Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri
De Officiis Antiquis
Primo Dovere
Parte quinta
Ulisse. Una domanda scomoda: gli atei?
Vecchio Copritore. Il Primo Dovere è chiaro: il Massone “se intende rettamente l'Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso”.
Ulisse. Sì, Anderson è chiaro: l'ateo è stupido.
Vecchio Copritore. Anderson fu massone e pastore presbiteriano. Quando parla di “stupid atheist” a mio parere intende proprio l'uomo ateo che per il fatto di essere ateo è necessariamente stupido (e non invece – come pure a volte ho ascoltato in Loggia – distinguere tra l’ateo stupido e quello intelligente, come se in Massoneria potessero entrare gli atei intelligenti ma non quelli stupidi).
Ulisse. Che si intende per ateo? La radice etimologica indica la negazione della divinità e il senso comune indica l’ateo come colui che non crede in Dio.
Vecchio Copritore. Nel corso della storia l’accusa di ateismo è stata rivolta a molti (spesso “diversamente” credenti); per esempio Socrate, Spinoza e Giordano Bruno, tanto per citare solo tre nomi). L’essere ateo fu considerato un delitto da punire.
Ulisse. Nel rituale muratorio di origine scozzese non si parla di Dio, anche se ovviamente nessun atto o dichiarazione lo nega. Nella ritualità anglosassone è diverso. Il rituale Emulation fa accogliere il Candidato appena introdotto bendato in Loggia con una preghiera pronunciata proprio dal Maestro Venerabile: “Padre Onnipotente e supremo Governatore dell’Universo, illumina questi nostri lavori e dà a questo Candidato… la grazia di consacrare la sua vita al Tuo sevizio. Più avanti. Fortificalo donandogli un soffio della Tua Divina Saggezza…”. La preghiera termina “ad onore e Gloria del Tuo Santo Nome”.
Vecchio Copritore. Probabilmente la ritualità anglosassone risente anche della storia massonica del paese, segnata da una lunga separazione tra i Massoni Ancients e Moderns che terminerà solo nel 1813 con la nascita della Gran Loggia Unita di Inghilterra, le Costituzioni della quale iniziano così. “Un muratore è tenuto per la sua condizione ad obbedire alla legge morale e, se ben comprende l’Arte, non sarà mai un ateo stupido o un libertino irreligioso. Tra tutti gli uomini, egli dovrebbe capire meglio che Dio vede in modo diverso rispetto agli uomini, perché l’uomo vede l’apparenza, mentre Dio guarda il cuore…”.
Si ribadisce che non può esistere il massone ateo.
Ulisse. Cosa vuol dire essere ateo? Cosa significa, oggi, essere ateo?
Vecchio Copritore. Partiamo dall’esame etimologico: ateo deriva dal greco a = senza (alfa privativa) e theos = dio: senza dio.
Ulisse. Mi domando.
Il “ a-theos” = il “non-dio”, senza dio e per estensione (necessariamente?) il “senza trascendenza”?
Il “a-theos” = il non-teista, chi non accetta il dio rivelato, cioè il teismo (nel passato voleva dire appunto essere senza dio), ma non necessariamente essere “senza trascendenza”?
Oppure ancora: il “a-theos” = chi non si rivolge al qualcosa superiore ma si impegna personalmente, ora e qui, nell'ottica umana, perché la vita è in questo mondo (e il resto è altrove, oltre il proprio orizzonte)? Chi crede Dio essere nell'Umanità può entrare in Loggia?
Vecchio Copritore. In sintesi ti chiedi se ateismo sia indicatore di posizioni, anche religiose, discordanti con il concetto di dio rivelato. Mi pare possa esserci anche una specie di ipotesi implicita: non necessariamente dio implica “dio rivelato”.
Ulisse. Il passaggio più delicato nel lavoro di Loggia è nella costruzione dello spazio e del tempo sacri ove si svolgono i lavori muratorii. Il massone deve sentire il senso del sacro.
Vecchio Copritore. Il sacro è percepito come legato indissolubilmente alla religione e appare un'affermazione scontata. Certamente la religione implica il senso del sacro; ma il sacro implica necessariamente una religione? Può esserci il sacro al di fuori di una religione?
Ulisse. Anche il legame con il trascendente non mi pare possa porsi nei due sensi. Se il trascendente può implicare il sacro, non ritengo che necessariamente il sacro debba implicare il trascendente. La trascendenza, lo spirito sono modalità del sacro, ma il sacro è svincolato dalla trascendenza e dallo spirito. O no?
(continua)
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