15 giugno 2014

L'Apprendista bussa alla Camera di Compagno

E' passato del tempo. Il nostro amico, che seguimmo quando da profano bussò alla porta del Tempio, ora si sente maturo e bussa, lui Apprendista Libero Muratore, alla porta della Camera di Secondo Grado. Verrà accolto?

D: Dove siete stato passato al Grado di Compagno d'Arte (Fellow-Craft = Compagno di Mestiere) Libero Muratore?
R: In una Loggia di Compagni d'Arte.
D: In che modo siete stato passato?
R: Il Fr. Esperto, che mi assisteva,  mi fece riflettere sul passo che mi accingevo a compiere.
D: Come eravate vestito?
R: Ero vestito da Apprendista Libero Muratore con la bavetta del grembiule alzata.
D: Avevate con voi qualche utensile?
R: Il Fr. Esperto mi consegnò un regolo da 24 pollici che appoggiai sulla mia spalla sinistra. Poi mi accompagnò alla porta del Tempio.
D: Che faceste?
R: Bussai alla porta.
D: In che modo bussaste?
R: Nell'unico modo che conoscevo: con i colpi da Apprendista Libero Muratore.
D: Vi si rispose?
R: Il Fr. Copritore immediatamente accorse.
D: Cosa fece il Copritore?
R: Riferì al 1° Sorvegliante che un Apprendista chiedeva di entrare.
D: Non vi scacciarono?
R: Il 1° Sorvegliante comprese la mia tacita richiesta e riferì che io, operaio dell'Officina, di tre anni d'età, ero accompagnato e sostenuto dal Fr. Esperto, il quale quindi approvava il mio passo.
D: Il 2° Sorvegliante, vostro Sovrintendente, non disse nulla?
R: Al contrario. Intervenne dicendosi soddisfatto del mio lavoro da Apprendista.
D: E il Maestro Venerabile?
R: Accolse i pareri dei Sorveglianti e chiese alla Loggia di Compagni se approvasse il mio aumento di salario.
D: Foste approvato?

R: I Compagni approvarono la mia promozione e fui fatto entrare.

14 giugno 2014

I Doveri del Libero Muratore

Continua il colloquio del Maestro Venerabile



D: Il principio che avete enunciato mette bene in evidenza l'obiettivo del lavoro muratorio.
R: Certo; il Libero Muratore cerca l'equilibrio della saggezza.
D: E' un lavoro facile?
R: Tutt'altro. Il Maestro Venerabile fu molto chiaro e mi ammonì: E' un lavoro penoso che impone molti sacrifici, ai quali dovrete sottomettervi, se sarete ammesso tra noi.
D: Quindi è lo stesso lavoro che il bussante sarà chiamato a svolgere?
R: Sì, ed appunto per questo il Maestro Venerabile mi ripropose la domanda: Persistete nel desiderio di essere accolto tra i Liberi Muratori? Siete ancora disposto?
D: Avete risposto?
R: Certo, risposi di essere determinato a proseguire. Mi colpì soprattutto che si cercasse di farmi assumere impegni importanti con piena conoscenza delle conseguenze.
D: Cosa vi disse il Maestro Venerabile?
R: Mi spiegò che l'Istituzione massonica ha leggi che impongono doveri reciproci da osservare.
D: Vi dissero quali obblighi?
R: Il Maestro Venerabile continuò: Nessuno vuole imporvi obblighi che non conoscete, quindi la saggezza di questa Assemblea (ancora il termine “saggezza”!), cioè dei Fratelli Massoni, ha deliberato di spiegare quali saranno questi doveri, se fossi stato ammesso.
D: Quindi la vostra ammissione non era ancora sicura?
R: Credo dovesse dipendere dalle prove che avrei dovuto superare.
I doveri e la Coppa delle Libagioni
D: Quali sono i doveri da praticare?
R: Me ne indicò tre. Il primo - disse il Maestro Venerabile - è il silenzio più assoluto su quanto potrete udire o vedere tra noi.
D: Silenzio o segreto?
R: Silenzio. Ed è comprensibile che si parli di silenzio verso un Fratello futuro ma ancora non Libero Muratore. Ed è ancora più significativo se pensiamo che ogni Fratello proviene dal mondo profano, che potremmo chiamare il mondo della confusione e dello schiamazzo.
D: Gli altri doveri?
R: Il secondo dovere - spiegò il Maestro Venerabile - è di praticare la virtù, soccorrere i Fratelli, prevenire le loro necessità, alleviare le loro disgrazie e assisterli con il vostro affetto e con i vostri consigli.
D: La Fratellanza è quindi un legame stretto?
R: Sì, nasce dalla consapevolezza di percorrere un cammino insieme, anche se non è necessariamente lo stesso cammino.
D: Ma è un atteggiamento da tenere solo con i vostri Fratelli?
R: No, è da tenere con tutta l'Umanità, di cui i Fratelli sono solo una parte. Nessun uomo, per il solo fatto di essere uomo, deve esserci estraneo.
D: Ma sono virtù rare.
R: Tra i Massoni sono considerate il compimento di un dovere gradito.
D: Altri doveri?
R: Il terzo dovere - continuò il Maestro Venerabile - è quello di conformarsi alle Leggi dell'Ordine dei Liberi Muratori e ai Regolamenti della Loggia.
D: E' un impegno ragionevole: se appartieni ad una Associazione ne devi seguire le regole
R: Il Maestro Venerabile mi assicurò che Leggi e Regolamenti non erano in contrasto con la mia coscienza di uomo libero e non vi era nulla di contrario alle leggi dello Stato.
D: Solo tre doveri?
R: Sì, ritorna il numero tre.
D: Cosa vi disse il Maestro Venerabile?
R: Mi rifece la domanda: Persistete nel desiderio di essere accolto tra i Liberi Muratori? Siete disposto a subire le prove necessarie?
D: Voi cosa rispondeste?
R: Risposi positivamente.
D: E il Maestro Venerabile?
R: Mi chiese se ero disposto, prima di affrontare le prove, a prestare una Promessa Solenne sulla Coppa delle Libagioni.
D: E voi?
R: Una volta accettata quella strana situazione non avevo più scelta. Anzi, avevo liberamente scelto di accettare e proseguire: dovevo essere coerente e conseguente.

