Visualizzazione post con etichetta ateo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ateo. Mostra tutti i post

01 ottobre 2026

Antichi Doveri: Primo 6

    Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte sesta

L'ateo e il libertino

Vecchio Copritore. L’ateo può avere il senso del sacro? può partecipare al sacro? E’ la domanda discriminante.

Ulisse. Non credo che essere ateo, specie se si considera il termine nel senso più “ampio”, impedisca la capacità di percepire il sacro.

Vecchio Copritore. Un oggetto sacro è qualcosa cui per un certo motivo qualcuno attribuisce altre qualità, diverse. Per esempio, l’ostia dell’eucarestia è una cialda di farina che per qualcuno è carne e sangue del dio, per altri simboleggia il corpo e il sangue del dio pur non essendolo, per altri è il cibo simbolico del pasto sacro, per altri ancora è una semplice cialda. Così qualunque altro oggetto o simbolo è sacro per qualche uomo e non per altri (il “sacro per tutti” è totalizzante).

Ulisse. Ciò che per me è un albero per altri può essere il simbolo dell'illuminazione (di Buddha sotto il sicomoro, per esempio) o il simbolo dell’asse del mondo. L'albero di Natale per qualcuno è un oggetto di arredamento, per altri un segno di festa, per altri ancora il simbolo della luce nascente dal buio più profondo.

Vecchio Copritore. Ecco perché non mi piacciono quelle manifestazioni di isterico integralismo che vedono bruciare la bandiera di un altra nazione.

Ulisse. La bandiera è simbolo ben più profondo di un governo temporaneamente in carica. Bruciandola si feriscono i sentimenti di tutti, anche di chi non si riconosce nella politica di quel governo.

Vecchio Copritore. Vi sono atei dichiarati che provano un vero e proprio senso sacrale verso l'uomo e l'umanità. Vi sono atei e agnostici che finalizzano il lavoro dell'uomo non a un improbabile (per loro) premio divino ma ad una ineliminabile (per loro) esigenza di giustizia verso l'Umanità, una sorta di compassione buddhista che deve (e sottolineo deve) far parte dell'essere uomo. E a questo sentire sono disposti a indirizzare (a volte “sacrificare”) la propria vita.

Ulisse. Essere in grado di sentire il senso del sacro può essere condizione di ammissibilità per la Massoneria o è necessario credere in un principio trascendente?

Vecchio Copritore. Innanzi tutto un bonario consiglio. Attenti alle definizioni: le vie per l'Essere Supremo o la Trascendenza o comunque si voglia dire sono praticamente illimitate. Definirle vuol dire limitarle.

Ulisse. L’argomento è spinoso. Per esempio chi ritiene che immanenza e trascendenza siano aspetti diversi di una stessa realtà, per cui non crede all'immanenza come non crede alla trascendenza può essere massone? Se in ultima analisi si considera l'Umanità come GADU e GADU come Umanità, rimaniamo nell'ambito muratorio o ne siamo fuori?

La domanda è sempre la stessa: un ateo può essere ammesso in Massoneria?

Vecchio Copritore. La risposta - credo - va data non per categorie (gli atei, i credenti, i religiosi o altro) ma sulle singole persone.

Ulisse. Quindi la credenza in un Essere supremo non deve essere (in effetti non lo è) la sola chiave per l'ingresso ma va inquadrata nell’insieme delle qualifiche e aspirazioni del bussante. Così l’ateismo non può essere necessariamente la causa del rifiuto ma va inquadrato nell'insieme delle qualifiche del candidato.

Vecchio Copritore. In ultima analisi l’ateo, che si sia dato una risposta oppure la stia ancora cercando, si è posto la domanda.

Ulisse. Già, la domanda… Parsifal per non aver posto la domanda a Re Anfortas viene allontanato dal castello del Graal. Solo dopo difficili battaglie e lunghi pellegrinaggi conquista la possibilità e la capacità di porre la domanda giusta al Re infermo e raggiungere la meta.

Vecchio Copritore. Forse la discriminante per l’ammissione in Loggia è non tanto il tipo di risposta, ma la domanda stessa. L’uomo che non si pone la domanda, il “nullista”, il “menefreghista” può essere ammesso tra noi?

Ulisse. Se bussasse alla porta del tempio il buon Zarathustra di Nietzsche, che proclama nel suo cuore «Dio è morto!» e vuole quindi costruire nuovi valori per l’uomo che vuole essere uomo, verrebbe respinto come ateo oppure accolto come operaio del cantiere?

