Siamo giunti alla quarta tappa dell'affabulazione. I Fratelli cominciano ad affluire alla sede della Loggia per partecipare alla Tornata. Il Vecchio Copritore continua il racconto.
Quarto scalino. La Danza delle Menti
Rispetto alla
scena precedente siamo in un futuro lontano, circa 7.500.000.000 di
anni della nostra Era. Se si preferisce la notazione scientifica: 7,5
x 109 anni (insomma sette miliardi e mezzo) dalla nascita
di Gesù.
La mente di Zee Prime abbracciò con lo
sguardo la nuova galassia, con un vago interesse per le sue
innumerevoli braccia ritorte che erano uno spolverio di stelle simili
a tanti granelli di polvere. Questa non l’aveva mai vista prima.
Le avrebbe mai viste tutte? Ce n’erano
talmente tante che ne dubitava. E ognuna con il suo carico di
umanità. Ma era un carico che da millenni era quasi un peso morto.
Sempre più la vera essenza dell’uomo, la mente e tutto il resto,
si trovava nello spazio e non nei corpi rimasti in sospensione sui
loro pianeti di origine per una durata di molti eoni1.
Talvolta si destavano per svolgere qualche attività materiale, ma
questo diventava sempre più raro.
Zee Prime s’imbatté nei filamenti
sottili di un’altra mente.
“Io sono Zee Prime” disse Prime. “E
tu?”
“Io sono Dee Sub Wun. La tua
galassia?”
“Noi la chiamiamo soltanto Galassia.
E tu?”
“Anche noi la chiamiamo Galassia.
Tutti gli uomini chiamano Galassia la propria galassia. Perché no?”
“E’ vero. Dal momento che tutte le
galassie si somigliano”.
“Però la razza dell’uomo deve aver
avuto origine su una particolare galassia. Questo la rende diversa”.
Zee Prime chiese: “Su quale?”
“Non posso dirlo. L’AC-Universale
dovrebbe saperlo”.
“Possiamo chiederglielo? D’un
tratto mi sono incuriosito”.
Zee Prime fremeva dalla curiosità di
vedere quella galassia, e gridò:
“AC-Universale! Su quale galassia
ha avuto origine l’umanità?”
L’AC-Universale udì la domanda: su
ogni mondo aveva pronti i suoi ricettori, ciascuno dei quali
conduceva attraverso l’iperspazio a un punto sconosciuto dove
l’AC-Universale si teneva isolato e in disparte.
Zee Prime a volte rifletteva su AC.
Dove sarà? Come sarà fatto? Come funzionerà?
Si diceva che si trovasse
nell’iperspazio, ma in quale forma non riusciva proprio a
immaginarlo.
E non c’era davvero nessuno che
potesse farlo... Ogni AC-Universale progettava e costruiva il proprio
successore, più complesso e più capace, nel quale inseriva il
proprio archivio dati e di individualità che conservava.
AC-Universale mostrò a Zee Prime, un
vago oceano di galassie: una di queste s’ingrandì fino a diventare
un ammasso di stelle.
Un pensiero arrivò. QUESTA E’ LA
GALASSIA ORIGINALE DELL’UOMO.
Ma dopo tutto non era niente di
diverso…era praticamente identica alle altre, e Zee Prime dovette
soffocare la propria delusione.
Dee Sub Wun, la cui mente aveva
accompagnato quella di Zee Prime, disse all’improvviso: “Ed è
una di queste, la stella originaria dell’uomo?”
L’AC-Universale rispose: “LA STELLA
ORIGINARIA DELL’UOMO E’ DIVENTATA UNA NANA BIANCA”.
“Gli uomini su di essa sono morti?”
chiese Zee Prime, colto di sorpresa e senza riflettere.
L’AC-Universale rispose: “COME
ACCADE IN QUESTI CASI È STATO COSTRUITO PER TEMPO UN NUOVO MONDO PER
I LORO CORPI FISICI”.
“Si, certo” annuì Zee Prime, ma
anche così si sentì sopraffare da una sensazione di avvilimento.
“Le stelle stanno morendo. La stella
originaria è morta”.
“Devono morire. Perché non dovrebbe
essere?”
“Ma quando tutta l’energia se ne
sarà andata, i nostri corpi alla fine moriranno, e tu ed io con
loro”.
“Ci vorranno miliardi di anni”.
“Non desidero che accada neppure dopo
miliardi di anni. AC-Universale, com’è possibile impedire che le
stelle muoiano?”
AC-Universale rispose:
DATI
INSUFFICIENTI PER RISPOSTA SIGNIFICATIVA.
NOTA
1 Eone
è unità di misura dei tempi geologici, corrispondente a un
miliardo di anni. (www.treccani.it, consultato il 15.07.15)
(continua)
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