12 settembre 2026

Cattivi Maestri, buoni insegnamenti 2

Cattivi Maestri, buoni insegnamenti

Seconda parte

 Per diventare Maestri nel sapersi comportare è necessario trovare il Maestro in noi.

I tre gradi di Apprendista, Compagno e Maestro non sono tre fasi successive susseguentesi una dopo l'altra, ma tre modi di lavoro che possono intersecarsi e in genere si intersecano e continuano a intersecarsi e si ingarbugliano e si districano,... e via così. Il Libero Muratore può essere un poco Maestro se è un poco Apprendista e un poco Compagno. Ma può e deve essere un poco Apprendista se è già un poco Maestro, e via dicendo...

L'Apprendista lavora con una struttura di pensiero riflessivo-razionale; il Compagno utilizza prevalentemente l'intuizione immaginativa (ricettiva e simbolica), che si serve di miti, musica e incenso). Il Maestro applica una meditazione creativa, creando appunto un qualcosa che offre agli altri Fratelli, sempre cercando di unire e mai di dividere.

Nel lavoro in Secondo Grado si trasmettono emozioni e il Compagno cerca di mettersi nei panni dell'altro.

Con tutti i Fratelli, in un certo modo interconnessi tra loro, uno stesso fatto si affronta continuamente sia sul piano logico, sia sul piano intuitivo, sia sul piano creativo.

Come si distinguono pseudo-Maestri e pseudo-Scuole iniziatiche? Innanzi tutto da quanto fanno pagare: la validità di un maestro o scuola è inversamente proporzionale a quanto fanno pagare (l'iniziatore martinista, per esempio, ha l'obbligo di non far pagar nulla).

Ricordiamoci che chi dice di essere Maestro non lo è e chi è Maestro è non dice mai di esserlo.

Devi diffidare da colui che vuol portarti fuori da te stesso. Devi diffidare da chi ti impone regole che ti estraneano dal mondo. Devi diffidare da chi ti vuole separare dagli altri. La via individuale non è contro gli altri, ma è contro gli aspetti che ti legano al basso.

Quale Maestro migliore di quello che non si vede e non si conosce, ma si percepisce?

Per parte sua la Massoneria consente che Fratelli provenienti dalla vita quotidiana e dai mestieri lavorino assieme mantenendo il contatto con la realtà. E, soprattutto, lavorino insieme.

Leggiamo, una volta per tutte, il Primo Dovere: parla di amicizia, di stare assieme, di unione. Parla di religione, ma solo là dove dice della religione sulla quale tutti gli uomini concordano.

Non esistono Maestri buoni e Maestri cattivi. Si dice che il Maestro giunge quando l'allievo è pronto, ma il discorso è da ribaltare: il Maestro è pronto quando è pronto l'Apprendista.

Tanti Maestri non sono in grado di avere Apprendisti: sono Maestri?

Il Maestro va ricercato nella natura, anticamera dell'immaginazione.

I tre assi ordinatori dei tre gradi possono essere individuati in: ricerca, sperimentazione, applicazione. L'opera della Massoneria come scuola di pensiero nasce dall'iniziale disgregazione e non dall'aggregazione, che comparirà solo in un secondo tempo.

Non si deve confondere il Maestro con una specie di lampara, la lampada montata sulle barche che nell'oscurità della notte fa luce per attirare i pesci e permetterne la pesca. Il Maestro non ti cattura perché l'obiettivo del Maestro è di essere superato dall'allievo (simbolicamente è l'uccisione del Maestro).

Ragionando con il cuore valutiamo se chi ci propone una via fa leva sulle nostre forze oppure sulle nostre debolezze. Se insegna a far leva su noi stessi allora il lavoro è basato sui punti di forza; se invece si propone come soluzione dei nostri problemi allora lavora sulle nostre debolezze e mira a creare un legame di dipendenza con lui, legame che non rende liberi, ma schiavi.

Il Fratello Oratore conclude il lavoro delle tre Camere della Loggia con una sola parola: Responsabilità.

Ogni volta che un maestro o una scuola lavora sulle debolezze di chi si avvicina, bisogna riflettere. Se nel maestro e nella sua scuola è presente un atteggiamento consolatorio o ricompensatorio. Se la presenza dell'Apprendista è necessaria per la sopravvivenza materiale, deve suonare nell'Apprendista un campanello d'allarme.

Nessun commento:

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.