06 luglio 2026

Il Matto

 I Tarocchi - Il Matto

Il Matto è uno degli archetipi più “forti”: è lo zero, il caos.

Dal mondo organizzato dalla logica si deve passare ad un mondo dove la logica non vale più.

L’uomo deve imparare a convivere con il Matto, ad essere il Matto.

Il dubbio permette di costruire, ma anche di distruggere le nostre cristallizzazioni: solo in questo modo potrà uscire il “nostro Matto” che ci “pulirà dentro”. Ma è necessario possedere il coraggio di smantellare le nostre piccole certezze.

Un uomo dialoga con se stesso 1

 Questo nostro strano mondo ha sovvertito i ritmi della vita. Un tempo, al termine dell'obbligatorio servizio militare, il ragazzo "metteva le testa a posto" ed entrava nel mondo degli adulti. Ora ci sono ancora dei quarantenni che si chiedono cosa "faranno da grandi".
Nessuno pensa più al momento in cui finirà non tanto la vita quanto la tua vita. Eppure la Nera Signora, prima o poi, giunge, sempre.
E' saggio pensarci, e riflettere...

Il dialogo, non inedito, che ripropongo, nasce da una Tornata di Loggia. Ero allora Maestro Venerabile della mia Loggia e impostai la cosiddetta tornata funebre come profonda riflessione sul nostro appuntamento con la Nera Signora.
Ricordate "Samarcanda" cantata da Roberto Vecchioni?


Io parlo con me stesso

Parte prima

Personaggi:

                Io: l'uomo  che sa di dover partire

                L'altro io: il suo compagno inseparabile


Io. Buondì, L'altro io. L’uomo va. L’uomo torna. E’ sempre in cammino, mai fermo.

L'altro io. Buongiorno a te, Io. Che fai qui?

Io. Caro amico, sto riflettendo sulla mia vita. Dialogo con me stesso. Mi domando e mi rispondo. Ma le risposte non son quelle giuste.

L'altro io. E allora?

Io. Continuo a cercare, a domandarmi.

L'altro io. Tu sei in compagnia di te stesso, dici. E forse di altri, aggiungo io. E Dio? Non sei in compagnia di Dio?

Io. Dio? Quale Dio? Il Dio dei cattolici, il Dio dei protestanti, il Dio degli ebrei o dei musulmani? Tutte ottime “persone”, ma troppo particolari. Sono appunto il Dio degli uni o degli altri, ma non sono il Dio dell’uomo. Tutti gli uomini si sono affannati a spiegare che Dio è il loro Dio. Ma il Dio di tutti, il Dio dell’uomo, è il Dio sconosciuto. E lui è forse qui con me.

L'altro io. Tu sei massone, vero?

Io. La Massoneria non spiega le cose, ma stimola riflessioni.
Un simbolo che mi ha sempre colpito è l’Oriente Eterno, la Gran Loggia Celeste, dove uno scranno è già prenotato per me. Là mi attende il Maestro Venerabile, il Grande Architetto. Non so chi o cosa sia, ma mi piace sapere che mi sta aspettando.

L'altro io. Quindi aspetti.

Io. Aspettare la Nera Signora è un vero e proprio lavoro di preparazione, che ora, in prossimità della partenza, si fa pressante.

L'altro io. Preparazione a cosa?

Io. A lasciare questo mondo; a scardinare le gabbie psicologiche e razionali che non mi serviranno più. Mi svesto per partire nudo, come nudo arrivai.

L'altro io. E’ sconsolante.

Io. Ho grande fiducia nel mondo dopo il mondo, ma la mia fiducia nulla può per chi resta nel mondo prima del mondo. Subisce un lutto e deve essere aiutato. La pietas attenua il dolore e aiuta a trasformarlo in amarezza dell’assenza.

L'altro io. Sei uomo di fede, quindi.

Io. Non fede in ciò che verrà, ma fiducia che qualcosa verrà.

L'altro io. Quindi non: “credo che sarà”, ma: “ho fiducia che sarà”.

Io. Fede e fiducia non sono la stessa cosa, ma possono diventarlo. Fiducia significa apertura sull’uomo, su chi con tanti altri uomini, qui e ora, spera nel futuro.

L'altro io. Il senso religioso unisce. Le religioni dividono, perché le religioni sono opera del diavolo.

Io. Vedi, in fondo in fondo (ma proprio in fondo, veh!) ho una puntina di curiosità. Dicono che la morte sia come un dormire, e credo sia vero. Ma è sonno diverso: cessano le funzioni vitali e non c’è più sveglia.

