Escher: Belvedere
E' rappresentato un belvedere e
tre piani, con sullo sfondo un paesaggio montuoso. Sul pavimento, in
primo piano, giace un pezzo di carta...
...su cui è tracciata la figura di un cubo. Due cerchietti
indicano i punti di intersezione dei lati. A seconda di come
guardiamo il cubo, risulterà quale delle due linee è davanti
all'altra. Il ragazzo seduto sulla panca tiene tra le mani un
puzzle cubico che combina le due possibilità: il sopra e il sotto si
contraddicono a vicenda. Il personaggio ci medita su e, a ragione,
non può credere ai suoi occhi.
E probabile che egli non si renda conto
che anche l'edificio alle sue spalle presenta le stesse incongruenze.
Per esempio, la scala a pioli al centro, pur essendo stata disegnata
correttamente dal punto di vista prospettico e in maniera piuttosto
credibile come oggetto, ha la base che poggia nella casa, mentre
l'estremità superiore ne resta fuori. Per cui le due persone
sulla scala non possono avere relazione fra loro.
Così commenta Escher il suo disegno.
Già, il davanti che è dietro e il dietro che è davanti.
Proprio ieri sera guardavo un film di alcuni anni fa, Ogni cosa è illuminata. Proprio al momento cruciale della vicenda i due protagonisti hanno questo colloquio.
Jonhatan ad Alex: Hai la canottiera a rovescio.
Alex: Che vuol dire.
Jonhatan: Niente. L'esterno guarda verso l'interno e l'interno guarda verso l'esterno.
E' lo stesso per Escher: il davanti è dietro e il dietro è davanti.
Quando riusciremo a vedere dietro e davanti così, interno ed esterno così, beh, avremo fatto un bel passo avanti.
A volte in Loggia siamo come i due tizi sulla scala a pioli...


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