Settima parte delle mie riflessioni
Edmond Dantès
Il Conte di Montecristo è un romanzo d’appendice scritto da Alexandre Dumas (autore dei celeberrimi Tre Moschettieri) detto “padre” (per distinguerlo dall’omonimo figlio autore della Signora delle Camelie, vicenda alla base della trama della Traviata di Giuseppe Verdi) pubblicato a puntate sul Journal des débats dall’agosto 1844 al gennaio 1846.
Dumas scrive Montecristo durante gli ultimi anni della monarchia di luglio di Luigi Filippo, salito al potere sulle barricate del luglio 1830 che cadrà di lì a poco nel ‘48 a causa di altre barricate, quelle che daranno vita alla Seconda Repubblica francese.Il romanzo d'appendice o feuilleton è un genere di romanzo popolare che si sviluppò tra gli anni Trenta dell'Ottocento e la prima metà del Novecento: veniva pubblicato a puntate in genere nell'ultima pagina di quotidiani e riviste, anche a scopo (come diremmo oggi) di marketing. Capisaldi del genere sono considerati I miserabili di Victor Hugo e I misteri di Parigi di Eugène Sue, I tre moschettieri e Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas padre, Manoscritto trovato in una bottiglia di Edgar Allan Poe, La signorina Cormon di Honoré de Balzac e La freccia nera di Robert Louis Stevenson. A puntate comparvero brani del Finnegans Wake di James Joyce e Pinocchio di Collodi, oltre ai romanzi di Emilio Salgari.
Il romanzo d’appendice è il precursore del romanzo popolare (spesso pubblicato a puntate), dei fotoromanzi e degli odierni sceneggiati televisivi a puntate, teleromanzi e soap-opere.
Trama
La storia comincia nel febbraio 1815, all’inizio del regno di Luigi XVIII e alla vigilia degli effimeri cento giorni di Napoleone. La trama è molto intricata, tipica di un romanzo a puntate che ha bisogno di continui colpi di scena per mantenere nel tempo viva l’attenzione del pubblico. Per sommi capi possiamo riassumerla così.
Il complotto. Edmond Dantès, secondo della nave mercantile Pharaon di Marsiglia, seguendo le ultime volontà del defunto capitano, consegna un plico a un collaboratore di Napoleone in esilio all’isola d’Elba e riceve una lettera per un bonapartista di Marsiglia. Dantès è all’oscuro di tutto e non conosce il contenuto delle lettere.
Rientrato a Marsiglia viene arrestato il giorno prima delle nozze con la bella Mércèdes, denunciato anonimamente da alcuni suoi conoscenti: Danglars, invidioso contabile del Pharaon, Fernand Mondego, invidioso cugino di Mércèdes invaghito di lei, e Gaspard Caderousse, invidioso vicino di casa del padre di Edmond.
Il sostituto procuratore del re, Gérard de Villefort, fa imprigionare Edmond senza processo come pericoloso sovversivo: la lettera di Edmond è infatti indirizzata proprio al padre, fervente bonapartista, e il magistrato teme possa venire compromessa la sua carriera.
Il carcere e Faria. Durante la prigionia, Dantès, abbattuto dall’insensatezza della sua vicenda, rischia la sanità mentale, fino all’incontro con l’abate Faria, un altro detenuto che da anni sta scavando un tunnel per evadere, ma sbagliando direzione arriva nella sua cella. L’abate gli diventa maestro e lo istruisce nelle varie scienze. Gli spiega il complotto dei suoi presunti amici e gli rivela l’esistenza di un favoloso tesoro nascosto nell’isola di Montecristo. Anziano e malato, Faria muore e Dantès, sostituitosi al suo cadavere, riesce a evadere dal carcere. Dopo ben quattordici anni di prigionia ritorna libero e ricchissimo grazie al tesoro di Faria. Siamo nel febbraio del 1829, Edmond ha trentatré anni e ha riacquistato fiducia nel futuro. Soprattutto riesce a dare un nuovo senso alla propria vita
La vendetta. Edmond torna a Marsiglia sotto mentite spoglie. Il padre, dopo il suo arresto, è morto di stenti e di dolore e Mercedes si è sposata con il cugino Fernand, uno dei cospiratori, divenuto nel frattempo conte di Morcerf e Pari di Francia. La coppia si è trasferita a Parigi dove sono anche Danglars, divenuto facoltoso banchiere e barone, e Villefort, promosso Procuratore del re. L’unico a non aver fatto fortuna è Caderousse che, disonesto taverniere, vivacchia in provincia.
Il suo vecchio padrone, l’armatore Morrel, l’unico che ha sempre creduto nella sua innocenza, versa in cattive acque. Edmond, senza rivelarsi, lo salva dal fallimento.
Fatto ciò il non più Edmond Dantès ma ormai conte di Montecristo si dedica alla vendetta contro coloro che lo hanno gettato ingiustamente in carcere.
Edmond, ormai conte di Montecristo, ricompare alcuni anni dopo (per l'esattezza nove), nel 1838, prima a Roma e subito dopo a Parigi. Ora ha 42 anni.
Poco alla volta riesce ad entrare in rapporto di cordialità con i vecchi nemici, che non lo riconoscono sotto la veste aristocratica e raffinata di uomo dalla mente acuta e dai mezzi economici pressoché illimitati, dal passato misterioso.
Caderousse, inizialmente perdonato da Edmond, criminale sempre più bramoso, durante un tentativo di furto in casa Montecristo viene ucciso dal complice Benedetto, già galeotto al bagno penale, in realtà figlio adulterino di Villefort, scampato a sua volta al tentato infanticidio per opera del padre.
Il procuratore Villefort è particolarmente segnato dalla sorte. Spinge al suicidio la seconda moglie che aveva avvelenato, causa eredità, i parenti della defunta moglie (l’unica a salvarsi è la figlia Valentine), ma la donna uccidendosi “porta con sé” anche il figlioletto a favore del quale aveva ucciso. In un pubblico processo l’imputato dell’omicidio di Caderousse si rivela essere proprio il bimbo nato dalla relazione adulterina del procuratore: Villefort impazzisce.
Il conte di Morcerf, cioè Mondego, viene a sua volta condannato dalla Camera Alta del Parlamento, per avere tradito il pascià Alì-Tebelen mentre era al suo servizio. Indignati dal suo comportamento, la moglie Mercedes e il figlio Albert lo abbandonano e Fernand si uccide.
Infine il ricco Danglars viene portato al tracollo finanziario per poi essere rapito e imprigionato e costretto, per sfamarsi, a dilapidare il denaro rimastogli. Solo a questo punto Edmond gli si rivela, ma di fronte al vecchio nemico che si pente i dubbi sulla bontà del proprio comportamento aumentano e gli impongono quasi di perdonarlo.
Terminata la sua opera, il conte di Montecristo fa vela verso Oriente, in compagnia della dolce Haydée verso una nuova vita.
(continua)