28 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 10

   Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte decima

Ulisse. Ho letto che le funzioni esatte svolte dal muratore cowan non sono molto chiare. Alcuni dicono “colui che costruisce muri a secco”; a volte a un cowan era permesso svolgere “qualsiasi lavoro con sola pietra e argilla, senza calce”. Però qualche cowan fu autorizzato “a lavorare pietra e malta”, ma piccoli manufatti.

Vecchio Copritore. Gli Statuti Schaw del 1598 e '99 proibivano ai muratori di lavorare con i cowans, il che suggerisce un significato non positivo del termine.

Ulisse. Nella spiegazione dei termini nella Premessa al rituale Emulation è scritto per cowan “derogatory name for a non-mason”, cioè “Nome spregiativo per un non massone”.

Vecchio Copritore. La definizione di cowan nei dizionari è di persona che costruisce muri a secco o dighe. Altra definizione di cowan è di persona che non è stata iniziata ai segreti dei Massoni.

Vecchio Copritore. Quindi c'è una correlazione fra intruso non massone da una parte e muratore a secco dall'altra.

Ulisse. I muratori a secco sono quelli che costruiscono muri e manufatti con pietre incastrate tra loro senza usare malte o collanti. Insomma, senza calcina.

Vecchio Copritore. Probabilmente i cowan, costruttori di muri a secco, svolgevano anche il lavoro di muratori senza essere stati regolarmente apprendisti o addestrati al mestiere, quindi al di fuori del Craft

Ulisse. Ecco quindi il senso spregiativo del termine in bocca al Massone Massone.

Vecchio Copritore. Una contrapposizione insanabile tra muratori e muratori a secco, ritenuti impostori e intrusi, quasi fossero spie che cercano di impossessarsi dei segreti del mestiere senza averne diritto.

Ulisse. Il cowan era operaio per lavorazioni contigue e ai margini della muratoria operativa ed estraneo alla sua formazione professionale di alta qualità, ai segreti del mestiere, ai gradi, ai giuramenti e alle parole di riconoscimento.

Vecchio Copritore. Nessun massone avrebbe rivelato ad un cowan la “parola di massone”, che permetteva ai massoni regolari di provare la loro appartenenza al Craft.

Ulisse. Potremmo sarcasticamente dire che il cowan è un “massone senza parola”. Come oggi potrebbe essere uno che lavora “fuori dalle regole”, in nero, al quale non era infrequente chiedere lavori che per le regole della Corporazione non avrebbero potuto fare.

Vecchio Copritore. Una riflessione. Per quanto riguarda l'operatività, il mestiere in Inghilterra è organizzato molto diversamente che in Scozia. La Parola di Massone è istituzione operativa proveniente dalla Scozia e permetteva il reciproco riconoscimento tra gli appartenenti al mestiere. In Inghilterra, paese più vasto e popoloso della Scozia, probabilmente l'organizzazione del mestiere invece permetteva un controllo più stringente ed efficace per mantenere la qualità del lavoro.

Ulisse. I massoni operativi scozzesi condivisero la parola con gli Accettati i quali a loro volta, condividendola, “entrarono” – per così dire – nel Mestiere.


(continua)

27 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 9 - Cowan

   Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte nona


NOTA -- COWAN o MURATORE A SECCO

Cowan. Come termine massonico proviene dalla Scozia. Chi è il cowan?

1. (Spregiativo). Chi svolge il lavoro di un muratore, ma non è stato addestrato regolarmente.

2. Chi costruisce muri a secco, altrimenti denominato muratore a secco.

3. Chi non conosce i segreti della Massoneria.

*

Cowan: muratore a secco. Cioè il finto-muratore che non conosce l'uso della calcina.

Per alcuni cowan deriva dall'antico svedese kujon o kuzhjohn, cioè stupido; per altri dal francese coion, coyon, che significa codardo o individuo spregevole. Entrambe le accezioni trasmettono il senso dispregiativo di persone da tenere alla larga.

