Ecco, la morale è un semplice e "piccolo" insegnamento (piccolo come dimensione, ma grande come valore - e l'essere appunto "piccolo" lo rende più immediato). Insomma, è un po' come quelle strofette (ricordate?):
Stretta la foglia, larga la via,
dite la vostra, che ho detto la mia.
La tavola letta in Loggia dovrebbe essere sempre una "affabulazione" invece dei seriosi trattati che troppo spesso si ascoltano (a volte derivati da un frenetico "copia e incolla" disastroso), affabulazione che dovrebbe partire sempre sempre da esperienze personali perché la sincerità nasce appunto dal raccontare il nostro vissuto interiore. Solo così sento "mia" la tavola e in tutta sincerità posso proporla ai miei Fratelli di Loggia, non perché diventi anche tavola "loro" ma perché possa stimolarli nel "loro" cammino.
TITOLO
Dal preistorico Sole e Luna, all’Oggi con Squadra e Compasso.
Sacro e profano: gli strumenti in Loggia sono -fanìe massoniche (da:
iero-, crato-, eccetera)?
PREMESSA
Sole
e Luna accompagnano l'uomo da sempre. Secondo la tradizione
ebraico-cristiana furono creati al quarto giorno, prima della
comparsa - creazione degli animali e dell'uomo e della donna.
Sono
simboli preistorici nel senso appunto etimologico del termine: ci
sono fin da prima che l'uomo diventasse uomo.
Qualunque
metodologia che lavori sulla contrapposizione e sul contrasto può
essere indicata da questi due grandi Luminari archetipici (luce e
buio) ai quali tutti gli altri si rifanno, a cominciare da Squadra e
Compasso, le due Colonne, il Pavimento a Scacchi, toccando il bianco
e il nero, il positivo e negativo, l'alto e il basso, eccetera
eccetera eccetera. E prima ancora di Sole e Luna, luce e buio, il
grande e misterioso archetipo primordiale del battito del cuore
materno: battito, silenzio, battito, silenzio...
Il
ritmo del due è presente in ogni tradizione e in ogni metodologia.
Luce e buio, suono e silenzio sono insiti profondamente,
materialmente, geneticamente, psicologicamente, spiritualmente,
nell'uomo.
Sono
come un modo di lavorare, una specie di disegno generale di ciò che
va fatto. E ciò che deve essere fatto viene eseguito con l'uso di
strumenti opportuni: martello e scalpello per squadrare la pietra,
squadra per controllare la squadratura, livella per controllare i
piani, filo a piombo, cazzuola per spalmare calcina tra pietra e
pietra; e così via, cogliendo nel ritmo del due la nascita di altri
ritmi, compresenti e compartecipi, più "fini" e più
"specializzati".
Ma...
attenzione. Non sezioniamo come il chirurgo. E' impossibile parlare
del ritmo del due, e basta. Come parli del due automaticamente parli
del del tre, del quattro, cinque, e così via. Se parli solo del pelo
e non dell'elefante magari sai tutto del pelo e niente dell'elefante,
e non ti accorgi nemmeno che quel pelo non è di elefante, ma di
cammello o di cane. Ogni ritmo implicitamente ed esplicitamente ne fa
sorgere altri e se vuoi toccarne uno devi implicitamente ed
esplicitamente toccarne altri.
E...
attenzione. Non vediamo gli strumenti più di ciò che sono. Non
attribuiamo loro altro oltre quello che già hanno. In Massoneria non
esiste la santa Squadra né il santo Compasso. Il Maestro Venerabile
non impugna il santo Maglietto. Non abbiamo, nel nostro Corpus
simbolicum, degli instrumenta sacri che in quanto
sacri discendono da un contatto del mondo altro con il nostro.
Non
esiste in Massoneria il Tempio che una volta consacrato è sacro per
sempre; c'è invece un luogo, che molti chiamano Tempio e altri
semplicemente Loggia, che diventa sacro ogni volta che vi si lavora
in un certo modo.
Squadra
e compasso, mazzuolo e scalpello, filo a piombo e livella, sono
strumenti, utensìli per il lavoro su se stessi. Come? Non so. Posso
solo cercare di immaginarlo. E forse una onesta affabulazione può
essere più utile di tante spiegazioni (che - tra l'altro - spesso
non riescono a spiegare proprio nulla).
E...
ricordiamoci: non c'è bisogno di andar lontano per fare
Massoneria. Si può fare Massoneria con i sassi del cortile, con la
sabbia della spiaggia oppure... con la farina che abbiamo in
dispensa.
Perché...
fai
Massoneria se dentro hai
il senso della Massoneria.
(continua)
Nessun commento:
Posta un commento