25 settembre 2026

I metalli: vendetta

Lasciare i metalli fuori dal Tempio

Vendetta

Subisci un insulto? Anche se nulla può giustificare l'insultare, sei proprio sicuro di non averlo meritato, almeno un poco, con il proprio comportamento?

Oppure siamo miopi e non riusciamo a scorgere la causa di tanto odio?
La logica ci dice di lasciar perdere perché non si spegne un fuoco soffiandovi sopra o aggiungendo altro combustibile, ma togliendogli ossigeno e possibilità di continuare a divampare.

La logica ci suggerisce di dimenticare e magari addirittura (perché no?) di perdonare (perdono doloroso?) suggerendo così al nostro presunto avversario una via per superare avversioni.

La via per il superamento e il miglioramento della qualità della vita pare ormai essere preclusa là nella casa muratoria ove fino a poco tempo fa pure noi eravamo. A quanto se ne sa pare che là prevalgano settarismi e vendette.

E pensare che il massone si impegna a lasciare i metalli...

Per quanto ci riguarda, impegniamoci alla fratellanza ed alla amicizia qui, nel nostro Tempio, ove ora lavoriamo senza metalli, obbedendo solo alla nostra coscienza e non a grembiuloni presunti grandi.


24 settembre 2026

Antichi Doveri: Primo 2

  Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte seconda

Ulisse. Leggo: “Sebbene... oggi si reputa…”. Qui potrebbe stare una chiave di lettura delle regole codificate da Anderson: vengono stabiliti alcuni principii basilari.

Vecchio Copritore. Il Primo Dovere recita: “Sebbene nei tempi antichi i Muratori fossero obbligati in ogni Paese ad essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse, oggi peraltro si reputa più conveniente obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono…”.

Ulisse. Sono due punti importanti che fanno capire molto dello spirito dei tempi nuovi.

Vecchio Copritore. Ti riferisci all’obbligo di praticare la religione del Paese in cui erano?

Ulisse. Pare quasi riferimento al principio “cujus regio ejus religio” (= “Di chi è la regione, di lui si segua la religione”) che impone che la religione di un paese sia la stessa del principe che la governa. Fu stabilito dalla pace di Augusta a metà Cinquecento.

Vecchio Copritore. Un secolo segnato da scismi religiosi e guerre tra stati che hanno trovato nelle esasperate differenze religiose carburante per atrocità e massacri. Qualcuno, forse non a torto, nell’obbligo di praticare la religione del luogo vede un riferimento a Montaigne che aveva già insegnato che la vera e sincera preghiera di ognuno è quella usata nel luogo ove gli capitava di essere.

Ulisse. E’ certo riferimento più consono a ciò che vuole essere un dovere, anzi un antico dovere. Il principio stabilito dalla pace di Augusta però viene ben presto abbandonato. Anderson per parte sua va oltre.

Vecchio Copritore. Infatti la regola del “cujus regio” non è esente da obblighi e frizioni, specie dopo secoli di lotte e divisioni anche di religione. Stabilisce che in un certo paese tutti debbono avere la religione che pratica il principe di quel paese. Punto.

Ulisse. Sappiamo che Anderson fu pastore presbiteriano. Morì nel 1739 e fu sepolto nel cimitero londinese di Bunhill Field, luogo di sepoltura per i non conformisti (come dissidenti, quaccheri e unitari). Sulla stampa comparve la notizia che la sua bara fu portata da cinque Maestri Dissidenti e dal dottor Desagulier (altro padre fondatore della Massoneria moderna), ecclesiastico anglicano, quindi non dissidente, tanto che verrà sepolto nella Savoy Chapel di proprietà reale. Anderson e Desagulier, presbiteriano il primo e anglicano il secondo, sedevano assieme in Loggia, senza nessun contrasto.

Vecchio Copritore. Applicazione appunto del Primo Dovere.

Ulisse. Negli antichi documenti degli operativi è indicato espressamente l'obbligo di fedeltà a Dio e alla Santa Chiesa.

Vecchio Copritore. Anderson va oltre. La sua non è più Massoneria operativa.

Ulisse. Anderson prescrive l’obbligo alla Religione nella quale tutti gli uomini convengono e all’amicizia tra i Fratelli. Dove se non in Loggia in quei tempi un pastore presbiteriano e un pastore anglicano potevano stare insieme in letizia?

Vecchio Copritore. L'espressione ci lascia certo ammirati, ma oggi abbastanza freddi. Ci appare cosa o praticamente scontata o macchinosamente costruita a tavolino. Per comprendere dobbiamo invece pensare ad un paese che nei precedenti due secoli era stato dilaniato da lotte intestine tra l’assolutismo reale e le prerogative del Parlamento, intrecciate a contrasti dinastici indissolubilmente aggrovigliati a lotte religiose tra cattolicesimo, anglicanesimo e protestantesimo (con leggi che proibivano questo o quello e limitavano le libertà a seconda della fede religiosa del potente di turno).

Ulisse. Sì, l'espressione oggi ha perso la carica rivoluzionaria che aveva nell’Inghilterra del XVIII secolo, che aveva conosciuto intolleranze, disordini, rivolte, guerre di religione.

Vecchio Copritore. Anglicani, cattolici, puritani; tutti contro tutti…

Ulisse. Nessuno fu senza settarismi e intransigenze, trasportate dal piano religioso a quello civile e persino a quello personale, da Maria Tudor la Sanguinaria, a Maria Stuarda la decapitata…

Vecchio Copritore. The Bloody Mary… La regina Maria la Cattolica, chiamata la Sanguinaria per la ferocia con la quale perseguitò i non cattolici. Gli anglicani, per parte loro, per non farsi da meno, tolsero diritti civili ai cattolici.

Ulisse. I puritani Padri Pellegrini emigrarono in America per sfuggire alle restrizioni religiose che si ripercuotevano sulla vita civile (solo gli anglicani potevano aspirare agli incarichi pubblici). Ma anche loro, quando poterono...

Vecchio Copritore. L’Atto di Successione del 1701 impedisce ad un cattolico di diventare re d’Inghilterra.

Ulisse. E Anderson qualche anno dopo prescrive: i Muratori sono obbligati a quella religione nella quale tutti gli uomini convengono. La gente si era stancata dei bagni di sangue.

(continua)

23 settembre 2026

Antichi Doveri: Primo 1

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte prima


Non avevamo belle insegne,

E il nostro Tempio era vecchio e spoglio,

Ma conoscevamo gli antichi Landmarks,

E li osservavamo per filo e per segno.

E guardando tutto ciò all’indietro,

Mi colpisce questo fatto,

Che non esiste qualcosa come un infedele,

Eccetto, forse, noi stessi.

Rudyard Kipling


1 - Concernente Dio e la religione.

Un Muratore è tenuto, per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale; e se egli intende rettamente l'Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso. Ma sebbene nei tempi antichi i Muratori fossero obbligati in ogni Paese ad essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse, oggi peraltro si reputa più conveniente obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono, lasciando ad essi le loro particolari opinioni; ossia, essere uomini buoni e sinceri o uomini di onore ed onestà, quali che siano le denominazioni o le persuasioni che li possono distinguere; per cui la Muratorìa diviene il Centro di Unione, e il mezzo per conciliare sincera amicizia fra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti.

* * *

Ulisse. Gli Antichi Doveri non indicano lo scopo della Associazione, ma si limitano ad escludere tutto ciò che divide.

Vecchio Copritore. Infatti qualcuno potrebbe pensare a un circolo di affari. Sono proprio la legge morale e la sincera amicizia tra i massoni i vaccini contro scopi impropri.

Ulisse. Uomini di buoni costumi non fanno affari. Il primo obbligo è la legge morale: “Un Muratore è tenuto, per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale”.

Vecchio Copritore. Forse la traduzione e il tempo trascorso fa perdere di vista al Massone di oggi il senso profondo delle parole.

Ulisse. Ogni traduzione per quanto fedele perde qualcosa e aggiunge qualcos'altro.

