Continua la lettura di Chesterton. La sua novella viene rivista come una Tavola di Loggia. Perché? Ha senso? Certo non è un commento a Chesterton, ma è una riflessione sulle cose che non sono come appare e come dovrebbero essere. E quale insegnamento più consono al grado di Compagno Libero Muratore?
Ragionare con la Forza senza adornare con la Bellezza non permette alla Sapienza di svolgere il suo ruolo.
GUERRA ANGLO-BRASILIANA
I Brasiliani erano
comandati da Olivier, un ex schiavo che, memore dei tempi nei quali
era privato della libertà, si comportò sempre con magnanimità
verso i nemici. Era suo costume liberare tutti i prigionieri: la sua
era più una guerriglia che una guerra e i prigionieri lo avrebbero
troppo impacciato. Si rifiutò sempre di passarli a fil di spada,
come è purtroppo usuale nelle guerre di tutti i tempi.
La guerra terminò in
modo tragico: St. Clare, malgrado l'inferiorità numerica delle
proprie truppe, attaccò Olivier al Rio Cangati e fu fatto
prigioniero dopo un'eroica resistenza che decimò l'esercito inglese.
Dopo la cattura, malgrado la magnanimità di Olivier, St. Clare fu
impiccato mentre tutti gli altri prigionieri inglesi furono liberati.
St. Clare fu poi trovato dagli inglesi ancora appeso a un albero con
la propria spada spezzata al collo.
La battaglia del Rio
Cangati fu decisiva per le sorti della guerra e poco dopo Inglesi e
Brasiliani firmarono il trattato di pace. Olivier avrebbe avuto un
ruolo molto importante nella fondazione di uno stato moderno, visti i
suoi contatti con gli Stati Uniti (alcuni storici ritengono abbia
fatto parte delle Logge di Prince Hall, la massoneria nera degli
Stati Uniti). Purtroppo per il Brasile morì l'anno dopo la battaglia
e la sua opera fu interrotta e vanificata.
DOMANDE DELLO STORICO
Perché Olivier, uomo
magnanimo e saggio, si comportò con crudeltà irragionevole
impiccando il comandante delle truppe avversarie ormai vinte?
Perché St. Clare,
soldato di profonda fede religiosa, comandante molto prudente e
notoriamente avverso ad inutili spargimenti di sangue, tentò
un'impresa pazzesca, destinata ad un sicuro e sanguinoso fallimento?
Sono domande cruciali
perché sarebbe come scoprire un episodio dove Achille si fosse
comportato da vile ed Ettore da traditore e chiedersene i motivi. E'
cruciale per noi un'altra domanda: ci fu un ruolo della massoneria in
questo episodio?
IL MEDICO DI FAMIGLIA
Il medico di famiglia
dei St. Clare, in lite con la famiglia nobile, pubblicò una serie di
articoli violenti, in cui descriveva il defunto generale come un
maniaco religioso, squilibrato e integralista. La storia non ebbe
seguito: il medico si ricredette? la famiglia intervenne tacitandolo?
Tutti sapevano, naturalmente, che St. Clare, come già detto
profondamente religioso, aveva avuto anche alcune tipiche
eccentricità religiose puritane.
RICOSTRUZIONE DELL'ULTIMA BATTAGLIA
Olivier era trincerato
con tre reggimenti sulle colline che sovrastano il Rio Cangati. Ai
piedi delle colline, dalla stessa parte del fiume c'era una zona più
bassa e paludosa. Oltre il fiume, il terreno era di nuovo solido, e
lì stava il reggimento inglese. Gli altri Inglesi erano
considerevolmente più arretrati, a diverse ore di cammino.
Quel particolare
reggimento era distanziato dagli altri, in inferiorità numerica
rispetto ai brasiliani, che però si limitarono a mantenere la
propria posizione favorevole. Durante la notte, gli Inglesi, come
sbandati, privi di appoggio dalla retroguardia, attraversarono il
fiume, metà su un ponte alla loro sinistra, e l'altra metà
attraverso un guado, alla loro destra, e rimasero ammassati sulla
riva paludosa al di sotto dei Brasiliani. E lì si fermarono senza
tentare il minimo assalto.
Giunta l'alba i
Brasiliani li sterminarono con l'artiglieria, alla quale gli Inglesi
potevano rispondere soltanto con i fucili. Tuttavia non cedettero e
rimasero lì a morire. Successivamente Olivier raccontò con
ammirazione l'eroico valore di quei soldati.
RAPPORTO DI OLIVIER
"Alla fine le
nostre linee avanzarono, e li sospinsero nel fiume; prendemmo
prigioniero lo stesso Generale St. Clare e parecchi altri ufficiali.
Il Colonnello Clancy e il Maggiore Murray erano entrambi caduti nella
battaglia. Non posso fare a meno di dire che in tutta la storia si
sono visti pochi spettacoli più grandiosi dell'ultima resistenza di
quello straordinario reggimento; ufficiali feriti toglievano il
fucile ai soldati morti, e lo stesso generale ci affrontava a
cavallo, a testa nuda, con una spada spezzata."
Nulla dice il rapporto
della impiccagione di St. Clare.
RESOCONTO DEL CAPITANO KEITH
Nel reggimento che
aveva fatto quell'eroico tentativo al Rio Cangati, c'era un certo
Capitano Keith, fidanzato della figlia di St. Clare, che in seguito
sposò.
