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01 giugno 2014

Aiutare gli altri - Bristol

Il rituale Bristol è diffuso in Inghilterra. Qui descrive la stessa situazione già vista in precedenza: al Candidato, privato delle proprie disponibilità, è chiesto un aiuto per gli indigenti, un atto di charity, carità (termine che Michele Moramarco nella sua Enciclopedia massonica traduce con "amore"). E il Candidato non può soddisfare la richiesta...


M. Ven.  Fratello ... Siete ora di fronte a me come un uomo retto e Massone, e vi esorto in termini sempre più netti a continuare e ad agire come tale, ma ancora non ho avuto prove della vostra condotta, tranne le vostre promesse. Metto pertanto i vostri principi in qualche misura alla prova chiamandovi all'esercizio di quella forza che può giustamente essere denominate la caratteristica distintiva del cuore del Massone. Parlo della Carità. Non è necessario ora dilungarmi qui sui suoi lati positivi, perché senza dubbio è stata spesso praticata da voi; è sufficiente dire che ha l'approvazione del Cielo e della Terra, e come la sua sorella, Misericordia, è due volte benedetta; benedice colui che dà e benedice colui che prende. In una Istituzione così ampiamente diffusa come la Massoneria, i cui rami sono sparse in tutto il mondo, e sotto la cui insegna sono iscritti Imperatori, Re, Principi, Nobili e un vasto numero di altri entro le braccia dei quali la Fortuna cui ha riversato ricchezze in abbondanza, ci sono, non lo si può negare, molti Fratelli che hanno bevuto profondamente alla tazza dell'afflizione, sempre, anche fino al fondo. A nome di costoro, Fratello, come pure di diverse organizzazioni di Beneficenza Massonica, è nostro usuale costume suscitare la compassione di tutti i Candidati neo-iniziati. Siate certo che qualunque cosa siete disposto a dare sarà accettata con i nostri ringraziamenti e utilizzata correttamente. Il nostro Onorevole Precedente Maestro attenderà presso di voi per qualunque donazione siate disposto a dare.
Il Precedente Maestro si avvicina al Candidato con un piattino.
Precedente Maestro  Per ordine del Maestro Venerabile, aspetto qualunque donazione siete disposto a fare.
Il Candidato dovrebbe rispondere senza suggerimenti, se possibile.
Il Candidato risponde che è stato privato di tutto.
Precedente Maestro  Vorreste donare se foste in possesso di qualcosa?
Candidato  (risponde senza suggerimenti). Sì.
Precedente Maestro  Maestro Venerabile, il Candidato non è in grado di soddisfare la vostra richiesta, ma avrebbe voluto farlo se avesse potuto.
M. Ven.  Mi congratulo con voi per i sentimenti onorevoli che vi muovono, e al presente, per l'impossibilità di praticarli. Credetemi, questa richiesta non è stato effettuata al fine di deridere i vostri sentimenti, ma per tre motivi particolari.
Il primo è quello di controllare che voi non avete portato nessun oggetto offensivo o difensivo in Loggia che potrebbe turbare la sua armonia o mettere in pericolo la sua sicurezza, in caso positivo la cerimonia di iniziazione avrebbe dovuto essere ripetuta, e io avrei avuto lo sgradevole dovere di riprendere i miei Diaconi per la loro negligenza.
La seconda ragione è che, alla costruzione del Tempio di re Salomone a Gerusalemme, non furono uditi suoni di martello, ascia, o qualsiasi altro strumento di metallo, in modo che (come ci informa la sacra scrittura) non sarebbe stato inquinato, perché sul monte Sion non esisteva nulla se non armonia e pace.
Il terzo motivo è che in qualsiasi momento in futuro, dovendo rispondere a un povero e Fratello in difficoltà che chiede assistenza, potrete ricordarvi del momento in cui eravate all'angolo di nord-est della Loggia in miseria e povertà, senza un soldo, e quindi forse essere pronto per alleviare le sue difficoltà, per quanto i vostri mezzi lo consentiranno. Ma, Fratelli, non siete chiamati a impiegare tempo o denaro a danno di se stessi, della vostra famiglia e simili, men che mai vi si richiede di dare ad altri quando voi siete in debito. Infatti non sarebbe carità, ma ostentazione, anzi peggio, sarebbe ingiustizia. In primo luogo siate giusto, e poi generoso, perché, se non tenete in considerazione questa massima, potrete dare tutti i vostri beni per sfamare i poveri, e dare il vostro corpo per essere bruciato e non vi sarà nulla di profittevole, non è più che soffiare in una tromba o suonare un cimbalo tintinnante.


31 maggio 2014

Aiutare gli altri - Emulation

Vediamo infine come il Rituale Emulation descrive il Neofita che non è in grado di dar nulla.

