Escher: Relatività
Osserva Escher:
Tre forze di gravità operano perpendicolarmente tra loro. Al centro un uomo sale dalla cantina con un sacco di carbone sulle spalle. Ma quello stesso pavimento sul quale posa il piede destro serve da muro all'uomo seduto alla sua sinistra.
Gli uomini che salgono e scendono paiono isolati gli uni dagli altri, anzi sembrano proprio incompatibili.
La rappresentazione è coerente localmente ma incoerente globalmente.
E' uno specchio dell'umanità?
Può essere specchio del lavoro di Loggia?
Le tre forze di gravità possono indicare i tre Pilastri di Forza, Bellezza e Sapienza?
Se così fosse la Sapienza verrebbe messa sullo "stesso piano" delle altre due e non loro sintesi: sarebbero tre Pilastri quasi antagonisti e incompatibili.
Forza, Bellezza e Sapienza sullo stesso piano?
I due Sorveglianti e il Maestro Venerabile sullo stesso piano?
Noi vediamo il Venerabile come capomastro della Loggia che "sa" usare cazzuola e calcina.
Lui, il capomastro, non si impone con la Forza.
Lui, il capomastro, non si impone con la Bellezza.
Lui non è il capomastro che con perizia e competenza (Sapienza) sa usare gli utensìli (Forza) con tutte le sfaccettature necessarie per aggraziare il manufatto (Bellezza).
Cioè: è anche questo.
Ma il Maestro Venerabile è chi, sedendo sullo scranno orientale, sa essere prima di tutto operaio di se stesso su se stesso. e per questo, contemporaneamente, sa unire tutti gli operai che, come gli uomini di Escher, salgono e scendono le scale quasi ignorandosi (ma senza apparentemente contrastarsi).
Ed ecco che il lavoro, del Maestro Venerabile prima, e un po' alla volta degli altri (qualcuno prima, qualcun altro poi), porta a tessere fili che aiueranno a superare incongruenze e incoerenze locali.
Questi uomini infatti vivono ognuno nel proprio mondo e devono giungere a comprendere che il loro piccolo mondo è solo un aspetto del grande mondo e non il grande mondo.
Spesso in Loggia ho sentito certi Massoni che ti parlano come se il "loro" mondo fosse "il" mondo, come se la "loro" Massoneria fosse "la" Massoneria. E lo dico senza polemica e con affetto: ci sono Fratelli che parlano non per sentito dire o per letture, ma per esperienza personale, vissuta sulla propria pelle, sinceramente, con dolore.
Il Maestro Venerabile, appunto perché "sa" lavorare su se stesso, deve saper tessere i singoli fili in un ordito comune e armonico.
Solo così riesci a capire che quello che tu vedi e usi come solido pavimento, per il tuo compagno è invece una bella parete.
Sì, raccontiamoci le nostre esperienze, le belle e le brutte, le piacevoli e le dolorose. Ma sempre consci che sono esperienze "nostre", utili agli altri, ma "nostre". Ma possono stimolare gli altri che a loro volta stimoleranno noi.
Ecco il grande compito del Maestro Venerabile: il "maestro della calcina", il maestro di armonia, il maestro dell'unione. Far sì che ognuno rimanga in un atteggiamento propositivo: "intervenire per", e non "intervenire contro".
Forza, Bellezza e Sapienza diventano così tre pilastri che diventano IL pilastro della Loggia tutta.

Nessun commento:
Posta un commento