28 giugno 2026

Vieni, presto, andiamo!...

L'uomo viaggia - L'uomo deve viaggiare

L’uomo è al buio e cerca faticosamente la luce; sa che deve camminare e non si può fermare: prima o poi – spera – troverà la luce della conoscenza.

Il viaggio è il grande paradigma dell’umanità, nato dall’osservazione della natura: il sole viaggia, la luna viaggia, i pianeti, i grandi erranti, viaggiano. Si viaggia da Occidente ad Oriente e si viaggia da Oriente a Occidente; da Settentrione a Meridione e da Meridione al Settentrione. Si viaggia in discesa e si viaggia in salita: spesso scendere è condizione necessaria per salire.

Ognuno compie il proprio viaggio personale perché conduce al proprio centro.

I viaggi dell’Apprendista vengono svolti per purificare, quelli del compagno per costruire.

Chi ritorna dal viaggio si ritrova come in esilio in patria (Dante dovrà abbandonare la propria città, lo stesso Ulisse dovrà abbandonare la propria casa alla ricerca di un popolo che non conosca il remo).

Il viaggio è esperienza personale, ma il lavoro di Loggia suggerisce l’immagine di una prova da compiere come a bordo di una nave, cioè in armonia con gli altri. Come i rematori delle vecchie navi dovevano seguire all’unisono un certo ritmo, così il lavoro di Loggia è governato dal “ritmo della remata”.

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.