M. Ven.  E' abitudine, quando si erigono importanti o superbi edifici, posare la prima pietra o pietra  fondamentale a un punto Nord-Est della costruzione. Voi, che siete stato ammesso ora nella Libera Muratoria, siete posto a Nord-Est della Loggia e simbolicamente rappresentate quella pietra. Dalle fondamenta poste questa sera possiate voi elevare un edificio perfetto in tutte le sue parti affinché sia motivo di orgoglio per chi lo costruì. Voi siete disposto, per quanto si può giudicare dalle apparenze esteriori, come un giusto e probo Libero Muratore. Io vi raccomando caldamente di continuare a comportarvi sempre come tale. Ma voglio mettere subito alla prova in qualche modo i vostri principi domandandovi di esercitare quella virtù che si può giustamente chiamare la caratteristica distintiva del cuore di un Libero Muratore: intendo dire la Carità. Non è ora il momento di tesserne gli elogi, ed io non dubito che voi abbiate già praticato questa virtù. Mi limito semplicemente a dire che ha l’approvazione del Cielo e della Terra e, come sua sorella, la Clemenza, benedice insieme colui che dà, così come colui che riceve. In una società così estesa come la Libera Muratoria, le cui diramazioni si estendono su tutte le parti del globo, non si può negare che ci siano molti membri che sono di rango e di censo, né si può nascondere che, fra le migliaia che si schierano sotto i nostri stendardi, ve ne sono di quelli che, forse per circostanze inevitabili di calamità o di disgrazie, sono ridotti all’estremo punto di povertà o miseria. È nostra consuetudine, quando abbiamo un nuovo Fratello, di suscitare in lui dei sentimenti di generosità in loro favore, domandandogli di fare la carità, secondo i mezzi di cui può disporre. Ora, quel che potete dare, consegnatelo al nostro Fratello 2° Diacono Sarà ricevuto con riconoscenza e sarà fedelmente distribuito.
Il 2° Diacono si porta davanti al Maestro Venerabile, quindi si volta su se stesso fino a trovarsi di fronte al Candidato, cui tende la mano sinistra oppure il vassoio per le elemosine.
2° Diacono  Avete qualcosa da dare per la causa della Carità?
Candidato  …....
Il 2° Diacono abbassa la mano o il vassoio e, se il Candidato non risponde prontamente, fa la seconda do­manda.
2° Diacono  Siete stato dunque spogliato di tutti i vostri oggetti dì valore prima dì entrare nella Loggia?
Candidato  ... (risponde affermativamente).
2° Diacono  Se non foste stato così privato, avreste donato generosamente?
Candidato  ... (risponde affermativamente).
2° Diacono  (si volta a destra. e, di fronte al M. Ven.,forma il Passo e si mette all'Ordine, posando la parte inferiore dell’asta a terra e sostenendola con la spalla d.) Maestro Venerabile, il nostro nuovo Fratello dichiara di essere stato spogliato di tutti i suoi oggetti di valore prima di entrare nella Loggia, altrimenti avrebbe donato generosamente (dà il Segno e torna alla destra del Candidato).

M. Ven.  Mi congratulo con voi per gli onorevoli e spontanei sentimenti dì cui siete animato e prendo atto della vostra impossibilità di soddisfarli in questo momento. Credetemi, questa prova non è stata fatta per prenderci gioco dei vostri sentimenti, lungi da noi una simile intenzione. Questa prova è stata fatta per tre ragioni speciali: la prima, come ho detto poc’anzi, per mettere alla prova i vostri principi; la seconda, per dimostrare ai Fratelli che non avevate con voi né denaro, né oggetti metallici, altrimenti la cerimonia, fino a questo punto, si sarebbe dovuta rifare; e la terza, perché vi sia d’esempio, che, qualora incontraste un Fratello bisognoso che vi domandasse di essere assistito, vi ricorderete il momento particolare in cui foste ricevuto nella Libera Muratoria, povero e spogliato di tutto e coglierete senza indugio l’occasione per praticare quella virtù che ora dichiarate di ammirare.

