Lasciare i metalli fuori dal Tempio
Il comando, la prevaricazione, il potere
Se non conosciamo l'uomo (sapere come si è e non come si crede di essere) corriamo il rischio di scivoloni comportamentali.
Bisogna esaminare la propria coscienza, là dove sta il "dio imprigionato nella materia". Lì sono i nostri "metadati" che determinano le nostre azioni.
Troppo spesso non sappiamo leggerli o non sappiamo applicarli (con buona pace di Socrate convinto che fosse sufficiente conoscere il bene per praticarlo).
Quante volte abbiamo detto agli altri Fratelli di lasciare i metalli fuori dal Tempio e non abbiamo controllato dove fossero i nostri metalli!
Quante volte i nostri interventi in Loggia erano finalizzati al farsi vedere, al "compiaciuto auto-ascoltarsi"! Uno dei primi consigli di un vecchio Fratello quando passai Compagno fu molto chiaro: "Prima di intervenire in Loggia ascolta gli altri: forse dicono meglio quello che vorresti dire tu". Non era invito al silenzio ma consiglio per evitare lo spreco e il mettersi in mostra.
Ricordo un Maestro Venerabile che in tornata aperta apostrofò con compiaciuta autorità un Fratello: "Guarda in faccia il tuo Venerabile quando parli!". E non capì che invece stava mettendo in bella mostra i suoi metalli.
Se il ruolo o le azioni ci attribuiscono un potere abbiamo il dovere di non usarlo per i nostri scopi personali o le nostre passioni ma per l'utile di tutti.
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