martedì 8 settembre 2015

GADU 5

(continua dal post precedente)

Siamo giunti alla quarta tappa dell'affabulazione. I Fratelli cominciano ad affluire alla sede della Loggia per partecipare alla Tornata. Il Vecchio Copritore continua il racconto.



Quarto scalino. La Danza delle Menti


Rispetto alla scena precedente siamo in un futuro lontano, circa 7.500.000.000 di anni della nostra Era. Se si preferisce la notazione scientifica: 7,5 x 109 anni (insomma sette miliardi e mezzo) dalla nascita di Gesù.

La mente di Zee Prime abbracciò con lo sguardo la nuova galassia, con un vago interesse per le sue innumerevoli braccia ritorte che erano uno spolverio di stelle simili a tanti granelli di polvere. Questa non l’aveva mai vista prima.
Le avrebbe mai viste tutte? Ce n’erano talmente tante che ne dubitava. E ognuna con il suo carico di umanità. Ma era un carico che da millenni era quasi un peso morto. Sempre più la vera essenza dell’uomo, la mente e tutto il resto, si trovava nello spazio e non nei corpi rimasti in sospensione sui loro pianeti di origine per una durata di molti eoni1. Talvolta si destavano per svolgere qualche attività materiale, ma questo diventava sempre più raro.

Zee Prime s’imbatté nei filamenti sottili di un’altra mente.

“Io sono Zee Prime” disse Prime. “E tu?”

“Io sono Dee Sub Wun. La tua galassia?”

“Noi la chiamiamo soltanto Galassia. E tu?”

“Anche noi la chiamiamo Galassia. Tutti gli uomini chiamano Galassia la propria galassia. Perché no?”

“E’ vero. Dal momento che tutte le galassie si somigliano”.

“Però la razza dell’uomo deve aver avuto origine su una particolare galassia. Questo la rende diversa”.

Zee Prime chiese: “Su quale?”

“Non posso dirlo. L’AC-Universale dovrebbe saperlo”.

“Possiamo chiederglielo? D’un tratto mi sono incuriosito”.

Zee Prime fremeva dalla curiosità di vedere quella galassia, e gridò: 

“AC-Universale! Su quale galassia ha avuto origine l’umanità?”

L’AC-Universale udì la domanda: su ogni mondo aveva pronti i suoi ricettori, ciascuno dei quali conduceva attraverso l’iperspazio a un punto sconosciuto dove l’AC-Universale si teneva isolato e in disparte.

Zee Prime a volte rifletteva su AC. Dove sarà? Come sarà fatto? Come funzionerà?

Si diceva che si trovasse nell’iperspazio, ma in quale forma non riusciva proprio a immaginarlo.

E non c’era davvero nessuno che potesse farlo... Ogni AC-Universale progettava e costruiva il proprio successore, più complesso e più capace, nel quale inseriva il proprio archivio dati e di individualità che conservava.
AC-Universale mostrò a Zee Prime, un vago oceano di galassie: una di queste s’ingrandì fino a diventare un ammasso di stelle.

Un pensiero arrivò. QUESTA E’ LA GALASSIA ORIGINALE DELL’UOMO.

Ma dopo tutto non era niente di diverso…era praticamente identica alle altre, e Zee Prime dovette soffocare la propria delusione.

Dee Sub Wun, la cui mente aveva accompagnato quella di Zee Prime, disse all’improvviso: “Ed è una di queste, la stella originaria dell’uomo?”

L’AC-Universale rispose: “LA STELLA ORIGINARIA DELL’UOMO E’ DIVENTATA UNA NANA BIANCA”.

“Gli uomini su di essa sono morti?” chiese Zee Prime, colto di sorpresa e senza riflettere.

L’AC-Universale rispose: “COME ACCADE IN QUESTI CASI È STATO COSTRUITO PER TEMPO UN NUOVO MONDO PER I LORO CORPI FISICI”.

“Si, certo” annuì Zee Prime, ma anche così si sentì sopraffare da una sensazione di avvilimento.

“Le stelle stanno morendo. La stella originaria è morta”.

“Devono morire. Perché non dovrebbe essere?”

“Ma quando tutta l’energia se ne sarà andata, i nostri corpi alla fine moriranno, e tu ed io con loro”.

“Ci vorranno miliardi di anni”.

“Non desidero che accada neppure dopo miliardi di anni. AC-Universale, com’è possibile impedire che le stelle muoiano?”

AC-Universale rispose:

DATI INSUFFICIENTI PER RISPOSTA SIGNIFICATIVA.


NOTA

1  Eone è unità di misura dei tempi geologici, corrispondente a un miliardo di anni. (www.treccani.it, consultato il 15.07.15)

(continua)

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