Ed ecco la storia di mister Glass. Ci verrà spiegato in alcune tappe perché è "così assente". Ma mentre leggiamo di mister Glass pensiamo ai legami con il lavoro della Massoneria, pensiamo alla Loggia come un tutto unico e organico, una specie di uomo collettivo, ed attendiamoci qualcosa di strampalato se qualcuno lavora "per conto suo".
ANTEFATTI
James Todhunter ha affittato una stanza
dalla vedova MacNab. Vi si chiude dentro per alcune ore al giorno con
la porta chiusa a chiave. Quando si allontana, lascia la porta della
stanza rigorosamente serrata e porta la chiave con sè. Il riassetto
della stanza viene fatto dalla vedova MacNab con l'inquilino
presente. In un angolo della stanza c'è una grande cassa, anche
questa chiusa a chiave, sul cui contenuto Todhunter è molto
reticente.
RACCONTO DELLA VEDOVA MACNAB
Ha spesso udito persone parlare tra
loro nella stanza chiusa, ma Todhunter quando apre la porta è sempre
solo.
Una volta dal giardino attraverso la
finestra ha visto nella stanza un uomo alto con un cappello di seta a
forma di cilindro.
Un giorno al crepuscolo quel misterioso
uomo sbucò dalla nebbia, in apparenza proveniente dal mare e dalla
spiaggia, percorse il piccolo giardino e si fermò a parlottare alla
finestra con Todhunter, fino a quando quest'ultimo, alterato, chiuse
sbattendo la finestra e l'uomo dal cappello a cilindro si allontanò
nella nebbia.
IL DOTT. HOOD SPIEGA...
Anche di fronte a eventi minori, è
bene osservare prima le principali tendenze della Natura. Un fiore
particolare non è detto che muoia all’arrivo dell’inverno, però
i fiori muoiono; un sassolino particolare può darsi che non venga
mai bagnato dalla marea, ma la marea sale. In un’ottica
scientifica, tutta la storia dell’umanità è una serie di
movimenti collettivi, distruzioni o migrazioni, come la morìa delle
mosche in inverno o il ritorno degli uccelli in primavera. Ora, il
perno di tutta la storia è la razza. La razza produce la religione,
ed è la razza che produce le guerre.
I MacNab sono esemplari della gente
selvaggia, semplice e in via di estinzione, che noi comunemente
chiamiamo Celti. Piccoli, bruni e dal temperamento sognante ed
errabondo, essi accettano facilmente la spiegazione superstiziosa di
qualunque incidente.
Non è affatto strano che tali persone,
con il mare mugghiante dietro di loro e la brughiera ventosa di
fronte, possano immettere caratteristiche fantastiche in quelli che
probabilmente sono solo dei semplici eventi.
Il piccolo prete di campagna vede solo
la signora MacNab terrorizzata da questa particolare storia di due
voci e di un uomo alto che viene dal mare. Però l’uomo che
possiede immaginazione scientifica vede – come è in realtà –
l’intero Clan dei MacNab sparso per tutto il mondo nella sua
globalità, in maniera altrettanto uniforme di uno stormo di uccelli.
Lui vede migliaia di MacNab in migliaia di case che fanno cadere le
loro piccole gocce di morbosità nelle tazze dei loro amici: lui
vede... vede... tante cose, amico mio, tante cose...
UNA NOTIZIA PREOCCUPANTE
Maggie ha udito nella stanza chiusa
Todhunter e Glass litigare, probabilmente un problema di denaro. Ha
distinto chiaramente la voce di Todhunter, mentre l'altra, che non
conosceva, era acuta e querula. Si sono distintamente udite le
seguenti frasi:
“Va bene, signor Glass”
“No, signor Glass”
“Due o tre, signor Glass”.
Non riuscendo a sfondare la porta
chiusa a chiave Maggie è andata a guardare dalla finestra del
giardino. Maggie chiese aiuto;
raccontò: Dentro era buio e sembrava vuota, ma giuro di aver
visto James che giaceva raggomitolato in un angolo, come se fosse
stato drogato o strangolato.
IRRUZIONE NELLA STANZA
Ecco la scena che si presentò ai tre,
cioè il dott. Hood, Maggie e padre Brown, all’irrompere nella
stanza. (La signora MacNab, pur presente, non conta).
Nessuno, nel vedere il disordine,
avrebbe potuto dubitare che non fosse stata teatro di qualche evento
cruento. Carte da gioco sparse sul tavolo e sul pavimento come se una
partita fosse stata bruscamente interrotta. Sul tavolo due bicchieri
da vino in attesa di essere riempiti, ma un terzo bicchiere era
frantumato sul tappeto in un mucchio di cristalli. Ma non c’erano
bottiglie di vino. Poco distante c'era un oggetto che sembrava un
coltello o una corta spada diritta. All’angolo opposto della
stanza c'era un cappello a cilindro di seta. E, nell’angolo dietro
il cilindro, scaraventato come un sacco di patate, ma legato come un
salame, giaceva James Todhunter con una sciarpa come bavaglio e sei o
sette corde legate attorno ai gomiti e alle caviglie. I suoi occhi
marroni erano vivi e guizzavano attenti.
RICOGNIZIONE DEL DOTT. HOOD
Il dottor Orion Hood si fermò per un
istante sulla porta e memorizzò quella scena di silenziosa violenza.
Poi avanzò rapidamente sul tappeto, raccolse il cilindro di seta e
con serietà lo calcò in testa all’ancora legato Todhunter. Era
tanto largo per la testa del giovane, che per poco non gli scivolò
sulle spalle.
(continua)
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