Vecchio Copritore. Una volta ascoltai un libero muratore sostenere che qualsiasi idea di Dio ha falsificato la concezione della vita: la scienza e la filosofia hanno sempre fatto da serve alla religione. Che si creda a Dio, a Cristo, a Wakan Tanka, o all’Architetto dell’Universo, si conviene che la vita è soltanto illusione... Un massone – sosteneva – deve necessariamente essere ateo, con buona pace di Anderson.

Ulisse. Certi Massoni vedono il Grande Architetto come Dio, altri come il principio creatore, altri ancora l’hanno cancellato. Per altri massoni non può invece essere fissato in una nozione definitiva che ne limita e restringe il senso.

Vecchio Copritore. Il Grande Architetto dell'Universo è un simbolo, come tutto ciò che si trova in Loggia. Il simbolo parla all’uomo che non vuole essere solo uomo materiale e il simbolo del Grande Architetto dell'Universo parla a ciascun Fratello secondo la sua sensibilità.

Ulisse. Il Grande Architetto dell'Universo non è un dogma, non è il vegliardo barbuto: è il linguaggio che parla al cuore. Chi parla? L’infinito della coscienza dell’uomo.

(continua)



29 settembre 2026

Antichi Doveri: Primo 5

   Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte quinta


Ulisse. Una domanda scomoda: gli atei?

Vecchio Copritore. Il Primo Dovere è chiaro: il Massone “se intende rettamente l'Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso”.

Ulisse. Sì, Anderson è chiaro: l'ateo è stupido.

Vecchio Copritore. Anderson fu massone e pastore presbiteriano. Quando parla di “stupid atheist” a mio parere intende proprio l'uomo ateo che per il fatto di essere ateo è necessariamente stupido (e non invece – come pure a volte ho ascoltato in Loggia – distinguere tra l’ateo stupido e quello intelligente, come se in Massoneria potessero entrare gli atei intelligenti ma non quelli stupidi).

Ulisse. Che si intende per ateo? La radice etimologica indica la negazione della divinità e il senso comune indica l’ateo come colui che non crede in Dio.

Vecchio Copritore. Nel corso della storia l’accusa di ateismo è stata rivolta a molti (spesso “diversamente” credenti); per esempio Socrate, Spinoza e Giordano Bruno, tanto per citare solo tre nomi). L’essere ateo fu considerato un delitto da punire.

Ulisse. Nel rituale muratorio di origine scozzese non si parla di Dio, anche se ovviamente nessun atto o dichiarazione lo nega. Nella ritualità anglosassone è diverso. Il rituale Emulation fa accogliere il Candidato appena introdotto bendato in Loggia con una preghiera pronunciata proprio dal Maestro Venerabile: “Padre Onnipotente e supremo Governatore dell’Universo, illumina questi nostri lavori e dà a questo Candidato… la grazia di consacrare la sua vita al Tuo sevizio. Più avanti. Fortificalo donandogli un soffio della Tua Divina Saggezza…”. La preghiera termina “ad onore e Gloria del Tuo Santo Nome”.

Vecchio Copritore. Probabilmente la ritualità anglosassone risente anche della storia massonica del paese, segnata da una lunga separazione tra i Massoni Ancients e Moderns che terminerà solo nel 1813 con la nascita della Gran Loggia Unita di Inghilterra, le Costituzioni della quale iniziano così. “Un muratore è tenuto per la sua condizione ad obbedire alla legge morale e, se ben comprende l’Arte, non sarà mai un ateo stupido o un libertino irreligioso. Tra tutti gli uomini, egli dovrebbe capire meglio che Dio vede in modo diverso rispetto agli uomini, perché l’uomo vede l’apparenza, mentre Dio guarda il cuore…”.

Si ribadisce che non può esistere il massone ateo.

Ulisse. Cosa vuol dire essere ateo? Cosa significa, oggi, essere ateo?

Vecchio Copritore. Partiamo dall’esame etimologico: ateo deriva dal greco a = senza (alfa privativa) e theos = dio: senza dio.

Ulisse. Mi domando.

Il “ a-theos” = il “non-dio”, senza dio e per estensione (necessariamente?) il “senza trascendenza”?

Il “a-theos” = il non-teista, chi non accetta il dio rivelato, cioè il teismo (nel passato voleva dire appunto essere senza dio), ma non necessariamente essere “senza trascendenza”?

