mercoledì 30 settembre 2015

Spada spezzata 2

(continua dal post precedente)

Continua la lettura di Chesterton. La sua novella viene rivista come una Tavola di Loggia. Perché? Ha senso? Certo non è un commento a Chesterton, ma è una riflessione sulle cose che non sono come appare e come dovrebbero essere. E quale insegnamento più consono al grado di Compagno Libero Muratore?
Ragionare con la Forza senza adornare con la Bellezza non permette alla Sapienza di svolgere il suo ruolo.




GUERRA ANGLO-BRASILIANA

I Brasiliani erano comandati da Olivier, un ex schiavo che, memore dei tempi nei quali era privato della libertà, si comportò sempre con magnanimità verso i nemici. Era suo costume liberare tutti i prigionieri: la sua era più una guerriglia che una guerra e i prigionieri lo avrebbero troppo impacciato. Si rifiutò sempre di passarli a fil di spada, come è purtroppo usuale nelle guerre di tutti i tempi.

La guerra terminò in modo tragico: St. Clare, malgrado l'inferiorità numerica delle proprie truppe, attaccò Olivier al Rio Cangati e fu fatto prigioniero dopo un'eroica resistenza che decimò l'esercito inglese. Dopo la cattura, malgrado la magnanimità di Olivier, St. Clare fu impiccato mentre tutti gli altri prigionieri inglesi furono liberati. St. Clare fu poi trovato dagli inglesi ancora appeso a un albero con la propria spada spezzata al collo.

La battaglia del Rio Cangati fu decisiva per le sorti della guerra e poco dopo Inglesi e Brasiliani firmarono il trattato di pace. Olivier avrebbe avuto un ruolo molto importante nella fondazione di uno stato moderno, visti i suoi contatti con gli Stati Uniti (alcuni storici ritengono abbia fatto parte delle Logge di Prince Hall, la massoneria nera degli Stati Uniti). Purtroppo per il Brasile morì l'anno dopo la battaglia e la sua opera fu interrotta e vanificata.


DOMANDE DELLO STORICO

Perché Olivier, uomo magnanimo e saggio, si comportò con crudeltà irragionevole impiccando il comandante delle truppe avversarie ormai vinte?

Perché St. Clare, soldato di profonda fede religiosa, comandante molto prudente e notoriamente avverso ad inutili spargimenti di sangue, tentò un'impresa pazzesca, destinata ad un sicuro e sanguinoso fallimento?

Sono domande cruciali perché sarebbe come scoprire un episodio dove Achille si fosse comportato da vile ed Ettore da traditore e chiedersene i motivi. E' cruciale per noi un'altra domanda: ci fu un ruolo della massoneria in questo episodio?


IL MEDICO DI FAMIGLIA

Il medico di famiglia dei St. Clare, in lite con la famiglia nobile, pubblicò una serie di articoli violenti, in cui descriveva il defunto generale come un maniaco religioso, squilibrato e integralista. La storia non ebbe seguito: il medico si ricredette? la famiglia intervenne tacitandolo? Tutti sapevano, naturalmente, che St. Clare, come già detto profondamente religioso, aveva avuto anche alcune tipiche eccentricità religiose puritane.


RICOSTRUZIONE DELL'ULTIMA BATTAGLIA

Olivier era trincerato con tre reggimenti sulle colline che sovrastano il Rio Cangati. Ai piedi delle colline, dalla stessa parte del fiume c'era una zona più bassa e paludosa. Oltre il fiume, il terreno era di nuovo solido, e lì stava il reggimento inglese. Gli altri Inglesi erano considerevolmente più arretrati, a diverse ore di cammino.

Quel particolare reggimento era distanziato dagli altri, in inferiorità numerica rispetto ai brasiliani, che però si limitarono a mantenere la propria posizione favorevole. Durante la notte, gli Inglesi, come sbandati, privi di appoggio dalla retroguardia, attraversarono il fiume, metà su un ponte alla loro sinistra, e l'altra metà attraverso un guado, alla loro destra, e rimasero ammassati sulla riva paludosa al di sotto dei Brasiliani. E lì si fermarono senza tentare il minimo assalto.

Giunta l'alba i Brasiliani li sterminarono con l'artiglieria, alla quale gli Inglesi potevano rispondere soltanto con i fucili. Tuttavia non cedettero e rimasero lì a morire. Successivamente Olivier raccontò con ammirazione l'eroico valore di quei soldati.

 RAPPORTO DI OLIVIER

"Alla fine le nostre linee avanzarono, e li sospinsero nel fiume; prendemmo prigioniero lo stesso Generale St. Clare e parecchi altri ufficiali. Il Colonnello Clancy e il Maggiore Murray erano entrambi caduti nella battaglia. Non posso fare a meno di dire che in tutta la storia si sono visti pochi spettacoli più grandiosi dell'ultima resistenza di quello straordinario reggimento; ufficiali feriti toglievano il fucile ai soldati morti, e lo stesso generale ci affrontava a cavallo, a testa nuda, con una spada spezzata."

Nulla dice il rapporto della impiccagione di St. Clare.


RESOCONTO DEL CAPITANO KEITH

Nel reggimento che aveva fatto quell'eroico tentativo al Rio Cangati, c'era un certo Capitano Keith, fidanzato della figlia di St. Clare, che in seguito sposò.