Era tra i sopravvissuti catturati e, ad eccezione del
generale, lasciati subito in libertà. Anni dopo commentò la
battaglia del Rio Cangati così: "Ho sempre raccontato i
fatti nei minimi particolari, convinto che la gloria dell'Inghilterra
sia abbastanza grande per badare a sé. Farò eccezione solo a
proposito della sconfitta del Rio Cangati, per ragioni onorevoli e
impegnative. Aggiungo però questo, per render giustizia a due uomini
famosi. Il Generale St. Clare è stato accusato d'incapacità: io
invece posso testimoniare che quell'azione, propriamente intesa, fu
una delle più brillanti e sagaci della sua vita. Il presidente
Olivier fu invece accusato di selvaggia ingiustizia; e io ritengo un
debito all'onore di un nemico dire che dimostrò invece anche più
della sua caratteristica benevolenza. Posso assicurare che St. Clare
non fu per nulla quello sciocco né Olivier quel bruto che
sembrarono".
TESTIMONIANZA DEL SOLDATO GREEN
Green morì in un
ospizio nella Contea di Lincoln in età avanzata. Fu ferito al Rio
Cangati e si accasciò accanto al Colonnello Clancy, comandante del
reggimento. Green raccontò ad una suora che il Colonnello sembrò
morire quasi più per la rabbia che per i proiettili, ribadendo di
non essere responsabile di quella carneficina.
Il soldato ebbe
l'impressione che quell'azione doveva essere stata imposta dal
Generale in persona. Le ultime parole del Colonnello, secondo questa
testimonianza, furono: "Ed eccolo là quel maledetto vecchio
asino con la spada spezzata. Vorrei che gli avessero spezzato la
testa".
TESTIMONIANZA DI UN UFFICIALE
BRASILIANO
Il maggiore Espado
partecipò alla battaglia del Rio Cangati. Successivamente si trovò
in contrasto con Olivier e si rifugiò negli Stati Uniti. Poco prima
di morire fece consegnare al Ministero della Guerra inglese alcuni
quaderni che contenevano il diario di un soldato inglese caduto al
Rio Cangati che lui aveva raccolto al termine della battaglia.
DAL DIARIO: VIGILIA DELLA BATTAGLIA
Il resoconto
dell'ultimo giorno di vita del soldato inglese riporta dicerie e
battute che circolavano nel campo, in particolare su qualcuno dal
viso grifagno soprannominato l'«Avvoltoio». Pare che costui non
fosse un combattente, piuttosto uno dei primi corrispondenti di
guerra. Si rinchiudeva a parlare con il vecchio Colonnello Clancy; ma
più frequentemente con il Maggiore Murray, ufficiale austero, di
origine irlandese, puritano. Sui quaderni sono riportate anche alcune
battute salaci su questo «Avvoltoio».
Dietro al campo
inglese, quasi parallela al fiume, passava una strada. A Occidente la
strada piegava verso il fiume, attraversandolo sul ponte cui abbiamo
già accennato. Verso Oriente tagliava la zona deserta, e circa dieci
miglia più in là toccava il più vicino avamposto inglese. Da
quella direzione quella sera venne il Generale con lo Stato Maggiore.
Appena arrivato ci fu una animata conversazione con gli ufficiali del
reggimento, specialmente con il Maggiore Murray. I due erano fatti
per simpatizzare: erano uomini che "leggevano la Bibbia",
e appartenevano entrambi al vecchio tipo di ufficiale evangelico.
Quando il Generale risalì in sella, stava ancora parlando seriamente
con Murray, che gli camminava accanto, tenendo la briglia e
discutendo con lui. I soldati li guardarono finché scomparvero alla
vista.
Qualche tempo dopo il
Generale tornò indietro a spron battuto chiedendo con furia del
Colonnello. Il Generale e il Maggiore avevano scoperto qualcosa al
ponte, e c'era appena il tempo di colpire, per salvarsi. Il Maggiore
- disse il Generale - era corso a chiamare aiuto, ma non era sicuro
che i soccorsi potessero giungere in tempo. Si doveva varcare il
fiume quella notte stessa, e impadronirsi delle alture prima del
mattino.
Quando il Generale li
incitò all'attacco, trasse per metà la spada dal fodero; poi, come
vergognandosi di un gesto così melodrammatico, la rimise dentro.
Qui il diario termina.
DOMANDE DELLO STORICO
Perché St. Clare,
soldato di profonda fede religiosa, comandante molto prudente e
notoriamente avverso ad inutili spargimenti di sangue, tentò
un'impresa pazzesca, destinata ad un sicuro e sanguinoso fallimento?
Perché Olivier, uomo
magnanimo e saggio, si comportò con crudeltà irragionevole
impiccando il comandante vinto?
Qualcuno quel giorno
vide la spada del Generale ancora con la punta?
DIGRESSIONE NON MORALISTICA
A un investigatore
furono chieste le ragioni dei suoi numerosi successi. Rispose:
Io sono un uomo, sono sempre dentro un corpo umano e muovo le sue braccia e le sue gambe; ma, talvolta, mi calo nella parte dell'assassino, pensando quello che pensa lui, lottando con le sue passioni, finché ho assunto l'idea convinta del suo odio; finché vedo il mondo con lo strabismo insanguinato dei suoi occhi, guardando attraverso la concentrazione del suo lento sbattere di ciglia; guardando in prospettiva una strada dritta che porta a una pozza di sangue. Allora io sono davvero un assassino.
DOMANDE METAFISICHE
D:
Dove nasconde una foglia un uomo saggio?
R:
Nella foresta.
D: Ma
che cosa fa se non c'è una foresta?
R: Fa
crescere una foresta per nasconderla.
D: E
se volesse nascondere una foglia morta?
R:
Allora creerebbe una foresta morta.
ANNOTAZIONE PERSONALE - Vorrei richiamare l'attenzione sulla citazione riportata nella "Digressione Non Moralistica" e metterla in relazione con il simbolo della scala curva, appena accennato nella ritualità di Secondo Grado.
(continua)
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