13 giugno 2014

La Catena interrotta

La nostra Loggia ha ripreso un antico Rito del XVIII secolo: il nuovo Fratello viene inserito nella Catena d'Unione dei Fratelli della Loggia. E' un gesto simbolico con il quale i Fratelli accolgono il Fratello appena iniziato oppure trasferito da altra Loggia.


D: E così il Rito di Iniziazione terminò.
R: Non ancora. Nella mia Loggia è consuetudine accogliere un nuovo Fratello con un rito semplice ma molto suggestivo.
D: Di cosa parlate?
R: La mia Loggia ha ripreso un rito antico, quello della Catena Interrotta.
D: Quando viene praticato questo Rito?
R: Ogni volta che un nuovo Fratello arricchisce le nostre Colonne. Noi lo pratichiamo anche quando vogliamo onorare un Fratello nominandolo Membro Onorario della nostra Loggia.
D: Come si svolse il Rito?
R: Dopo la Proclamazione a Membro effettivo della Loggia il Maestro Venerabile dispose che il Maestro delle Cerimonie mi riportasse tra le Colonne. Intanto ordinò ai Fratelli una Catena d'Unione.
D: Quindi i Fratelli si riunivano in Catena mentre voi attendevate tra le Colonne?
R: Sì, i Fratelli si riunirono in Catena e il Maestro Venerabile cominciò a far circolare le due Parole.
D: Quali Parole?
R: Ogni Catena d'Unione viene dinamizzata con la circolazione di due Parole, che possono essere le Parole semestrali decise dal Gran Maestro oppure altre Parole scelte dal Maestro Venerabile.
D: Come circolarono le Parole?
R: Una volta che i Fratelli si furono stretti in Catena il Maestro Venerabile sussurrò all'orecchio del Fratello alla sua destra una Parola e all'orecchio del Fratello alla sua sinistra l'altra Parola.
D: Che fecero questi Fratelli?
R: Sussurrarono all'orecchio del Fratello vicino la Parola ricevuta dal Maestro Venerabile.
D: Fecero tutti così?
R: No, il 1°Sorvegliante ricevette le Parole, ma non le trasmise.
D: Perché?
R: Lo spiegò al Maestro Venerabile: E' mio dovere interrompere la Catena per inserire un nuovo anello.
D: Come procedette per interrompere la Catena?
R: Lasciò la Mano del Fratello alla sua destra e mi invitò ad inserirmi.
D: E voi?
R: Mi misi alla destra del 1° Sorvegliante e mi collegai al Fratello alla mia destra ma non al 1° Sorvegliante.
D: Per quale motivo.
R: Il 1° Sorvegliante aveva interrotto la Catena e il 1° Sorvegliante doveva rinsaldarla.
D: Cosa fece il 1° Sorvegliante?
R: Comunicò al Maestro Venerabile che essendosi inserito il nuovo anello chiudeva la Catena.
D: Come la chiuse?
R: Mi afferrò con la sinistra la mano destra, ristabilendo così il contatto e rilasciò le Parole.
D: Come le rilasciò?
R: Mi sussurrò all'orecchio la Parola che aveva ricevuto dal vicino di destra (che era ora il mio vicino di destra) dicendomi che era quella che io avrei dovuto passargli se fossi stato inserito nella Catena fin dall'inizio. Mi comunicò poi l'altra Parola che aveva ricevuto dal Fratello alla sua sinistra che io mi affrettai a passare.