Era tra i sopravvissuti catturati e, ad eccezione del generale, lasciati subito in libertà. Anni dopo commentò la battaglia del Rio Cangati così: "Ho sempre raccontato i fatti nei minimi particolari, convinto che la gloria dell'Inghilterra sia abbastanza grande per badare a sé. Farò eccezione solo a proposito della sconfitta del Rio Cangati, per ragioni onorevoli e impegnative. Aggiungo però questo, per render giustizia a due uomini famosi. Il Generale St. Clare è stato accusato d'incapacità: io invece posso testimoniare che quell'azione, propriamente intesa, fu una delle più brillanti e sagaci della sua vita. Il presidente Olivier fu invece accusato di selvaggia ingiustizia; e io ritengo un debito all'onore di un nemico dire che dimostrò invece anche più della sua caratteristica benevolenza. Posso assicurare che St. Clare non fu per nulla quello sciocco né Olivier quel bruto che sembrarono".


TESTIMONIANZA DEL SOLDATO GREEN

Green morì in un ospizio nella Contea di Lincoln in età avanzata. Fu ferito al Rio Cangati e si accasciò accanto al Colonnello Clancy, comandante del reggimento. Green raccontò ad una suora che il Colonnello sembrò morire quasi più per la rabbia che per i proiettili, ribadendo di non essere responsabile di quella carneficina.

Il soldato ebbe l'impressione che quell'azione doveva essere stata imposta dal Generale in persona. Le ultime parole del Colonnello, secondo questa testimonianza, furono: "Ed eccolo là quel maledetto vecchio asino con la spada spezzata. Vorrei che gli avessero spezzato la testa".


TESTIMONIANZA DI UN UFFICIALE BRASILIANO

Il maggiore Espado partecipò alla battaglia del Rio Cangati. Successivamente si trovò in contrasto con Olivier e si rifugiò negli Stati Uniti. Poco prima di morire fece consegnare al Ministero della Guerra inglese alcuni quaderni che contenevano il diario di un soldato inglese caduto al Rio Cangati che lui aveva raccolto al termine della battaglia.


DAL DIARIO: VIGILIA DELLA BATTAGLIA

Il resoconto dell'ultimo giorno di vita del soldato inglese riporta dicerie e battute che circolavano nel campo, in particolare su qualcuno dal viso grifagno soprannominato l'«Avvoltoio». Pare che costui non fosse un combattente, piuttosto uno dei primi corrispondenti di guerra. Si rinchiudeva a parlare con il vecchio Colonnello Clancy; ma più frequentemente con il Maggiore Murray, ufficiale austero, di origine irlandese, puritano. Sui quaderni sono riportate anche alcune battute salaci su questo «Avvoltoio».

Dietro al campo inglese, quasi parallela al fiume, passava una strada. A Occidente la strada piegava verso il fiume, attraversandolo sul ponte cui abbiamo già accennato. Verso Oriente tagliava la zona deserta, e circa dieci miglia più in là toccava il più vicino avamposto inglese. Da quella direzione quella sera venne il Generale con lo Stato Maggiore.

Appena arrivato ci fu una animata conversazione con gli ufficiali del reggimento, specialmente con il Maggiore Murray. I due erano fatti per simpatizzare: erano uomini che "leggevano la Bibbia", e appartenevano entrambi al vecchio tipo di ufficiale evangelico. Quando il Generale risalì in sella, stava ancora parlando seriamente con Murray, che gli camminava accanto, tenendo la briglia e discutendo con lui. I soldati li guardarono finché scomparvero alla vista.

Qualche tempo dopo il Generale tornò indietro a spron battuto chiedendo con furia del Colonnello. Il Generale e il Maggiore avevano scoperto qualcosa al ponte, e c'era appena il tempo di colpire, per salvarsi. Il Maggiore - disse il Generale - era corso a chiamare aiuto, ma non era sicuro che i soccorsi potessero giungere in tempo. Si doveva varcare il fiume quella notte stessa, e impadronirsi delle alture prima del mattino.

Quando il Generale li incitò all'attacco, trasse per metà la spada dal fodero; poi, come vergognandosi di un gesto così melodrammatico, la rimise dentro.

Qui il diario termina.


DOMANDE DELLO STORICO

Perché St. Clare, soldato di profonda fede religiosa, comandante molto prudente e notoriamente avverso ad inutili spargimenti di sangue, tentò un'impresa pazzesca, destinata ad un sicuro e sanguinoso fallimento?

Perché Olivier, uomo magnanimo e saggio, si comportò con crudeltà irragionevole impiccando il comandante vinto?

Qualcuno quel giorno vide la spada del Generale ancora con la punta?


DIGRESSIONE NON MORALISTICA

A un investigatore furono chieste le ragioni dei suoi numerosi successi. Rispose:
Io sono un uomo, sono sempre dentro un corpo umano e muovo le sue braccia e le sue gambe; ma, talvolta, mi calo nella parte dell'assassino, pensando quello che pensa lui, lottando con le sue passioni, finché ho assunto l'idea convinta del suo odio; finché vedo il mondo con lo strabismo insanguinato dei suoi occhi, guardando attraverso la concentrazione del suo lento sbattere di ciglia; guardando in prospettiva una strada dritta che porta a una pozza di sangue. Allora io sono davvero un assassino.


DOMANDE METAFISICHE

D: Dove nasconde una foglia un uomo saggio?
R: Nella foresta.

D: Ma che cosa fa se non c'è una foresta?
R: Fa crescere una foresta per nasconderla.

D: E se volesse nascondere una foglia morta?
R: Allora creerebbe una foresta morta.


ANNOTAZIONE PERSONALE  -  Vorrei richiamare l'attenzione sulla citazione riportata nella "Digressione Non Moralistica" e metterla in relazione con il simbolo della scala curva, appena accennato nella ritualità di Secondo Grado.
(continua)

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