Vecchio Copritore. Anderson scrive: “A Mason is oblig’d by his Tenure, to obey the moral law”. Noi traduciamo: “Un Muratore è tenuto per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale”.

Ulisse. “By his Tenure” tradotto con “per la sua condizione”.

Vecchio Copritore. Tenure è termine del linguaggio giuridico feudale francese, traghettato in Inghilterra con l'invasione normanna. Il vassallo prestava giuramento di fedeltà al sovrano, riconosceva la sua sovranità e si obbligava anche personalmente verso di lui. In cambio il sovrano cedeva al vassallo il possesso ereditario di un dominio dal quale ricavare i mezzi per vivere. Il re garantiva così la sicurezza del paese.

Ulisse. Se i Massoni accettati erano in genere nobili o alti borghesi era loro ben chiaro il significato di tenure.

Vecchio Copritore. Anderson in un certo senso allarga il significato di tenure: la reciprocità del vassallo verso il sovrano ora viene estesa dal Massone alla Legge Morale. Le nostre Leggi sulla morale non debbono transigere come non transigeva la fedeltà del vassallo verso il proprio signore.

(continua)







22 settembre 2026

Antichi Doveri: Premessa

Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis

Dialogo tra due Liberi Muratori 


Vecchio Copritore. Noi diciamo Antichi Doveri. Anderson disse La Costituzione. Storia, Leggi, Doveri, Ordini, Norme ed Usi della Venerabilissima Fratellanza degli Accettati Liberi Muratori raccolte dalle loro Memorie generali e su fedeli Tradizioni di molte Età.

Ulisse. L'opera è in tre parti, Storia, Doveri e Regolamenti. L'intestazione continua: Per essere lette nella Ammissione di un Nuovo Fratello...

Vecchio Copritore. Veniva letto, o così si diceva, subito dopo una nuovo ammissione oppure quando il Maestro di Loggia lo riteneva opportuno.

Ulisse. Oggi in genere si trascura la parte storica, un racconto fantasioso che parte addirittura da Adamo.

Vecchio Copritore. Non poteva andare più indietro di Adamo!

Ulisse. Se avesse potuto, lo avrebbe fatto.

Vecchio Copritore. Non essere irriverente. Anderson vuole costruire una grande cosa. La Storia aveva uno scopo ben preciso. Noi vediamo un racconto fantasioso che chiama in causa come proto-massoni Adamo, Caino, Enoch, Noè e i suoi tre figli, eccetera…

Ulisse. Poi gli Assiri e Babilonesi, gli antichi Egizi, gli Ebrei e il Tempio di Salomone, e così via...

Vecchio Copritore. Storia fantasiosa, certo, ma Anderson vuole collegare il nuovo organismo, appena nato, alla antichità: qualcosa che pur nuovo si collega al lontano passato della storia dell'uomo. Che poteva esserci di più significativo di un legame che proviene direttamente da Adamo, al tempo considerato il primo uomo in carne ed ossa effettivamente vissuto?

Ulisse. L'opera deve essere letta all'ammissione di ogni nuovo Fratello.

Vecchio Copritore. Ricorda a tutti, a chi è appena entrato e a chi entrato è da tempo, che l'istituzione non è come tutte le altre associazioni. E c'è altro. La patina di antichità che si voleva dare, cui darà lustro qualche anno dopo la diffusione della leggenda di Hiram con il collegamento a Re Salomone, non era esente dalla rispettabilità, tanto importante quanto più la nuova istituzione si rivolgeva anche alla nobiltà e alla borghesia.

Ulisse. Come sincero e benevolo commento, la Massoneria speculativa voleva rappresentarsi, senza troppo preoccuparsi di giustificazioni storiche, come legittima erede, senza discontinuità, delle usanze della Massoneria operativa.

Vecchio Copritore. Altrettanto importante, anche se noi oggi fatichiamo a coglierne il senso, i Regolamenti che seguono la Costituzione, cioè le regole che governano i rapporti tra Apprendisti, Compagni e Maestri.

Ulisse. Sono regole pensate per i nuovi Massoni che, si dice ma senza dimostrarlo, provengano dai regolamenti delle antiche Gilde medievali.