30 maggio 2014

Aiutare gli altri - Taylor

Ecco la stessa situazione nel rituale Taylor, (filone anglosassone)

Maestro Venerabile:  E' abitudine alla costruzione di tutti gli edifici importanti e superbi di posare la prima pietra o pietra di fondamento all'angolo Nord-Est della costruzione. Voi, nuovo ammesso tra i Liberi Muratori, siete posto nella parte a Nord-Est della Loggia, figurativamente per rappresentare quella pietra; e sulla fondazione posta questa sera, possiate elevare un edificio perfetto nelle sue parti ed onorevole per il costruttore. Voi ora siete, secondo tutte le apparenze, un giusto ed onesto Apprendista Accettato Libero Muratore, ed io vi raccomando caldamente di continuare a comportarvi come tale; tuttavia voglio immediatamente mettere alla prova i vostri principi chiedendovi di esercitare quella virtù che giustamente può essere ritenuta la caratteristica distintiva del cuore di un Libero Muratore, intendo parlare della Carità. Non è ora necessario dilungarci sul suo valore, senza dubbio è una virtù che avete provato e già praticato; è sufficiente qui dire che ha l'approvazione del Cielo e della Terra, e, come sua sorella, la Clemenza, benedice chi dà come chi riceve. In una società così estesa come la Libera Muratoria, le cui diramazioni sono sparse in tutto il globo, non si può negare che sono presenti membri di rango e abbienti; nemmeno si può nascondere che, tra le migliaia che si schierano sotto i nostri stendardi, ce ne sono alcuni che, per calamità impreviste o disgrazie, sono ridotti al punto estremo di povertà e disagio. E' nostra consuetudine risvegliare verso di loro i sentimenti di ogni nuovo Fratello, facendo un appello alla sua carità secondo i mezzi dei quali può ragionevolmente disporre. Ciò che potete dare consegnatelo al nostro Fratello 2° Diacono; sarà ricevuto con gratitudine e fedelmente distribuito.
La Cassetta della Beneficenza è portata al 2° Diacono che incrocia la Loggia in un punto opposto al piedistallo del Maestro Venerabile, si volta e si mette faccia al Candidato. Contemporaneamente il 1° Diacono va alla sinistra del Candidato.
2° Diacono (mostrando la Cassetta della Beneficenza al Candidato):  Avete qualcosa da dare per la causa della Carità?
Candidato:  (il 1° Diacono suggerisce, se necessario):  No.
2° Diacono:  Siete stato spogliato di tutti i metalli e oggetti di valore prima del vostro ingresso in Loggia?
Candidato:  (il 1° Diacono suggerisce, se necessario): Sì.
2° Diacono:  Se non fosse stato così, avreste dato liberamente?
Candidato:  (il 1° Diacono suggerisce, se necessario): Sì.
2° Diacono (si rivolge al Maestro Venerabile e fa il Passo e il Segno di Primo Grado): Maestro Venerabile, il nostro Fratello afferma che fu privato da tutti i metalli e dagli oggetti di valore prima di entrare in Loggia, altrimenti avrebbe donato liberamente. (Abbassa il Segno e ritorna alla destra del Candidato).
Il 1° Diacono ritorna al proprio posto. La Cassetta della Beneficenza viene tolta il più discretamente possibile.

Maestro Venerabile:  Mi congratulo con voi per gli onorevoli sentimenti mostrati, pur nella impossibilità momentanea di soddisfarli; credetemi, Fratello, questa prova non è stata fatta per giocare sui vostri sentimenti, lontano da noi una tale intenzione! E' stata fatta invece per tre motivi particolari, il primo, come già premesso, per mettere alla prova i vostri principi; il secondo, per dimostrare ai Fratelli che non avevate con voi metalli né oggetti metallici, perché in caso contrario la cerimonia della vostra iniziazione avrebbe dovuto essere ripetuta fino a questo punto; e terzo, come ammonimento al vostro cuore che se incontraste in futuro un amico o un Fratello in ristrettezze, vi ricordiate del momento in cui foste accolto nella Libera Muratoria, povero e senza vestiti, e volentieri abbracciate l'occasione di praticare verso di lui quella virtù che dichiarate di ammirare.

Aiutare gli altri - Duncan

Riporto qui il passo del Rituale Duncan nel quale si invita il Candidato, subito dopo il giuramento e ancora non a posto con gli abiti (è in ciabatte, vestito di un paio di brache e un camicione), a dare qualcosa per gli altri. La situazione è analoga a quella del nostro Rituale, ma la drammatizzazione è molto più intensa.
La traduzione è mia: non è un gran che, ma spero sia chiara.


