sabato 26 settembre 2015

Davanti o dietro?






Escher: Belvedere


E' rappresentato un belvedere e tre piani, con sullo sfondo un paesaggio montuoso. Sul pavimento, in primo piano, giace un pezzo di carta...





...su cui è tracciata la figura di un cubo. Due cerchietti indicano i punti di intersezione dei lati. A seconda di come guardiamo il cubo, risulterà quale delle due linee è davanti all'altra. Il ragazzo seduto sulla panca tiene tra le ma­ni un puzzle cubico che combina le due possibilità: il sopra e il sotto si contraddicono a vicenda. Il personaggio ci medita su e, a ragione, non può credere ai suoi occhi.
E probabile che egli non si renda conto che anche l'edificio alle sue spalle presenta le stesse incongruenze. Per esempio, la scala a pioli al centro, pur essendo stata disegnata correttamente dal punto di vista prospettico e in maniera piuttosto credibile come oggetto, ha la base che poggia nella casa, mentre l'estremità superiore ne re­sta fuori. Per cui le due persone sulla scala non possono avere rela­zione fra loro.

Così commenta Escher il suo disegno.

Già, il davanti che è dietro e il dietro che è davanti.
Proprio ieri sera guardavo un film di alcuni anni fa, Ogni cosa è illuminata Proprio al momento cruciale della vicenda i due protagonisti hanno questo colloquio.

Jonhatan ad Alex: Hai la canottiera a rovescio.
Alex: Che vuol dire.
Jonhatan: Niente. L'esterno guarda verso l'interno e l'interno guarda verso l'esterno.

E' lo stesso per Escher: il davanti è dietro e il dietro è davanti.
Quando riusciremo a vedere dietro e davanti così, interno ed esterno così, beh, avremo fatto un bel passo avanti.

A volte in Loggia siamo come i due tizi sulla scala a pioli...

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