Uguaglianza e regressione verso la media
Nel trinomio Libertà – Uguaglianza – Fratellanza che orna i nostri templi compare in posizione centrale il richiamo all'uguaglianza.
Spesso mi sono chiesto se quando lavoriamo siamo tutti effettivamente uguali.
E’ l’apprendista uguale al compagno?
E’ il compagno uguale al maestro?
Può cioè esserci uguaglianza effettiva dove esiste una gerarchia simbolica e spirituale?
Come ormai mi è di consuetudine, quando l’astrattezza della speculazione mi conduce in un vicolo cieco, interrogo la maestria della natura.
Maestra Natura, l’uguaglianza è un fatto naturale?
Purtroppo debbo constatare che in natura l’uguaglianza non esiste.
Sia nel regno vegetale, che in quello animale, che in quello umano, la pianta, l’animale o l’uomo nascono con un patrimonio genetico diverso da qualsiasi altra pianta, animale o uomo della stessa specie o etnia o addirittura della stessa famiglia.
Non solo il patrimonio genetico non è uguale per tutti, ma lo stesso ambiente dove la pianta, l’animale o l’uomo crescono e si sviluppano non è uguale per tutti.
Le condizioni ambientali influiscono sulla crescita e sulla maturazione, e nel caso dell’individuo umano effetti diversi possono manifestarsi per la maggiore o minore presenza nell’ambiente di crescita del calore degli affetti famigliari.
Di più. Tra gli uomini gli stessi fratelli, che nascono e sono educati nello stesso ambiente, (per fortuna!) non sono uguali.
Tutte queste considerazioni ci dicono che proprio la natura sembra indicarci che l’uguaglianza non esiste.
Nella stessa natura è stato osservato un fenomeno biologico particolare: la “regressione verso la media”.
Per esempio da due genitori di statura spiccatamente superiore alla media possono nascere figli che, pur alti più della media, hanno una statura inferiore a quella dei genitori che si avvicina alla statura media degli altri individui, che è inferiore.
Pare insomma che, pur non esistendo uguaglianza in natura, la natura tenda a mediare i valori di disuguaglianza ed a ridurre le differenze.
Dal fenomeno di “regressione verso la media” deriva un insegnamento profondo: l’uguaglianza non esiste, bisogna saperla costruire.
Dobbiamo pertanto essere capaci di farci uguali, dobbiamo voler essere uguali eliminando le discriminazioni per inferiorità o superiorità.
Questo forse lo sentiamo meglio quando desideriamo sentirci uguali a coloro che consideriamo superiori a noi. Ma dobbiamo maggiormente sentirlo e desiderarlo anche nei confronti degli altri, coloro che consideriamo non (ancora?) pervenuti al nostro livello.
Vincere la presunzione verso coloro che riteniamo inferiori può aiutarci a superare eventuali complessi di inferiorità verso coloro che noi riteniamo superiori.
La reciprocità nei rapporti di loggia deve essere reversibile. Ogni fratello deve compiere nel suo interiore una volontaria “regressione verso la media”.
Azione volontaria in quanto può esplicarsi solo se il fratello intende il valore del trinomio nel suo insieme ed alla luce del concetto “Diritto – Dovere” che un massone deve sempre avere presente in sé, in ogni momento. Ed è proprio in tal modo che si ha anche la verifica che solo nella Libertà può nascere l’Uguaglianza, e che nella Libertà e Uguaglianza cresce la Fratellanza che alla fin fine è una grande e solida Amicizia fraterna.
Nessun commento:
Posta un commento