Prichard in Masonry Dissected (1730) scrive: Si insegna che il posto del cowan sia uno scranno in pietra vulcanica perché crolli rapidamente. E' posto metà in loggia e metà fuori in modo che il collo del cowan sia sotto lo sgocciolatoio durante la pioggia e l'acqua gli entri tra le spalle e gli scorra fino alle scarpe. L'ironia si comprende notando che per “estranei e delatori” Prichard usa i termini cowan e evesdropper. Quest'ultimo termine è formato da eves (arcaismo per eaves, la parte di tetto sporgente dal muro) e drop = goccia. Evesdropper è quindi chi si mette rasente al muro sotto il bordo del tetto per ripararsi dalla pioggia; ma anche per vedere e ascoltare senza essere visto.

Per i massoni operativi scozzesi gli estranei indesiderabili erano “gocce”. Il massone italiano non fatica a cogliere un collegamento con certe allusioni linguistiche (Attenzione, piove!) e con le figure dei Copritori, Esterno e Interno, come coloro che in Loggia evitano sgocciolamenti attraverso il tetto e intrusi sotto il bordo del tetto.

(continua)


26 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 8

   Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte ottava

Ulisse. Il Terzo Dovere termina con l'ultima prescrizione: Non uomini immorali o scandalosi, ma di buona reputazione.

Vecchio Copritore. Buona reputazione. Good repute, in inglese. Si basa sul presupposto che la buona reputazione sia indice di comportamento integro, di accettazione sociale (almeno della parte della società alla quale appartenne anche il pastore Anderson). Oggi, forse più smaliziati dell’inglese del Settecento, siamo portati a dare alla “buona reputazione” un peso diverso, abituati come siamo alle ipocrisie di tanti personaggi, laici ed ecclesiastici.

Ulisse. Ricordo in Italia nel dopoguerra il leader del principale partito di opposizione veniva criticato per una convivenza non “regolarizzata” dal matrimonio.

Vecchio Copritore. Nello stesso periodo un vescovo condannava dal pulpito la convivenza “more uxorio” (termine pruriginoso del latino curiale) cioè senza l'atto formale del matrimonio. Mi domando: oggi la convivenza al di fuori del matrimonio è socialmente accettata e non scandalosa, ma qualche decennio fa avrebbe potuto essere di ostacolo all’ingresso in Loggia (i famosi “buoni costumi”)?

Ulisse. Continuo sulla stessa linea. E’ oggi accettabile il profano manifestamente adultero o evasore fiscale (comportamento invece per molti positivo o almeno non negativo)?

Vecchio Copritore. Diversi anni fa su un forum online di Massoneria si segnalava negativamente il caso di un fratello massone titolare di un sexy-shop domandandosi se tale attività poteva essere in contrasto con i “buoni costumi” richiesti.

Ulisse. Ecco la domanda.

Vecchio Copritore. Sì, la domanda è sempre la stessa. I “buoni costumi” sono conseguenza di “accettazione sociale” (per cui certe azioni anche se non eticamente corrette sono accettate dal gruppo sociale di appartenenza) oppure l'“accettazione sociale” deriva dal comportamento eticamente corretto del singolo? L'accettazione sociale può cambiare nel tempo?

Ulisse. La domanda è pertinente ma si basa su qualcosa che spesso non è altro che conformismo.

Vecchio Copritore. L’anticonformista, direi quasi per definizione, non si occupa né si pre-occupa della considerazione sociale e per questo può non avere una buona reputazione.

Ulisse. Un esempio tipico. Nel 1940 a Bertrand Russell venne revocata dalla Corte Suprema dello Stato di New York la nomina del City College della stessa New York ad insegnare logica e fondamenti della matematica: la sua nomina – recita la sentenza – non solo minerebbe la morale degli studenti, ma tenderebbe anche a mettere loro, e in certi casi genitori e tutori, in conflitto con il codice penale. Un Russell bussante sarebbe stato accolto o respinto per la sua “pessima” reputazione?

Vecchio Copritore. Eppure oggi esistono logge intitolate a lui, anche se non fu massone e pare sia stato ben distante dalla massoneria.

Ulisse. Ogni volta che mi imbatto nella espressione “buona reputazione” non posso fare a meno di immaginare una situazione ipocritamente tipica della nostra società: vizi privati, ma pubbliche virtù.

Vecchio Copritore. Insomma, il problema non è risolto, ma la buona reputazione viene ridimensionata.

Ulisse. Francamente preferisco i buoni costumi della Massoneria latina al good repute della Massoneria anglosassone.