D: Così le Parole ritornarono al Maestro Venerabile?
R: Sì. Immediatamente dopo il Maestro Venerabile sciolse la Catena e invitò i Fratelli a prendere posto.
D: E voi?
R: Io rimasi al centro del Tempio con il Maestro Venerabile: non avevo ricevuto nessuna disposizione.
D: Vi si disse cosa fare?
R: Appena i Fratelli ebbero preso posto il Maestro Venerabile indicò al Maestro delle Cerimonie di accompagnarmi alla testa della Colonna dei Compagni.
D: Perché proprio lì?
R: Era il posto che mi spettava in quella Tornata. In seguito invece avrei dovuto sedermi secondo la mia anzianità di iniziazione.
D: Prendendo posto terminò il Rito di Iniziazione?
R: Sì, terminò il Rito.
D: Cosa fece il Maestro Venerabile?

R: Chiamò l'Oratore di Loggia a trarre le conclusioni sul Rito.

12 giugno 2014

La Proclamazione alla Loggia

Siamo ormai alle ultime battute del Rito.

D: Cosa fece il Maestro Venerabile?
R: Mi proclamò membro della Loggia.
D: Vi ricordate come vi proclamò?
R: L'atto fu compiuto Alla Gloria Del Grande Architetto Dell'Universo. Il Maestro Venerabile agì in nome e sotto gli auspici del Grande Oriente d'Italia e per i poteri che gli sono stati conferiti come Maestro Venerabile della Loggia.
D: Continuate!
R: Dopo queste premesse il Maestro Venerabile mi proclamò Membro effettivo della Loggia con il grado di Apprendista Libero Muratore.
D: E' l'atto finale che sancisce la nuova appartenenza.
R: Di più. Il Maestro Venerabile terminò con un auspicio che ritengo di grande importanza non tanto perché riferito a me quanto perché è alla base stessa dell'essere Massoni.
D: Cosa disse di così importante il Maestro Venerabile?
R: Poche parole: Vi invito a riconoscerlo come tale (cioè Apprendista membro della Loggia) ed a prestargli aiuto ed assistenza in ogni occasione.
D: Molti vorranno vedere in queste parole l'obbligo di aiuto anche non lecito.
R: I profani vedono nella Massoneria quello che sono in grado di vedere; se sono in malafede vedono solamente quello che desiderano vedere. Chi invece è stato accolto tra i Liberi Muratori vi vede non tanto l'obbligo di aiutare sempre e comunque, anche oltre il lecito, bensì l'impegno che ogni singolo Fratello ha preso con se stesso di aiutare il Fratello. E' aiuto non solo materiale, ma anche nella ricerca personale e spirituale.
D: Con la proclamazione terminò il Rito?
R: Si il Rito era effettivamente al termine. Mancavano solo alcuni atti.
D: Quali?
R: Il Maestro Venerabile chiamò tutti i Fratelli ad una triplice Batteria di gioia in mio onore quale nuovo Fratello della Loggia.
D: Tutti parteciparono alla Batteria?
R: No, io e il Maestro delle Cerimonie non partecipammo.
D: Perché?
R: Un Fratello non può partecipare alla Batteria in suo onore. Ma ogni Batteria va sempre coperta, cioè ripetuta. Così il Maestro delle Cerimonie non partecipò alla Batteria perché a mio nome chiese il permesso di coprirla.
D: Quindi voi e il Maestro delle Cerimonie rispondeste alla Batteria?

