Spesso
alcuni autori vengono classificati come “minori”, compagni
piacevoli di una lettura, ma... niente più. E paiono ancora “più
minori” (se si permettesse lo strafalcione) quando il loro genere
letterario è classificato appunto tra i minori.
Le classificazioni
però spesso dipendono dalle mode. Ricordo ancora nel mio manuale di
letteratura del liceo come il Pascoli fosse tacciato, secondo la
classificazione crociana in voga in quegli anni, di minore tra i
maggiori o maggiore tra i minori, come se fosse possibile stabilire
una specie di graduatoria dove Manzoni, Leopardi e Carducci precedono
Pascoli, Gozzano e Serra (quest'ultimo pure penalizzato da una breve
vita)!
Un
autore praticamente sconosciuto alla letteratura ufficiale e noto
solo in una ristretta cerchia di appassionati è certamente Isaac
Asimov, scrittore di scienza e fantascienza (già, fantascienza!).
Ci
ha lasciato alcune opere che sono una grande riflessione sull’uomo
e sui suoi comportamenti. Si definiva non credente e umanista, ma la
sua grande fiducia nell’uomo gli fa travalicare i ristretti confini
delle etichette.
Questo lavoro è basato sul racconto L’ultima
Domanda (1956) che Asimov ha considerato il suo miglior racconto.
Ne do qui una mia lettura tendenziosa e di parte, ma se la
letteratura non riesce a stimolare e riflettere... beh, a che serve?
Caro
Isaac, grande “umanista”. Mi sarebbe piaciuto averti avuto
Compagno tra le Colonne del Tempio!
Maestro Venerabile.
Fratelli 1° Sorvegliante e 2° Sorvegliante, giacché in grazia
dell’Ora e dell’Età è tempo di aprire i nostri Architettonici
Lavori, avvertite i Fratelli delle vostre Colonne che, nel corso dei
medesimi, non è più permesso ad alcuno... di intrattenersi in
questioni di politica e di religione.
Dal
Rituale del Primo Grado
Il nostro amico
Ulisse dei post precedenti è diventato Apprendista Libero Muratore.
Dalla sera della sua
iniziazione frequenta assiduamente le tornate di Loggia.
E’ attento
e riflette su un mondo nuovo che gli si è aperto davanti.
Mondo
nuovo?... No, il mondo della Loggia è sempre il buon vecchio mondo
nel quale siamo nati e vissuti, forse da “quella sera” concede qualche prospettiva e apertura in più.
Ulisse, giovane Apprendista,
riflette su quanto vede e coglie. Nelle sue riflessioni è aiutato da
un vecchio Fratello di Loggia, un Maestro da tanto tanto tempo. Ma
guai a chiamarlo Maestro! Il vecchio Fratello ribatte con foga che
lui non può essere Maestro di nessuno, visto che fa fatica ad essere
Maestro di se stesso. In Loggia ricopre da molti anni la Dignità di
Copritore Interno e molti lo chiamano con rispetto il Vecchio
Copritore. E pare che sia appellativo gradito a questo vecchio
Fratello (ma “vecchio” è termine che non gli si addice;
chiamarlo “antico” sarebbe certo molto più opportuno).
E vai, Ulisse!
Nuovo, ma sempre antico, caminante. Il tuo è un nuovo
cammino, ma sempre antico. Prendi sentieri inesplorati, inerpicati,
arrampicati, procedi. Vai, Ulisse, nuovo Libero Muratore. E se puoi
fatti accompagnare... Il Vecchio Copritore è lì, disponibile: non a
prenderti per mano, ma a camminare un poco con te.
Prima di continuare credo sia però utile una breve
PREMESSA DI FISICA
Il secondo principio della
termodinamica spiega che il calore passa da un corpo più caldo ad
uno meno caldo e non vale il viceversa. Ecco perché per raffreddare
un cibo lo mettiamo in frigorifero e non nel forno. Se mettiamo a
contatto un corpo caldo e uno freddo e li isoliamo dall’ambiente,
possiamo notare che il corpo caldo si raffredda e il corpo freddo si
riscalda, fino a quando i due corpi avranno la stessa temperatura. A
quel punto non è possibile, lasciando i due corpi isolati
dall’ambiente esterno, modificarne le temperature, per esempio fare
in modo che il primo si raffreddi di più e contemporaneamente il
secondo invece si riscaldi. Il calore fluisce solo in un senso, da
dove ce n’è di più a dove ce n’è di meno.
I fisici hanno quindi introdotto una
nuova grandezza, che chiamano entropia: l’entropia può essere
definita proprio come la misura del grado di equilibrio raggiunto da
un sistema in un dato momento. Man mano che il calore passa dal corpo
più caldo al più freddo l’equilibrio termico si avvicina (infatti
diminuisce la differenza di temperatura tra i due corpi) e l’entropia
aumenta, fino a quando i due corpi raggiungono la stessa temperatura
e non c’è più trasferimento di calore. Si dice allora che
l’entropia ha raggiunto il valore massimo e lì si ferma perché il
trasferimento di calore cessa.
Anche l’intero universo può essere
pensato come un sistema unico, nel quale enormi fonti di energia (le
stelle) irradiano calore verso le zone freddo. La misura di questo
trasferimento è appunto l’entropia. Ma ad un certo momento tutto
il calore sarà trasferito dai corpi più caldi a quelli meno caldi e
tutte le zone dell’universo avranno la stessa temperatura (si
calcola qualche grado sopra lo zero assoluto, cioè qualche grado
superiore a -273,15°C). Allora l’entropia avrà raggiunto il suo
massimo valore e tutte le trasformazioni cesseranno perché non ci
sarà più energia da trasferire dal più caldo al più freddo. I
fisici indicano questo stato finale come la morte termica
dell’universo.
Sintetizzando: l’entropia è una
grandezza positiva che cresce, cresce, cresce, fino a giungere al
massimo che corrisponde ad un universo nel quale tutti i suoi punti
sono alla stessa temperatura. E lì finisce tutto. E ricordiamoci che
non è possibile invertire il senso dell’entropia: l’entropia
cresce fino al valore massimo e basta.
Ed ora parte la nostra affabulazione asimoviana.
(continua)
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