...e ti tirano le pietre!
E’ difficile dire in cosa consista effettivamente il lavoro di Loggia.
Posso cercare di spiegarlo con un esempio, un episodio realmente accadutomi.
Molti anni fa praticavo alpinismo.
Un’estate passiamo una settimana nel gruppo del Civetta.
Siamo un gruppo di amici con la passione della roccia e ci proponiamo di scalare alcune cime.
Un giorno, scalando una cima, raggiungo la vetta quasi contemporaneamente ad un altro alpinista che aveva affrontato la salita dalla parte opposta alla mia.
Lassù fraternizziamo immediatamente: abbiamo scalato, abbiamo faticato per salire, ci troviamo in cima, ci sentiamo uniti, fratelli quasi, sicuramente più buoni.
Tutto ci porta ad esserlo: la cima, la fatica, l’atmosfera, la cerchia delle vette intorno, la conquista, la soddisfazione...
Il giorno dopo scendo ad Alleghe per incontrare mia moglie (lei sta in albergo mentre noi lassù in un rifugio). Al ritorno su una strada che era poco più di una mulattiera (ma con la mia Renault 4 non avevo problemi a procedere) che porta alla partenza del sentiero per il rifugio, mi trovo ad incrociare un’auto che scende. La strada è molto ripida e molto stretta, due auto affiancate non passano: una deve fermarsi e far passare l’altra. In questi casi si ferma chi scende perché è più facile fermarsi e ripartire per chi scende, piuttosto che per chi sale.
Ma l’altro o non lo sa o ha voglia di non saperlo.
Alle mie proteste (in realtà molto timide) di non farmi fermare in una salita così ripida, con il rischio per il mio compagno di bordo di scendere e spingere per farmi ripartire, l’altro scende dall’auto, comincia ad urlare, salta come un forsennato, minaccia con il pugno e fa il gesto di tirarmi sassi.
Ebbene, era proprio quell’alpinista con il quale il giorno prima avevo condiviso quel senso di “fraternità universale”.
Questo episodio mi è sempre apparso come una grande metafora della Massoneria.
Se limiti il tuo lavoro muratorio alle tornate di loggia (diciamo due volte al mese, quattro/cinque ore di tornate su 720 ore mensili complessive) succedono queste cose.
Caspita, se sono successe!
In cima al monte fratelli uniti per sempre nell’armonia universale, alla base del monte pronti a tirarsi i sassi.
In tornata, fratelli che più fratelli non si può, fuori tornata, occhio ai sassi e alle pietre!
Ecco, questo non è il lavoro di Loggia!