L'altro io. In realtà, che succede?

Io. Io non lo so. Io sono davanti ad una porta chiusa. Al di là posso solo immaginare un mondo nel quale non valgono regole note. Oltre, non so andare.


(continua)


05 luglio 2026

Uguaglianza

Uguaglianza e regressione verso la media 


Nel trinomio Libertà – Uguaglianza – Fratellanza che orna i nostri templi compare in posizione centrale il richiamo all'uguaglianza.

Spesso mi sono chiesto se quando lavoriamo siamo tutti effettivamente uguali.

E’ l’apprendista uguale al compagno?

E’ il compagno uguale al maestro?

Può cioè esserci uguaglianza effettiva dove esiste una gerarchia simbolica e spirituale?

Come ormai mi è di consuetudine, quando l’astrattezza della speculazione mi conduce in un vicolo cieco, interrogo la maestria della natura.

Maestra Natura, l’uguaglianza è un fatto naturale?

Purtroppo debbo constatare che in natura l’uguaglianza non esiste.

Sia nel regno vegetale, che in quello animale, che in quello umano, la pianta, l’animale o l’uomo nascono con un patrimonio genetico diverso da qualsiasi altra pianta, animale o uomo della stessa specie o etnia o addirittura della stessa famiglia.

Non solo il patrimonio genetico non è uguale per tutti, ma lo stesso ambiente dove la pianta, l’animale o l’uomo crescono e si sviluppano non è uguale per tutti.

Le condizioni ambientali influiscono sulla crescita e sulla maturazione, e nel caso dell’individuo umano effetti diversi possono manifestarsi per la maggiore o minore presenza nell’ambiente di crescita del calore degli affetti famigliari.

Di più. Tra gli uomini gli stessi fratelli, che nascono e sono educati nello stesso ambiente, (per fortuna!) non sono uguali.

Tutte queste considerazioni ci dicono che proprio la natura sembra indicarci che l’uguaglianza non esiste.

Nella stessa natura è stato osservato un fenomeno biologico particolare: la “regressione verso la media”.

Per esempio da due genitori di statura spiccatamente superiore alla media possono nascere figli che, pur alti più della media, hanno una statura inferiore a quella dei genitori che si avvicina alla statura media degli altri individui, che è inferiore.

Pare insomma che, pur non esistendo uguaglianza in natura, la natura tenda a mediare i valori di disuguaglianza ed a ridurre le differenze.

Dal fenomeno di “regressione verso la media” deriva un insegnamento profondo: l’uguaglianza non esiste, bisogna saperla costruire.

Dobbiamo pertanto essere capaci di farci uguali, dobbiamo voler essere uguali eliminando le discriminazioni per inferiorità o superiorità.

Questo forse lo sentiamo meglio quando desideriamo sentirci uguali a coloro che consideriamo superiori a noi. Ma dobbiamo maggiormente sentirlo e desiderarlo anche nei confronti degli altri, coloro che consideriamo non (ancora?) pervenuti al nostro livello.

Vincere la presunzione verso coloro che riteniamo inferiori può aiutarci a superare eventuali complessi di inferiorità verso coloro che noi riteniamo superiori.

La reciprocità nei rapporti di loggia deve essere reversibile. Ogni fratello deve compiere nel suo interiore una volontaria “regressione verso la media”.

Azione volontaria in quanto può esplicarsi solo se il fratello intende il valore del trinomio nel suo insieme ed alla luce del concetto “Diritto – Dovere” che un massone deve sempre avere presente in sé, in ogni momento. Ed è proprio in tal modo che si ha anche la verifica che solo nella Libertà può nascere l’Uguaglianza, e che nella Libertà e Uguaglianza cresce la Fratellanza che alla fin fine è una grande e solida Amicizia fraterna.


04 luglio 2026

Il Segretario di Loggia

 Riflessioni del Segretario di Loggia sul Segretario di Loggia


Segretario o manipolatore?


Il modo di redigere i verbali di Loggia, le cosiddette Tavole architettoniche, spazia entro due limiti-confini.

Minimum: nome dei presenti e assenti, titolo della Tavola, nome degli intervenuti. E basta.

Maximum: resoconto dettagliato di ciascun intervento con il nome di chi lo ha fatto. Cioè: tizio dice questo, caio dice quest'altro, eccetera.

In genere le Tavole vengono redatte entro questi due termini con resoconti più o meno dettagliati (a seconda della disponibilità del segretario).

Io, segretario della mia Loggia, come scrivo le Tavole di Loggia?

Il mio fare è frutto della mia storia personale. Spiritualmente intricatissima (non mi ritrovo più con tante cose del passato: ma sono cose che mi hanno formato).

Punti fissi del verbale.

Registrazione dei presenti e dei giustificati. Risultato di eventuali decisioni e votazioni. Nome di chi redige la Tavola e titolo della Tavola. Nome dei Fratelli intervenuti. Poi… Poi...

Poi... Gli interventi, le pietre, vengono prese in carico dal Cantiere. Le pietre sono "marchiate " con il marchio di chi le ha sgrossate individualmente, ma vengono collettivamente e anonimamente depositate nel Cantiere. Il marchio è a conoscenza del Capo-cantiere, il Maestro Venerabile, non degli altri.

Nel cantiere sono depositate impersonalmente, a disposizione degli operai, che lavorano a gloria del cantiere, non in nome di questo o quel Fratello.

Tecnicamente il Segretario annota il nome di tutti quelli che intervengono nella tornata, e solo dopo l'elenco degli intervenuti riporta gli interventi, non come discorsi compiuti ma come elenco di punti significativi. Ciò che è stato detto non viene associato a chi lo ha detto.

Qui sta l'aspetto più significativo. Infatti  non ci devono mai essere in Loggia protagonismi, a volte mascherato da attivismo e voglia di fare; una specie di orgoglio nascosto del tipo: Vedi quanto sono bravo!

No, queste cose non ci devono essere in Loggia. Il corretto lavoro muratorio non ha bisogno di protagonisti.

Il Maestro Venerabile deve essere vigile e bloccare i protagonismi. L’Oratore deve essere rigido e parare i protagonisti. E il Segretario? Il Segretario semplicemente tace e non li registra.

Faccio un esempio, puramente teorico, per cui nessuno vi si può riconoscere perché non è riferito a nessun massone, né di questa Loggia né di altre.

Il fratello Bravini è solito richiamare i presenti alla tornata alla conformità degli aspetti più superficiali del Regolamento, esempio tipico l’abito nero o il correttissimo stare all'Ordine. Infatti il fratello Bravini, che di suo è bravino, termina spesso suggerendo ai presenti le "mancanze" (ma il suggerimento detto con quel tono  e quelle maniere diventa un pesante richiamo alla loro (presunta) “mancanza muratoria”). Ben si comporta allora il Segretario di quella Loggia a non registrare quella parte dell’intervento oppure, registrandola, a cambiarne il senso, che da rampogna e censura (atteggiamenti che non possono che dividere) diventano nel verbale incitamento all’unione e al bello dello stare insieme nel modo corretto.

E’ censura? No.

E’ manipolazione? Sì e no...

Sì, perché l’intervento non è stato proprio così. No, perché nella Tavola vanno registrate le cose che uniscono e non gli interventi che dividono, che per la loro stessa natura non fanno parte della Massoneria.

Da Segretario ritengo che la Tavola debba essere redatta secondo alcuni criteri.

Se nelle dinamiche della Tornata protagonismi emergono (attenzione: dico protagonismi, non protagonisti), compito di Venerabile, Oratore e Segretario è di attenuarli.

E il Segretario, qui, ha di fatto l’ultima parola. Ha infatti il Segretario il potere della damnatio memoriae.

Ciò che il Segretario ritiene non consono viene bellamente ignorato. E un eventuale lettore futuro della Tavola Architettonica non ne potrà saper nulla.

Credo sia questo un forte antidoto all’egoicità di qualcuno: la minaccia della irrilevanza.

Avrai pure un ego ingombrante o strabordante, ma in Loggia il tuo ego non solo non interessa bensì diventa controproducente.

Conseguenza dell’asserto è la tecnica di non riferire a nessun fratello le frasi riportate, ma inserirle in un contesto collettivo

Intervengono i  ffrr. A, B, C. Vengono lavorate le seguenti pietre: P1, P2, P3, P4, P5.

Ma ciò non significa una attribuzione nascosta, tipo A ha detto P1 e P2, B ha detto P3 e C ha detto P4 e P5.

No, perché le cose dette vanno rimescolate, appunto per spersonalizzare quanto detto.

Insomma l’optimum dovrebbe essere (il condizionale però è d’obbligo) che ognuno si ritrovi nella Tavola architettonica ma non riesca ad individuare quanto da lui detto.

