mercoledì 23 settembre 2015

Mister Glass 2

(continua dal post precedente)

Ed ecco la storia di mister Glass. Ci verrà spiegato in alcune tappe perché è "così assente". Ma mentre leggiamo di mister Glass pensiamo ai legami con il lavoro della Massoneria, pensiamo alla Loggia come un tutto unico e organico, una specie di uomo collettivo, ed attendiamoci qualcosa di strampalato se qualcuno lavora "per conto suo".


ANTEFATTI

James Todhunter ha affittato una stanza dalla vedova MacNab. Vi si chiude dentro per alcune ore al giorno con la porta chiusa a chiave. Quando si allontana, lascia la porta della stanza rigorosamente serrata e porta la chiave con sè. Il riassetto della stanza viene fatto dalla vedova MacNab con l'inquilino presente. In un angolo della stanza c'è una grande cassa, anche questa chiusa a chiave, sul cui contenuto Todhunter è molto reticente.


RACCONTO DELLA VEDOVA MACNAB

Ha spesso udito persone parlare tra loro nella stanza chiusa, ma Todhunter quando apre la porta è sempre solo.
Una volta dal giardino attraverso la finestra ha visto nella stanza un uomo alto con un cappello di seta a forma di cilindro.
Un giorno al crepuscolo quel misterioso uomo sbucò dalla nebbia, in apparenza proveniente dal mare e dalla spiaggia, percorse il piccolo giardino e si fermò a parlottare alla finestra con Todhunter, fino a quando quest'ultimo, alterato, chiuse sbattendo la finestra e l'uomo dal cappello a cilindro si allontanò nella nebbia.


IL DOTT. HOOD SPIEGA...

Anche di fronte a eventi minori, è bene osservare prima le principali tendenze della Natura. Un fiore particolare non è detto che muoia all’arrivo dell’inverno, però i fiori muoiono; un sassolino particolare può darsi che non venga mai bagnato dalla marea, ma la marea sale. In un’ottica scientifica, tutta la storia dell’umanità è una serie di movimenti collettivi, distruzioni o migrazioni, come la morìa delle mosche in inverno o il ritorno degli uccelli in primavera. Ora, il perno di tutta la storia è la razza. La razza produce la religione, ed è la razza che produce le guerre.

I MacNab sono esemplari della gente selvaggia, semplice e in via di estinzione, che noi comunemente chiamiamo Celti. Piccoli, bruni e dal temperamento sognante ed errabondo, essi accettano facilmente la spiegazione superstiziosa di qualunque incidente.

Non è affatto strano che tali persone, con il mare mugghiante dietro di loro e la brughiera ventosa di fronte, possano immettere caratteristiche fantastiche in quelli che probabilmente sono solo dei semplici eventi.

Il piccolo prete di campagna vede solo la signora MacNab terrorizzata da questa particolare storia di due voci e di un uomo alto che viene dal mare. Però l’uomo che possiede immaginazione scientifica vede – come è in realtà – l’intero Clan dei MacNab sparso per tutto il mondo nella sua globalità, in maniera altrettanto uniforme di uno stormo di uccelli. Lui vede migliaia di MacNab in migliaia di case che fanno cadere le loro piccole gocce di morbosità nelle tazze dei loro amici: lui vede... vede... tante cose, amico mio, tante cose...


UNA NOTIZIA PREOCCUPANTE

Maggie ha udito nella stanza chiusa Todhunter e Glass litigare, probabilmente un problema di denaro. Ha distinto chiaramente la voce di Todhunter, mentre l'altra, che non conosceva, era acuta e querula. Si sono distintamente udite le seguenti frasi:

“Va bene, signor Glass”

“No, signor Glass”

“Due o tre, signor Glass”.

Non riuscendo a sfondare la porta chiusa a chiave Maggie è andata a guardare dalla finestra del giardino. Maggie chiese aiuto; raccontò: Dentro era buio e sembrava vuota, ma giuro di aver visto James che giaceva raggomitolato in un angolo, come se fosse stato drogato o strangolato.


IRRUZIONE NELLA STANZA

Ecco la scena che si presentò ai tre, cioè il dott. Hood, Maggie e padre Brown, all’irrompere nella stanza. (La signora MacNab, pur presente, non conta).

Nessuno, nel vedere il disordine, avrebbe potuto dubitare che non fosse stata teatro di qualche evento cruento. Carte da gioco sparse sul tavolo e sul pavimento come se una partita fosse stata bruscamente interrotta. Sul tavolo due bicchieri da vino in attesa di essere riempiti, ma un terzo bicchiere era frantumato sul tappeto in un mucchio di cristalli. Ma non c’erano bottiglie di vino. Poco distante c'era un oggetto che sembrava un coltello o una corta spada diritta. All’angolo oppo­sto della stanza c'era un cappello a cilindro di seta. E, nell’angolo dietro il cilindro, scaraventato come un sacco di patate, ma legato come un salame, giaceva James Todhunter con una sciarpa come bavaglio e sei o sette corde legate attorno ai gomiti e alle caviglie. I suoi occhi marroni erano vivi e guizzavano attenti.


RICOGNIZIONE DEL DOTT. HOOD

Il dottor Orion Hood si fermò per un istante sulla porta e memorizzò quella scena di silenziosa violenza. Poi avanzò rapidamente sul tappeto, raccolse il cilindro di seta e con serietà lo calcò in testa all’ancora legato Todhunter. Era tanto largo per la testa del giovane, che per poco non gli scivolò sulle spalle.




(continua)

Nessun commento: