21 luglio 2026

Sulla massoneria

La massoneria come oggi viene praticata è di puro stampo settecentesco.

Le Logge si sono associate in un organismi super-loggia che man mano nel tempo hanno assunto sempre maggiori poteri diventando da occasioni di coordinamento strutture verticistiche.

In questo sono state favorite dalla struttura verticistica di alcuni corpi rituali in cui l'autorità, per così dire, scende dall'alto verso il basso.

Gli organismi super-loggia hanno assunto maggiori poteri e si sono trasformate in "obbedienze", termine che il buon Anderson non conosceva, come non conosceva altri termini (divisivi) come regolarità, legittimità, e così via.

Col tempo sono venute sempre più proibizioni (se sei qui con noi non puoi andare a visitare gli altri, non puoi nemmeno essere con gli altri).

Insomma la massoneria da corpo unitario si è trasferito in un arcipelago di isole non solo separate ma anche in contrapposizione (se non in guerra più o meno latente) con le altre isole.

Si può ancora parlare di massoneria oppure ormai dobbiamo dire massonerie?

Non è ormai giunto il tempo di rivedere certe regole che oggi paiono solo divisive?

Il senso delle cose

Io penso che significati interiori si possano trovare in qualunque cosa.

Basta saper cercare.

20 luglio 2026

Luce e ombra


Lucifero è il portatore di luce.


La luce è valore essenzialmente positivo in Assoluto, ma nel piano dell’immanenza, il mondo della dualità, anche la luce diventa relativa, è sempre accompagnata dall'ombra.


Luce e ombra, bianco e nero, uomo e donna, positivo e negativo: tutto è relativo ed ha in sé il germe del suo opposto. Così il male non è tutto male, il bene non è tutto bene. E la luce non è necessariamente tutta luce.


Infatti l’ombra non è un volere a se stante, ma effetto della proiezione della luce; non ha vita propria, ma vive in quanto è prodotta dalla luce, è un prodotto della luce.


E anche: l'ombra può essere vista come una luce "diversa", alla "luce" della quale si possono fare cose che alla luce non potrebbero riuscire. Il seme che germoglia sotto la superficie del terreno lo può fare perché lì sotto c'è una luce diversa da sopra il terreno.


Così la divinità produce satana, che è l’altro aspetto della divinità. E questo per effetto di lucifero, il portatore della luce nella nostra dimensione.


Orgoglio luciferino. L’orgoglio è un metallo. Bisogna trasmutare l’orgoglio volgare in orgoglio filosofico.



19 luglio 2026

Giudicare in Loggia

Giudicare o non giudicare?

Anni fa in una tornata di Loggia si parlò del comportamento profano di un fratello (che preferiva gli uni agli altri non per il valore ma per interessi di parte o partito - non per egoismi personali).

E qualcuno ha insistito sul “non giudicare”.

Il detto evangelico è certamente valido, ma è anche vero che l’Istituzione ci chiede di esprimere per ben tre volte un giudizio sul profano bussante e successivamente un giudizio sull'apprendista che chiede di passare compagno e poi per l’elevazione a Maestro.

L’iniziazione e il lavoro rituale sono atti che danno all’individuo la possibilità di compiere un lavoro su se stessi.

Oltre ad avere un comportamento corretto dentro e fuori la Loggia, il massone deve anche avere una disponibilità sincera al lavoro su se stesso e la disponibilità non può essere senza conseguenze pratiche.

Un massone che voglia effettivamente fare lavoro muratorio dovrà comportarsi in un certo modo anche nel mondo quotidiano (quello che ritualmente di chiama mondo profano).

Chi può giudicare del suo comportamento?

La risposta "ne risponderà di fronte alla sua coscienza" è certo corretta. E appare molto (per così dire) "evangelica" se si aggiunge: "gli altri non possono giudicare".

Ma... ma... ma...

Anche gli altri hanno un “diritto” di giudicare, se non altro perché il comportamento negativo di un massone può ripercuotersi anche sul giudizio verso altri massoni.

Se un massone nella vita quotidiana ha comportamenti diciamo "non consoni" (prevaricazioni, favoritismi, atti impropri...) anche io massone ne vengo toccato.

Se io massone "tollero" comportamenti "non corretti" non sono più tollerante ma divento acquiescente o, peggio, complice.

18 luglio 2026

Mala-massoneria

 Ricordo...

Un ricordo personale di tanti anni fa, al tempo della cosiddetta Prima Repubblica.

Un Fratello di Loggia, attivo nella vita politica della città, che probabilmente si sentiva più vicino al proprio partito che alla massoneria, commise una grave scorrettezza. Membro del consiglio direttivo di un ente pubblico locale, in occasione della possibile nomina a direttore dell’Ente di un massone, lo scoprì con un altro consigliere che aveva già fatto domanda di ingresso alla nostra Loggia.