Oppure ancora: il “a-theos” = chi non si rivolge al qualcosa superiore ma si impegna personalmente, ora e qui, nell'ottica umana, perché la vita è in questo mondo (e il resto è altrove, oltre il proprio orizzonte)? Chi crede Dio essere nell'Umanità può entrare in Loggia?

Vecchio Copritore. In sintesi ti chiedi se ateismo sia indicatore di posizioni, anche religiose, discordanti con il concetto di dio rivelato. Mi pare possa esserci anche una specie di ipotesi implicita: non necessariamente dio implica “dio rivelato”.

Ulisse. Il passaggio più delicato nel lavoro di Loggia è nella costruzione dello spazio e del tempo sacri ove si svolgono i lavori muratorii. Il massone deve sentire il senso del sacro.

Vecchio Copritore. Il sacro è percepito come legato indissolubilmente alla religione e appare un'affermazione scontata. Certamente la religione implica il senso del sacro; ma il sacro implica necessariamente una religione? Può esserci il sacro al di fuori di una religione?

Ulisse. Anche il legame con il trascendente non mi pare possa porsi nei due sensi. Se il trascendente può implicare il sacro, non ritengo che necessariamente il sacro debba implicare il trascendente. La trascendenza, lo spirito sono modalità del sacro, ma il sacro è svincolato dalla trascendenza e dallo spirito. O no?

(continua)

26 settembre 2026

Antichi Doveri: Primo 3

  Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte terza

Vecchio Copritore. L’Atto di Successione del 1701 impedisce ad un cattolico di diventare re d’Inghilterra.

Ulisse. E Anderson qualche anno dopo prescrive: i Muratori sono obbligati a quella religione nella quale tutti gli uomini convengono. La gente si era stancata dei bagni di sangue.

Vecchio Copritore. E Anderson proclama: in Loggia sono accettati tutti, purché non atei né irreligiosi. Il cattolico e l’anglicano e il protestante invece di ammazzarsi siedono fianco a fianco chiamandosi fratelli. Non è rivoluzionario?

Ulisse. Tanto più che pochi anni prima era stato raggiunto l'accordo tra Inghilterra e Scozia: l'Atto del 1707 apriva l'una all'altra senza più contrasti e lotte tra inglesi e scozzesi.

Vecchio Copritore. C'era una Massoneria inglese e una Massoneria scozzese. Massoni inglesi e scozzesi dovevano lavorare in Loggia assieme senza contrasti geografici o politici (oggi diremmo etnici). Anderson stesso nato a Aberdeen era di origine scozzese, e il padre era membro di una Loggia di Aberdeen.

Ulisse. Parlare di religione nella quale tutti gli uomini convengono significava, in un mondo di divisioni religiose sanguinarie e drammatiche, sottolineare un forte senso di affratellamento e una sincera ricerca non di ciò che divide ma di ciò che unisce, appunto una specie di “religione universale”. E questa fu una rivoluzione!

Vecchio Copritore. Anderson fu però accusato di irreligiosità e addirittura di avere de-cristianizzato la Massoneria.

Ulisse. Anderson semplicemente insisteva sulla caratteristica di unire e di non dividere. Nel Sesto Dovere lo impone categoricamente: “non trattare di alcuna cosa inopportuna o sconveniente”, che noi traduciamo con: “non parlare di politica né di religione”.

Vecchio Copritore. E’ così, credo, che oggi si debba intendere: in tutte le credenze religiose e in tutte le religioni esiste un “nucleo” comune, al quale gli uomini danno nomi diversi e che riconoscono (onorano?) in modi diversi (i diversi culti?).

Ulisse. Tre secoli fa era lo stesso? Per quanto ne so fu causa – non unica – alla base della nascita nel 1753 di un’altra Gran Loggia, quella degli Antichi (Antients), di contro agli altri che vennero chiamati (bollati?) Moderni (Moderns).

Vecchio Copritore. Hai detto bene: fu causa non unica. Dobbiamo andare oltre le narrazioni che vedono gli Antients nascere in contrapposizione ai Moderns mediante una scissione dei Massoni tradizionalisti di contro agli altri che trascuravano l'antica tradizione. Non fu così.

Ulisse. La nascita della Gran Loggia degli Antichi va intesa non tanto come una divisione della Gran Loggia preesistente, quella nata nel 1717, per intenderci.