R: Sì, noi due battemmo la risposta.

11 giugno 2014

Il primo lavoro dell'Apprendista

E' terminata l'Istruzione. Il neo-Apprendista rientra nel Tempio.

D: Terminata l'Istruzione che faceste?
R: Mi avvicinai alla porta del Tempio e bussai con i colpi da Apprendista.
D: Vi aprirono?
R: La porta si socchiuse e comparve il viso del Copritore Interno.
D: Vi fece entrare?
R: Non subito. Il Copritore Interno avvisò il 2° Sorvegliante che ero alla porta.
D: Vi ricordate cosa disse?
R: Il Copritore Interno disse: E' il nuovo iniziato che chiede di entrare.
D: Quindi vi chiamò iniziato?
R: Sì, e forse formalmente lo ero. Ma è termine che io non uso.
D: Perché?
R: Perché lo ritengo descrivere uno stato già raggiunto piuttosto che un cammino in svolgimento.
D: Cosa fece il 2° Sorvegliante?
R: Avvisò il 1° Sorvegliante che ero alla porta del Tempio.
D: E il 1° Sorvegliante?
R: Avvisò il Maestro Venerabile che ero alla porta del Tempio.
D: E il Maestro Venerabile?
R: Diede il permesso di entrare, ma avrei dovuto restare tra le Colonne.
D: A chi diede l'ordine di farvi entrare?
R: A nessuno in particolare.
D: Non si seguì la trafila Maestro Venerabile, 1° Sorvegliante, 2° Sorvegliante, Copritore Interno?
R: No, non la si seguì. Il Copritore Interno semplicemente aprì la porta e si fece da parte.
D: Quindi entraste?
R: Mi avevano già spiegato come si entra in Loggia a lavori già aperti. Per sottolineare l'Istruzione impartitami, ora entrarono prima il Maestro delle Cerimonie e poi l'Esperto in modo che io potessi ancora vedere come procedere.
D: Come terzo entraste voi?
R: Sì, io entrai come terzo.
D: Come entraste.
R: Sulla porta mi misi all'Ordine e feci i tre passi di Apprendista avanzando verso Oriente. Compiuti i passi diedi il Segno al Maestro Venerabile, subito rimettendomi all'Ordine.
D: Salutaste i Sorveglianti?
R: Sì, dopo aver dato il Segno al Maestro Venerabile voltai il capo verso lo scranno del 1° Sorveglianti e detti il Segno. Successivamente mi rivolsi verso lo scranno del 2° Sorvegliante e detti il Segno anche a lui.
D: Poi che faceste?
R: Ero al centro del Tempio tra il Maestro delle Cerimonie alla mia destra e l'Esperto a sinistra. Il Maestro Venerabile ordinò all'Esperto di mostrarmi la Pietra Grezza e di insegnarmi a compiere il Lavoro di Apprendista.
D: In che modo l'Esperto vi mostrò il Lavoro di Apprendista?
R: L'Esperto mi condusse alla Pietra Grezza accanto all'Altare e mi consegnò un mazzuolo.
D: Cosa faceste con il mazzuolo?
R: Battei tre colpi sulla Pietra.
D: I vostri primi colpi sulla Pietra!
R: Sì, i miei primi colpi sulla Pietra.
D: Poi che faceste?
R: Fui ricondotto tra le Colonne?
D: Perché?
R: Lo indicò chiaramente il Maestro Venerabile: ordinò all'Esperto di condurmi dai due Sorveglianti per farmi riconoscere Apprendista Libero Muratore.
D: Dovevate sottoporvi al loro esame?
R: Era certo un esame in quanto avrei dovuto dare Segni e Parole che mi avrebbero fatto riconoscere come Apprendista Massone. Ma non era solo un esame.
D: Che volete dire?
R: Era una presentazione al Sorvegliante ed ai Fratelli della rispettiva Colonna. L'esame serviva a garantire Sorvegliante e Fratelli della correttezza della mia Istruzione.
D: Cosa vi chiesero i Sorveglianti?
R: L'Esperto mi condusse dal 1° Sorvegliante poi dal 2°. Le domande furono le stesse.
D: Quali furono?
R: Mi furono chiesti Ordine, Segno, Toccamento e Parola Sacra.
D: E voi?
R: Risposi come richiesto.
D: Quindi rispondeste correttamente?

