Concludiamo la novella di Chesterton, una gradevole affabulazione sulla Forza, Bellezza e Sapienza, componenti fondamentali e armoniche del lavoro di Loggia.
Riassumiamo la situazione.
Il dott. Hood, padre Brown e Maggie fanno irruzione nella stanza di James Todhunter e lo trovano legato in mezzo ad un disordine indescrivibile.
Il dott. Hood (la Forza) con poche e vigorose intuizioni giunge a spiegare il dramma appena consumatosi: è lo stesso Todhunter ad avere ucciso Mister Glass, che lo stava ricattando, dopo una furiosa colluttazione, nascondendone il cadavere nella canna fumaria o seppellendolo in giardino.
Non ascolta, il dott. Hood, le obiezioni di Maggie (la Bellezza) e costruisce il suo solido castello di carte.
Deve intervenire padre Brown (la Sapienza) per spiegare ciò che effettivamente è successo.
LA SAPIENZA COMPRENDE...
La Bellezza da sola non ha la
possibilità di costruire, può solo adornare.
La Forza da sola costruisce ma non
adorna. Non sa quindi capire se il costrutto è solido oppure fragile
oppure inconsistente come un castello di carte.
La Saggezza ha la capacità di
comprendere, esaminare e giudicare il costruito.
“Ridendo!”, ripeté il dottore con stupore. “Ma di cosa dovrebbe ridere?”
“Beh”, replicò il Reverendo Brown in tono di scusa, “credo che stia ridendo di voi. E, in effetti, sono abbastanza incline a ridere di me stesso, ora che so.”
“Ora che sa cosa?”, chiese Hood con una certa esasperazione.
La Forza è incapace di guardare qua e
là, punta dritto davanti a sé. E dove colpisce, colpisce. E a volte
non colpisce nulla oppure solo il simulacro di qualcosa.
Dottor Hood (arrogantemente). “I miei fatti sono tutti incontrovertibili, sebbene necessariamente incompleti. Forse avrò dato un certo spazio all'intuizione, ma solo perché i dettagli corrispondenti non possono ancora essere determinati. In mancanza del signor Glass...”.
La Forza ha una visione unilaterale, è come una scala dritta, senza curve. E non riesce nemmeno a tornare indietro e a scendere, quando necessario.
Padre Brown. “Già: l'assenza del signor Glass. Lui è così assente... Suppongo che non vi sia mai stato nessuno tanto assente quanto il signor Glass.”
Dottor Hood. “Volete dire che non si trova in città?”
Padre Brown. “Voglio dire che è assente da ogni luogo. Assente dalla Natura delle Cose, per così dire.”
Dottor Hood. “Volete dire che non esiste?”
Il sacerdote fece un segno d'assenso. “Sembra un peccato, vero?”
Orion Hood sbottò in una risata sprezzante. “Bene”, disse, “prima di proseguire sulle cento e una prova, esaminiamo la prima che abbiamo trovato, il primo fatto in cui ci siamo imbattuti quando siamo giunti in questa stanza. Se non esiste alcun signor Glass, di chi è questo cappello?”
“E' del signor Todhunter”, replicò Padre Brown.
“Ma non è della sua misura”, strillò, impaziente, Hood. “Non potrebbe mai indossarlo!”
Padre Brown. “Non ho mai detto che potesse indossarlo”, rispose. “Ho detto che è il suo cappello. Oppure, se insistete su una sfumatura, un cappello che gli appartiene.”
“E quale sarebbe questa sfumatura?”, chiese il criminologo con tono di leggera derisione.
Padre Brown. “Esiste una certa differenza tra il cappello di una persona e i cappelli che possiede.”
Hood. “Ma che se ne farebbe Todhunter di un cappello troppo largo?”
Padre Brown. “Farne uscire conigli.”
“Cosa?”, gridò il dottor Hood.
Padre Brown. “Conigli, nastri, canditi, pesci rossi, rotoli di carta colorata. Non avete capito quando avete scoperto le corde false? È la stessa cosa con la spada. Il signor Todhunter non ha un graffio su di sé, come avete detto; però ha un graffio dentro di sé.”
La signora MacNab chiese severamente: “Intendete all'interno degli abiti del signor Todhunter?”
