E' come insistere troppo sulla perfezione formale del lavoro di Loggia: uccide proprio il lavoro di Loggia.

Ulisse. Ascoltiamo il Terzo Dovere. Per i muratori speculativi la Loggia è un luogo dove i Muratori si raccolgono ed operano.

Ulisse. In questo modo possiamo distinguere le riunioni dei Massoni simbolici (cioè della Corporazione o, per dirla all’inglese, del Craft) dai Massoni dell’Arco Reale o dei primi gradi scozzesi che si riuniscono in Capitoli o della Massoneria Criptica che invece si riuniscono in Concili o della Massoneria cavalleresca che si riunisce in Commende o Priorati. E così via.

(continua)



 

10 ottobre 2026

Antichi Doveri: Secondo 4

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Secondo Dovere

Parte quarta

Ulisse. Ovviamente in quella situazione la Massoneria non si schierò, come non si schierò in altri casi.

Vecchio Copritore. Si schierano i massoni, molti di qua e altri di là. Per esempio durante il nostro Risorgimento. Nacquero sette e società segrete finalizzate politicamente, cosa che non poteva fare la Massoneria. Pensa alla Carboneria o alla mazziniana Giovine Italia.

Ulisse. La Massoneria rimase fedele ai Doveri andersoniani, cosa che le ha permesso di attraversare molte tempeste politiche e di essere ancora oggi proiettata verso l'uomo in cammino.

Vecchio Copritore. Una domanda scomoda. La Massoneria deve rimanere estranea anche se il potere civile è dittatoriale? Per esempio, senza andare indietro troppo nel tempo, come avrebbe dovuto comportarsi un massone (o la Loggia cui quel massone apparteneva o l’Istituzione cui quella Loggia apparteneva) ad Haiti al tempo della dittatura del massone Duvalier? Oppure in Cile al tempo della dittatura del non più massone Pinochet?

Ulisse. Il Secondo Dovere è chiaro. Le azioni individuali non debbono coinvolgere la Comunione, che deve restare estranea a questioni politiche. La politica non è lo scopo dei propri lavori.

Vecchio Copritore. L'impegno politico è nella scelta e possibilità del singolo Fratello, ma è scopo estraneo alla Fratellanza. Deve rimanere estraneo anche là ove la Massoneria è proibita.

Ulisse. Davvero quel Fratello in regimi che proibiscono la Massoneria dovrebbe essere “pitied as an unhappy Man” (compianto come infelice)? Si dovranno ignorare le sue attività oppure si potrà/dovrà favorirlo?

Vecchio Copritore. Caro Ulisse, sono problemi aperti ai quali non è possibile dare una risposta “corretta” se non ci si trova in quelle situazioni storiche e geografiche. Limitiamoci a lasciare la risposta al massone e a non coinvolgere l'intera Massoneria. Et de hoc satis.

Ulisse. Sì. Limiamoci ad accogliere la prescrizione del Secondo Dovere, che credo debba oggi interpretarsi come divieto di trattare di cose politiche per la possibilità concreta di dividere invece che unire i Fratelli. Insomma, la politica non è obiettivo del Lavoro di Loggia!

Vecchio Copritore. Escludere la politica dagli obiettivi del lavoro di Loggia significa escludere non solo la politica “spicciola” ma anche temi etici in chiave politica.

Ulisse. Temi etici in chiave politica. E' tema un po “scottante” per certi massoni.

Vecchio Copritore. Infatti. Credono che si possa parlare di diritti dell'uomo come programma politico. Politica è parola che deriva dal greco e vuol dire “che attiene alla polis”, la città-Stato, con sottinteso téchne = arte, tecnica.) Politica vuol dire “arte che attiene alla città-Stato”, cioè “tecnica di governo”.

Ulisse. “Tecnica” porta immediatamente alla pratica del governo, quindi a scelte sul come fare e quindi a inevitabili divisioni sul fare così o fare cosà.

Vecchio Copritore. Il Maestro massone è colui che unisce ciò che è sparso.

Ulisse. Ecco il motivo per cui la Massoneria non potrà mai far politica.

Vecchio Copritore. Ecco il motivo per cui non potrà mai esistere un partito massonico.

(continua)

08 ottobre 2026

I metalli: cupidigia

 Lasciare i metalli fuori dal Tempio

Cupidigia

Dal latino cupio = bramo ardentemente.

