mercoledì 16 settembre 2015

Tagliatelle e cappelletti 3

(continua dal post precedente)

Abbiamo cambiato titolo al post: non più l'anonimo "Titolo provvisorio" (che non voleva dir nulla), ma il più sanguigno "Tagliatelle e cappelletti" (sanguigno perché rivela un sentimento di attaccamento alla propria terra, ma non come legame che esclude e rifiuta tutto il resto bensì come propria identità aperta alle altre identità).
Ed ora facciamo la conoscenza con i protagonisti,


ATTORI

Dunque i nostri amici (chiamiamoli così) stanno a trebbio sul trivio. Si sono cioè incontrati e si son fermati a parlar tra loro, un po' incuriositi della strana confluenza delle strade, ma cogliendo l'occasione per sostare, riposarsi e conoscere gli altri.

Ascoltiamoli e cerchiamo di capirci qualcosa.

Alceo è uno studente. E' ancor giovane ma appare solido, come del resto solido è il suo nome, che proviene da alké = forza. Ha un forte desiderio di imparare, Alceo, e conoscere. Ha letto molto ma ha già compreso che leggere non è sapere e non è cultura: è solo il primo passo per il sapere. Il suo maestro gli ha ripetuto innumerevoli volte che ci sono individui che leggono, leggono e leggono, ma ignoranti erano e ignoranti rimangono. Ah, sì. Presuntuosi anche: sono dei gran presuntuosi - hanno letto tanto tanto - e si permettono di pontificare su ciò che non sanno e, peggio, non capiscono.

Alceo sta dedicandosi, con la serietà che lo contraddistingue, ad approfondire il rapporto tra il viver bene e il cibo. Sta viaggiando per conoscere nuovi cibi, per sapere come sono cucinati e con quali ingredienti.

Ha scoperto che la salute nasce da una dieta varia, completa ed equilibrata. E ha scoperto con entusiasmo anche piatti nuovi, saporiti, che placano appetito e calmano insoddisfazioni, ed è impaziente di comunicare le sue scoperte a chi incontra. Quale migliore occasione di quella? Sente anche che quei due, incontrati proprio là dove tre strade si riuniscono in una, in qualche modo sono legati a lui. Non sa come e perché, ma sente che il legame esiste.

Callisto è un adulto vigoroso e dall'aria franca e cordiale. Da tempo non è più uno studente, anche se - si ripete con convinzione - non è mai passata l'età per imparare, e sorride di quei tipi presuntuosi che leggono, magari male, un breve scritto e si sentono esperti di qualunque cosa. Tuttologi, li chiama con un sorrisino di compatimento. Lui invece si sente uno che cerca. Ha imparato che ci sono molte cose belle nella vita e ce ne sono di brutte; è convinto che probabilmente lo scopo della vita non si esaurisce nei ristretti confini del mondo fisico. Sì, apprezza il cibo, ma solo nella misura in cui assumere cibo è condizione per vivere. Gli piacciono i buoni cibi, ma senza esagerare: a volte preferisce un cibo povero ben preparato a uno succulento ma gettato nel piatto come il muratore getta la calcina sulla pietra. 
Gli piace osservare le cose, anche i minimi particolari, coglierne le sfumature e la bellezza intrinseca. Il suo nome stesso, Callisto, è legato alla bellezza e gli pare ben azzeccato. Gli succede a volte che di fronte a certi spettacoli (il profilo particolare di un monte, un albero strano, un semplice sasso) si fermi a osservare, come in contemplazione. No, non in contemplazione, bensì in ricerca quasi interiore. Perché quel sasso l'ha colpito? - si domanda. Probabilmente per la forma particolare che rievoca. Cosa? Fatica anche lui a individuare i suggerimenti e le suggestioni che quel particolare oggetto gli ha suscitato: certo sono cose che vengono da lontano, ben oltre la spiaggia e la battigia del suo mare interiore, ma proprio dall'acqua, dalle profondità di quello spazio liquido dentro di sé che a volte lo impaurisce per i mostri che potrebbero stare là.

Mentore è il più anziano. Un tempo si sarebbe detto che le parti finali della vita umana indicassero uno stato di saggezza, ma lui non ne è tanto sicuro. Ohibò, tutti i vecchi sarebbero saggi? Impossibile, ribatte la sua esperienza. Quanti malvissuti ha incontrato in vita sua! E, giunti alla vecchiaia, se la prendevano sempre più contro il mondo per non aver ottenuto nella vita quello che volevano! No, la saggezza non è cosa legata all'età: c'è il giovane già saggio e il vecchio che saggio non sarà mai.
La saggezza è un delicato equilibrio, che costruisci giorno per giorno nel tuo rapporto con le cose. Non solo con i grandi problemi esistenziali dell'uomo (chi sono? dove andrò...?) e con gli altrettanto grandi problemi dell'uomo verso l'uomo. No, anche nei piccoli rapporti quotidiani con chi ti è vicino. Non devi prevaricare sugli altri. Certo. Ma è anche fin troppo facile non prevaricare sugli estranei, persone con le quali non hai in pratica nessun rapporto e verso le quali mostri una indifferenza totalmente indifferente. Non devi prevaricare nemmeno (e qui sta il difficile) con chi ti è vicino, con chi ti sta vicino. Con questi è difficile, ma sono questi il tuo "prossimo".

 (continua)

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