Vecchio Copritore. Il Terzo Dovere nella versione Ahiman Rezon di Dermott termina con chiari riferimento ai Massoni Accettati: Quando uomini di Qualità, Eminenza, Ricchezza e Cultura, chiedono di essere fatti massoni, essi sono rispettosamente accolti, dopo il debito Esame.

Ulisse. Ormai da un secolo stava avvenendo il passaggio dai Massoni operativi ai Massoni accettati. O no?

Vecchio Copritore. Dermott in Ahiman Rezon continua: for such often prove good lords (or founders) of work, and will not employ cowans when true masons can be had.

Ulisse. Cioè: Per tali esami spesso si utilizzeranno good lords (or founders) of work. Tradurrei con validi, bravi signori o committenti dei lavori.

Vecchio Copritore. Continua.

Ulisse. And will not employ Cowans when true Masons can be had. E [gli esaminatori] non saranno cowans quando sono disponibili veri Muratori.

Vecchio Copritore. E' interessante il termine Cowan. Compare nel rituale Emulation in bocca al Copritore che spiega così il suo dovere: being armed with a drawn sword to keep off all intruders and cowans to masonry: armato di una spada sguainata allontanare intrusi e non massoni.



21 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 7

  Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte settima


Vecchio Copritore. La Massoneria è associazione di uomini liberi, non soggetti a schiavitù, temperanti.

Ulisse. Non uomini immorali o scandalosi, ma di buona reputazione.

Vecchio Copritore. Morigerati, filantropi, moralmente retti (qualunque cosa voglia dire). E rigorosamente maschi.

Ulisse. Appunto, non donne.

Vecchio Copritore. Per la Gran Loggia inglese degli Antients era norma prescrittiva la “mascolinità” degli adepti. Ahiman Rezon recita: Gli uomini fatti Massoni devono essere nati liberi, di età matura, e di buona reputazione, cordiali e amichevoli, non deformi o privi di arti all'atto del loro ingresso, non donne, non eunuchi.

Ulisse. Che c'entrano gli eunuchi?

Vecchio Copritore. Uno dei massimi cultori americani di tradizioni massoniche dell'Ottocento è chiaro: L’Eunuco non può essere iniziato nella Massoneria.

Ulisse. Mi pare prescrizione strana.

Vecchio Copritore. Dermott la giustifica con l'incapacità propria dell'eunuco per la disposizione cattiva e maligna di questa razza isolata, così come ci insegna l’esperienza. Riporto le sue parole senza alcun commento mio.

Ulisse. Sono parole ingenerose.

Vecchio Copritore. Tipiche del moralismo del tempo. Dermott ne proibisce l’ingresso in una società che si fonda sulla religione e sulla moralità.

Ulisse. Anche la Sacra Scrittura aveva prescritto: Non entri nell'assemblea del Signore chi abbia i testicoli pesti o chi abbia il membro virile tagliato (Deuteronomio 23 2).

Vecchio Copritore. Ma... oggi? Nel tempo ho ascoltato molti fratelli disquisire sulla “necessaria mascolinità” e spiegare la non ammissibilità delle donne basata sulla loro “differenza sottile”, la “ricettività”, rispetto all’“attività” dell’uomo, caratteristiche evidenziate “anche” sul piano fisico dall’atto sessuale.

Ulisse. L'obiezione è immediata: e il grado di Compagno? Non è lavoro sulla parte “femminile”?

Vecchio Copritore. In Ahiman Rezon c'è un'ulteriore prescrizione: uomini non deformi o privi di arti. E' presente anche in Anderson ma spostata al successivo Quarto Dovere: non avente nel suo corpo mutilazioni o difetti che lo possano rendere incapace di apprendere l’Arte.

Ulisse. Probabilmente è eredità degli Operativi: nei cantieri dei muratori era prescrizione sensata.

Vecchio Copritore. Perché la prescrizione è rimasta anche nella Massoneria speculativa? Oggi non pochi giustificano il permanere della prescrizione con teorie reincarnazioniste, secondo le quali l'infermità fisica sarebbe conseguenza di una vita precedente non regolare.

Ulisse. Non mi pronuncio.

Vecchio Copritore. Ovviamente l’Istituzione intera non si pronuncia e io nemmeno. Mi pongo però non pochi dubbi sulla sopravvivenza del precetto che varie Istituzioni massoniche hanno invece lasciato cadere.

