Pregiudizio
Dobbiamo andare oltre tutti i “pre”: pre-concetti, pre-giudizi, pre-supposti, ecc.
L'uomo è abituato a decodificare il mondo con lo strumento della logica e del linguaggio, ma non sa se la cosa percepita tramite i propri sensi sia percepita allo stesso modo da un altro uomo.
L'uomo non si è mai potuto vedere con gli occhi dell'altro: ciò che noi vediamo blu e chiamiamo blu agli occhi del nostro iterlocutore potrebbe essere ciò che noi chiamiamo rosso anche se è stato codificato come blu.
Non possiamo essere sicuri che ciò che diamo per certo sia esattamente ciò che vede l'altro.
Da qui la necessità della tolleranza e della fraternità.
Da qui nasce il lavoro prima dell'apprendista e poi del compagno: l'apprendista deve essere istruito e ricevere il metodo muratorio di codifica della realtà, il compagno deve imparare a leggere il mondo con gli occhi dell'altro.
Dopo avere imparato a vedere con gli occhi dell’altro, bisogna imparare a “sentire” con il cuore dell’altro.
Il Maestro
L'apprendista/compagno deve imparare a superare le posizioni individuali.
Solo così prenderà forza e vigore il Maestro che è in noi.
Solo così potrà disegnare l'acacia sulla tavola da disegno il Maestro che è in noi.
In molti c'è ancora un rapporto molto rigido con la realtà che porta spesso a concepire obiettivi estranei al lavoro che in effetti ostacolano e impediscono il lavoro.
Spesso anche in Loggia viene individuato un falso scopo.
Spesso anche in Loggia si demonizza ciò che non si capisce e non si vuole conoscere invece di sforzarsi di comprendere.
Molti uomini, massoni e non massoni, hanno bisogno di una strega da bruciare non di cose da capire.
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