Abbiamo cambiato titolo al post: non più l'anonimo "Titolo provvisorio" (che non voleva dir nulla), ma il più sanguigno "Tagliatelle e cappelletti" (sanguigno perché rivela un sentimento di attaccamento alla propria terra, ma non come legame che esclude e rifiuta tutto il resto bensì come propria identità aperta alle altre identità).
Ed ora facciamo la conoscenza con i protagonisti,
ATTORI
Dunque i nostri amici (chiamiamoli
così) stanno a trebbio sul trivio. Si sono cioè incontrati e
si son fermati a parlar tra loro, un po' incuriositi della strana
confluenza delle strade, ma cogliendo l'occasione per sostare,
riposarsi e conoscere gli altri.
Ascoltiamoli e cerchiamo di capirci
qualcosa.
Alceo è uno studente. E' ancor
giovane ma appare solido, come del resto solido è il suo nome, che
proviene da alké
= forza. Ha un forte desiderio di imparare, Alceo, e
conoscere. Ha letto molto ma ha già compreso che leggere non è
sapere e non è cultura: è solo il primo passo per il sapere. Il suo
maestro gli ha ripetuto innumerevoli volte che ci sono individui che
leggono, leggono e leggono, ma ignoranti erano e ignoranti rimangono.
Ah, sì. Presuntuosi anche: sono dei gran presuntuosi - hanno letto
tanto tanto - e si permettono di pontificare su ciò che non sanno e,
peggio, non capiscono.
Alceo sta dedicandosi, con la serietà
che lo contraddistingue, ad approfondire il rapporto tra il viver
bene e il cibo. Sta viaggiando per conoscere nuovi cibi, per sapere
come sono cucinati e con quali ingredienti.
Ha scoperto che la salute nasce da
una dieta varia, completa ed equilibrata. E ha scoperto con
entusiasmo anche piatti nuovi, saporiti, che placano appetito e
calmano insoddisfazioni, ed è impaziente di comunicare le sue
scoperte a chi incontra. Quale migliore occasione di quella? Sente
anche che quei due, incontrati proprio là dove tre strade si
riuniscono in una, in qualche modo sono legati a lui. Non sa come e
perché, ma sente che il legame esiste.
Callisto è un adulto vigoroso e
dall'aria franca e cordiale. Da tempo non è più uno studente, anche
se - si ripete con convinzione - non è mai passata l'età per
imparare, e sorride di quei tipi presuntuosi che leggono, magari
male, un breve scritto e si sentono esperti di qualunque cosa.
Tuttologi, li chiama con un sorrisino di compatimento. Lui invece si
sente uno che cerca. Ha imparato che ci sono molte cose belle nella
vita e ce ne sono di brutte; è convinto che probabilmente lo scopo
della vita non si esaurisce nei ristretti confini del mondo fisico.
Sì, apprezza il cibo, ma solo nella misura in cui assumere cibo è
condizione per vivere. Gli piacciono i buoni cibi, ma senza
esagerare: a volte preferisce un cibo povero ben preparato a uno
succulento ma gettato nel piatto come il muratore getta la calcina
sulla pietra.
Gli piace osservare le cose, anche i minimi
particolari, coglierne le sfumature e la bellezza intrinseca. Il suo
nome stesso, Callisto, è legato alla bellezza e gli pare ben
azzeccato. Gli succede a volte che di fronte a certi spettacoli (il
profilo particolare di un monte, un albero strano, un semplice sasso)
si fermi a osservare, come in contemplazione. No, non in
contemplazione, bensì in ricerca quasi interiore. Perché quel sasso
l'ha colpito? - si domanda. Probabilmente per la forma particolare
che rievoca. Cosa? Fatica anche lui a individuare i suggerimenti e le
suggestioni che quel particolare oggetto gli ha suscitato: certo sono
cose che vengono da lontano, ben oltre la spiaggia e la battigia del
suo mare interiore, ma proprio dall'acqua, dalle profondità di
quello spazio liquido dentro di sé che a volte lo impaurisce per i
mostri che potrebbero stare là.
Mentore è il più anziano. Un tempo
si sarebbe detto che le parti finali della vita umana indicassero uno
stato di saggezza, ma lui non ne è tanto sicuro. Ohibò, tutti i
vecchi sarebbero saggi? Impossibile, ribatte la sua esperienza.
Quanti malvissuti ha incontrato in vita sua! E, giunti alla
vecchiaia, se la prendevano sempre più contro il mondo per non aver
ottenuto nella vita quello che volevano! No, la saggezza non è cosa
legata all'età: c'è il giovane già saggio e il vecchio che saggio
non sarà mai.
La saggezza è un delicato
equilibrio, che costruisci giorno per giorno nel tuo rapporto con le
cose. Non solo con i grandi problemi esistenziali dell'uomo (chi
sono? dove andrò...?) e con gli altrettanto grandi problemi
dell'uomo verso l'uomo. No, anche nei piccoli rapporti quotidiani con
chi ti è vicino. Non devi prevaricare sugli altri. Certo. Ma è
anche fin troppo facile non prevaricare sugli estranei, persone con
le quali non hai in pratica nessun rapporto e verso le quali mostri
una indifferenza totalmente indifferente. Non devi prevaricare
nemmeno (e qui sta il difficile) con chi ti è vicino, con chi ti sta
vicino. Con questi è
difficile, ma sono questi il tuo "prossimo".
(continua)
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