Desideroso, avido, bramoso.

Non necessariamente di ricchezze o beni materiali. Anche fare "opere di bene" mostrandosi agli altri può essere cupido. Il consiglio: non sappia la mano destra ciò che fa la sinistra è sempre valido, al di là di religioni e sistemi di morale.

Qualunque passione è cupida.

Chi accaparra felicità personale a danno di altri è cupido.

Chi prende e defrauda gli altri è cupido.

Pertanto non prendiamo nulla oltre ciò che ci necessita.

E quando diamo qualcosa facciamolo in segreto aggiungendo sempre il superfluo di un sorriso o di una parola gentile e affettuosa.


07 ottobre 2026

Antichi Doveri: Secondo 3

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Secondo Dovere

Parte terza

Vecchio Copritore. Anderson ribadisce la linea lealista della Massoneria, che deve mantenersi estranea alle contese dinastiche e quindi politiche, e deve obbedire al governo dello Stato. La stessa Royal Society, la famosa associazione fondata qualche decennio prima per favorire le scienze, aveva una regola simile.

Ulisse. Anderson e Desagulier, altro padre nobile della Fratellanza, appartenevano anche alla Royal Society.

Vecchio Copritore. Anche presso i massoni operativi valeva una norma simile, ma Anderson pone una significativa differenza.

Ulisse. I massoni operativi erano tenuti alla lealtà al re senza tentennamenti o falsità e quindi a denunciare eventuali congiure delle quali fossero venuti a conoscenza.

Vecchio Copritore. Il Secondo Dovere ora prescrive che la ribellione deve essere scoraggiata ma non necessariamente denunciata. “Se un Fratello divenisse un ribelle contro lo Stato… egli non può venire espulso dalla Loggia ed il suo vincolo rimane irrevocabile”.

Ulisse. E' un cambiamento non da poco. Il lealismo muratorio è fuori discussione, ma ora sorge un aspetto nuovo.

Vecchio Copritore. Nasce il rispetto dei diritti individuali: un membro della Corporazione si assume la piena ed esclusiva responsabilità delle proprie azioni e non può essere espulso dal Craft per motivi politici.

Ulisse. Se penso alla tradizione ottocentesca della Massoneria italiana, non posso non pensare alle lotte politiche per l'unità d'Italia; certo la Massoneria non si impegnò in prima persona, ma i massoni, schierati da una parte o dall'altra, non vi furono estranei.

Vecchio Copritore. Paradigmatica la figura del massone Silvio Pellico condannato a morte nel 1822 da un Tribunale dell'imperial-regio governo austriaco condotto dal massone Antonio Salvotti, ognuno coscienzioso del proprio ruolo.

Ulisse. Altri non furono altrettanto chiari.

Vecchio Copritore. Ti riferisci, a Nelson e Francesco Caracciolo?

Ulisse. Nel 1799 l'ammiraglio inglese Nelson disconobbe validità alla capitolazione della Repubblica Partenopea, accettata e sottoscritta anche da un suo rappresentante, che avrebbe permesso ai patrioti di seguire liberamente le truppe francesi in ritirata.

Vecchio Copritore. Proprio lo stesso Nelson che allo zar di Russia disse una volta che la parola di un ammiraglio inglese vale quanto quella di un imperatore!

Ulisse. In barba alla capitolazione Nelson, appena impadronitosi dell'ammiraglio Caracciolo, convocò una corte marziale e nel giro di qualche ora lo condannò a morte con impiccagione immediata.

Vecchio Copritore. Oltre tutto il corpo non fu sepolto ma gettato in mare. Fu sepolto solo quando alcuni giorni dopo il cadavere riemerse dal mare, e proprio alla presenza del re.

Ulisse. Nelson e Caracciolo erano entrambi massoni. Anche Salvotti condannò a morte Silvio Pellico, ma la situazione napoletana era diversa. Il patto di capitolazione prevedeva la fuga dei patrioti; il re non accettò il patto già sottoscritto, esautorando il suo rappresentante che lo aveva firmato. Nelson a sua volta, in barba alle promesse da ammiraglio inglese, forse influenzato (alcuni dicono succube) dalla sua amante, amica intima della regina, venne meno alla propria parola e perse la propria dignità di massone verso un altro massone.

Vecchio Copritore. Ero a Londra alla Cattedrale di Saint Paul. Io massone mi sono rifiutato di visitare la tomba del massone Nelson per manifestare la mia solidarietà al massone Caracciolo.

