14 settembre 2026

I metalli: il comando

Lasciare i metalli fuori dal Tempio

Il comando, la prevaricazione, il potere

Se non conosciamo l'uomo (sapere come si è e non come si crede di essere) corriamo il rischio di scivoloni comportamentali.

Bisogna esaminare la propria coscienza, là dove sta il "dio imprigionato nella materia". Lì sono i nostri "metadati" che determinano le nostre azioni.

Troppo spesso non sappiamo leggerli o non sappiamo applicarli (con buona pace di Socrate convinto che fosse sufficiente conoscere il bene per praticarlo).

Quante volte abbiamo detto agli altri Fratelli di lasciare i metalli fuori dal Tempio e non abbiamo controllato dove fossero i nostri metalli!

Quante volte i nostri interventi in Loggia erano finalizzati al farsi vedere, al "compiaciuto auto-ascoltarsi"! Uno dei primi consigli di un vecchio Fratello quando passai Compagno fu molto chiaro: "Prima di intervenire in Loggia ascolta gli altri: forse dicono meglio quello che vorresti dire tu". Non era invito al silenzio ma consiglio per evitare lo spreco e il mettersi in mostra.

Ricordo un Maestro Venerabile che in tornata aperta apostrofò con compiaciuta autorità un Fratello: "Guarda in faccia il tuo Venerabile quando parli!". E non capì che invece stava mettendo in bella mostra i suoi metalli.

Se il ruolo o le azioni ci attribuiscono un potere abbiamo il dovere di non usarlo per i nostri scopi personali o le nostre passioni ma per l'utile di tutti.


 

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.