Continua il mio dialogo interiore tra i due miei "Io" in attesa della Nera Signora.
Al termine della parte precedente avevo espresso il desiderio di avere meno zavorra nel mio appuntamento con la Nera Signora.
Io parlo con me stesso
Parte quinta
Io. Mi domanderà la Nera Signora, oppure sarò io a domandarmi sotto le di lei sembianze: Hai seguito qualcuno?
L'altro io. Che vuol dire?
Io. Nel momento in cui seguite qualcuno, cessate di seguire la verità. Segui qualcuno, non te stesso. Perdi la libertà del cammino.
Oggi paiono pochi gli uomini che cercano la
libertà, ma per me è fondamentale. Posso ben dire: io sono un uomo
libero e di buoni costumi.
Alla Nera Signora dirò che sì, qualche volta
anch’io ho seguito qualcuno. Ma – aggiungerò – solo per poco:
non appena mi accorgevo che “seguivo” e non ero un “compagno di
strada” mi facevo subito da parte.
L'altro io. Come!?! E la Massoneria? Non dirmi che non hai mai seguito non dico un massone, ma almeno la Massoneria tutta!
Io.
La Massoneria non è una guida, non può esserlo per natura. Propone,
semplicemente, un metodo di lavoro che crea un uomo libero in una
comunità di uomini liberi dove nessuno vuole guidare altri.
L’uomo libero, il caminante, non cerca guide
ma, eventualmente, compagni che possano camminare un poco con lui. E
se non trova nessuno, cammina da solo.
No, la Massoneria non può guidare. Io sono massone ma nessun massone mi ha mai guidato. Se ho avuto
consigli da qualche massone (e ne ho avuti!), li ho seguiti solo se e
quando ne sono stato profondamente convinto.
Sono un massone “con la valigia in mano”,
pronto ad andarmene se il cammino mi porta altrove e pronto ad
andarmene se qualche massone o qualche Loggia avesse la pretesa di
guidarmi.
L'altro io. Ma insomma cosa è la morte?
Io. E’ un viaggio. Tu, caro amico, lo sai bene. E sai dei primi tre grandi viaggi dei nostri antenati: il viaggio di Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso Terrestre, il viaggio di Caino scacciato lontano e segnato dal Signore, il viaggio di Noè dal vecchio al nuovo mondo.
L'altro
io. Sì, io c’ero perché c’era l’uomo.
Adamo ed Eva ci portarono dal non mondo al mondo.
Caino, il grande enigma, insegnò all’uomo la
trasformazione e vagò nei primordi del mondo.
Noè ci traghettò dal vecchio al nuovo mondo.
Io. Il vecchio mondo… Il mio vecchio mondo, il mondo della mia giovinezza e della mia formazione, non esiste più. Era molto diverso da quello di oggi.
L'altro io. Sei pessimista.
Io.
Ciò che era importante, oggi pare non valere nulla o molto poco. Ciò
che allora interessava, oggi pare non interessare. E’ bene o male?
Non so rispondere, ma se penso ai miei “miti di
fondazione” oggi mi sento estraneo.
La citazione in corsivo è tratto dal discorso di Jiddu Krishnamurti di scioglimento dell’Ordine della Stella Orientale il 3 agosto 1929.
(continua)
Nessun commento:
Posta un commento