Vecchio Copritore. In un certo modo la Corporazione settecentesca riprende con Anderson il corpus normativo delle antiche gilde operative in una sintesi moderna. La “leggenda” racconta che lo stesso Anderson avrebbe distrutto gli antichi documenti in quanto ne aveva compiuto una sintesi adatta ai nuovi tempi.

(continua)


21 settembre 2026

I metalli: egoismo

 Lasciare i metalli fuori dal Tempio

Egoismo

Cosa ci mette in moto?

Le energie che provengono dal nostro centro interno.

Prima di muoverci dobbiamo scrutare la causa e i moventi delle nostre azioni, individuando ciò che proviene dal nostro egoismo.

Solo allora le nostre azioni saranno sane, vive ed armoniose.

20 settembre 2026

Antichi Doveri

 

Ho riletto gli Antichi Doveri nel periodo in cui stava nascendo la Gran Luce d'Italia, la nuova (o antica?) Comunione muratoria che accomuna Fratelli che semplicemente vogliono “fare Massoneria” senza gli orpelli del costume massonico moderno.

Gli Antichi Doveri sono quasi un tuffo rigenerante nelle cose dell'inizio che ancora oggi hanno molto da dire.

Per me leggere è un continuo riflettere e ribattere con l'autore, una specie di dialogo a distanza che a volte mi appassiona.

Ho messo le mie riflessioni in bocca a due personaggi a me cari.

Da una parte il viaggiatore per antonomasia che ha attraversato, nel bene e nel male, la storia dell'immaginario umano degli ultimi tre millenni. Parlo di Ulisse che, quasi “necessariamente” per me, trova lo sbocco del suo cammino varcando le Colonne del Tempio muratorio.

Suo interlocutore è un vecchio massone, uno che ne ha viste tante di cose muratorie, per così dire, di cotte e di crude, ma continua a mantenere uno spirito appassionato senza lasciarsi sedurre dai contemporanei idoli “obbedenziali”. Lo chiamo Vecchio Copritore per indicare un incarico che deve essere impegno continuo per evitare l'ingresso in Loggia di cose non consone e pertinenti, cioè, per dirla in nostro linguaggio, della profanità.

Questo lavoro non vuole essere esame storico o filosofico di un documento fondamentale della Massoneria moderna, ma solo una affabulazione che mi aiuti a riflettere lungo il cammino intrapreso molti anni fa quando fui fatto massone.

(continua)

14 settembre 2026

I metalli: il comando

Lasciare i metalli fuori dal Tempio

Il comando, la prevaricazione, il potere

Se non conosciamo l'uomo (sapere come si è e non come si crede di essere) corriamo il rischio di scivoloni comportamentali.

Bisogna esaminare la propria coscienza, là dove sta il "dio imprigionato nella materia". Lì sono i nostri "metadati" che determinano le nostre azioni.

Troppo spesso non sappiamo leggerli o non sappiamo applicarli (con buona pace di Socrate convinto che fosse sufficiente conoscere il bene per praticarlo).

Quante volte abbiamo detto agli altri Fratelli di lasciare i metalli fuori dal Tempio e non abbiamo controllato dove fossero i nostri metalli!

Quante volte i nostri interventi in Loggia erano finalizzati al farsi vedere, al "compiaciuto auto-ascoltarsi"! Uno dei primi consigli di un vecchio Fratello quando passai Compagno fu molto chiaro: "Prima di intervenire in Loggia ascolta gli altri: forse dicono meglio quello che vorresti dire tu". Non era invito al silenzio ma consiglio per evitare lo spreco e il mettersi in mostra.

Ricordo un Maestro Venerabile che in tornata aperta apostrofò con compiaciuta autorità un Fratello: "Guarda in faccia il tuo Venerabile quando parli!". E non capì che invece stava mettendo in bella mostra i suoi metalli.

Se il ruolo o le azioni ci attribuiscono un potere abbiamo il dovere di non usarlo per i nostri scopi personali o le nostre passioni ma per l'utile di tutti.


 

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.