03 luglio 2026

Salire

Salita

La montagna non si sale con la funivia. Non ha alcun valore evolutivo un’ascensione con tale mezzo. Anzi non è nemmeno un’ascensione. La montagna si sale esclusivamente con le proprie gambe, con le proprie forze. C’è il primo di cordata. Ma non è un maestro. E’ soltanto un fratello maggiore che percorre la stessa via, davanti a noi. La corda che unisce il primo al secondo di cordata è un sostegno reciproco, una sicurezza per entrambi.

Il bambino potrebbe benissimo cominciare a camminare da solo.

Tendergli la mano ed aiutarlo a compiere i primi passi va bene solo se è aiuto temporaneo e invito a camminare da solo.

L'insicurezza dell’uomo spesso nasce perché l'uomo non viene incoraggiato a fare da solo ma è abituato ad avere chi lo aiuta.

Succede che chi aiuta l'altro lo faccia per un secondo scopo (potere, prevaricazione) e non disinteressatamente (come deve essere il vero aiuto).

Aiutato, il bambino impara prima. Per imparare altro bisogna insegnargli ad essere autonomo.


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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.