16 luglio 2026

Il Grande Architetto dell'Universo


Un gruppo di persone ha in comune qualcosa di importante, un metodo di lavoro indicato da determinati simboli.

Il culmine del simbolismo è il Grande Architetto dell'Universo, presente in tutte le invocazioni rituali e in tutti gli atti ufficiali.

E’ dopo la rituale invocazione che viene creato l’Apprendista, passato il Compagno ed elevato il Maestro.

Il Grande Architetto non è antropomorfizzazione della divinità, come del resto i nostri simboli non sono ierofanie.

Il Grande Architetto non è il dio massonico. La Massoneria non ha Dio (con buona pace di certi massoni).

Il Grande Architetto è il principio ispiratore di ogni massone. Ciò che significa e indica viene lasciato al segreto di ogni singolo fratello.

Il Grande Architetto è il principio unificatore del lavoro comune.

I massoni lavorano per il bene dell'umanità e alla gloria del Grande Architetto dell'Universo.

L'espressione Alla gloria del Grande Architetto dell'Universo è il punto qualificante del lavoro muratorio...


15 luglio 2026

Lavori di Loggia

 Apertura dei lavori

Perché all'inizio dei lavori il Maestro Venerabile nel colloquio coi due Sorve­glianti chiede le funzioni specifiche di Uffi­ciali e Dignitari della Loggia? Ma solo di alcuni e non di tutti?

Potrebbe seguire un ordine diverso  invece di Copritori, Diaconi, Sorveglianti, MV?

Il rituale di apertura raggiunge il culmine non tanto nella dichiarazione di apertura bensì nella batteria.

La batteria è molto diversa dall'applauso, che pure tante volte (troppe!!!) ho sentito in Loggia quando ero nel GOI per omaggiare (sic!) un "pannolone verde" (nel GOI, magari altrove di altro colore!).
Insegna il dizionario che "pannolone" è ausilio per contenere l'incontinenza. Infatti costoro hanno una incontinenza ben più grave della incontinenza fisica. Ditemi voi, cari amici del GOI, se esiste uno pseudo-incarico più inutile di "garante di amicizia"!
In Loggia non si applaude mai. Si chiede, eventualmente, una batteria di giubilo.
Appaluso è disordine e disarmonia, batteria è ordine e ritmo.

L'apertura dei lavori deve terminare con l'affermazione dell'ordine e del ritmo, appunto la triplice batteria. 

14 luglio 2026

Ancora sul maestro

Tra vecchie carte non mie ho trovato questi appunti.
Sembra quasi una voce che giunge da altri tempi...

Il maestro addormentato

Stavo lavorando e leggendo, e lui era là: dormiva. A volte si svegliava appena, ma subito ricominciava a dor­mire. Io lo chiamavo, lo scuotevo, spiegandogli che volevo imparare. E lui mi rispondeva di uscire e di andar fuori.

Andai al mercato, cercando di tenere gli occhi aperti. Vidi gente che cercava di imbrogliare e rubare. Vidi gente che mirava solo al guadagno senza preoccuparsi del resto.

Tornai a casa e lui era sempre là a dormire. Lo scossi per svegliarlo e gli raccontai ciò che avevo visto. E lui a dirmi di ritornare fuori.

Uscii un’altra volta. E mi ritrovai in campagna, in luoghi solitari. E mi ricordai: prendi sentieri non battuti. E andai.

Più avanti mi fermai ad una sorgente per dissetarmi e rinfrescarmi. Riposai e pian piano sentii capitarmi qualcosa di strano: dentro di me si stava aprendo qualcosa e cominciai a capire e vedere. Capii anche perché il maestro dormiva.

Tornai a casa e questa volta vidi il maestro ben sveglio. Infatti il maestre dormiva dentro di me. Ora è sve­glio: quando conosci te stesso, conosci anche il resto.

Chi è il maestro?

Il maestro addormentato 

E’ necessario il maestro per proseguire nella via iniziatica?

Un maestro può insegnare solo parte di quello che sa, perché certi insegnamenti esulano dalla capacità espressiva del nostro linguaggio. Ed anche in quello che può insegnare c’è il pericolo della prevaricazione, dell’esercizio di una tirannia di pensiero, dell’imporre le proprie idee ed i propri punti di vista.

Il maestro può solo essere un esempio di vita. Ed è la lezione più difficile.

A chi sostiene la necessità di un maestro si dovrebbe chiedere da chi ha imparato il maestro.
Da un altro maestro?
E costui da chi imparò?
Da un altro ancora?
Ma andando a ritroso si dovrà per forza arrivare a qualcuno che non ha avuto maestri, ma ha imparato da solo.
E allora se qualcuno è riuscito a diventare maestro da solo perché non dovrebbe essere possibile ad altri uomini?

Il proprio maestro ognuno lo trova soltanto dentro di sé, nel proprio interiore, e tanto meglio lo troverà se saprà guardare senza paraocchi e senza occhiali nel proprio intimo. E se avrà una carica di Amore.

Il Maestro è dentro di noi, ancora addormentato...

13 luglio 2026

Doveri del massone

Il rituale di iniziazione al primo grado indica i doveri in:
    silenzio (riservatezza),
    pratica della virtù (disponibilità verso il prossimo e particolarmente verso i Fratelli),
    conformarsi alle leggi dell’Ordine e ai regolamenti della Loggia.

In una società che tende ad affermare i diritti dell’uomo può sembrare anacronistico parlare di doveri.

Una dottrina del diritto può portare all’egoismo e al materialismo.

In una società iniziatica si parla di doveri.

Chi bussa alla sporta del Tempio si imbatte subito nel dovere (testamento).

L’iniziazione può essere data a tutti, ma non tutti hanno le capacità di percorrere la via (i comportamenti effettivi spesso lo dimostrano).

Uno degli strumenti che l’uomo possiede per migliorare se stesso è il dovere. Disciplina non imposta dall’esterno, ma che origina dal proprio interno. Ricordate? La volta stellata sopra di me, la legge morale in me...

Quadro di Loggia

Ornamento estetico oppure occasione di lavoro?


Può il Quadro di loggia simboleggiare una rela­zione fra macrocosmo e microcosmo?

Perché il Tempio è incompleto? Perché è orientato in un determinato modo?

Perché i lavori iniziano» a mezzogiorno e terminano a mezzanotte?

E le due colonne, ed il pavimento a scacchi bianchi e neri?

E la Spada Fiammeggiante che il Maestro Venerabile usa nelle cerimonie di iniziazione?

Il Sole e la Luna non indicano due diverse vie di realizzazione che, benché distinte, forse non sono estranee fra di loro?

Perché in Loggia c'è il femminile ma non c'è la donna?

E il Delta Sacro non ci richiama la Tetraktis pita­gorica?

E i dodici nodi d'amore e i dodici segni zodia­cali; i sette scalini (4+3) dell'Oriente con riferimenti precisi ai sette cieli, domicilio dei sette pianeti, ed ai sette metalli? ed il numero sette richiamato ancora dal candelabro che risplende sull'ara ?


12 luglio 2026

Il senso del rito

Il rito cosa è?

La tecnica della ripetizione prolungata di certe parole, a prescindere dal senso, deriva forse da ricordi ancestrali del feto nel grembo materno accompagnato in tutta la sua esistenza del suono del corpo della madre.

Noi manchiamo del senso della ritualità perché non siamo abituati a lavorare sviluppando le caratteristiche del lobo destro del cervello: non abbiamo più il senso dello stupore che non può svilupparsi mancando un approfondito lavoro in secondo grado.

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.