03 luglio 2026

Salire

Salita

La montagna non si sale con la funivia. Non ha alcun valore evolutivo un’ascensione con tale mezzo. Anzi non è nemmeno un’ascensione. La montagna si sale esclusivamente con le proprie gambe, con le proprie forze. C’è il primo di cordata. Ma non è un maestro. E’ soltanto un fratello maggiore che percorre la stessa via, davanti a noi. La corda che unisce il primo al secondo di cordata è un sostegno reciproco, una sicurezza per entrambi.

Il bambino potrebbe benissimo cominciare a camminare da solo.

Tendergli la mano ed aiutarlo a compiere i primi passi va bene solo se è aiuto temporaneo e invito a camminare da solo.

L'insicurezza dell’uomo spesso nasce perché l'uomo non viene incoraggiato a fare da solo ma è abituato ad avere chi lo aiuta.

Succede che chi aiuta l'altro lo faccia per un secondo scopo (potere, prevaricazione) e non disinteressatamente (come deve essere il vero aiuto).

Aiutato, il bambino impara prima. Per imparare altro bisogna insegnargli ad essere autonomo.


Tarocchi: Il Mondo

 La Loggia lavora sulla carta XXI de Tarocchi

Il Mondo


Racconta la Genesi che Dio ha creato il mondo in sette giorni, lo genera da se stesso. La creazione è avvenuta tramite il verbo e – insegna la Cabala - via via che si discende nella creazione da Kether, la Corona, si avvertono successive condensazioni fino a a Malkuth, il Regno, massima caoticità e massima concentrazione dell’Amore divino. E’ come una grande colata d’amore che si materializza: l’amore non può essere impuro, ma solo più solidificato.

Abbinando l’Amore al mondo si considera appunto come essenza del mondo non tanto l’amore divino quanto l’Amore. E’ l’Amore umano, per i propri simili, che indubbiamente riceve influssi dai piani superiori, ma viene praticato da esseri umani, uomini e donne.

Il legame tra gli uomini è amore. La presenza del divino è amore per il prossimo. Si fatica a distinguere tra divino e umano

La caratteristica della rotondità non è solo della testa del feto, ma anche dell’utero materno, la matrice, il tepee dei nativi del Nord-America. La differenza tra linea curva (che ritorna su se stessa e quindi chiusa) e linea retta può essere solo apparente se pensiamo alla linea retta che va all’infinito e poi “ritorna dall’altra parte”: la linea retta non è altro che una grande linea curva con curvatura infinita.

Si considera l’uomo il più evoluto degli esseri viventi non tanto per l’ “autocoscienza” (presente anche in qualche animale) quanto per la compassione, cioè la capacità di “soffrire con” l’altro.

La Genesi insegna che Dio ha creato l’uomo in sette giorni; esiste anche un’altra Genesi che insegna che l’uomo ha creato Dio in sette notti. Dall’incontro delle due nasce il senso della trascendenza. Forse infatti l’Uomo è Dio che cade sotto i nostri sensi, mentre Dio è l’Uomo che ancora non cade sotto i nostri sensi.

Il Maestro Venerabile completa il lavoro.

Il Mondo è l’ultima carta degli Arcani maggiori; è una carta di compimento. Il suo numero è 21, ottenuto dal prodotto 7 per 3. Tre sono gli scalini della scala dell’Apprendista e sette sono gli scalini della scala al completamento del lavoro.

Nella carta è rappresentato il Tutto, l’Uno nel Tutto, l’antico en to pan.

La figura femminile è inserita in una mandorla o un circolo, insomma un qualcosa di chiuso che in realtà è una porta che si apre alla vita.

La vita nasce in un grembo chiuso, in sé perfetto: il grembo materno. Mai il feto si aspetterebbe di dover abbandonare quella situazione protetta, per lui ideale, per “nascere” come diciamo noi. Ma per lui, che deve abbandonare un mondo che conosce, per un nuovo mondo sconosciuto e potenzialmente ostile, forse la “nascita” assomiglia ad una “morte”.

L’uomo deve aprirsi verso qualcosa che non conosciamo perché l’Uno è il Tutto.


02 luglio 2026

Stonehenge e la Massoneria

 Partecipai ad una tornata di una Loggia della quale non ero più a piedilista.

Il non-lavoro

Ricordo quella tornata.

Tavola su Stonehenge.

Tavola certo interessante.

Ma posi una domanda: che c’entra una tavola su Stonehenge con ipotesi di fanta-archeologia (interessanti?) con la Massoneria?

Nessuno mi rispose, nemmeno il Maestro Venerabile.

Non vollero? O non seppero?


Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.