M. Ven.  Fratello, in accordo con gli antichi costumi adottati dai Liberi Muratori, è necessario che ti venga richiesto  qualcosa composto da metallo, non per il suo intrinseco valore, ma perché venga conservato nei fondi di questa Loggia, per ricordare che tu fosti fatto Libero Muratore qui. Qualunque cosa, fratello, di metallico che tu possa avere con te, sarà accolto in modo grato, fosse un bottone, uno spillo, cinque o dieci centesimi – qualunque cosa, fratello.
Il candidato cerca qualcosa, diventa molto confuso. Cerca ancora, o riflette, si riconosce molto indigente, non essendo capace di contribuire nemmeno con uno spillo, la sua guida essendo stata molto accurata nel prendergli, prima di entrare nella Loggia, qualunque cosa avesse avuto con sé. Alla fine il candidato balbetta che non ha niente che possa dare, ma che se gli permettono di recarsi nell'anticamera dove ha lasciato i vestiti potrà contribuire. Naturalmente il Maestro Venerabile rifiuta il permesso e lo incalza con la richiesta, cosa che aumenta il disagio del candidato. Il Maestro Venerabile attende qualche minuto lasciando il candidato incerto e titubante.
M. Ven.  Fratello …, siete certo in stato di indigenza, quasi nudo, non possedendo un centesimo, nemmeno un bottone o uno spillo da elargire a questa Loggia. Lasciate che questa occasione abbia un effetto duraturo sulla vostra mente e sui vostri ricordi; e ricordate, dovreste vedere un amico, ma a maggior ragione un fratello, in una tale bisognosa condizione, contribuirete liberamente al suo aiuto e assistenza, come le sue necessità sembrano indicare e la vostra abilità permetterà, senza nessuna materiale mancanza a voi o alla vostra famiglia.

Fratello 1° Diacono riconducete questo candidato dal luogo ove è venuto e fatelo rivestire con tutto ciò che gli è stato tolto. Quindi riconducetelo nella Loggia per l'istruzione ulteriore.

29 maggio 2014

Aiutare gli altri

Abbiamo lasciato il nostro Candidato al termine del quarto viaggio, bendato e certamente scombussolato. Continua la sua avventura. 

D: Come continuò il Maestro Venerabile?
R: Il Maestro Venerabile mi ricordò che avrebbero forse potuto chiedermi un giorno di versare il mio sangue per i miei Fratelli e continuò raccomandandomi : se vi esporrete a versare il vostro sangue, che sia sempre per una causa giusta!
D: Vi disse altro?
R: Le parole che mi disse sono molto nitide nella mia mente.
D: Perché?
R: Il Maestro Venerabile riuscì ad insegnarmi una grande verità coinvolgendomi, se possibile, ancora di più.
D: In che modo?
R: Il Maestro Venerabile mi ricordò che era giunto il momento di mettere in pratica il secondo dovere del Libero Muratore.
D: Secondo Dovere?
R: Sì, il secondo dei tre doveri che mi aveva spiegato poco prima dei viaggi: il silenzio sulle prove, l'aiuto ai Fratelli e l'osservanza delle Leggi dei Liberi Muratori.
D: Quindi il secondo dovere è quello di aiutare i Fratelli.
R: Il Maestro Venerabile allora aveva detto: Praticare la virtù, soccorrere i vostri Fratelli, prevenire le loro necessità, alleviare le loro disgrazie e assisterli con i vostri consigli e il vostro affetto.
D: Cosa vi chiese il Maestro Venerabile?
R: Mi chiese di mettere in pratica il secondo dovere. Aggiunse poi che il Libero Muratore compie questo dovere senza ostentazione e il suo aiuto rimane avvolto dal segreto.
D: Ma questo è un altro aspetto del segreto?
R: Certo. I simboli, le regole, i precetti e le norme dei Liberi Muratori presentano molteplici aspetti.
D: Quindi non c'è mai la certezza?
R: Non è così. Gli aspetti diversi derivano dalla profondità dell'uomo. Il Libero Muratore non cessa mai di viaggiare nella propria profondità.
D: Compiste il vostro dovere di aiutare i Fratelli assecondando la richiesta del Maestro Venerabile?
R: Purtroppo no.
D: Non aiutaste un vostro Fratello nel bisogno?
R: No, non potei.
D: Non state accampando scuse?
R: No, nessuna scusa. Lo stesso Maestro Venerabile lo attestò.
D: In che modo.
R: Sottolineando il mio stato: Ma in questo momento non possiamo chiedervi aiuto per un bisognoso perché voi non potete disporre dei vostri mezzi: infatti vi sono stati ritirati i metalli.
D: Quindi non potevate aiutare perché non avevate i mezzi per aiutare.
R: E' così.
D: Ma se aveste avuto le possibilità avreste aiutato un Fratello nel bisogno?
R: Certamente. Questo è il grande insegnamento del Rito. In quel momento non avevo nulla, ero io indigente e bisognoso.
D: E il Maestro Venerabile?
R: Il Maestro Venerabile mi ammonì a non dimenticarmi mai di questo momento quando mi sarà chiesto di donare il superfluo. Disse proprio così: donare il superfluo. E aggiunse: Come voi in questo momento, tutti possono trovarsi senza risorse.
D: Sono belle parole.

R: Di più. Insegnano a non attaccarsi ai beni materiali e indicano come quel poco di cui ti privi può essere invece molto per un altro.
Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.