21 giugno 2026

Il Maestro Venerabile in Loggia 2

 Continua l' "affabulazione" sulle facoltà e i poteri del Maestro Venerabile in Loggia. Eravamo restati alla esortazione del Vecchio Copritore:

« Non "correggere", bensì "stimolare". La maestria deve suscitare stimoli ».



DE VENERABILE MAGISTRO POTESTATE

Parte seconda

Ulisse. Ma che c’entra con le elezioni?

Vecchio Copritore. L’uomo non deve raggiungere la santità, ma un comportamento (pensiero e azione) retto. Temo l’iniziato al potere: spesso non riesce a capire gli altri, spesso diventa un despota, spesso si ritiene investito di una funzione superiore.

PAUSA

Vecchio Copritore. Ti racconto un apologo, Ulisse.
Un giorno gli alberi cercavano un re che regnasse su di loro. Chiesero all’ulivo: “Regna tu su di noi”. Ma l’ulivo rifiutò: “Dovrei rinunciare al mio olio che Dio e gli uomini onorano in me, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?” Allora gli alberi chiesero al fico: “Vieni tu a regnare su di noi”. Ma il fico rispose: “Io dovrei rinunciare alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?” Poi gli alberi chiesero alla vite: “Vieni tu a regnare su di noi”. Ma la vite rispose: “Io dovrei rinunciare al mio vino, che rallegra Dio e gli uomini, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?” Allora tutti gli alberi dissero al pruno: “Vieni tu a regnare su di noi”. Il pruno rispose agli alberi: “Se proprio mi volete re per regnare su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia ombra; se no, esca un fuoco dal pruno, e vi divori!”.

Ulisse. Divertente. Ma che vuol dire?

Vecchio Copritore. Divertente, sì. Ma di una grande saggezza. Ovviamente l'aneddoto non è mio: vien da molto lontano, dal libro dei Giudici, e si riferisce ai Sichemiti che aiutarono il figlio illegittimo di Gedeone ad impadronirsi del potere.

Ulisse. Ma nessun Maestro Venerabile può essere così sanguinario!

Vecchio Copritore. Non ti ho raccontato l’apologo in questo senso. Semplicemente per sottolineare che un Maestro Venerabile è espressione dei Maestri della Loggia.

Ulisse. Non è sempre così?

Vecchio Copritore. Se un Maestro Venerabile eccede nelle sue funzioni, ciò significa che i Maestri della Loggia, che non intervengono, ne accettano il comportamento. Oppure si dimostrano incapaci a limitarlo. E comunque devono sapere che un Maestro Venerabile parla sempre per loro, anche se loro non lo accettano.

Ulisse. E’ vero: per un autocrate che raggiunge il potere ci son sempre cento e più persone che son contente di servire il potere.

Vecchio Copritore. Nel suo piccolo può succedere anche in Massoneria. Sotto altre forme, con altri modi, ma sostanzialmente l’atteggiamento è lo stesso.
Il senso del potere è qualcosa di insopprimibile. Non appena due o tre uomini si riuniscono, specialmente se decidono di agire, nasce il potere, e uno di essi si sente o si proclama o viene proclamato il capo, il maestro. E’ inevitabile – si dice – e gli altri accettano.
E’ insomma una specie di libido, e spesso libido a doppio senso: chi comanda e chi vuole essere comandato. E’ qui il fulcro.

Ulisse. Uno si proclama e gli altri riconoscono: il potere non è mai solitario. In piccolo succede anche da noi. E’ proprio vero che la Loggia è l’immagine dell’uomo!...

Vecchio Copritore. Non solo la Loggia. Hai mai pensato alla funzione dei cosiddetti “Garanti di Amicizia”?

Ulisse. Chi sono ?

Vecchio Copritore. Ulisse, hai fatto la domanda corretta. Chi sono i Garanti di Amicizia?

Ulisse. Per quanto ne ho capito una specie di ambasciatori tra le Istituzioni massoniche di varie nazioni.

Vecchio Copritore. Così si dice. Ma… è così?

Ulisse. Non capisco.

Vecchio Copritore. Il Garante di Amicizia dovrebbe essere un viaggiatore e conoscere bene chi rappresenta. Dovrebbe conoscere la loro lingua e la loro cultura e il loro sentire. Dovrebbe, insomma, partecipare alla loro vita massonica ed essere il trattino di congiunzione tra noi e loro.

Ulisse. E’ vero.

Vecchio Copritore. Invece è diventato altro. Spesso è il compenso elargito al fedele seguace di chi in quel periodo gestisce il potere, grande o piccolo che sia, nella associazione organizzativa.

Ulisse. E’ un giudizio duro.

Vecchio Copritore. Duro, ma realistico. Se aggiungi che i Garanti sono membri di diritto di questo e di quello, che stanno, ciliegina sulla torta, in bella mostra appollaiati all’Oriente durante i lavori di Loggia venendo ricevuti addirittura dopo i Presidenti dei Collegi… Dài, ce n’è più che a sufficienza per solleticare egotismi personali, specialmente quelli piccini piccini!

Ulisse. Mi stai dicendo: Dare il contentino e il grembiulino perché l’uomo (qualche uomo) ha bisogno di pompa come segno esteriore di “potere”?

Vecchio Copritore. L’uomo ha bisogno di pompa. I sovrani antichi lo sapevano: addirittura diventavano dei o figli di dei per marcare la differenza con gli altri. I papi lo sapevano: sono diventati “vicario” di Dio.
Gli autocrati al potere lo sanno e si circondano anche loro di pompa, magari rivista in chiave moderna e consona al contesto. La pompa magna di oggi magari è più grossolana ma non meno efficiente.

Ulisse. Non mi aspettavo fosse così diffusa anche in Massoneria.

Vecchio Copritore. In Massoneria, no. Ma in massoneria, sì.

Ulisse. Già, la M minuscola e la M maiuscola...

Vecchio Copritore. Ben lo sapevano i nostri padri fondatori... I massoni operativi avevano un criterio molto oggettivo per giudicare il lavoro: la solidità del muro.
Nella Massoneria speculativa questo controllo non c’è più. Se un Maestro operativo era incapace, se quel cantiere costruiva muri che non restavano in piedi o cattedrali che crollavano allora quel Maestro, quel cantiere non avrebbero trovato più commesse.
Oggi la situazione è più complessa. Ci sono stati e ci sono Maestri di Loggia, nel linguaggio moderno Maestri Venerabili, incapaci di essere Maestri Venerabili. Se non addirittura deleteri per la vita della Loggia!


(continua)

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.