R: Sì; il 1° e 2° Sorvegliante presero atto che Ordine, Segno, Toccamento e Parola Sacra erano giusti e perfetti e lo comunicarono al Maestro Venerabile.

10 giugno 2014

Ricreazione

Il Rito sta per terminare. Il nuovo Fratello è condotto nella Sala dei Passi Perduti per la necessaria istruzione. I Fratelli si pongono in ri-creazione.

D: Dopo che foste uscito come procedettero i Lavori nel Tempio?
R: Poiché ero uscito dal Tempio la mia risposta si basa su quanto poi mi raccontarono i Fratelli. Seppi che dopo la mia uscita il Maestro Venerabile concesse alla Loggia tre minuti di Ricreazione.
D: In che modo il Maestro Venerabile concesse la Ricreazione?
R: Il Maestro Venerabile comunicò al 2° Sorvegliante che concedeva la Ricreazione e il 2° Sorvegliante trasmise la disposizione a tutti i Fratelli.
D: Perché proprio al 2° Sorvegliante?
R: E' dovere del 2° Sorvegliante chiamare i Fratelli dal Lavoro alla Ricreazione e dalla Ricreazione al Lavoro.
D: Cosa seguì all'annuncio del 2° Sorvegliante?
R: Il Maestro Venerabile ordinò al 1° Sorvegliante di compiere il proprio dovere.
D: Cosa fece il 1° Sorvegliante?
R: Sull'Ara staccò squadra e compasso, lasciando però aperto il Volume della Legge Sacra.
D: Quindi tutti lasciarono i propri posti?
R: No, Ricreazione non significa confusione.
D: Che vuol dire?
R: Durante la Ricreazione è sospeso il lavoro collettivo, non quello individuale: i Fratelli rimangono seduti appunto a ri-crearsi. Il proprio posto può essere abbandonato soltanto nei modi stabiliti.
D: Quando terminò la Ricreazione?
R: Quando il Maestro Venerabile fu avvertito dal Maestro delle Cerimonie che l'Istruzione era terminata.
D: Come terminò la Ricreazione.
R: Il Maestro Venerabile ne avvertì il 2° Sorvegliante.
D: Cosa fece il 2° Sorvegliante?
R: Ordinò ai Fratelli di riprendere il posto che gli spetta.
D: Ma allora ciò significa che erano fuori posto.
R: Durante la Ricreazione i Fratelli lavorano individualmente. Riprendere il posto che spetta significa ritornare al lavoro collettivo.
D: Come si ritornò al lavoro collettivo?
R: Fu il Maestro Venerabile a dichiarare che i lavori riprendevano forza e vigore. Conseguentemente il 1° Sorvegliante ristabilì la corretta posizione di squadra e compasso sul Volume della Legge Sacra.

09 giugno 2014

Grembiule e guanti

Il nuovo Libero Muratore viene vestito.