Vecchio Copritore. La Gran Loggia fondata nel 1751, quella degli Antients, fu fondata con la partecipazione in gran parte di massoni irlandesi immigrati a Londra, di origine modesta, ai quali l'ingresso nella Gran Loggia d'Inghilterra (quella di Anderson) pareva finanziarmente troppo onerosa. La nuova Gran Loggia nasce per opera di massoni in genere non aderenti alla prima.

Ulisse. Non ho intenzione di esaminare i motivi del cosiddetto “scisma” o “diaspora” e della successiva ricomposizione nella Gran Loggia Unita d’Inghilterra, ma non mi sento di accogliere la tesi così netta: cristiani gli Antichi e meno cristiani i Moderni.

Vecchio Copritore. Anderson cercò di rimuovere dagli Antichi Doveri gli elementi che potevano caratterizzare in senso non tanto cristiano quanto di questo o quel culto cristiano (cattolico, anglicano, luterano...) ed evitare distanze tra fratelli dell'un culto cristiano e fratelli dell'altro culto cristiano, ma tutti appunto nell’alveo del cristianesimo.

(continua)


23 settembre 2026

Antichi Doveri: Primo 1

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Primo Dovere

Parte prima


Non avevamo belle insegne,

E il nostro Tempio era vecchio e spoglio,

Ma conoscevamo gli antichi Landmarks,

E li osservavamo per filo e per segno.

E guardando tutto ciò all’indietro,

Mi colpisce questo fatto,

Che non esiste qualcosa come un infedele,

Eccetto, forse, noi stessi.

Rudyard Kipling


1 - Concernente Dio e la religione.

Un Muratore è tenuto, per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale; e se egli intende rettamente l'Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso. Ma sebbene nei tempi antichi i Muratori fossero obbligati in ogni Paese ad essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse, oggi peraltro si reputa più conveniente obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono, lasciando ad essi le loro particolari opinioni; ossia, essere uomini buoni e sinceri o uomini di onore ed onestà, quali che siano le denominazioni o le persuasioni che li possono distinguere; per cui la Muratorìa diviene il Centro di Unione, e il mezzo per conciliare sincera amicizia fra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti.

* * *

Ulisse. Gli Antichi Doveri non indicano lo scopo della Associazione, ma si limitano ad escludere tutto ciò che divide.

Vecchio Copritore. Infatti qualcuno potrebbe pensare a un circolo di affari. Sono proprio la legge morale e la sincera amicizia tra i massoni i vaccini contro scopi impropri.

Ulisse. Uomini di buoni costumi non fanno affari. Il primo obbligo è la legge morale: “Un Muratore è tenuto, per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale”.

Vecchio Copritore. Forse la traduzione e il tempo trascorso fa perdere di vista al Massone di oggi il senso profondo delle parole.

Ulisse. Ogni traduzione per quanto fedele perde qualcosa e aggiunge qualcos'altro.

Vecchio Copritore. Anderson scrive: “A Mason is oblig’d by his Tenure, to obey the moral law”. Noi traduciamo: “Un Muratore è tenuto per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale”.

Ulisse. “By his Tenure” tradotto con “per la sua condizione”.

Vecchio Copritore. Tenure è termine del linguaggio giuridico feudale francese, traghettato in Inghilterra con l'invasione normanna. Il vassallo prestava giuramento di fedeltà al sovrano, riconosceva la sua sovranità e si obbligava anche personalmente verso di lui. In cambio il sovrano cedeva al vassallo il possesso ereditario di un dominio dal quale ricavare i mezzi per vivere. Il re garantiva così la sicurezza del paese.

Ulisse. Se i Massoni accettati erano in genere nobili o alti borghesi era loro ben chiaro il significato di tenure.

Vecchio Copritore. Anderson in un certo senso allarga il significato di tenure: la reciprocità del vassallo verso il sovrano ora viene estesa dal Massone alla Legge Morale. Le nostre Leggi sulla morale non debbono transigere come non transigeva la fedeltà del vassallo verso il proprio signore.

(continua)







03 novembre 2015

Ateo e Massone?

Un ateo può essere massone?


