29 giugno 2026

I cattivi Compagni 4

 

 Three Ruffians

Quarta parte


Giustiziati i tre ruffians, Re Salomone si dedica alla ricerca del corpo di Hiram. Si pone il problema della Parola di Maestro. Che succederà con la scomparsa di Hiram?


Vecchio Copritore. Re Salomone aveva anche disposto, al ritrovamento del corpo, di osservare se vicino o sulle spoglie ci fosse qualcosa che richiamasse la Parola di Maestro oppure qualcosa di pertinente al Grado di Maestro.
I dodici vanno ancora per le quattro direzioni cardinali, divisi in quattro gruppi. Procedono lentamente alla ricerca di indizi o segni. Le ricerche sono lunghe ed estenuanti, e inconcludenti.
Dopo quindici giorni, uno del gruppo andato in direzione ovest, essendo più stanco degli altri, si siede sulla cima di una collina, a ovest del monte Moria, per riposare e rinfrescarsi. Nel tentativo di rialzarsi, afferra un ramo di acacia, che sorprendentemente gli resta in mano. Lì la terra è smossa. Chiama i compagni e scavano. Scoprono un corpo ormai in avanzato stato di putrefazione. Accanto c’è solo il gioiello di Hiram, che permette così di identificare il cadavere.

Ulisse. Re Salomone viene avvisato subito.

Vecchio Copritore. Re Salomone si consulta con Hiram, re di Tiro: non sanno se Hiram prima di morire si sia lasciato sfuggire la Parola.
Ma c’è una cosa che i Massoni italiani non conoscono. Era stato deciso tra Re Salomone, Hiram Re di Tiro e Hiram Abif che la Parola di Maestro sarebbe stata trasmessa al nuovo Maestro con la presenza contemporanea di tutti e tre.
Quindi in ogni caso, sia che Hiram Abif avesse mantenuto il segreto o lo avesse svelato, la Parola di Maestro era stata persa, a causa della sua morte. Salomone e Hiram re di Tiro decisero così di utilizzare da quel momento in poi come Parola la prima pronunciata al sollevamento del corpo: la Parola Sostituita sarebbe stata utilizzata in futuro come parola del grado di Maestro fino a quando sarebbe stata ritrovata la Parola giusta.

Ulisse. Quindi la Parola di Maestro che ci venne data alla nostra elevazione non è la parola giusta? Ma questo vuol dire che il Grado di Maestro non è completo ma bisogna ancora andare oltre?

Vecchio Copritore. Le tue sono domande fondamentali. Non rispondo ora. Qui mi limito a parlare di Hiram. Ma non dimentichiamo le domande.
Giunti alla tomba ormai aperta, Re Salomone e i Compagni vi si mettono attorno. Re Salomone ordina a uno dei Compagni di Mestiere di afferrare il corpo e tentare di sollevarlo. Non riesce: La carne si stacca dalle ossa per lo stato di avanzata decomposizione.

Ulisse. La carne si stacca dalle ossa. E’ tutto putrefatto.

Vecchio Copritore. Re Salomone ordina ad un altro Compagno di alzare il corpo, ma anche lui non riesce per lo stato di decomposizione del cadavere: E’ tutto putrefatto, si giustifica quel coraggioso che aveva combattuto le esalazioni della putredine.

Ulisse. E’ tutto putrefatto. La carne si stacca dalle ossa.

Vecchio Copritore. Re Salomone allora invita tutti ad una fervida preghiera. Con il suo diretto intervento e l’aiuto dei due Compagni coraggiosi, la storia termina come ogni Maestro Libero Muratore ben sa.

Ulisse. Ecco Hiram, qui tra noi.

Vecchio Copritore. Il corpo di Hiram fu quindi portato nel Tempio per una decente sepoltura e fu sepolto nella debita forma.

Ulisse. Hiram fu così sepolto tre volte: la prima, tra le macerie del cantiere, la seconda sulla cima di una collina a ovest del monte Moria, e la terza e ultima volta accanto al Santo dei Santi del Tempio di Re Salomone, il più vicino possibile permesso dalla Legge.

Vecchio Copritore. La storia non termina qui. La tradizione racconta che alla memoria di Hiram fu eretto un monumento costituito da una bella vergine piangente sopra una colonna spezzata; davanti a lei un libro aperto, nella mano destra un ramoscello di acacia, nella sinistra un’urna, dietro di lei sta il Tempo, che spiega e conta i suoi riccioli.

Ulisse. La colonna spezzata indica lo stato del Tempio (potrà mai essere completato?) e la ragazza piangente ricorda la prematura scomparsa di Hiram Abif; il libro aperto suggerisce che la virtù di Hiram è registrata nel libro della memoria a perenne ricordo.

Vecchio Copritore. Concentriamoci sul ramoscello di acacia nella destra. L’acacia ha un ruolo importante nella storia. L’acacia è una pianta spinosa: il suo nome deriva proprio dal raddoppio di aké, spina e invita a penetrare.

Ulisse. Penetrare, cioè andare oltre la materia, raggiungere il quid non materiale.

Vecchio Copritore. La ragazza nella sinistra tiene un’urna cineraria. La memoria ci ricorda da una parte il quid oltre la materia e dall’altra l’urna di Hiram, le cui ceneri furono sepolte finalmente in un luogo degno. Il tempo, la pazienza e la perseveranza compiono tutte le cose.

Ulisse. Fondamentale è la Parola.

Vecchio Copritore. Da quel giorno i Maestri sostituiscono la Parola ormai perduta con un’altra Sostituita, quella che noi tutti conosciamo, in attesa che quella giusta venga nuovamente riscoperta e possa ritornare ad essere la Parola di Maestro.

Ulisse. A me non è stato detto così.

Vecchio Copritore. E’ vero. Alcuni Maestri sono convinti che la Parola smarrita alla morte di Hiram sia stata ritrovata o sia ritornata con l’elevazione di Hiram dalla tomba.

(continua)


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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.