sabato 9 maggio 2026

Il testamento

 Nelle Massonerie latine il Candidato viene rinchiuso in uno stanzino angusto e nero, il Gabinetto di Riflessione, dove compie una indagine introspettiva e redige il proprio testamento. Non è ovviamente l’elenco delle ultime volontà, ma semplicemente (appunto: semplicemente!) la registrazione del percorso che è stato compiuto fino a quel momento. E’ insomma una specie di “registrazione” del punto di partenza del cammino che il Candidato inizia proprio in quella occasione.

Ricordiamo che la ritualità anglosassone non prevede il Gabinetto di Riflessione.

Ho ritrovato tra vecchi appunti la minuta del mio Testamento, redatto più di quarant’anni fa. Ovviamente oggi non mi ci riconosco, non lo sento mio. Infatti è la “fotografia” di come ero allora, il giorno del mio ingresso. Anzi, dico di più. Guai se oggi mi ci riconoscessi! Sarebbe un vero disastro. Vorrebbe dire che quarant’anni sono passati invano!

Ecco, quello è stato il mio punto di partenza muratorio. E non ha nessun interesse (nemmeno per me!) riportarlo qui.

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.