E’ una domanda alla quale penso da tempo. Qui propongo sommariamente alcune considerazioni.
Ultimamente ho letto tre contributi, contrastanti perché derivanti da massoni dalla provenienza massonica diversa.
Innanzi tutto il massone anglosassone: FOR NO ATHEIST MAY BE MADE A FREEMASON in Pietre Stones Review of Freemasonry (http://www.freemasons-freemasonry.com/atheism-freemasonry.html)
Poi il massone “latino”: ATEISMO E MASSONERIA - INTERPRETAZIONE DEGLI ANTICHI DOVERI in La Cittadella delle Libere Mura
(http://www.cittadelladelleliberemura.eu/dialoghi/dialogo_ateismo_e_massoneria.html.
Infine un altro massone latino, che pone una domanda per certi versi drammatica: ¿QUEREMOS LOS MASONES ESTAR UNIDOS O SEPARADOS? in http://francmasones.ning.com/ profiles/blogs/queremos-los-masones-estar.
Sono tre punti di vista diversi.
Il primo fratello, membro della Gran Loggia del Distretto di Columbia, è rigorosamente in linea con il Primo Dovere di Anderson: il Muratore non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso.
Il secondo, italiano, propone una possibile interpretazione attualizzata del Primo Dovere.
Il terzo, in lingua spagnola, si domanda se non sia possibile, oggi, cominciare un lavoro di unione delle diverse concezioni Massoniche e quindi delle Massonerie.
Per tentare di rispondere alla domanda credo vadano tenuti presenti alcuni punti di partenza.
1. Gli Antichi Doveri di Anderson prescrivono l'impossibilità di essere massoni per lo stupido ateo, il libertino irreligioso, per uomini non nati liberi, non schiavi, con mutilazioni o difetti nel corpo. Non dovranno inoltre essere ammessi uomini di cattiva reputazione, immorali e le donne.
2. La massoneria inglese ha fissato nel secolo scorso tra i principi per il riconoscimento di Grandi Logge che una credenza nel G. A. D. U. e nella sua volontà rivelata sia una qualificazione essenziale per l’appartenenza, ponendo un paletto fondamentale per i riconoscimenti e semplicisticamente per la patente di "regolarità" di una Obbedienza massonica.
3. Nell'Europa continentale e in America latina sono presenti molte Obbedienze massoniche che non accettano uno o più dei paletti andersoniani e inglesi (ammettono donne, non considerano rilevante la credenza nell'Ente supremo come qualcosa di rivelato, e così via), tanto che non raramente là si parla di Massoneria dogmatica (quella anglosassone e nord-americana) che "imporrebbe" la credenza nel GADU e di Massoneria adogmatica (quella latina svincolata dalla credenza nell'Essere supremo).
4. Dal canto loro le Massonerie anglosassoni, per non smentirsi in questa corsa tra dogmatismo e non dogmatismo, parlano di Massoneria regolare (appunto quella conforme ai princìpi andersoniani anglosassoni) e irregolare (l'altra) in un gioco di reciproche scomuniche (se non altro semantiche) che nulla ha da insegnare a certe chiese (tranne ovviamente carcere e roghi).

Il rituale Emulation prescrive che il Maestro Venerabile interpelli il recipiendario al suo ingresso in Loggia: «In tutti i frangenti di difficoltà e di pericolo in chi riponete la vostra fiducia?». La risposta, suggerita dal 2° Diacono, è molto chiara: «In Dio».
Il rituale Duncan (Stati Uniti), dal canto suo, va oltre. Chiosa la risposta «In Dio» del candidato con una nota molto rigorosa: «Questa è la prima dichiarazione di un candidato prima dell'iniziazione. Egli ammette di credere in Dio e di avere fiducia in lui (he avows his belief and trust in God); è su questa sola confessione che si basa il suo ingresso tra noi. Se rifiutasse la conoscenza dell'esistenza di un Dio, sarebbe immediatamente respinto...».
Dunque: per la massoneria anglosassone non può esserci che una sola posizione: l'ateo, pur persona moralmente apprezzabile e ottimo cittadino, non può far parte della Massoneria, pena il venir meno dell'apertura al trascendente che ne è alla base. In questo senso il saggio del fr. Rubin For no atheist may be made a Freemason è molto chiaro e rigoroso.


