02 luglio 2026

La Madre

 La Loggia lavora sulla tavola "La Madre". I Fratelli lavorano riflettendo...

Il lavoro dei Fratelli

Lavorando sull’aspetto Madre si lavora sulla facoltà creatrice che è presente anche nell’uomo. L’evento creativo non termina alla nascita ma si realizza seguendo la nuova vita. La creazione è atto d’Amore, che culmina nell’illuminazione, l’attimo del fascino.

Nella storia dell’umanità l’archetipo femminile indica l’Opera nelle sue fasi.

Vivere nell’amore significa vivere in simbiosi, senza che – come Filemone e Bauci - nessuno dei due comandi o ubbidisca. La coppia nasce nella trasposizione del femminino nell’altro.

Il metodo muratorio è “penetrativo”, quindi “maschile”; attraverso simboli “femminili” permette il completamento del massone.

Il “femminile” presiede e il “maschile” ricerca.

Achille è l’uomo invincibile, che cerca l’immortalità nella vittoria e teme la morte non del corpo ma dello spirito. Ettore è contemporaneamente guerriero, marito, padre. Non teme la morte perché sa che è inevitabile. Vuole non tanto non morire quanto essere di esempio e proteggere. Ettore rappresenta il lavoro del libero muratore che non deve cercare come modello Achille.

L’Amore è forza attrattiva molto potente; se deviata e non controllata è in grado di compiere le peggiori atrocità. Deve essere affiancato e “guidato” da Sapienza, Bellezza e Forza.

L’uomo è rappresentato dal Pentalfa, che ne contiene all’interno un altro rovesciato (che a sua volta ne contiene un altro ancora rovesciato, e così via). Così l’uomo (Pentalfa “dritto”) ha in sé il femminile e la donna (Pentalfa “rovesciato”) il maschile.

L’Apprendista diventando Compagno deve prendere coscienza della propria componente femminile e riappropriarsene: solo così potrà consapevolmente rialzarsi Maestro.

Un cammino iniziatico non deve essere maschile, femminile o misto, quanto solitario. In noi c’è il nero e il bianco, il secco e l’umido; successivamente c’è l’incontro con e tra simili.

Alchemicamente si deve procedere dal nero, che risulta il punto di partenza di innumerevoli percorsi, fin dall’antico Egitto, che ricorrentemente diventava appunto nero per le alluvioni.

L’Amore è il collante universale: la Luce genera l’Amore e l’Amore genera la Luce. Non odiare chi ti ha fatto un torto perché i tuoi pensieri ritornano indietro: se odi ti ritornerà odio, se ami ti ritornerà amore.

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.