(continua)

19 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 6

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte sesta


Ulisse. Eccoci alla questione donna. Il Terzo Principio di Anderson è categorico: Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere uomini buoni e sinceri,... non donne. Laurence Dermott in Ahiman Rezon puntualizza: Gli uomini fatti Massoni devono essere nati liberi…

Vecchio Copritore. Già. Gli uomini fatti Massoni… con esclusione quindi delle donne. L'esclusione delle donne si collegava, al tempo, alla presunta continuità tradizionale.

Ulisse. Ovviamente ci sono Comunioni massoniche nelle quali uomini e donne lavorano insieme in piena parità. Poi ci sono le Comunioni solamente al femminile, quasi speculari a quelle maschili.

Vecchio Copritore. Una sorella massone mi ha detto: La Massoneria che rifiuta la donna rifiuta la vita nella sua completezza: è monca. Ha il seme ma le manca l'ovulo da fecondare.

Ulisse. Osservazione sensata.

Vecchio Copritore. Sappiamo tutti che in ogni maschio c'è una componente femminile e in ogni femmina c'è una componente maschile. Per far parte della Massoneria sono molto importanti le doti di equilibrio psichico (le qualità iniziatiche più che la moralità dei buoni costumi?).

Ulisse. Appunto. Spesso può essere proprio l'uomo a non essere in grado di regolare il proprio riferirsi all'altra metà del cielo e assumere atteggiamenti che non si confanno al lavoro di Loggia.

Vecchio Copritore. Quindi la separazione è più difesa dell'uomo che superiorità maschile. Però spesso l'uomo non dà alla Massoneria al femminile la stessa dignità che attribuisce alla Massoneria al maschile.

Ulisse. Si sa della prima donna massone?

Vecchio Copritore. A quanto pare fu Elisabeth Aldworth, figlia del primo visconte Doneraile, in Irlanda. Nel 1730 sembra abbia accidentalmente assistito, non vista, ad una tornata della Loggia della quale era Venerabile il padre. Fu fatta massone per legarla con il giuramento del silenzio.

Ulisse. Molte massonerie già hanno risolto la questione femminile con l'inclusione. Anche le altre prima o poi dovranno farlo.

Vecchio Copritore. E il Terzo Dovere? Non si potrà cambiarlo.

Ulisse. Sarà sufficiente interpretarlo in modo diverso.

Vecchio Copritore. Nel mondo del relativo l'interpretazione di una norma ritenuta immutabile è l'unico modo di renderla adatta ai tempi. Il riesame della questione dovrà passare necessariamente attraverso una diversa interpretazione del citato titolo III degli Antichi Doveri. Il che comporterebbe una ripresa di quell’indirizzo ermeneutico su cui si è fondata la nascita stessa della Massoneria speculativa, derivata da quella operativa mediante un’esegesi dei suoi fondamenti istituzionali.

Ulisse. Qualcuno potrebbe obiettare: ri-narrazione della leggenda dei fondamenti? Pare una posizione di comodo: fingere di non cambiare per cambiare ugualmente. Non è più semplice modificare il Terzo Dovere?

Vecchio Copritore. Cambiare un Antico Dovere vuol dire tagliare il nodo che ci lega alla tradizione e modificare il collegamento alla tradizione. La Massoneria diverrebbe qualcosa di diverso. Dobbiamo invece ri-leggere gli Antichi Doveri con lo spirito di oggi.

Ulisse. Non è ipocrita interpretare lo scritto nel modo più opportuno a seconda dei propri desideri? Non si è più sinceri ammettendo che non possono esistere leggi immutabili?

Vecchio Copritore. La Massoneria è un grande metodo di lavoro che viene dal lontano passato. E' necessario un collegamento col passato. Gli Antichi Doveri sono appunto il collegamento. Ma la sensibilità degli uomini cambia continuamente.

Ulisse. Quindi non cambia la lettera degli Antichi Doveri ma la lettura che ne dà il massone?

Vecchio Copritore. Certo. Cambiamento che si ritiene più che legittimo se si accetta che documenti ben noti possano assumere anche significati nascosti non immediatamente percepibili e non comprensibili da tutti.

