Continuano le riflessioni sul lavoro della mia Loggia.
Il tempo divora i suoi figli e ben lo sapeva Crono, che è stato messo da parte proprio da un figlio. Da allora non è più re, ma non fu affatto sconfitto: Zeus ha permesso, con un atto violento, la vita dell’uomo ed ha esiliato il tempo. Ma il tempo resta e l’uomo vive nel tempo.
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C’è anche un’altra storia, più recente e non meno affascinante.
Big bang 1.
In principio, circa 15 miliardi di anni fa, ci fu un’esplosione. Non come le esplosioni che conosciamo che partono da un centro ben preciso e si diffondono fino ad inghiottire una parte sempre maggiore dello spazio circostante: un palloncino che si gonfia, un rumore assordante tutto intorno. No, fu silenziosissima (non c’era nulla per trasmettere il rumore) e si verificò simultaneamente ovunque. Ma attenzione le parole “simultaneamente” (dal latino simul = allo stesso tempo) e “ovunque” (dal latino ubicumque = in qualunque luogo) vengono usate per comodità, perché all’istante dell’esplosione non significano nulla, come nulla significa la parola “istante”. Non c’è (ancora) ciò che conosciamo come “spazio” e non c’è (ancora) ciò che conosciamo come “tempo”. Facciamo fatica ad immaginarlo. Insomma siamo all’epoca degli amplessi geo-uranici, Crono deve ancora nascere, quindi il tempo non c’è.
Il tempo più all’indietro che riusciamo a raggiungere per avere un quadro non solo speculativo ma anche fisico (nel senso della fisica nucleare e astronomica) è successivo al big bang, anche se di poco: circa la cento-miliardesima parte di un secondo dopo il “botto”. Per intenderci un numero zero virgola undici 0 e un 1: cento miliardi di questi tempuscoli fanno un secondo! – Tanto per averne un’idea, se cominciassimo a contare 1, 2, 3,… un numero al secondo, senza interruzioni, ricordando che in un anno ci sono 31 milioni e mezzo di secondi, impiegheremmo più di tremila anni per giungere a 100 miliardi! Se volessimo ricorrere all’immaginazione esiodea forse è questo il momento del primo amplesso di Crono e Gea.
La temperatura complessiva è diminuita (comunque è cento milioni di volte più alta di quella del sole) e i quark, raffreddati, perdono la loro libertà e sono imprigionati (si fa per dire) all’interno di neutroni e protoni. Esiodo direbbe: per azione di Eros!
Raffreddandosi ulteriormente, protoni e neutroni si fondono a formare i nuclei atomici, eccetera eccetera… e tutto l’universo si imbarca in questa corsa che dura ancora oggi.
Big bang 2.
E’ andata proprio così?
Altre ipotesi sono state avanzate per spiegare certe anomalie.
Qualcuno suppone che l’espansione dell’universo immediatamente dopo il “big bang” abbia avuto una improvvisa accelerazione.
Altri suppongono che l’universo sia non tanto un palloncino che si espande ma un immenso frattale (un oggetto geometrico frastagliato) che si ripete continuamente nella stessa forma.
Altri ancora ipotizzano che dall’universale frattale nascano continuamente nuovi universi a causa di tanti piccoli “big bang locali”.
Sono ipotesi che per me diventano troppo astruse. Troppa Forza che non comprendo più e poca Bellezza che non riesco a cogliere.
Forza e bellezza.
Io taccio, e ammiro: stupito. O smarrito?
Ma è “bello” e “forte” lo stupore del piccolo di fronte al grande, così grande che più grande non si può nemmeno immaginare. Che sia Dio questo “grande”?
Sappiamo che l’uomo si accorse che il tempo c’era e che non ne poteva fare a meno.
Come se ne accorse? Si avvide che le cose cambiavano.
M. e D. suggeriscono che il cambiamento del Massone possa solo avvenire con la levigazione personale della propria pietra. Il tempo del Massone è quindi un tempo personale, che deve in Loggia rapportarsi con il tempo degli altri Massoni, come se dovessimo tutti noi sincronizzare i nostri orologi interni, ovviamente a mezzogiorno.
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Metodologicamente rifletto utilizzando i due grandi paradigmi di Forza e Bellezza (utili a porre collegamenti che altri riterrebbero pura fantasticheria); mi domando se non ci sia qualcosa di comune nel nostro patrimonio di homo sapiens che spinse qualcuno a “raccontare” gesta di dei molto umani e altri a “raccontare” di particelle misteriose che vagolano qua e là e si uniscono tra loro (ah... Eros e Afrodite!) in una continua specie di “danza” gioiosa.
La presa di potere di Zeus non è l’attuale strutturazione della materia in atomi e molecole che alla fin fine ha permesso la nostra vita?
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Anche Zeus però è stato detronizzato e un altro Dio ha preso il potere destrutturando il suo mondo e trasformandolo in qualcosa di diverso.
Mi domando se questo nuovo Dio sia il dio definitivo oppure un altro dio prima o poi prenderà il suo posto destrutturando ancora il nostro mondo.
(continua)
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