Ma... ma... ma...
Facciamo un passo indietro.
Anderson, massone e pastore presbiteriano, "redige" i suoi doveri nei primi decenni del XVIII secolo, riprendendo precedenti doveri. Sono convinto che quando parla di stupid atheist intenda proprio l'uomo ateo che per il fatto di essere ateo è stupido (e non invece - come a volte ho ascoltato in Loggia - porre una differenza tra l'ateo stupido e quello intelligente).
Dunque, che si intende per ateo?
La radice etimologica indica la negazione di Dio e il senso comune indica l'ateo come colui che non crede in Dio. Ma nel corso della storia l'accusa di ateismo è stata rivolta a molti (specialmente a chi non credeva al dio dell'accusatore, considerato l'unico esistente e vero). L'essere ateo spesso era considerato un delitto da punire ed ancora oggi è riprovato da molti.
Al di là dell'opinione di Anderson, che dobbiamo tener presente in quanto i Doveri andersoniani sono posti alla base della regolarità di una Obbedienza massonica, ci dobbiamo però porre il problema se dopo trecento anni non si possa e debba ripuntualizzare la semantica del nome. (Non appaia una forzatura; quante volte abbiamo ascoltato fratelli disquisire in Loggia sull’ “uomo libero” inteso come “libero dalla schiavitù delle passioni”, mentre l'espressione inglese è molto chiara: free born, nato in condizioni di uomo libero, cioè non in condizione di schiavitù).
Nel nostro rituale (parlo del rituale italiano - del Goi, per intenderci) non si parla di Dio (l'unico cenno può essere nel divieto di parlare di politica e di religione: ma appunto religione, non Dio).
I lavori (come ogni atto rituale, iniziazione, passaggio) vengono svolti alla gloria del GADU, ma non si specifica nulla della sua natura, lasciando il problema al singolo massone, non ai lavori di Loggia. Nessun atto nei lavori e nelle iniziazioni di primo, secondo e terzo grado presuppone la credenza in Dio.
Ma i lavori muratori sono collettivi e il singolo influisce su tutti: se un singolo fratello lavora male è tutto il lavoro della Camera che ne risente.
Chi è oggi l'ateo?
Il "a (alfa privativo)-theos", il "non-dio", senza dio e per estensione il "senza trascendenza"?
Il "a (alfa privativo)-theos", il non-teista, chi non accetta il dio rivelato, il teismo (ma non necessariamente è deista)?
In sintesi: ateismo come indicatore delle posizioni, anche religiose, discordanti con il concetto di dio rivelato?
Il passaggio più delicato nel lavoro di Loggia è nella costruzione dello spazio e del tempo sacri ove si svolgono i lavori muratorii. Il massone deve sentire il senso del sacro.
Ecco, qui sta il punto cruciale: il senso del sacro, non necessariamente legato alla trascendenza o alla religione, perché le può comprendere e superare.
Il sacro è percepito come legato indissolubilmente alla religione e dopo venti secoli di cristianesimo appare un'affermazione scontata.. Ma non ritengo il legame tra religione e sacro necessariamente nei due sensi: la religione implica il sacro, ma il sacro non implica necessariamente la religione.
Il sacro implica il trascendente? Anche questo legame non mi pare possa porsi nei due sensi. Se il trascendente può implicare il sacro, non ritengo che necessariamente il sacro debba implicare il trascendente.
Faccio un esempio, semplificando al limite della correttezza. Il teologo cattolico Vito Mancuso nel suo lavoro sul l'anima (L'anima e il suo destino) considera l'uomo come una configurazione di energia, dalla più "grossolana" (il corpo) alla più "sottile" (l'anima) e - aggiungo io - alla "sottilissima" (spirito): dunque qualità diverse della stessa sostanza. Se l'energia è tutto ciò che costituisce l'universo, dal materiale allo spirituale, viene a cadere l'eterno contrasto tra materia e spirito, tra immanenza e trascendenza, tra corpo e anima in una sintesi superiore che è il superamento del binario (per parlare in linguaggio muratorio). La trascendenza, lo spirito sono modalità del sacro, ma il sacro è svincolato dalla trascendenza e dallo spirito.
L'ateo può avere il senso del sacro? può partecipare al sacro?
Non credo che essere ateo (specie se si considera il termine nel senso detto sopra) precluda la capacità di percepire il sacro. Un oggetto sacro è qualcosa cui per un certo motivo qualcuno attribuisce altre qualità, diverse. Per esempio, l'ostia dell'eucarestia è una cialda di farina che per qualcuno è carne e sangue del dio, per altri simboleggia il corpo del dio, per altri ancora è una semplice cialda. Così qualunque altro oggetto o simbolo è sacro a qualche uomo e non ad altri (tralascio il "sacro per tutti" perché è tipico di concezioni totalitarie e totalizzanti). Ciò che per me è un albero per altri può essere il simbolo dell'illuminazione (di Buddha sotto il sicomoro sacro) o il simbolo dell'asse del mondo. L'albero di Natale per qualcuno è un oggetto di arredamento, per altri un segno di festa, per altri ancora il simbolo della luce nascente in corrispondenza del solstizio d'inverno. Vi sono atei dichiarati (atei nel senso letterale etimologico) che provano un vero e proprio senso sacrale verso l'uomo e l'umanità. Vi sono atei e agnostici che finalizzano il lavoro dell'uomo non a un'improbabile (per loro) premio divino ma ad una ineliminabile (per loro) esigenza di giustizia verso l'Umanità, una sorta di compassione buddhista che deve (e sottolineo deve) far parte dell'essere uomo. E a questo sentire sono disposti a indirizzare la propria vita.
Essere in grado di sentire il senso del sacro può essere condizione di ammissibilità per la Massoneria o è necessario credere in un principio trascendente?
Chi ritiene che immanenza e trascendenza siano aspetti diversi di una stessa realtà, per cui non crede all'immanenza come non crede alla trascendenza può essere massone? Se in ultima analisi si considera l'Umanità come il GADU, rimaniamo nell'ambito muratorio o ne siamo fuori?
Belle domande...
In conclusione: un ateo può essere ammesso in Massoneria?
La risposta - credo - va data non per categorie (gli atei, i credenti, i religiosi o altro) ma sulle singole persone. Come quindi la credenza in un Essere supremo non può essere la sola chiave per l'ingresso ma va inquadrata nell'insieme delle qualifiche e aspirazioni del bussante, così l'"essere ateo" non può essere necessariamente la causa del rifiuto ma va inquadrato nell'insieme delle qualifiche del bussante.
In ultima analisi l'ateo o non-teista si è dato una risposta perché in precedenza si era posto la domanda. Ecco, credo che la discriminante possa essere non tanto chi dà un tipo di risposta, ma l'uomo che non si pone la domanda.
Mi domando: se paradossalmente bussasse alla porta del tempio lo Zarathustra, che nell'opera nietzschiana proclama nel suo cuore «Questo santo vegliardo non ha ancora sentito dire nella sua foresta, che Dio è morto!», ma vuole costruire nuovi valori, verrebbe respinto come ateo oppure accolto come operaio nel cantiere-Loggia?


