17 giugno 2014

Forza e Bellezza

L'Apprendista è entrato e il Maestro Venerabile gli rivolge alcuni insegnamenti.

D: Come doveva essere ora il lavoro?
R: Avrei dovuto alimentare una Conoscenza più sottile.
D: Che significa?
R: Alla Forza avrei dovuto aggiungere la Bellezza.
D: Cosa sono Forza e Bellezza?
R: La Forza indica l'intelletto e la Bellezza l'immaginazione.
D: Perché dovete aggiungere la Bellezza alla Forza?
R: Per suscitare l'Intuizione che trascende il Raziocinio.
D: Come indicano i Compagni l'unione di Forza e Bellezza?
R: In linguaggio muratorio si dice “Passare dalla Perpendicolare alla Livella”.
D: Cosa vuol dire?
R: Significa passare dall'Attività alla Passività.
D: Quali strumenti indicano l'Attività e la Passività?
R: L'Attività è simboleggiata dal Filo a Piombo (verticale) e la Passività dalla Livella (orizzontale).
D: Perché il Compagno deve passare dall'Attività alla Passività?
R: Perché deve trascendere queste due forze che determinano ogni manifestazione.
D: Qual è lo scopo di questa attività del Compagno?

R: Raggiungere, attraverso la confluenza delle due forze attiva e passiva, un perfetto equilibrio di una sintesi superiore.

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.