Chi è al di fuori del Tempio non può comprendere il lavoro che vi si fa dentro. Non la possiamo dire sorda perché il sordo ha un apparato uditivo, sebbene attenuato o non funzionante. Non la possiamo dire cieca perché il cieco ha un apparato visivo, anche se non funzionante. E sordi e ciechi hanno comunque sviluppato ulteriormente gli altri sensi per sopperire a quello mancante, non funzionante.
Semplicemente la signora MacNab non ha, per sua propria conformazione, qualche organo in grado di farle comprendere ciò che succede nel Tempio.
Semplicemente per lei quel lavoro non esiste, il Tempio non esiste, non esiste il dentro del Tempio ed ovviamente non esiste il fuori del Tempio. Se proprio volessimo essere pignoli potremmo dire che non esistendo un dentro anche il confine tra dentro e fuori vien meno e ciò che per noi è il Tempio della Libera Muratorìa per lei è semplicemente un trascurabile e insignificante punto senza dimensioni e senza importanza.
“Non intendo all'interno degli abiti del signor Todhunter”, disse Padre Brown. “Voglio dire all'interno del signor Todhunter.”
“Ma, in nome del cielo, cosa volete dire?”
LA SAPIENZA SPIEGA...
Padre Brown spiega la situazione.
Il signor Todhunter sta studiando per diventare un prestigiatore professionista, nonché giocoliere, ventriloquo ed esperto di trucchi con le corde.
La prestidigitazione spiega il cappello. È privo di tracce di capelli, non perché è stato indossato dal prematuramente calvo signor Glass, ma perché non è mai stato indossato da nessuno.
L'addestramento del giocoliere spiega i tre bicchieri, che Todhunter stava imparando a far volteggiare e a raccogliere dopo averli fatti roteare. Però, essendo solo un praticante, ha fatto rompere un bicchiere sul soffitto.
L'addestramento del giocoliere spiega anche la spada, che era orgoglio professionale e dovere del signor Todhunter ingoiare. Però, essendo una esercitazione, si graffiò leggermente l'interno della gola con l'arma. Per questo motivo si è ferito dentro di sé, il che, ne sono certo (dall'espressione del suo viso), non è cosa grave.
Inoltre stava esercitandosi nel trucco di liberarsi dalle corde, ed era proprio sul punto di liberarsi, quando tutti noi irrompemmo nella stanza.
Le carte, ovviamente, sono per i trucchi, e sono sparse sul pavimento perché lui aveva appena tentato uno di quei trucchi gettandole in aria.
Todhunter voleva semplicemente mantenere segreta la sua attività perché voleva tenere segreti i suoi trucchi, come qualunque altro prestigiatore.
Uno sfaccendato con il cappello a cilindro avendo sbirciato una volta dentro la sua finestra è stato scacciato con grande sdegno; il fatto è stato sufficiente per creare una pista sbagliata e farci immaginare l'intera vita del signor Todhunter oscurata dallo spettro del cappello di seta del signor Glass.”
LA SAPIENZA ILLUMINA
Bellezza e Forza obiettano.
Maggie. “E le due voci?”Padre Brown. “Non avete mai sentito parlare un ventriloquo?”
Dottor Hood. “E il signor Glass? La signorina MacNab ha sentito distintamente chiamare in quel modo dal signor Todhunter.”
Padre Brown ridacchia. “Quando il nostro amico giocoliere qui presente gettò i tre bicchieri in aria, li contò a voce alta mentre li afferrava, e inoltre commentò sempre ad alta voce quando non riusciva a prenderli. Cosa disse in realtà fu: Uno, due e tre: mancato un bicchiere; uno, due: mancato un bicchiere1”. E così via.
Ci fu un secondo di quiete nella stanza e poi, tutti all'unisono, scoppiarono a ridere.
Forza e
Bellezza comprendono che da sole non possono costruire nulla, ma
debbono necessariamente associarsi alla Sapienza, che le comprende
entrambe.
La figura
nell'angolo srotolò con soddisfazione tutte le corde e le fece
cadere con uno svolazzo. Poi, avanzando nel centro della stanza, con
un inchino estrasse dalla tasca un grosso volantino stampato in blu e
rosso che annunciava che Zala-Din, “il più grande prestigiatore
del mondo, contorsionista, ventriloquo e canguro umano”, avrebbe
presentato un'intera serie di nuovi trucchi il lunedì seguente alle
otto di sera in punto.
NOTA
Bicchiere:
in inglese glass.
(fine)
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