16 settembre 2009

3.8.6 Domande

DOMANDA n. 1 (provocatoria).
Gli Antichi Doveri descrivono l’essenza della massoneria?

Da quanto riportato credo che i dubbi siano immediati e spontanei: invece di un organismo con valenze iniziatiche rivolte al lavoro interiore, ciò che emerge dalle regole andersoniane sembra piuttosto il ritratto di un’associazione di buoni amici, affratellati da legami fraterni, temperanti, morigerati e dediti alla beneficenza verso gli altri. Oggi con termine moderno definiremmo una tal associazione come club di servizio, non massoneria. Mi chiedo: sono proprio i Doveri andersoniani a individuare la Massoneria, tanto che se ne modifichiamo uno non facciamo più Massoneria? Oppure è la Massoneria come noi l'abbiamo praticata non conforme alle regole andersoniane?

DOMANDA n. 2 (provocatoria).
Gli Antichi Doveri sono normativamente immutabili e fissati per l'eternità? Oppure per la contestualizzazione spazio-temporale di qualsivoglia norma possono essere rettificati? oppure reinterpretati?

DOMANDA n. 3 (provocatoria).
Se un bussante si dichiara apertamente ateo (sia pure intelligente e non stupido) che si fa? Lo si accetta o lo si rifiuta?

Certamente si tratta di regole (fissate organicamente appunto dal reverendo Anderson, sia pure prendendo spunti da Old Charges preesistenti) che non possono che essere legate al tempo storico in cui il buon Anderson viveva e al comune sentire dell'epoca e dell'ambiente sociale e di un religioso.

Il passaggio dalla massoneria operativa alla massoneria speculativa si è sicuramente prolungato per molto tempo, secoli addirittura, e Anderson ha codificato quanto si era stabilito. Ovviamente ha agito da uomo del suo tempo, impregnato di illuminismo (al quale probabilmente è dovuto il concetto di Religione universale che gli valse l'accusa di de-cristianizzazione della massoneria) e certo gli si deve riconoscere il merito di avere almeno stabilito un corpus iuris che dopo quasi tre secoli è ancora riconosciuto valido.