D: Cosa vi disse il Maestro Venerabile?
R: Per prima cosa mi diede il triplice bacio, mostrando così il mio effettivo ingresso nella Fratellanza.
D: Come vi scambiaste il triplice bacio?
R: Partendo dalla guancia sinistra, poi la destra e infine ancora la sinistra.
D: Perché la sinistra?
R: Simbolicamente è legata al cuore e per gli antichi il cuore era la sede dell'intelletto.
D: Cosa accadde dopo il triplice bacio?
R: Il Maestro Venerabile suggellò il triplice bacio con una affermazione che era allo stesso tempo constatazione di una nuova realtà e annuncio ai Fratelli di Loggia e, tramite loro, a tutti i Massoni del mondo.
D: Cosa disse di così importante?
R: Una semplice frase, ma profonda: Tu sei mio Fratello. Indicò così il legame indissolubile che durante il Rito era stato costruito.
D: Poi che successe?
R: Il Maestro Venerabile mi cinse i fianchi con un grembiule bianco. Il grembiule - disse è il simbolo del Lavoro, primo dovere e massima consolazione dell'uomo.
D: Parole profonde.
R: Ma che erano un chiaro invito a meditare sul significato del Lavoro come trasformazione e non solo come attività per vivere o sopravvivere.
D: Disse altro?
R: Si raccomandò che non mi presentassi mai in Loggia senza indossarlo.
D: Perché?
R: Il Grembiule è l'abito del Massone, non solo un abbigliamento protettivo.
D: Come va indossato?
R: L'Apprendista Libero Muratore porta il Grembiule con la bavetta rialzata.
D: Perché?
R: Per indicare che il suo lavoro è lo sgrossamento della pietra e quindi deve proteggersi dalle grosse schegge e scorie che scalpellando elimina dalla propria pietra.
D: Di che materiale è il Grembiule?
R: Il Grembiule del Libero Muratore è di pelle di agnello. Ma...
D: Cosa volete aggiungere?
R: Solo una considerazione mia.
D: Dite pure.
R: Il Libero Muratore del XXI secolo ha una sensibilità diversa dall'artigiano e operaio del Medioevo. Oggi può disturbare indossare indumenti quali pellame originati dall'uccisione di animale quando sono disponibili altri indumenti senza un'origine così cruenta. Del resto molti Liberi Muratori potrebbero non gradire agapi rituali dove si consuma carne o pesce, originati da una morte violenta, perché vi vedono una grande contraddizione con la ritualità dei lavori.
D: E' sicuramente una osservazione che va meditata. Cosa fece poi il Maestro Venerabile?
R: Mi diede un paio di guanti bianchi.
D: Perché?
R: Il colore dei guanti mi ricorda che le mani del Libero Muratore debbono restare sempre pure e mio compito è di non offuscarne mai il candore.
D: Che vuol dire: mani pulite in guanti sporchi?
R: No. I guanti ricordano i guanti da lavoro che usavano i Muratori per ripararsi le mani. Ma oggi i Massoni costruiscono le cattedrali nel loro cuore e i guanti da strumento di lavoro materiale sono diventati strumento di lavoro spirituale: il loro candore deve ricordare al Libero Muratore il candore delle proprie mani.
D: Credevo che il simbolismo dei guanti (come quello della spada) avesse origini cavalleresche quando gli aristocratici furono ammessi nelle Logge come muratori accettati.
R: No i guanti erano strumento operativo delle antiche corporazioni di lavoranti della pietra.
D: Cosa disse il Maestro Venerabile dopo la consegna dei guanti?
R: Il Maestro Venerabile mi consegnò un altro paio di guanti.
D: Perché
R: Il Maestro Venerabile consegnandomi il secondo paio di guanti disse alcune parole molto incisive.
D: Le ricordate?
R: Le ricordo molto bene e con me credo le ricordi ogni Fratello che le ha ascoltate il giorno della sua Iniziazione.
D: Cosa disse il Maestro Venerabile?
R: Disse che essendo la nostra Iniziazione solare nella nostra Istituzione non sono ammesse le donne. Le parole esatte furono: Le donne non sono ammesse ai nostri misteri.
D: Quindi le donne non sono ammesse in Massoneria?
R: Le donne non sono ammesse nella nostra Istituzione. Tuttavia esistono altre Istituzioni massoniche nella quale uomini e donne lavorano insieme nelle Logge ed altre ancora che ammettono solo donne.
D: Non disse altro?
R: Aggiunse che i massoni rispettano e onorano le donne e che quindi era usanza donare al nuovo Fratello un paio di guanti femminili.
D: Quindi il Maestro Venerabile vi offrì un paio di guanti per la vostra compagna?
R: Non necessariamente per la compagna. Infatti il Maestro Venerabile sottolineò che i guanti erano destinati a colei che rappresenta la tua perfetta polarità contraria, cioè quella lunare.
D: Dopo la consegna dei Guanti che fece il Maestro Venerabile?

R: Il Maestro Venerabile mi comunicò che i Liberi Muratori per riconoscersi tra loro hanno Segni, Parola e Toccamento che avrei dovuto imparare. Ordinò quindi al Maestro delle Cerimonie e all'Esperto di accompagnarmi nella Sala dei Passi Perduti per l'Istruzione.
Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.