17 ottobre 2026

Antichi Doveri: Terzo 5

 Due Liberi Muratori parlano degli Antichi Doveri

De Officiis Antiquis 

Terzo Dovere

Parte quinta

Ulisse. La domanda “Cosa è Massoneria e cosa no?” è quindi senza possibilità di risposta.

Vecchio Copritore. E' così. Sappiamo cosa sia ma non sappiamo dirlo. Una Loggia quindi è in un certo senso “autoportante” (self-contained, direbbero gli inglesi).

Ulisse. Una Loggia massonica non può che essere una Loggia massonica. Se è altro allora non è una Loggia massonica.

Vecchio Copritore. Una Loggia massonica non può svolgere altro che lavoro massonico, regolato da un rituale (ripetizione di parole e gesti, invocazioni e atti) regolato dagli Antichi Doveri.

Ulisse. Ma dove è la “sorgente” di una Loggia?

Vecchio Copritore. La Loggia prende forza e vigore dalla Fratellanza intera, senza distinzioni di luogo e tempo. Le Logge possono dar vita, associandosi, a Grandi Logge; nessuna Gran Loggia o suo organo (Gran Maestro, Giunta Esecutiva o altro) può dar vita ad una singola Loggia: può solo prendere atto che esiste e accoglierla nella Fratellanza.

Ulisse. Come nasce una Loggia?

Vecchio Copritore. Un certo numero di Fratelli si riunisce per fondare una Loggia. Questi Fratelli formano un nucleo interiore che vivifica la Loggia e la pone sotto l'egida della Massoneria Universale. Una Gran Loggia potrà quindi (se si verificano certi requisiti che quella Gran Loggia, e non altre, ha stabilito) accettare quella Loggia nel proprio circuito.

Ulisse. Il Terzo Dovere continua. Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere uomini buoni e sinceri, nati liberi e di età matura e discreta, non schiavi, non donne, non uomini immorali o scandalosi, ma di buona riputazione.

Vecchio Copritore. Sono le condizioni di iniziabilità.

Ulisse. Validi per sempre o dipendenti dai tempi e dai costumi?

Vecchio Copritore. Alcune condizioni sono sicuramente indipendenti dai tempi e dai costumi. Devono essere uomini buoni e sinceri: sappiamo cosa vuol dire. Debbono avere raggiunto la maggiore età, cioè avere la piena capacità di decidere.

Ulisse. Nati liberi?

Vecchio Copritore. Nati in condizione di uomo libero, non di schiavitù. Espressione chiarissima nell’Inghilterra del XVIII secolo, ripresa certamente da Old Charges preesistenti. Oggi pare prescrizione dovuta alla realtà dell'epoca e quindi superata, tanto che non pochi parlano di libertà dalla schiavitù dei vizi e delle passioni. Interpretazione simbolicamente significativa, ma esegeticamente e filologicamente scorretta.

Ulisse. Infatti Anderson con free born prima e poi no bondmen (bondman = schiavo) intendeva proprio la schiavitù.

Vecchio Copritore. Ad occhi aristocratici o borghesi dell’Inghilterra del Sei-Settecento l’essere in schiavitù poteva in un certo senso adombrare una qualche punizione divina o essere conseguenza di comportamenti non regolari quindi non morali, immorali.

Ulisse. Si pensi per esempio alla schiavitù per debiti.

Vecchio Copritore. Mi domando un tale giudizio valesse solo per cittadini inglesi ed europei (insomma bianchi e cristiani), in quanto nella schiavitù di uomini di colore i benpensanti dell’epoca non di rado vedevano una condizione di pre-civilizzazione, migliore dello stato libero nel quale quei “selvaggi” erano vissuti in precedenza.

Ulisse. E' concezione decisamente in contrasto con la sensibilità di oggi, che vi vede uno stato ripugnante per l’uomo, indipendentemente da improbabili punizioni divine (forse proprio la massoneria ha contribuito non poco a modificare le idee in proposito).

Vecchio Copritore. Mi pare sia diventato oggi più monito del passato da tener presente per evitare ritorni, spero improbabili, piuttosto che prescrizione normativa attuale.

(continua)





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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.