Ulisse. Ti capisco. Il problema infatti non è la condanna a morte ma proprio la slealtà.

Vecchio Copritore. In barba agli “uomini d'onore e d'onestà” del Primo Dovere.

(continua)

06 ottobre 2026

Antichi Doveri: Secondo 2

Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Secondo Dovere

Parte seconda


Ulisse. Il Secondo Dovere dice qualcosa di molto preciso: il massone deve essere un “pacifico suddito, mai coinvolto in complotti contro lo stato”.

Vecchio Copritore. Forse il termine suddito non ha l’ampiezza semantica dell'espressione “subject to the Civil Powers” (sottomesso al Potere Civile) o del “peaceful subject” (nell'Ahiman Rezon di Dermott, analogo agli Antichi Doveri per la Gran Loggia degli Antients). Sicuramente qui Anderson rettifica (e qualche decennio dopo Lawrence Dermott puntualizza) il precetto presente nei regolamenti dei massoni operativi della massima fedeltà al Re d'Inghilterra.

Ulisse. In Anderson c'è qualcosa in più: “se un Fratello divenisse un ribelle contro lo Stato, egli non deve essere favoreggiato nella sua ribellione ma piuttosto compianto come uomo infelice”. Il Craft si pone al di fuori delle contese politiche.

Vecchio Copritore. Ricordiamoci delle tensioni del periodo in cui Anderson fu incaricato del suo lavoro, gli anni 1721-23. Sul trono inglese siede Giorgio I di Hannover, succeduto alla zia Anna Stuart, diventata regina alla morte di Guglielmo III d'Orange, a sua volta chiamato nel 1689 dal Parlamento inglese al trono come marito di Maria, primogenita di Giacomo II. Infatti nel 1688 lo stesso Parlamento aveva dichiarato decaduto ed esiliato il re in carica Giacomo II Stuart perché cattolico, a favore non del figlio maschio (pure lui cattolico) ma della primogenita Maria e del marito Guglielmo di Hannover, protestanti. Al tempo di Anderson i giacobiti esiliati in Francia fomentavano sommosse e ribellioni per riportare sul trono uno Stuart. L'ultimo tentativo di colpo di stato giacobita risaliva al 1715, pochi anni prima.

Ulisse. Possiamo comprendere la preoccupazione di mantenere il massone estraneo alle divisioni politiche del tempo, in primis la contrapposizione dinastica tra Stuart e Hannover e quini tra cattolici e protestanti.

Vecchio Copritore. Le divisioni tra giacobiti e hannoveriani entrarono anche nella Massoneria. Qualcuno sostiene che le quattro Logge che diedero origine alla Gran Loggia di Londra fossero di tendenza hannoveriana di contro ad altre Logge di Londra invece giacobite.

Ulisse. Probabilmente si volevano evitare attriti e contrasti che vedevano politica e religione strettamente intrecciate anche in Loggia.

Vecchio Copritore. Anderson in nome di questi Massoni riuscì a codificare un sistema che realizzò una effettiva tolleranza religiosa e politica. E' la sua più grande eredità.

Ulisse. Sappiamo che l'esilio giacobita ha portato in Francia anche molti massoni che hanno arricchito la Massoneria continentale.

Vecchio Copritore. I giacobiti, cattolici, seguaci del vecchio re Giacomo II mandato in esilio, non potevano essere fedeli (o lo erano tiepidamente) alla nuova casata Hannover, protestante, anche se discendente da Sofia del Palatinato, nipote diretta di re Giacomo I.

Ulisse. E' storia ingarbugliata; lo scopo principale del Parlamento è di evitare monarchi di religione cattolica: i precedenti, da Maria la Sanguinaria in poi, erano stati troppo… appunto sanguinari.

Ulisse. La politica inglese con re Enrico VIII…

Vecchio Copritore. Il re dalle sei mogli…

Ulisse. Il re dalle sei mogli, del divorzio dalla regina Caterina, della nascita della chiesa anglicana. Un re soprattutto che voleva l'indipendenza dell'Inghilterra dalle potenze europee (la prima moglie Caterina era figlia dei potenti e cattolicissimi sovrani spagnoli Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia) e dal potere della Chiesa di Roma. Ci furono lotte politiche e religiose che attraversarono anche il secolo successivo.

(continua)

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.