Ciò non toglie che in una visione storicista si può andare anche oltre Anderson, non per il gusto di andare oltre ad ogni costo, ma semplicemente perché la situazione di oggi è cambiata.

Non riterrei quindi gli Antichi Doveri immutabili. Anche perché ho qualche dubbio che possano essere gli effettivi "paletti regolatori" della massoneria, ritenendoli appunto coerenti con le concezioni andersoniane e - in senso lato - tipiche della massoneria inglese del tempo.

In ogni caso il nostro buon reverendo, rapportandosi nella sua epoca, ebbe alcune importanti intuizioni (probabilmente anche della odierna massoneria anglosassone).

Capì che si dovevano evitare argomenti che dividessero (ecco la proibizione di parlar di politica e religione, argomenti tanto più scottanti in un paese che aveva conosciuto guerre di religione e di supremazia dinastica), comprese che si poteva far lavorare e tenere uniti persone di diversa cultura ed estrazione religiosa e di diversa estrazione sociale solo affidandosi a ciò che unisce, non a ciò che divide (ecco quindi l’importanza dello star bene assieme e la valorizzazione del senso di amicizia e fraternità). Principio rivoluzionario se rapportato ai tempi storici inglesi ed europei, ma principio rivoluzionario (purtroppo) anche oggi dopo tre secoli.

Credo comunque che sia un principio mutuato direttamente dalla operatività muratoria: se devi costruire un edificio, a te costruttore importa prima tenere il cantiere in armonia perché lavori proficuamente e mantenere uniti i singoli materiali, di qualunque sostanza siano fatti. E qui si apre una prospettiva immensa: le singole pietre siamo noi, e noi dobbiamo riconoscerci in grado di unirci agli altri, e dobbiamo lavorare su noi stessi.

DOMANDA n. 4.
Al bambino che oggi è ancora nel grembo materno, già sottoposto ad una quantità enorme di stimoli e che fin dalla prima infanzia avrà numerosissime sollecitazioni e impulsi solamente impensabili fino a pochi anni fa, questa massoneria, questo tipo di massoneria avrà ancora qualcosa da dire?

Prima di rispondere col cuore (dando una scontata risposta affermativa) pensiamo che la massoneria è una creazione umana, nata storicamente come struttura organizzata appunto nel settecento inglese - sia pure raccogliendo e collegando tradizioni precedenti - per rispondere ad esigenze di quei tempi e di quelle classi sociali (aristocrazia e poi borghesia e poi ceto medio). E' certamente anche suo merito se le società occidentale odierna non soffre più di alcuni mali, vere e proprie piaghe sociali del tempo. Molti uomini si sono formati tra le colonne del Tempio e hanno poi operato nella vita quotidiana e nella società a favore di tutti e non (solo) per i propri interessi.

Oggi la costruzione è ancora valida? Oppure per rispondere ad esigenze diverse si dovrà rettificare o al limite ricostruire oppure costruire qualcosa di nuovo?
Non ho risposte, ma credo che valga la pena porsi le domande, anche se possono non piacerci (e magari la risposta ci piacerà ancora meno).

14 settembre 2009

3.8.1 L'ateo stupido

Nel primo Dovere troviamo la famosa locuzione sullo stupido ateo (stupid atheist). Nella mia più che trentennale appartenenza all’Istituzione ho ascoltato numerose volte le sottili distinzioni tra l’ateo stupido e l’ateo che stupido non è, con discriminazione conclusiva solo verso lo stupido e non anche verso l’intelligente.

Da questa distinzione sottile sorgerebbe una paradossale conseguenza. Mentre il credente, stupido o non stupido, può far parte della massoneria, degli atei solo gli intelligenti potrebbero bussare con successo alla porta del Tempio, mentre gli altri (gli atei stupidi, appunto) verrebbero irrimediabilmente respinti.

Non ho però mai visto un esame contestualizzato al paese (spazio) e all'epoca (tempo) che giungesse a chiedersi se l'Anderson e i contemporanei intendessero proprio il senso simbolico e non quello letterale. Alla mentalità del pastore presbiteriano Anderson o del pastore anglicano Desagulier, altro "mostro sacro" della massoneria inglese del tempo, l'ateo non era per definizione stupido, appunto perché ateo?

Io però ho incontrato fratelli dichiaratamente atei: a causa della loro presenza la comunione (il Goi in questo caso) vedrebbe compromessa la sua regolarità permettendo la presenza nelle logge di fratelli atei?
Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.