Sono un uomo come tanti. Ma non uomo qualunque, termine che riporta ad una patologica sfiducia verso tutti e spesso verso tutto, che aborro perché pare quasi esaltazione della personale mediocrità (il contrario dell’oraziana aurea mediocritas, la moderazione d’oro). Sono un navigatore del quotidiano, perché quotidianamente io viaggio e navigo pur restando fermo.
Mi puoi dire: vivi i tuoi giorni uno uguale all’altro?
No! Sembra forse così a chi non sa andare oltre le apparenze.
Mi vedono sempre qui, ma sanno dove io vado veramente? Io sono qui, ma non sono qui, sono altrove.
Là dove vado nessuno può seguirmi: il cammino è solo mio, nessun altro lo può percorrere. Ed è un sentiero strano, quasi segnato nell’aria, come se i passi ti dirigono là dove il profumo pare diverso,
Caminante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
caminante, non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando.
Camminando si fa il sentiero
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.
(Antonio Machado, Cantares)
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