martedì 3 giugno 2014

I viaggi del profano sono terminati...

Avevamo lasciato il nostro Candidato al termine del quarto viaggio. 

D: Come continuò il Maestro Venerabile?
R: Mi disse che apprezzava la fermezza dimostrata nel superare le prove. Era però suo dovere consultare - qui usò una perifrasi che mi fece scorrere un brivido lungo la schiena - coloro ai quali dovrò unirvi per tutta la vita.
D: Perché questa espressione vi emozionò?
R: Perché indica un sentimento forte, centrato non tanto sulle Istituzioni o le Organizzazioni, quanto sull'uomo. Il rapporto dell'uomo con l'uomo è al centro del pensiero e dell'azione dell'uomo.
D: Quindi il Maestro Venerabile fece votare la vostra ammissione?
R: Non subito. Prima mi fece uscire. Ma prima ancora di uscire volle farmi conoscere il testo della Promessa che avrei dovuto prestare.
D: Quindi vi ha fatto conoscere quello su cui avreste dovuto impegnarvi.
R: Sì, in Massoneria non si vuole che vengano presi impegni senza conoscere ciò su cui ci si deve impegnare.
D: Terminata la lettura cosa successe?
R: Il Maestro Venerabile mi lasciò alcuni minuti per riflettere. Se, udendo la formula della Promessa - mi disse - vi fosse sorto nell'animo qualche dubbio e non vi sentiste di prestarlo, siete ancora libero di ritirarvi...
D: E voi?
R: Sinceramente non avevo bisogno di ulteriori ripensamenti, ormai ero ben deciso.
D: Quindi eravate ormai ben deciso?
R: Sì. Infatti il Maestro Venerabile mi chiese se avessi riflettuto sulla serietà e importanza della Promessa ed io risposi affermativamente.
D: Quindi prometteste?
R: Prima il Maestro Venerabile ordinò che fossi riportato nella Sala dei Passi Perduti.
D: Cosa successe nella Sala dei Passi Perduti?
R: L'Esperto mi fece ricomporre gli abiti, ma mi lasciò la benda sugli occhi.
D: Nel frattempo cosa fece il Maestro Venerabile?
R: Seppi che fece votare definitivamente la mia ammissione.
D: Avreste quindi potuto anche essere rifiutato dai Fratelli?
R: Sì. Se non fossero stati convinti del mio comportamento i Fratelli avrebbero potuto respingere la mia ammissione.
D: Dopo aver riassettato l'abito che faceste?
R: Nulla. Nella Sala dei Passi Perduti l'Esperto non disse nulla se non qualche parola sottovoce per farmi sistemare gli abiti.
D: Quindi aspettaste?
R: Sì. Ero molto confuso e non riuscivo ancora a raccapezzarmi di quell'esperienza che mi appariva a dir poco strana. Ma l'attesa fu breve.
D: Alcuni minuti?
R: Dopo pochi minuti si aprì la porta e una voce (seppi che era il Copritore) disse: Fratello Esperto introducete il profano.
D: Quindi entraste?
R: Non dimenticate che ero ancora bendato. Mi fecero fare alcuni passi e mi fecero fermare. Avvertivo una atmosfera diversa dalla precedente, come carica di attese.
D: Che volete dire?
R: E' difficile da spiegare. Era certamente la stanza dove ero stato sottoposto a quella ritualità ancora strana ai miei occhi. Mentre durante le prove avvertivo una specie di curiosità mista ad estraneità ora invece trovavo una atmosfera completamente diversa, una specie di sollecita attesa di persone impazienti di conoscermi.
D: Quanto durò l'attesa?
R: Pochi istanti. Appena mi fecero fermare giunse l'ordine del Maestro Venerabile.
D: Cosa ordinò il Maestro Venerabile?

R: Il Maestro Venerabile ordinò al 1° Sorvegliante di far togliere la benda dagli occhi del profano.

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