Ulisse. Mi ricorda la novella di Mircea Eliade del teatro a sipario fisso. Gli spettatori percepiscono che gli attori svolgono l'opera ma non possono vedere nulla: il sipario è calato e non può essere rimosso.
Quindi le cose possono cambiare nel tempo. E' possibile che oggi non possa diventare massone chi lo era in passato e viceversa lo potrebbe diventare chi ieri non lo sarebbe mai potuto essere?

Vecchio Copritore. Tutti conosciamo il massone George Washington. E' stato senza ombra di dubbio un Fratello di spessore. La domanda è precisa: oggi il candidato George Washington sarebbe ammesso senza discussioni in una Loggia massonica? Non dimentichiamo che Washington fu anche proprietario di schiavi e accettava la schiavitù.

Ulisse. Ai tempi di Anderson si escludevano gli uomini schiavi e quelli nati in schiavitù. Oggi si considera la schiavitù reato ripugnante e un candidato alla Massoneria proprietario di schiavi verrebbe irrimediabilmente rifiutato.

(continua)

17 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 5

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte quinta

Ulisse. La domanda “Cosa è Massoneria e cosa no?” è quindi senza possibilità di risposta.

Vecchio Copritore. E' così. Sappiamo cosa sia ma non sappiamo dirlo. Una Loggia quindi è in un certo senso “autoportante” (self-contained, direbbero gli inglesi).

Ulisse. Una Loggia massonica non può che essere una Loggia massonica. Se è altro allora non è una Loggia massonica.

Vecchio Copritore. Una Loggia massonica non può svolgere altro che lavoro massonico, regolato da un rituale (ripetizione di parole e gesti, invocazioni e atti) regolato dagli Antichi Doveri.

Ulisse. Ma dove è la “sorgente” di una Loggia?

Vecchio Copritore. La Loggia prende forza e vigore dalla Fratellanza intera, senza distinzioni di luogo e tempo. Le Logge possono dar vita, associandosi, a Grandi Logge; nessuna Gran Loggia o suo organo (Gran Maestro, Giunta Esecutiva o altro) può dar vita ad una singola Loggia: può solo prendere atto che esiste e accoglierla nella Fratellanza.

Ulisse. Come nasce una Loggia?

Vecchio Copritore. Un certo numero di Fratelli si riunisce per fondare una Loggia. Questi Fratelli formano un nucleo interiore che vivifica la Loggia e la pone sotto l'egida della Massoneria Universale. Una Gran Loggia potrà quindi (se si verificano certi requisiti che quella Gran Loggia, e non altre, ha stabilito) accettare quella Loggia nel proprio circuito.

Ulisse. Il Terzo Dovere continua. Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere uomini buoni e sinceri, nati liberi e di età matura e discreta, non schiavi, non donne, non uomini immorali o scandalosi, ma di buona riputazione.

Vecchio Copritore. Sono le condizioni di iniziabilità.

Ulisse. Validi per sempre o dipendenti dai tempi e dai costumi?

Vecchio Copritore. Alcune condizioni sono sicuramente indipendenti dai tempi e dai costumi. Devono essere uomini buoni e sinceri: sappiamo cosa vuol dire. Debbono avere raggiunto la maggiore età, cioè avere la piena capacità di decidere.

Ulisse. Nati liberi?

Vecchio Copritore. Nati in condizione di uomo libero, non di schiavitù. Espressione chiarissima nell’Inghilterra del XVIII secolo, ripresa certamente da Old Charges preesistenti. Oggi pare prescrizione dovuta alla realtà dell'epoca e quindi superata, tanto che non pochi parlano di libertà dalla schiavitù dei vizi e delle passioni. Interpretazione simbolicamente significativa, ma esegeticamente e filologicamente scorretta.

Ulisse. Infatti Anderson con free born prima e poi no bondmen (bondman = schiavo) intendeva proprio la schiavitù.

Vecchio Copritore. Ad occhi aristocratici o borghesi dell’Inghilterra del Sei-Settecento l’essere in schiavitù poteva in un certo senso adombrare una qualche punizione divina o essere conseguenza di comportamenti non regolari quindi non morali, immorali.

Ulisse. Si pensi per esempio alla schiavitù per debiti.