Questo bussante ebbe un’impressione così negativa del comportamento dei massoni ai quali stava per unirsi che il fratello presentatore dovette insistere perché mantenesse la domanda di ingresso.

Secondo le norme che regolano la vita massonica era un fatto molto grave! Malgrado la nebulosità del concetto di "colpa massonica" nella normativa del Grande Oriente d'Italia (tanto che negli ultimi anni è diventata arma per colpire gli avversari del gruppo che si è installato ai vertici di una Istituzione un tempo gloriosa) quella fu certamente azione che avrebbe dovuto essere duramente sanzionata, malgrado il "buonismo" degli allora maggiorenti di Loggia.

Un ex MV della Loggia, mi raccontò, sconsolato, di avere avuto un colloquio con lui e di averlo trovato convinto di essere stato corretto per avere difeso gli interessi del suo partito (sic!). Dopo il fatto diradò la frequenza (già scarsa) in Loggia ma continuò a chiedere favori ai Fratelli (sempre nell’interesse del partito!).

Perché fu assecondato dagli altri? La risposta è purtroppo molto semplice: buonismo?... inettitudine?… volontà di evitare beghe, confusioni, attriti?... mescolanza di politica e massoneria?…

Insomma: mala-massoneria!

Con una punta di amarezza debbo anch'io mettermi tra coloro che lasciarono perdere. Col senno del poi ho dovuto prendere atto che accettare comportamenti del genere è stato come seminare vento (e raccogliere poi tempesta). Il mio comportamento è cambiato. Oggi non sono più così permissivo.


17 luglio 2026

Il Libero Muratore

 

Massoni si nasce o si diventa?

E’ una domanda che periodicamente si sente fare nelle Logge. E tutti a dire e a dire. Massoni si nasce! dice uno. No, massoni si diventa! dice l’altro.

E tutti restan della propria opinione. E magari non pensano che hanno torto (oppure ragione) tutti e due.

Certamente massoni si diventa nella misura in cui il Maestro Venerabile “crea” Libero Muratore il bussante: io ti inizio, ti costituisco e ti creo... (ma attenzione! Questo atto nella ritualità anglosassone non c’è. Per cui l’anglosassone diventa massone dopo aver prestato la “obligation”: I … of my own free will and accord, in the presence of Almighty God, and this Worshipful Lodge, erected to Him,… most solemnly and sincerely promise and swear eccetera).

Per giungere all’iniziazione è necessario che il recipiendario viaggi e prima ancora entri nel Tempio.

Per entrare è indispensabile che l’Esperto garantisca per lui: E’ un uomo libero e di buoni costumi.

Anche qui, attenzione alla ritualità anglosassone (Rituale Emulation, Duncan ecc.) per la quale il bussante deve essere free born e di good repute (nato libero, non in schiavitù, e di buona reputazione). Uomo libero è lo stesso che free born? Di buoni costumi è lo stesso di good repute?

Cosa sono i buoni costumi se non quelle qualifiche che permettono di diventare Libero Muratore? E che se non hai non puoi diventarlo? E come puoi averle se non perché sei fatto così? Così sei nato oppure così sei diventato nel corso della vita?

Massoni non si nasce. Diventerai Massone non perché hai aderito alla massoneria, ma se sarai continuativo e riuscirai a scambiare il tuo lavoro con il lavoro degli altri.

Massone, tutto sommato, è un modo di essere e di comportarsi.

16 luglio 2026

Il Grande Architetto dell'Universo


Un gruppo di persone ha in comune qualcosa di importante, un metodo di lavoro indicato da determinati simboli.

Il culmine del simbolismo è il Grande Architetto dell'Universo, presente in tutte le invocazioni rituali e in tutti gli atti ufficiali.

E’ dopo la rituale invocazione che viene creato l’Apprendista, passato il Compagno ed elevato il Maestro.

Il Grande Architetto non è antropomorfizzazione della divinità, come del resto i nostri simboli non sono ierofanie.

Il Grande Architetto non è il dio massonico. La Massoneria non ha Dio (con buona pace di certi massoni).

Il Grande Architetto è il principio ispiratore di ogni massone. Ciò che significa e indica viene lasciato al segreto di ogni singolo fratello.

Il Grande Architetto è il principio unificatore del lavoro comune.

I massoni lavorano per il bene dell'umanità e alla gloria del Grande Architetto dell'Universo.

L'espressione Alla gloria del Grande Architetto dell'Universo è il punto qualificante del lavoro muratorio...


Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.