domenica 29 giugno 2014

Sulla soglia del Tempio

Il Compagno ha bussato e... in un certo modo gli è stato aperto. Ma non pare venga accolto favorevolmente.

D: Perché rispose il 1° Esperto?
R: Suppongo che ormai mi conoscesse bene: mi aveva sorretto quando bussai da profano alla porta del Tempio e fu sempre lui ad avermi accompagnato a bussare da Apprendista alla Camera di Compagno.
D: Cosa rispose il 1° Esperto?
R: Che io ritenevo di meritare un aumento di salario.
D: E il Venerabilissimo Maestro?
R: Si mostrò ancora brusco. Non mi cacciò, ma puntualizzò che avrei dovuto provare il mio merito.
D: Non disse altro?
R: Aggiunse una cosa che mi agghiacciò. Ordinò ai Maestri di armarsi per difendersi (evidentemente da me, l'unico estraneo) perché avrei potuto essere uno dei cattivi Compagni che avevano cercato di impossessarsi con la forza dei segreti della Muratorìa.
D: Voi cosa faceste?
R: Nulla, restai immobilizzato tra i due Esperti mentre udivo i Maestri sfoderare le spade e sentivo quelle spade tintinnare  minacciosamente.
D: E poi?
R: Risuonò la voce del Venerabilissimo Maestro, niente affatto rassicurante: Che entri, ma resti presso la porta per essere interrogato.
D: Quindi vi ha fatto entrare?
R: Non capite? Mi ha lasciato alla porta; non ho avuto nemmeno il permesso di andare tra le Colonne come viene concesso a chiunque entri a Tornata aperta.
D: Però siete entrato!
R: Sì, ma come? Trascinato all'indietro, con due spade puntate sul petto.
D: Ma siete entrato!
R: Per modo di dire. E' vero che mi avevano lasciato le braccia e abbassato le spade, ma la minaccia nei miei confronti era palpabile.
D: Ma eravate pur sempre nel Tempio!

R: No, ero sulla soglia, rivolto all'indietro (verso l'esterno!?!) sotto la minaccia di un fosco avvertimento: Non osi guardare l'Oriente!

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