Vecchio Copritore. Mi domando un tale giudizio valesse solo per cittadini inglesi ed europei (insomma bianchi e cristiani), in quanto nella schiavitù di uomini di colore i benpensanti dell’epoca non di rado vedevano una condizione di pre-civilizzazione, migliore dello stato libero nel quale quei “selvaggi” erano vissuti in precedenza.

Ulisse. E' concezione decisamente in contrasto con la sensibilità di oggi, che vi vede uno stato ripugnante per l’uomo, indipendentemente da improbabili punizioni divine (forse proprio la massoneria ha contribuito non poco a modificare le idee in proposito).

Vecchio Copritore. Mi pare sia diventato oggi più monito del passato da tener presente per evitare ritorni, spero improbabili, piuttosto che prescrizione normativa attuale.

(continua)





16 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 4

  Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte quarta


Ulisse. Ma insomma, come deve essere l'unione di una Loggia alla Gran Loggia? Se teniamo presente il linguaggio comune (la Loggia è all'obbedienza della Gran Loggia X o del Grande Coso Y, la Loggia appartiene alla Gran Loggia X o al Grande Coso Y) sembra quasi un rapporto di subordinazione.

Vecchio Copritore. La storia non è andata così. Le Logge preesistevano alla Gran Loggia; le Logge associandosi hanno dato vita alla Gran Loggia. Oggi potremmo dire che lo stare della Loggia nella Gran Loggia è una specie di matrimonio.

Ulisse. Quando uno dei due coniugi non riconosce più il matrimonio si giunge al divorzio?

Vecchio Copritore. Se la Gran Loggia prevarica, la Loggia si sente come il coniuge “debole” ed è libera di andarsene. Se la Gran Loggia abusa del proprio potere, la Loggia si sente come il coniuge che scopre le ripetute infedeltà dell'altro infrangendo il patto matrimoniale e divorzia.

Ulisse. Verrebbe da dire che il rapporto si incrina se uno dei due, diciamo così, contraenti non si mantiene sul fragile filo del fare massoneria.

Vecchio Copritore. Hai centrato la questione. Se il filo si sfilaccia la Loggia diventa qualcosa di diverso...

Ulisse. Una Loggia Massonica è una Loggia Massonica e non può essere niente altro. Perché?

Vecchio Copritore. Verrebbe da rispondere: Perché sì. Sono domande alle quali è difficile (se non impossibile) dare una risposta perché dovresti individuare il confine tra ciò che è Massoneria e ciò che non lo è.

Ulisse. Sono confini non solo molto sottili, ma anche non di rado evanescenti. Noi ormai li ignoriamo o trascuriamo, eventualmente spazientiti se qualcuno pretende di mostrarceli.

Vecchio Copritore. E' lo stesso, per esempio, tra calvo e non calvo. Vista la tua capigliatura, tu non sei calvo, ovviamente. Se ti togliessi un capello diventeresti calvo?

Ulisse. Certamente no.

Vecchio Copritore. E se te ne togliessi un altro?

Ulisse. La risposta non cambia.

Vecchio Copritore. Ma se continuo a toglierti un capello alla volta, prima o poi rimarrai senza capelli.

Ulisse. Sì è così.

Vecchio Copritore. Ecco quindi la domanda: qual è il numero minimo di capelli tale che non puoi dirti calvo, mentre se ne viene tolto anche uno solo in più diventi calvo? Quello è il confine tra calvo e non calvo.

Ulisse. Non saprei.

Vecchio Copritore. Molti alla domanda non solo non sanno rispondere, ma ribattono contrariati e insofferenti come se fosse una presa in giro. In realtà la domanda è certo ben posta, ma non può avere risposta perché considera quantitativa una definizione (uomo calvo) che quantitativa non è o non lo è del tutto. Se calvo è definito (come registra ogni dizionario) come persona priva di capelli al “privo” (ma nessun dizionario lo dice) non si dà il significato di numero zero di capelli. Chi ha in testa uno o due, o dieci o venticinque capelli resta decisamente calvo anche se in realtà non è privo di capelli.

Ulisse. La domanda “Cosa è Massoneria e cosa no?” è quindi senza possibilità di risposta.

Vecchio Copritore. E' così. Sappiamo cosa sia ma non sappiamo dirlo. Una Loggia quindi è in un certo senso “autoportante” (self-contained, direbbero gli inglesi).


(continua)

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.